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Speciale Grande Fratello

Grande Fratello Vip, Guendalina Tavassi sbotta contro Megan Ria: «Mi sono rotta i co***oni». Lei scoppia in lacrime

Megan accusa alcune concorrenti di sbuffare, parlare sopra agli altri e affrontare le prove con poca professionalità. Tavassi replica senza mezzi termini: «Tu magari sai ballare, ma io posso saper inventare». Poi la lite continua in giardino e Megan crolla.

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Megan Ria al GFVip

    Quale potrebbe mai essere il problema capace di mandare in crisi gli equilibri della Casa del Grande Fratello Vip? Strategie, nomination, gelosie, amori impossibili? Macché. Questa volta sono bastati alcuni passi di danza eseguiti male, qualche sbuffo di troppo e una coreografia che non ne voleva sapere di prendere forma per trasformare le prove settimanali in un piccolo campo di battaglia. Al centro della lite sono finite Megan Ria e Guendalina Tavassi, con la ballerina che alla fine della discussione è scoppiata in lacrime.

    La faccenda può sembrare surreale vista dall’esterno, ma dentro una Casa spiata ventiquattr’ore su ventiquattro anche preparare un balletto per la puntata può assumere improvvisamente l’importanza di una finale olimpica. Megan, che della danza ha fatto il proprio mestiere, non ha gradito l’atteggiamento di alcune coinquiline durante le prove e ha deciso di dirlo apertamente. Guendalina, però, si è sentita chiamata in causa e la riunione organizzativa ha rapidamente cambiato genere: dalla danza libera al combattimento corpo a corpo verbale.

    Megan Ria richiama le gieffine: «Vi chiedo un minimo di serietà»

    Dopo una serie di prove che evidentemente non avevano soddisfatto le sue aspettative, Megan Ria ha riunito le altre concorrenti per spiegare che, se dovranno continuare a preparare coreografie per le prossime settimane, servirà un metodo completamente diverso.

    «Vorrei provare a dire una cosa in generale, perché se dobbiamo fare coreografie per un po’ di tempo in questo Grande Fratello insieme, dobbiamo cambiare metodo di lavoro, perché così non concludiamo», ha esordito.

    Megan ha quindi cercato di chiarire il proprio ruolo, senza attribuirsi competenze che non ritiene di avere: «Io mi sono confrontata anche con i ragazzi, io sono ballerina più che essere coreografa e quindi non so le cose bene come Andreas, che è più grande e ha un’altra carriera. Tra di noi, tuttavia, credo di essere competente».

    Il problema, secondo lei, non riguarda soltanto la capacità di eseguire i passi. A infastidirla sarebbe soprattutto l’atteggiamento durante le prove, tra ritardi, interruzioni e commenti fatti mentre cerca di spiegare cosa bisogna fare. «Io chiedo professionalità, un altro tipo di approccio. Se parlo e vedo una cosa vi chiedo un minimo di serietà. Ci sta che date l’opinione, ma è il come lo date: non sbuffate o fate il ghigno».

    Un discorso che poteva concludersi con un diplomatico «va bene, riproviamo». Naturalmente non è andata così.

    Guendalina Tavassi esplode: «Mi sono rotta i co***oni»

    Giulia Provvedi ha provato a mediare, mostrando di comprendere almeno in parte le ragioni della ballerina. Guendalina Tavassi, invece, ha interpretato diversamente il richiamo e ha risposto immediatamente.

    «Io ho un altro approccio, tu fai la ballerina ma gli altri danno le idee, e si ascoltano le idee di tutti. Se uno ti dà un’opinione, te la devi prendere così perché tu magari sai ballare ma io posso saper inventare».

    Il punto di Guendalina è semplice: per lei quella coreografia dovrebbe rimanere soprattutto un momento di divertimento e non trasformarsi in una prova professionale. «Per me questa cosa è surreale, voi la prendete troppo sul serio, di là hanno un altro spirito che è più giocoso», ha continuato.

    Da quel momento, però, qualsiasi possibilità di riportare tranquillamente tutti alle prove sembra essere evaporata. Tavassi ha chiuso la discussione con il suo consueto vocabolario diplomatico: «Non voglio trovare un punto di incontro, mi sono rotta i co*oni, me ne vado a fumare e vado a fare la maleducata. Sei tu che mi stai attaccando, sono io che dovrei piangere**».

    E una coreografia del Grande Fratello, nel giro di pochi minuti, è diventata una questione personale.

    Megan scoppia in lacrime, Guendalina non arretra

    Megan ha cercato di spiegare che il problema non consiste nel ricevere suggerimenti. Al contrario, sostiene di ascoltare le idee delle compagne, ma non accetta il modo in cui alcune osservazioni vengono formulate e soprattutto la sensazione di non ricevere rispetto mentre prova a organizzare il lavoro del gruppo.

    La discussione è quindi proseguita in giardino e la tensione non è diminuita. Megan Ria è scoppiata in lacrime, mentre Guendalina ha continuato a sostenere di essere stata lei, semmai, a ricevere un attacco personale dopo essere stata accusata di maleducazione.

    Due interpretazioni completamente diverse dello stesso scontro: Megan considera determinati comportamenti una mancanza di rispetto verso il lavoro che sta cercando di fare, mentre Guendalina rifiuta l’idea che un balletto televisivo debba essere affrontato con criteri quasi professionali e rivendica il diritto di proporre, scherzare e vivere le prove con maggiore leggerezza.

    Dalle coreografie alle nomination il passo è brevissimo

    La lite arriva proprio a ridosso della puntata del Grande Fratello Vip in onda su Canale 5 e, inevitabilmente, apre anche il capitolo nomination. Dopo uno scontro così netto sarebbe sorprendente se quanto accaduto durante le prove non lasciasse qualche conseguenza al momento delle scelte.

    Del resto la storia del reality insegna che le grandi guerre della Casa raramente nascono da questioni davvero grandi. Una doccia occupata troppo a lungo, una porzione di cibo, un letto disfatto o, come in questo caso, qualche passo di danza possono diventare il contenitore nel quale finiscono insofferenze accumulate per giorni.

    Megan voleva semplicemente una coreografia più ordinata e un atteggiamento che considerasse rispettoso del suo lavoro; Guendalina voleva poter vivere il balletto senza trasformarlo in un saggio all’Accademia nazionale di danza. Il risultato, per ora, è decisamente più televisivo della coreografia stessa: una furiosa discussione, una concorrente in lacrime e un «mi sono rotta i co***oni» che difficilmente passerà inosservato nella prossima puntata.

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      Marina La Rosa si commuove ricordando Pietro Taricone: «Chi ha fatto il GF non dimenticherà mai». Poi confessa: «Ho avuto flirt con donne»

      «Sono intollerante alle persone. Voglio che siano tutti felici perché così rompono meno le palle a me». E sulla vita sentimentale rivela di aver avuto esperienze con altre donne. Giulia Provvedi non si tira indietro: «Se fossi single punterei Megan Ria».

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        Ci sono immagini televisive che invecchiano e altre che sembrano appartenere a un tempo sospeso, capaci di riportare improvvisamente indietro di ventisei anni chi le ha vissute e chi le ha semplicemente guardate da casa. Vedere Marina La Rosa commuoversi ricordando Pietro Taricone appartiene decisamente alla seconda categoria.

        Perché quando si dice che chi ha partecipato al Grande Fratello non dimenticherà mai davvero le persone incontrate nella Casa, probabilmente si parla proprio di questo. Non soltanto di un programma televisivo, ma di settimane trascorse completamente isolati dal mondo, durante le quali rapporti, amicizie, amori e antipatie assumevano una dimensione impossibile da replicare nella vita normale.

        E per i protagonisti della prima edizione tutto questo aveva qualcosa di ancora più irripetibile: nessuno di loro sapeva davvero cosa sarebbe accaduto una volta usciti da quella porta.

        Marina La Rosa si commuove per Pietro Taricone

        Il ricordo di Pietro Taricone, morto nel 2010 a soli 35 anni dopo un incidente durante un lancio con il paracadute, riesce ancora oggi a incrinare l’abituale ironia di Marina La Rosa. Erano due dei personaggi simbolo del primo Grande Fratello, quello del 2000 che trasformò perfetti sconosciuti in volti conosciuti da milioni di italiani nel giro di poche settimane.

        Rivedere Marina emozionarsi pensando a Pietro restituisce qualcosa che va oltre la nostalgia televisiva. È il ricordo di una persona che non c’è più, naturalmente, ma anche di un pezzo della propria vita rimasto congelato dentro quella Casa, quando tutto ciò che sarebbe accaduto dopo era ancora impossibile da immaginare.

        Taricone sarebbe diventato uno dei personaggi più amati di quella generazione televisiva, costruendosi poi una carriera da attore e cercando progressivamente di allontanarsi dall’etichetta del concorrente del reality. La Rosa sarebbe rimasta per sempre, almeno nell’immaginario popolare, la celeberrima “gatta morta” di quell’edizione.

        Ventisei anni dopo, però, basta pronunciare un nome perché il tempo sembri improvvisamente accorciarsi.

        «Sono intollerante alle persone»

        La commozione dura il necessario, perché Marina La Rosa resta Marina La Rosa e riesce rapidamente a tornare alla modalità che l’ha resa uno dei personaggi più riconoscibili usciti dal reality.

        Parlando delle proprie abitudini a tavola spiega: «Non ho intolleranze a tavola, sono intollerante alle persone». E potrebbe già bastare. Invece completa il concetto con una filosofia di vita che meriterebbe quasi di essere stampata sulle magliette: «Comunque voglio che tutti siano felici perché più sono felici meno rompono le palle a me».

        Cinica quanto basta, autoironica e soprattutto lontanissima dalla necessità di apparire accomodante a tutti i costi. In fondo è anche questa continuità caratteriale ad aver reso Marina La Rosa riconoscibile a distanza di oltre un quarto di secolo.

        Marina La Rosa: «Ho avuto flirt con donne»

        Poi arriva una confidenza sulla sua vita sentimentale. «Ho avuto dei flirt con donne, però diciamo che il mio orientamento è un altro», racconta Marina, distinguendo quindi alcune esperienze vissute in passato dal proprio orientamento prevalente.

        Una rivelazione pronunciata senza trasformarla in qualcosa di più grande di ciò che lei stessa racconta, nello stile piuttosto disincantato con cui affronta praticamente qualsiasi argomento.

        E a quel punto nel gioco entra anche Giulia Provvedi, una delle gemelle Donatella, che davanti alla domanda su quale donna potrebbe attirarla non ha molti dubbi: «Se fossi single punterei Megan Ria».

        La nostalgia del Grande Fratello che non esiste più

        Ma alla fine, più delle battute e delle confessioni, rimane quel momento iniziale. Marina La Rosa che per qualche secondo perde la corazza e torna con la memoria a Pietro Taricone racconta involontariamente anche quanto fosse diversa quella prima stagione del Grande Fratello.

        Non c’erano influencer che entravano nella Casa con milioni di follower, carriere social da alimentare o personaggi già costruiti prima ancora di varcare la porta rossa. C’erano dieci sconosciuti che partecipavano a un esperimento televisivo senza sapere esattamente che cosa sarebbe diventato.

        Da quella casa uscirono Marina, Pietro, Cristina Plevani, Rocco Casalino e gli altri protagonisti di un fenomeno che avrebbe cambiato la televisione italiana. Alcuni rapporti finirono, altri resistettero, le vite presero inevitabilmente direzioni differenti.

        Pietro Taricone, invece, è rimasto fermo nel tempo. Ed è forse per questo che, quando Marina La Rosa lo ricorda, per qualche secondo sembra tornare anche lei la ragazza che entrò nella Casa nel settembre del 2000 senza avere la minima idea di ciò che l’aspettava fuori.

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          GFVip, Guendalina Tavassi vede Valeria Marini e Carmen Di Pietro e le massacra: «Come ordini Paola e Chiara e come ti arrivano a casa»

          La Tavassi guarda la coppia formata da Valeria e Carmen e piazza una delle battute più cattive e divertenti della serata: «Come le ordini Paola e Chiara… e come te arrivano a casa». Marini prima incassa, poi reagisce: «Quanto sei stronza».

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            Se c’è qualcuno che al GFVip non ha bisogno di Cristiano Malgioglio per distribuire cattiverie, quella è Guendalina Tavassi. E quando davanti a lei compaiono Valeria Marini e Carmen Di Pietro, l’occasione è troppo ghiotta per lasciarsela scappare.

            Guendalina le guarda e trova immediatamente il paragone: «Come le ordini Paola e Chiara… e come te arrivano a casa». Una frase che impiega pochi secondi a fare centro e che gioca sulla distanza tra le sorelle Iezzi e l’improbabile versione rappresentata dalla coppia Marini-Di Pietro.

            Guendalina Tavassi fulmina Valeria Marini e Carmen Di Pietro

            La battuta funziona proprio perché Guendalina la pronuncia con quella naturalezza con cui si commenterebbe un acquisto online non esattamente corrispondente alla fotografia pubblicata sul sito. Da una parte Paola e Chiara, dall’altra Valeria e Carmen: aspettativa contro realtà, almeno secondo la Tavassi.

            Valeria Marini capisce perfettamente il gioco e, invece di offendersi, risponde nella maniera migliore possibile: «Quanto sei stronza».

            Fine dello scambio, nessuna necessità di aggiungere altro. Anche perché è esattamente questo genere di cattiveria innocua e televisiva a funzionare quando i protagonisti sanno stare al gioco.

            La battuta che ruba la scena

            In una puntata già ricca di frecciate, Guendalina Tavassi riesce così a ritagliarsi il suo momento.

            E forse il segreto è proprio la velocità. Nessun monologo preparato e nessuna battuta trascinata per trenta secondi: vede Valeria Marini e Carmen Di Pietro insieme, pensa a Paola e Chiara e colpisce.

            «Come le ordini… e come te arrivano a casa» entra così di diritto tra le battute migliori della serata. E il «Quanto sei stronza» di Valeria, pronunciato senza perdere il sorriso, è praticamente la certificazione del bersaglio centrato.

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              Valeria Marini comprava 50 copie dei giornali che parlavano di lei: «Così sembrava che vendevo tantissimo»

              Altro che archivio personale: secondo il racconto di Danto, Valeria Marini faceva incetta delle pubblicazioni che le dedicavano copertine e servizi. La spiegazione della showgirl è irresistibile: «Amore, io li compravo tutti, così sembrava che vendevo».

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                C’è chi conserva i ritagli degli articoli che parlano di lui, chi incornicia le copertine e chi mette ordinatamente in archivio una copia di ogni giornale. Valeria Marini, a quanto pare, avrebbe adottato un sistema decisamente più radicale: comprarli praticamente tutti.

                A raccontarlo è Giancarlo Danto, che ha rivelato l’esistenza di una vera e propria collezione di giornali conservata dalla showgirl. Non una copia per ogni articolo o copertina, però. Secondo il suo racconto, in alcuni casi Valeria sarebbe arrivata a possedere addirittura cinquanta copie dello stesso numero.

                «Amore, li compravo tutti»

                Danto racconta: «Ha un’infinità di suoi giornali, alcuni anche 50 copie dello stesso». A quel punto la domanda viene quasi spontanea: perché comprare cinquanta volte la stessa rivista?

                La risposta attribuita a Valeria Marini è talmente perfetta da sembrare scritta apposta: «Amore, io li compravo tutti, così sembrava che vendevo».

                Un piccolo capolavoro di autopromozione analogica, nato quando per far salire un personaggio non esistevano ancora visualizzazioni, like, follower e condivisioni. Se oggi basta rilanciare un post, all’epoca bisognava andare in edicola e mettere mano al portafoglio.

                L’algoritmo di Valeria quando l’algoritmo non esisteva

                Naturalmente cinquanta copie acquistate dalla protagonista di una copertina non potevano cambiare davvero le sorti commerciali di una pubblicazione. Ma il ragionamento racconta perfettamente il personaggio: se il giornale con Valeria Marini deve vendere, Valeria Marini contribuisce personalmente alle vendite.

                Altro che influencer marketing. Era una specie di algoritmo artigianale: comprare le proprie copertine per dimostrare che le proprie copertine funzionavano.

                E c’è persino qualcosa di tenero nell’immagine di quelle pile di riviste rimaste negli anni a documentare una carriera trascorsa sotto i riflettori. Cinquanta copie alla volta, naturalmente. Perché le stelle, come direbbe Valeria, devono brillare. Anche in edicola.

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