Connect with us

Gossip

Sonia Bruganelli: «Bonolis cercava ancora la favola, io invece volevo scoprire chi sono davvero»

Sonia Bruganelli parla senza freni del rapporto con Paolo Bonolis, del tradimento, della separazione serena e del nuovo amore con Angelo Madonia, più giovane di lei: «Paolo voleva la favola, io cercavo me stessa». Nessuna rottura traumatica, ma due vite che hanno preso strade diverse, nel rispetto reciproco.

Avatar photo

Pubblicato

il

    Un amore durato più di vent’anni, tre figli, una separazione pacifica e oggi una nuova storia con un altro uomo. Sonia Bruganelli si è raccontata senza filtri nell’ultima puntata di A casa di Maria Latella, su Rai 3, offrendo uno spaccato onesto e non edulcorato della sua vita privata. Dal lungo matrimonio con Paolo Bonolis alla nuova relazione con Angelo Madonia, ballerino e suo compagno attuale, l’ex opinionista del GF e protagonista di Ballando con le Stelle ha ripercorso le tappe di un percorso complesso ma lucido.

    «Quando ho conosciuto Paolo avevo solo 23 anni», ha detto Sonia, oggi 51enne. «Lui ne aveva 37, era un uomo fatto, già sposato, con figli, con un vissuto importante alle spalle. Io mi stavo laureando, avevo avuto appena un fidanzatino. Tante cose le ho imparate con lui. Abbiamo condiviso tanto, cresciuto figli, affrontato anche momenti difficili».

    Ma come spesso accade, si cresce in direzioni diverse. «Ci siamo trovati in due epoche della vita completamente diverse. Lui, superati i 60 anni, aveva voglia di fermarsi. Io, per la prima volta, avevo i figli grandi e mi sono chiesta: chi sono io adesso? Cosa voglio fare?». Un risveglio, quello di Sonia, che ha fatto emergere il bisogno di esplorarsi, di vivere un’altra fase della vita con maggiore autonomia.

    La separazione, avvenuta in maniera consensuale e senza strascichi, è stata dettata più da una consunzione silenziosa che da fratture improvvise. «Non ci sono stati tradimenti o violenze. Solo la consapevolezza che non si può restare accanto a qualcuno solo per affetto. Paolo è romantico, vuole innamorarsi, cerca la favola. Io non ero più in grado di dargliela, avevo la testa altrove. E gliel’ho detto».

    Nessun rancore, solo una diversa visione del futuro. Ma proprio sul tema del “famoso tradimento” Sonia è tornata con sincerità, chiarendo quanto già ammesso in altre interviste: «Quel tradimento è arrivato in un momento di crisi tra me e Paolo. In 25 anni ci può stare. Ma abbiamo superato anche quello e poi abbiamo avuto una bambina».

    Oggi nella vita di Bruganelli c’è Angelo Madonia, 41 anni, con cui ha ufficializzato la relazione solo nell’estate scorsa, dopo mesi di gossip e foto rubate. E sulla differenza d’età con lui, Sonia è netta: «Ho una storia con una persona più giovane. Ma ho vissuto con un uomo di 13 anni più grande che era un Peter Pan, con una testa più giovane della mia. Angelo, invece, ha una maturità sorprendente. Dipende dalle esperienze, non dai numeri sulla carta d’identità».

    Una donna che non ha paura di esporsi, di raccontare verità anche scomode, e che oggi si riappropria del suo tempo e delle sue scelte. Senza favole da inseguire. Ma con molta, moltissima realtà.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Reali

      Re Carlo ruba la scena ai Sussex, sbarcando su Netflix partecipando ad un documentario

      Il debutto di Re Carlo sulla piattaforma streaming segna un nuovo capitolo per la monarchia britannica. E ora, per Harry e Meghan, la concorrenza arriva… direttamente da Buckingham Palace!

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

        Il Regno Unito entra ufficialmente nell’era dello streaming. Re Carlo III ha deciso di partecipare a un documentario Netflix dedicato al King’s Trust, l’organizzazione benefica da lui fondata che sostiene i giovani. Una mossa storica, che segna il primo vero passo del Sovrano britannico nel cuore del media digitale globale. A curare la produzione sarà Eva Omaghomi, stretta collaboratrice del Re, mentre tra i protagonisti spicca il nome dell’attore Idris Elba.

        Per un reame più moderno e smart

        La scelta non è casuale: con questa operazione, Re Carlo punta a modernizzare l’immagine della monarchia, avvicinandola a un pubblico più giovane e internazionale. Il CEO del King’s Trust, Jonathan Townsend, ha spiegato che il progetto sarà incentrato sull’empowerment giovanile, un tema sempre più centrale nella comunicazione istituzionale del Re.

        Harry e Meghan: il monopolio mediatico è finito?

        Il debutto di Re Carlo su Netflix non è solo un gesto simbolico. È anche un messaggio diretto a chi, negli ultimi anni, ha cercato di riscrivere la narrazione reale da oltreoceano. Harry e Meghan Markle, ex Duchi di Sussex, avevano fatto proprio della piattaforma streaming il loro canale preferenziale, siglando nel 2020 un contratto da 153 milioni di dollari.

        Non più all’apice della cronaca

        Tuttavia, tra progetti cancellati e recensioni tiepide, il vento è cambiato. Le critiche della stampa americana li definiscono oggi “i più grandi perdenti di Hollywood”. Il rischio è che ora la loro narrazione venga sovrastata dalla figura istituzionale – e più credibile – di Re Carlo, che ha saputo cogliere il momento giusto per entrare nel gioco.

        Marketing, percezione e impatto reale

        La presenza del Re su Netflix è anche una brillante mossa di strategia comunicativa. Le piattaforme digitali sono oggi il canale principale per creare engagement, specialmente tra i giovani. Se il documentario riscuoterà successo, potremmo assistere a un aumento diretto nelle donazioni al King’s Trust, migliorando contemporaneamente brand reputation e impatto sociale. Sotto la lente ci sono KPI come CTR, engagement rate e ROAS. Tutti indicatori chiave che potrebbero trasformare questo esperimento in un modello replicabile anche per altri membri della Royal Family. Il trono è più digitale che mai… e Re Carlo lo sa bene.

          Continua a leggere

          Gossip

          Beatrice Arnera rompe il silenzio: «Sono mesi che vivo questa condizione». Odio social, minacce e la stoccata al podcast di Andrea Pisani

          Beatrice Arnera pubblica su Instagram gli screen dei messaggi ricevuti e racconta mesi di persecuzione online. Poi l’affondo: «Dall’uscita della pirotecnica puntata… una storia piena di inesattezze». E rivendica un principio: nessuna donna dovrebbe temere conseguenze per lasciare una relazione.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Beatrice Arnera rompe il silenzio e lo fa nel modo più diretto, mostrando ciò che di solito resta nascosto: gli screen dei messaggi che dice di ricevere da mesi. Insulti pesanti, minacce, frasi violente. Il contesto, racconta lei, è quello della separazione da Andrea Pisani e della scelta di iniziare una nuova relazione. E la frase con cui fotografa tutto è netta, senza attenuanti: «Una donna che si separa e mesi dopo sceglie di iniziare una nuova relazione è perseguitata da messaggi di odio, minacce e inviti al suicidio. Nel 2026. Sono mesi che vivo questa condizione. Mesi».

            La denuncia social e gli screen pubblicati
            Nelle sue Stories e nei post, Arnera spiega di aver deciso di rendere visibile ciò che le sta accadendo proprio perché la quantità e la durata degli attacchi avrebbero superato ogni soglia. Non parla di un episodio isolato, ma di una condizione che dice di vivere “da mesi”, legata a una narrazione esterna che, a suo avviso, si è alimentata e deformata nel tempo.

            Il punto, nel suo sfogo, non è difendere un’immagine pubblica. È rivendicare un principio: la libertà di interrompere una relazione senza pagare un prezzo in termini di linciaggio digitale, ripercussioni personali e timore.

            La frecciata ad Andrea Pisani e a Gianluca Gazzoli
            Nel suo intervento c’è anche un passaggio che punta dritto su un contenuto preciso: una puntata del podcast “BSMT”, dove Andrea Pisani è stato ospite. Arnera scrive: «Precisamente dall’uscita della pirotecnica puntata del basement in cui Gazzoli si improvvisa psicoterapeuta e il padre di mia figlia racconta una storia piena di inesattezze».

            È una frase che ha due bersagli: l’ex compagno, indicato come “il padre di mia figlia”, e il conduttore del podcast, accusato di aver gestito la conversazione con un taglio che lei considera improprio. Non entra nei dettagli delle “inesattezze”, ma lascia intendere che proprio quel racconto avrebbe contribuito a innescare o intensificare la valanga di messaggi.

            “Nessuna donna dovrebbe avere paura”
            La parte più forte del suo sfogo, però, è quella che sposta il discorso dal caso personale a un messaggio più ampio. Arnera scrive: «Nessuna donna dovrebbe avere paura di lasciare il proprio partner. Nessun essere umano dovrebbe provare vergogna o timore di subire ripercussioni se decide di lasciare il proprio partner. Insegnerò a mia figlia che se non sta più bene, è libera di andarsene, da qualsiasi situazione. Senza nemmeno dover dare troppe spiegazioni, a mamma, a papà, ai social o all’Italia intera».

            E insiste: «Perché grazie a Dio non siamo sassi, siamo esseri umani e se non stiamo bene dove siamo, siamo liberi di andarcene. E dovrebbe essere un diritto, che non dovrebbe subire conseguenze violente, insulti, minacce di morte o gravi ripercussioni sul lavoro. Nel 2026».

            La chiusura è amara, volutamente secca: «Ah buon anno nuovo! Vi auguro un anno pieno di libertà». Un augurio che suona più come una riga tirata, che come un brindisi.

              Continua a leggere

              Reali

              Due tentativi di intrusione a Kensington Palace: arrestato un 39enne inglese, processo senza imputato

              Derek Egan, 39 anni, è stato arrestato dopo aver tentato due intrusioni a Kensington Palace, residenza del principe William e di Kate Middleton. Fermato grazie alle telecamere di sicurezza, è accusato di violazione di domicilio. Il tribunale ha escluso la libertà su cauzione e disposto il proseguimento del procedimento in sua assenza.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Per due volte, a distanza di appena quarantotto ore, ha cercato di introdursi all’interno di Kensington Palace. Protagonista della vicenda è Derek Egan, 39 anni, cittadino inglese, arrestato e accusato di violazione di domicilio dopo aver tentato l’irruzione nella residenza londinese del Principe William e di sua moglie Kate Middleton.

                Secondo quanto riferito dalla polizia, si tratta di due episodi distinti avvenuti il 21 e il 23 dicembre 2025, pochi giorni prima di Natale. In entrambi i casi, l’uomo sarebbe stato individuato nell’area di Palace Green, a Kensington, zona sottoposta a un sistema di sorveglianza particolarmente stringente.

                Due episodi ravvicinati e l’intervento della sicurezza
                Il primo tentativo risale al 21 dicembre, il secondo al 23. In entrambe le occasioni Egan avrebbe cercato di avvicinarsi in modo non autorizzato all’area del palazzo. A tradirlo sono state le telecamere di sicurezza, che hanno consentito alle forze dell’ordine di intercettarlo e fermarlo prima che potesse accedere agli spazi interni.

                La polizia ha chiarito che, al momento delle intrusioni, il Principe e la Principessa del Galles non si trovavano all’interno del palazzo. William e Kate utilizzano infatti un’ala di Kensington Palace come residenza ufficiale quando sono a Londra, ma erano assenti durante i fatti.

                L’udienza e le accuse confermate
                Il 30 dicembre Derek Egan è comparso davanti al Westminster Magistrates’ Court, dove sono state formalmente confermate le accuse di violazione di domicilio. Il giudice ha fissato un’ulteriore udienza per la conferma delle dichiarazioni al 6 gennaio, stabilendo però che il procedimento proseguirà in assenza dell’imputato.

                Una decisione motivata dal comportamento definito “aggressivo e disordinato” tenuto dall’uomo sia nei confronti delle forze dell’ordine sia durante la comparizione in tribunale.

                Nessuna cauzione e rischio carcere
                Il magistrato ha inoltre respinto la richiesta di libertà su cauzione. Secondo il tribunale, esiste una concreta possibilità che, in caso di condanna, Egan possa ricevere una pena detentiva. Un elemento che ha pesato nella decisione di mantenerlo in custodia e di accelerare l’iter giudiziario.

                La vicenda riporta l’attenzione sui livelli di sicurezza che circondano le residenze reali britanniche, soprattutto in un periodo sensibile come quello delle festività. Kensington Palace, pur essendo in parte aperto al pubblico e inserito nel tessuto urbano di Londra, resta uno dei luoghi più sorvegliati della capitale.

                Sicurezza e allerta costante
                Il doppio tentativo di intrusione, ravvicinato nel tempo, viene letto come un episodio serio, anche alla luce della recidiva nel giro di pochi giorni. Un segnale che ha portato le autorità a intervenire con decisione, evitando qualsiasi sottovalutazione.

                Il procedimento giudiziario ora proseguirà nelle prossime settimane, mentre le misure di sicurezza attorno a Kensington Palace restano sotto osservazione costante.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie

                  Lacitymag.it - Tutti i colori della cronaca | DIEMMECOM® Società Editoriale Srl P. IVA 01737800795 R.O.C. 4049 – Reg. Trib MI n.61 del 17.04.2024 | Direttore responsabile: Luca Arnaù