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Sono calvi! Ma tu lo sapevi? La verità dietro le stelle senza capelli

La caduta dei capelli è un tema sensibile che interessa molte persone, comprese le star di Hollywood. Sebbene le celebrità siano spesso percepite come perfette, anche loro devono fare i conti con la calvizie. Ma quali metodi usano per celare questo problema e quali sono le cause della loro perdita di capelli?

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    La perdita dei capelli è un argomento delicato che colpisce molte persone, inclusi i più grandi nomi di Hollywood. Nonostante l’aura di perfezione che circonda le celebrità, la calvizie è una realtà che anche loro devono affrontare. Ma come fanno a nascondere questo piccolo segreto e quali sono le cause dietro la loro perdita di capelli?

    Le cause della perdita di capelli

    La perdita di capelli può essere causata da una varietà di fattori, alcuni dei quali includono:

    • Genetica: La calvizie ereditaria è la causa più comune di perdita di capelli, nota come alopecia androgenetica. Colpisce sia uomini che donne, ma è particolarmente diffusa tra gli uomini.
    • Stress: Gli stili di vita frenetici e lo stress cronico possono accelerare la caduta dei capelli. Gli attori e le celebrità, spesso sotto pressione costante, non sono immuni a questo.
    • Diete squilibrate: Carenze nutrizionali possono portare a un diradamento dei capelli. Una dieta povera di vitamine e minerali essenziali può influire negativamente sulla salute dei capelli.
    • Trattamenti estetici: L’uso eccessivo di prodotti chimici, trattamenti termici e colorazioni può danneggiare i follicoli piliferi, causando la perdita di capelli.

    Celebrità e le loro soluzioni

    Quando sei sotto i riflettori, ogni dettaglio conta. Ecco come alcune delle star più famose affrontano la perdita di capelli:


    John Travolta, l’iconico attore noto per i suoi ruoli in film leggendari come “Grease”, dove ha interpretato il carismatico Danny Zuko, e “Pulp Fiction”, dove ha dato vita al memorabile Vincent Vega, ha spesso sfoggiato parrucche e toupet per nascondere il suo diradamento. Questa scelta gli ha permesso di mantenere un aspetto giovanile e il fascino che lo ha reso celebre nel corso degli anni. Tuttavia, recentemente, Travolta ha deciso di abbracciare un look completamente rasato, dimostrando che la vera sicurezza in se stessi non dipende dai capelli, ma dalla propria autostima e dalla capacità di accettarsi. Questa nuova immagine ha riscosso grande successo tra i fan e ha evidenziato ancora una volta il carisma dell’attore, dimostrando che il cambiamento può essere affrontato con coraggio e stile.


    Nicolas Cage, celebre per i suoi ruoli eclettici in film come “Face/Off” e “The Rock”, ha spesso utilizzato parrucche per adattarsi ai vari personaggi che interpreta, mascherando efficacemente la sua calvizie. La sua capacità di trasformarsi fisicamente per ogni ruolo è stata una delle sue caratteristiche distintive, permettendogli di mantenere un aspetto coerente con i suoi personaggi, che spaziano dal drammatico al comico. Questa scelta di indossare parrucche non solo ha contribuito a preservare la sua immagine sullo schermo, ma ha anche dimostrato la sua dedizione nel portare autenticità e realismo ai suoi ruoli cinematografici.

    Matthew McConaughey, noto per le sue interpretazioni in film iconici come “Dallas Buyers Club”, per cui ha vinto un Oscar, e la commedia romantica “Come farsi lasciare in 10 giorni”, ha vissuto una notevole trasformazione nel corso degli anni per quanto riguarda la sua capigliatura. Anche se non ha mai confermato apertamente i dettagli, si dice che abbia utilizzato trattamenti per la crescita dei capelli. Il suo evidente cambiamento suggerisce un possibile intervento per contrastare la calvizie, dimostrando il suo impegno nel mantenere un look impeccabile che si adatta ai ruoli diversi e complessi che interpreta. La sua apparizione con una chioma più folta ha attirato l’attenzione dei fan e dei media, alimentando speculazioni su possibili trapianti o trattamenti avanzati, ma confermando sempre il suo fascino e carisma naturale sul grande schermo.

    Jude Law, celebre per i suoi ruoli in film come “Il talento di Mr. Ripley” e il ruolo di Papa Pio XIII nelle serie tv dirette da Paolo Sorrentino The Young Pope, ha affrontato il diradamento dei capelli adottando un look naturale e sofisticato. Nonostante la perdita di capelli, Law ha sapientemente utilizzato acconciature strategiche e prodotti volumizzanti per mascherare il diradamento, mantenendo così il suo fascino distintivo. La sua capacità di presentarsi sempre al meglio, indipendentemente dalle sfide legate all’aspetto fisico, ha dimostrato il suo talento nel reinventarsi continuamente. Questo approccio ha permesso a Law di rimanere un’icona di stile sia sullo schermo che fuori, confermando la sua eleganza e versatilità come attore.

    Nascondere la perdita di capelli: trucchi e soluzioni

    La calvizie può essere gestita in molti modi, e le celebrità hanno accesso ai migliori trattamenti disponibili. Ecco alcune delle soluzioni più comuni:

    • PARRUCCHE E TOUPET: Questi accessori possono fornire una soluzione immediata e versatile. Le moderne parrucche sono realizzate con materiali di alta qualità che le rendono quasi indistinguibili dai capelli naturali.
    • TRAPIANTI DI CAPELLI: Questa procedura chirurgica prevede il prelievo di follicoli piliferi da una parte del corpo e il loro impianto nelle aree calve. È una soluzione permanente che molte celebrità scelgono.
    • PRODOTTI TOPICI: Spray, mousse e fibre per capelli possono dare l’illusione di una chioma più folta. Questi prodotti sono facili da applicare e offrono risultati immediati.
    • TRATTAMENTI MEDICI: Farmaci come il minoxidil e la finasteride sono utilizzati per stimolare la crescita dei capelli e rallentare la perdita. Sono soluzioni approvate dalla FDA e ampiamente utilizzate. Ricordate che serve un parere dello specialista nel campo.
    • ACCONCIATURE STRATEGICHE: Tagli di capelli e acconciature specifiche possono mascherare efficacemente le aree diradate. Gli hairstylist delle celebrità sono esperti nel creare look che nascondono la calvizie.

    La perdita di capelli può essere un duro colpo, ma anche le stelle di Hollywood dimostrano che esistono molte soluzioni per affrontarla. Che si tratti di parrucche, trapianti o semplici trucchi di styling, l’importante è trovare la soluzione che fa sentire meglio e più sicuri di sé. Dopotutto, la vera bellezza sta nella fiducia e nell’accettazione di sé stessi, con o senza capelli.

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      Gossip

      Alessia Tarquinio senza filtri: “Fare la figa in tv? Io faccio questo mestiere per passione”. E su Melissa Satta arriva l’affondo

      Alessia Tarquinio rompe il silenzio e chiarisce una volta per tutte il suo punto di vista sul giornalismo sportivo, sulle accuse di essere stata “sostituita” da volti più glamour e sul caso Melissa Satta. Parole nette, che raccontano una frattura profonda tra chi vive questo lavoro come passione e chi come passerella.

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        C’è chi in televisione ci passa e chi in televisione ci resta perché non saprebbe fare altro. Alessia Tarquinio appartiene senza esitazioni alla seconda categoria. Ospite del podcast Centrocampo, la giornalista sportiva ha deciso di raccontarsi senza filtri, ripercorrendo la propria carriera e mettendo nero su bianco una visione molto chiara – e per certi versi scomoda – del mondo dell’informazione sportiva.

        Le sue parole non sono studiate per piacere. Non cercano consensi facili. Anzi, arrivano come una presa di posizione definitiva rispetto a un sistema che, negli anni, ha visto cambiare pelle, linguaggio e priorità.

        “Io divido i giornalisti sportivi in due categorie”

        Il passaggio più forte dell’intervista arriva quando Tarquinio affronta il tema dell’immagine in televisione. “Fare la figa in tv?”, dice, per poi mettere subito un punto fermo: il giornalismo sportivo, secondo lei, si divide in due mondi distinti. Da una parte chi lo fa perché lo considera una via di passaggio, una vetrina per altro. Dall’altra chi lo fa per passione, perché non riuscirebbe a immaginarsi altrove.

        Ed è qui che la giornalista rivendica con orgoglio la propria appartenenza. Nessuna scorciatoia, nessuna strategia d’immagine. Solo studio, competenza e una relazione autentica con lo sport raccontato. Un approccio che, col tempo, l’ha portata anche a prendere le distanze da certe derive televisive.

        Il caso Melissa Satta e le voci mai vere

        Impossibile evitare il tema che per anni ha accompagnato il suo nome: il presunto “rimpiazzo” con Melissa Satta. Una narrazione che Tarquinio smonta con calma, ma senza fare sconti. “La gente pensava che mi avessero cacciato per mettere Melissa Satta. Non è mai andata così”, chiarisce.

        Nessun rancore personale, nessuna guerra tra donne. Tarquinio sottolinea di non aver mai avuto nulla contro Satta o contro il suo mestiere, “qualunque esso sia”. Ma proprio qui arriva la distinzione che fa rumore: quel mestiere, dice, non era fare la giornalista sportiva.

        Una frase che pesa, perché non è un attacco gratuito, ma una riflessione sul ruolo, sulle competenze e sulla trasformazione di certi spazi televisivi. Non una polemica personale, ma professionale.

        La rottura con Sky e una direzione che non convinceva

        Nel racconto emerge anche il rapporto sempre più complesso con Sky Italia. Tarquinio parla apertamente di una “piega” presa dall’emittente che non le piaceva più. Un cambiamento graduale, fatto di scelte editoriali e di volti, che l’ha portata ad allontanarsi.

        Non un addio traumatico, ma una distanza diventata inevitabile. Perché quando la direzione non coincide più con la propria idea di giornalismo, restare diventa una forzatura. E Tarquinio, questo, lo dice senza vittimismo e senza nostalgia.

        Una voce fuori dal coro

        L’intervista a Centrocampo restituisce l’immagine di una professionista consapevole, che non rinnega nulla ma nemmeno accetta compromessi che non le appartengono. In un sistema sempre più ibrido, dove informazione, intrattenimento e immagine si confondono, la sua posizione suona come una dichiarazione di identità.

        “Satta colpita e affondata”, diranno i titoli. In realtà, quello che emerge è soprattutto il ritratto di una giornalista che ha scelto da che parte stare. E che non ha alcuna intenzione di spostarsi.

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          Gossip

          Federica Nargi rompe il silenzio sulla crisi con Alessandro Matri: “La famiglia del Mulino Bianco non esiste”

          In un’intervista sincera, la showgirl racconta i momenti di crisi con il compagno: niente rotture clamorose, ma fasi delicate superate con impegno reciproco

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            Niente favole patinate, niente immagini da spot pubblicitario. Federica Nargi sceglie la strada della sincerità e racconta per la prima volta i momenti di crisi vissuti con Alessandro Matri. Lo fa senza drammi, senza colpi di scena, ma con parole che colpiscono proprio perché normali. “Nell’amore ci vuole tanta buona volontà, momenti di crisi li passano tutti, e anche noi ne abbiamo avuti. Niente di grave, eh”, ha spiegato la showgirl, mettendo subito in chiaro che la loro storia non è mai stata immune dalle difficoltà.

            Una dichiarazione che rompe l’immagine della coppia sempre sorridente, spesso raccontata come un esempio di equilibrio perfetto. “Quando mi dicono: ‘Ah, che bello, siete come la famiglia del Mulino Bianco’, io sorrido. La famiglia del Mulino Bianco non esiste”, confessa Nargi, smontando uno dei cliché più abusati quando si parla di relazioni longeve e apparentemente senza crepe.

            La normalità delle difficoltà
            Nel racconto di Federica Nargi non c’è spazio per il vittimismo né per le recriminazioni. C’è, piuttosto, la volontà di restituire un’immagine autentica della vita di coppia. “I problemi si affrontano e si superano”, dice, spiegando come il loro rapporto abbia attraversato fasi diverse, con ruoli che si sono alternati. “Ci sono stati momenti in cui ero io ad aver bisogno di sostegno, in altri era lui…”.

            Parole che raccontano una dinamica comune a molte coppie, ma che raramente vengono ammesse pubblicamente, soprattutto quando si vive sotto i riflettori. Nargi e Alessandro Matri hanno sempre protetto la loro vita privata, mostrando solo frammenti scelti. Questa volta, però, la showgirl ha deciso di aprire uno spiraglio in più.

            Oltre l’immagine social
            Negli anni, Federica Nargi e Matri sono diventati per molti un modello di stabilità: una relazione solida, due figlie, poche polemiche. Un’immagine rafforzata anche dai social, dove la coppia appare spesso serena e complice. Ma proprio su questo punto arriva la riflessione più interessante: ciò che si vede non è mai tutto.

            Il riferimento alla “famiglia del Mulino Bianco” non è casuale. È il simbolo di una perfezione irraggiungibile, che rischia di trasformarsi in una pressione costante. Nargi sembra voler dire chiaramente che dietro ogni sorriso c’è un lavoro quotidiano, fatto anche di confronti, momenti di stanchezza e fragilità.

            Un racconto senza scandali
            Colpisce il tono con cui la showgirl affronta il tema. Nessun accenno a tradimenti, rotture o tensioni irrisolvibili. “Niente di grave”, ribadisce, quasi a voler rassicurare chi legge. Le crisi, nel loro caso, non sono state terremoti, ma fasi di assestamento. Momenti in cui fermarsi, rimettere a fuoco le priorità e sostenersi a vicenda.

            Un messaggio che arriva forte soprattutto perché non cerca l’effetto shock. In un panorama mediatico spesso affamato di scandali, Nargi sceglie una narrazione più matura, che parla di responsabilità emotiva e di equilibrio.

            La forza della coppia
            Nel racconto emerge anche un elemento di reciprocità. Non c’è un “forte” e un “debole”, ma due persone che, a turno, si sono appoggiate l’una all’altra. È forse questo il punto centrale della sua confessione: l’idea che una relazione duri non perché sia perfetta, ma perché entrambi accettano di attraversare insieme anche le fasi meno luminose.

            Federica Nargi lo racconta con naturalezza, senza trasformare la sua esperienza in una lezione universale. Ma il messaggio passa lo stesso: la stabilità non è assenza di problemi, è la capacità di gestirli.

            Una confessione che cambia prospettiva
            Le parole della showgirl, rilasciate in un’intervista a F, segnano un piccolo cambio di passo nel modo in cui la coppia si racconta. Non una svolta clamorosa, ma una maggiore apertura. Quanto basta per ricordare che anche le storie più solide attraversano zone d’ombra.

            E forse è proprio questa normalità, finalmente dichiarata, a rendere il loro rapporto più credibile. Niente Mulino Bianco, niente perfezione da copertina. Solo due persone che, come tante altre, hanno scelto di restare e di lavorare sul loro amore.

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              Selvaggia Lucarelli contro Antonino Monteleone: “Dice che rosico per Ferragni in galera? Qualcuno gli spieghi come funzionano le notizie”

              Lucarelli replica duramente a un video attribuito ad Antonino Monteleone: nel mirino le sue parole sul presunto “rosicamento” per l’assenza del carcere nel caso Ferragni

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                Selvaggia Lucarelli non usa giri di parole. E quando decide di rispondere, lo fa come è nel suo stile: diretto, sarcastico, chirurgico. Nel mirino questa volta finisce Antonino Monteleone, ex volto de Le Iene e poi protagonista di un’esperienza televisiva Rai dai numeri, per usare un eufemismo, poco memorabili. L’oggetto del contendere è un video in cui Monteleone avrebbe sostenuto che Lucarelli “rosica” perché Chiara Ferragni non è finita in galera.

                Una lettura che, a detta della giornalista, non solo è sbagliata, ma dimostra una certa leggerezza nel maneggiare i fatti. “Mi dicono che quello particolarmente scemo che faceva le Iene e poi lo zero virgola qualcosa col suo programma Rai abbia fatto un video da babbo in cui dice che io rosico perché Ferragni non va in galera”, scrive Lucarelli, scegliendo fin da subito un tono tutt’altro che conciliante.

                La replica senza sconti
                Il punto centrale della risposta non è solo l’offesa personale, ma la ricostruzione dei fatti. Lucarelli contesta l’assunto di base del ragionamento di Monteleone e lo fa richiamando una posizione che, sostiene, ha sempre espresso con coerenza. “Non è mai stato bravissimo con le notizie, ma qualcuno gli spieghi che da circa un anno e più, a chiunque mi chiedesse del processo, ho sempre risposto che l’aspetto penale non mi interessava e speravo non andasse avanti”.

                Una frase che ribalta completamente la narrazione del presunto “rosicamento”. Secondo Lucarelli, il suo interesse non è mai stato quello di vedere Ferragni in carcere, ma semmai di analizzare un sistema, un meccanismo mediatico e commerciale che andava messo sotto la lente, indipendentemente dall’esito giudiziario.

                Il caso Ferragni e la confusione tra piani
                Nel dibattito pubblico, il caso che ha coinvolto Chiara Ferragni ha spesso mescolato piani diversi: quello etico, quello reputazionale e quello penale. Lucarelli, da tempo, insiste proprio su questa distinzione, chiarendo di non aver mai fatto una battaglia per il carcere, ma per la trasparenza e la correttezza delle operazioni.

                È su questo punto che la replica diventa anche una lezione implicita di metodo. Accusare qualcuno di “rosicare” per un mancato arresto significa, secondo la giornalista, non aver capito – o non aver voluto capire – il senso delle sue prese di posizione. Un errore che lei attribuisce a una cronica superficialità nella verifica delle informazioni.

                “Una verifica delle notizie impeccabile oh”, chiosa Lucarelli, con un’ironia che suona più come una stoccata finale che come una battuta.

                Monteleone nel mirino
                Il riferimento a Monteleone non è solo personale, ma professionale. Lucarelli ricorda implicitamente il suo passato televisivo, prima con Le Iene e poi con un programma Rai dai risultati modesti, per mettere in discussione l’autorevolezza di chi oggi si erge a commentatore del suo lavoro. Non è la prima volta che la giornalista attacca quello che considera un uso disinvolto, se non scorretto, delle notizie.

                Nel suo intervento, infatti, il bersaglio non è solo il contenuto del video, ma il metodo: parlare senza aver verificato, semplificare fino a stravolgere, trasformare una posizione articolata in una caricatura buona per i social.

                Un clima sempre più acceso
                La polemica si inserisce in un clima già teso, in cui il caso Ferragni continua a produrre strascichi mediatici anche dopo gli sviluppi giudiziari. Ogni voce che interviene rischia di essere trascinata in una guerra di interpretazioni, spesso più emotiva che fattuale. Lucarelli, dal canto suo, rivendica una coerenza che dice di aver mantenuto nel tempo, anche quando il dibattito pubblico sembrava andare in un’altra direzione.

                Il risultato è l’ennesimo scontro a distanza, che mette in luce non solo vecchie ruggini, ma anche due modi molto diversi di stare nello spazio mediatico: da una parte l’analisi e la rivendicazione del metodo, dall’altra il commento rapido, polarizzante, buono per accendere reazioni.

                La polemica che non si spegne
                Difficile pensare che qui finisca tutto. Le parole di Selvaggia Lucarelli hanno l’effetto di rilanciare la discussione e di riportare l’attenzione non tanto sul caso Ferragni in sé, quanto su come viene raccontato. Chi parla, come parla e soprattutto su quali basi.

                Per ora resta una certezza: Lucarelli non ha alcuna intenzione di lasciar passare ricostruzioni che considera false o approssimative. E quando decide di rispondere, lo fa senza filtri. Anche a costo di alzare ulteriormente il volume dello scontro.

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