Gossip
Stefania Orlando senza filtri prima dei 60 anni: «Per fare l’amore devo essere innamorata»
Stefania Orlando parla della sua nuova consapevolezza sentimentale, del bisogno di un legame emotivo per vivere l’intimità e della ferita lasciata dalla fine del matrimonio con Simone Gianlorenzi.
Stefania Orlando arriva alla soglia dei sessant’anni senza trucco emotivo, senza posa da diva ferita e senza la solita retorica della donna che deve per forza rimettersi in pista per dimostrare qualcosa al mondo. In un’intervista al settimanale DiPiù, la showgirl romana racconta un presente molto diverso da quello che ci si aspetterebbe da chi ha attraversato amori importanti, separazioni dolorose e anni di vita sotto gli occhi del pubblico. Non parla di rivincite urlate, né di cacce al nuovo compagno. Parla, semmai, di una solitudine scelta, quasi difesa, come se dopo tanto rumore sentimentale avesse finalmente scoperto il lusso più raro: stare bene anche senza qualcuno accanto.
Stefania Orlando e la nuova vita senza rincorrere l’amore
Il punto più sorprendente della confessione riguarda la sfera più privata. Stefania Orlando racconta infatti: «È quasi un anno che non ho rapporti fisici con un uomo. La mia psicologa dice che sono demisessuale». Una frase che, detta da un personaggio televisivo abituato a finire spesso nelle cronache rosa, sposta subito il discorso dal pettegolezzo al bilancio personale. Non c’è provocazione, non c’è compiacimento, non c’è nemmeno il tentativo di trasformare una confidenza intima in uno slogan. C’è, piuttosto, la volontà di dare un nome a qualcosa che evidentemente l’ha sempre riguardata.
Poi Orlando spiega meglio: «Significa che per vivere anche l’intimità ho bisogno di essere coinvolta emotivamente. Non riesco a separare il sentimento dalla sessualità. In pratica, per potere fare l’amore devo essere innamorata». Altro che leggerezza da copertina. Qui il tema è il desiderio filtrato dal cuore, l’attrazione che non si accende a comando, il corpo che non parte se prima non si muove qualcosa di più profondo.
La ferita con Simone Gianlorenzi
Questa consapevolezza arriva dopo la fine del matrimonio con Simone Gianlorenzi, il musicista con cui Stefania Orlando ha condiviso quindici anni di vita. Una storia lunga, solida, culminata nel matrimonio sulla spiaggia nel 2019 e poi chiusa in modo improvviso. La showgirl non nasconde quanto quella rottura l’abbia colpita: «È stato lui a prendere la decisione di lasciarmi. Per me è stato un colpo durissimo, perché io mi vedevo invecchiare accanto a lui».
È una frase semplice, ma pesante. Dentro c’è la fine non solo di una relazione, ma di un’immagine del futuro. Orlando racconta di aver superato quel dolore anche grazie alla psicoterapia, senza fingere che basti un taglio di capelli, un viaggio o una foto sorridente per archiviare quindici anni d’amore. La leggerezza di oggi, insomma, non nasce dal nulla: arriva dopo una caduta.
Andrea Roncato e il primo matrimonio
Nel suo viaggio tra i sentimenti torna anche Andrea Roncato, primo marito di Stefania Orlando. Un amore nato con un colpo di fulmine teatrale, segnato da una promessa di matrimonio fatta quasi per scherzo al padre di lei dopo il primo caffè, poi diventata realtà nel giugno del 1997. Le nozze durarono appena due anni e, nel racconto, pesarono anche i quasi vent’anni di differenza d’età.
Oggi Stefania Orlando sembra guardare tutto con maggiore lucidità: gli amori finiti, le illusioni, i dolori e perfino il desiderio. Non cerca il colpo di scena romantico a tutti i costi. Dice di avere bisogno di sentimento, di coinvolgimento, di qualcosa che venga prima del corpo. E in un mondo dove tutti fingono di essere sempre pronti, sempre desiderabili e sempre disponibili, forse la vera notizia è proprio questa.
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Speciale Grande Fratello
GFVip, Guendalina Tavassi vede Valeria Marini e Carmen Di Pietro e le massacra: «Come ordini Paola e Chiara e come ti arrivano a casa»
La Tavassi guarda la coppia formata da Valeria e Carmen e piazza una delle battute più cattive e divertenti della serata: «Come le ordini Paola e Chiara… e come te arrivano a casa». Marini prima incassa, poi reagisce: «Quanto sei stronza».
Se c’è qualcuno che al GFVip non ha bisogno di Cristiano Malgioglio per distribuire cattiverie, quella è Guendalina Tavassi. E quando davanti a lei compaiono Valeria Marini e Carmen Di Pietro, l’occasione è troppo ghiotta per lasciarsela scappare.
Guendalina le guarda e trova immediatamente il paragone: «Come le ordini Paola e Chiara… e come te arrivano a casa». Una frase che impiega pochi secondi a fare centro e che gioca sulla distanza tra le sorelle Iezzi e l’improbabile versione rappresentata dalla coppia Marini-Di Pietro.
Guendalina Tavassi fulmina Valeria Marini e Carmen Di Pietro
La battuta funziona proprio perché Guendalina la pronuncia con quella naturalezza con cui si commenterebbe un acquisto online non esattamente corrispondente alla fotografia pubblicata sul sito. Da una parte Paola e Chiara, dall’altra Valeria e Carmen: aspettativa contro realtà, almeno secondo la Tavassi.
Valeria Marini capisce perfettamente il gioco e, invece di offendersi, risponde nella maniera migliore possibile: «Quanto sei stronza».
Fine dello scambio, nessuna necessità di aggiungere altro. Anche perché è esattamente questo genere di cattiveria innocua e televisiva a funzionare quando i protagonisti sanno stare al gioco.
La battuta che ruba la scena
In una puntata già ricca di frecciate, Guendalina Tavassi riesce così a ritagliarsi il suo momento.
E forse il segreto è proprio la velocità. Nessun monologo preparato e nessuna battuta trascinata per trenta secondi: vede Valeria Marini e Carmen Di Pietro insieme, pensa a Paola e Chiara e colpisce.
«Come le ordini… e come te arrivano a casa» entra così di diritto tra le battute migliori della serata. E il «Quanto sei stronza» di Valeria, pronunciato senza perdere il sorriso, è praticamente la certificazione del bersaglio centrato.
Speciale Grande Fratello
Valeria Marini comprava 50 copie dei giornali che parlavano di lei: «Così sembrava che vendevo tantissimo»
Altro che archivio personale: secondo il racconto di Danto, Valeria Marini faceva incetta delle pubblicazioni che le dedicavano copertine e servizi. La spiegazione della showgirl è irresistibile: «Amore, io li compravo tutti, così sembrava che vendevo».
C’è chi conserva i ritagli degli articoli che parlano di lui, chi incornicia le copertine e chi mette ordinatamente in archivio una copia di ogni giornale. Valeria Marini, a quanto pare, avrebbe adottato un sistema decisamente più radicale: comprarli praticamente tutti.
A raccontarlo è Giancarlo Danto, che ha rivelato l’esistenza di una vera e propria collezione di giornali conservata dalla showgirl. Non una copia per ogni articolo o copertina, però. Secondo il suo racconto, in alcuni casi Valeria sarebbe arrivata a possedere addirittura cinquanta copie dello stesso numero.
«Amore, li compravo tutti»
Danto racconta: «Ha un’infinità di suoi giornali, alcuni anche 50 copie dello stesso». A quel punto la domanda viene quasi spontanea: perché comprare cinquanta volte la stessa rivista?
La risposta attribuita a Valeria Marini è talmente perfetta da sembrare scritta apposta: «Amore, io li compravo tutti, così sembrava che vendevo».
Un piccolo capolavoro di autopromozione analogica, nato quando per far salire un personaggio non esistevano ancora visualizzazioni, like, follower e condivisioni. Se oggi basta rilanciare un post, all’epoca bisognava andare in edicola e mettere mano al portafoglio.
L’algoritmo di Valeria quando l’algoritmo non esisteva
Naturalmente cinquanta copie acquistate dalla protagonista di una copertina non potevano cambiare davvero le sorti commerciali di una pubblicazione. Ma il ragionamento racconta perfettamente il personaggio: se il giornale con Valeria Marini deve vendere, Valeria Marini contribuisce personalmente alle vendite.
Altro che influencer marketing. Era una specie di algoritmo artigianale: comprare le proprie copertine per dimostrare che le proprie copertine funzionavano.
E c’è persino qualcosa di tenero nell’immagine di quelle pile di riviste rimaste negli anni a documentare una carriera trascorsa sotto i riflettori. Cinquanta copie alla volta, naturalmente. Perché le stelle, come direbbe Valeria, devono brillare. Anche in edicola.
Personaggi
Mara Venier senza filtri sul suo seno: «È sempre stato esagerato». E svela il segreto dei reggiseni “miracolosi” delle monache
Dal desiderio di ridurre il seno alla decisione di accettarsi così com’è: Mara Venier racconta con ironia il rapporto con il proprio corpo e svela il curioso segreto dei reggiseni che per anni le hanno risolto il problema.
Mara Venier non ha mai avuto grandi problemi a scherzare anche sugli aspetti più personali della propria vita. Tra questi c’è il rapporto con il suo seno abbondante, diventato nel tempo anche argomento di battute e confessioni raccontate con quella schiettezza che il pubblico le riconosce.
E proprio parlando del suo décolleté, la conduttrice ha svelato una soluzione decisamente insolita adottata per anni. Niente lingerie sofisticata, modelli costosissimi o capi realizzati su misura: i reggiseni che preferiva erano quelli destinati alle suore.
Il segreto di Mara Venier: «Compravo i reggiseni delle monache»
«Io cerco una roba che me le comprima. Io usavo i reggiseni delle suore», ha raccontato Venier, spiegando di aver scoperto dei modelli particolarmente contenitivi che riuscivano dove gli altri fallivano. «Io prendevo i reggiseni delle monache ed erano gli unici che mi contenevano».
Una soluzione talmente efficace da spingerla a suggerire la stessa scelta anche a chi si occupava dei suoi abiti: «L’ho detto ai miei costumisti che devono comprarli, quelli delle monache che sono un po’ contenitivi. Devono prendere quelli».
Dietro la battuta, però, c’è anche il racconto di un rapporto con il proprio corpo che non è sempre stato semplice. Venier ha infatti ammesso di aver pensato, in passato, persino alla chirurgia per ridurre le dimensioni del seno.
«Le mie tette? Esagerate, sono sempre state grandi»
Mara Venier non usa giri di parole quando parla della propria fisicità: «Le mie tette? Esagerate, sempre state grandi. Poi, diventando mamma presto, sono esplose».
Proprio per questo aveva preso in considerazione la possibilità di sottoporsi a una mastoplastica riduttiva, arrivando anche a consultare alcuni chirurghi estetici. La risposta ricevuta, secondo il suo racconto, sarebbe stata però sempre la stessa: «Se le tenga».
Con il passare degli anni il rapporto con il proprio corpo è cambiato e oggi Venier guarda a quella vecchia insoddisfazione con molta più serenità: «Del resto sono belle. Stanno su, dunque perché sottoporsi a un intervento così delicato? Trovo che tutte le donne debbano sentirsi bene con il proprio corpo, questa è la vera eleganza».
Dall’idea della chirurgia alla scelta di accettarsi
È proprio l’autoironia a rendere il racconto molto più di un semplice aneddoto sul reggiseno. Venier parla senza imbarazzo di una parte del proprio corpo che in passato avrebbe voluto cambiare e racconta come, con il tempo, abbia finito per accettarla e persino apprezzarla.
Una piccola storia di rapporto con il proprio corpo raccontata senza drammi e senza lezioni da impartire. Con una conclusione perfettamente in linea con il personaggio: dopo aver pensato persino alla chirurgia, la soluzione più efficace era molto più semplice.
Altro che lingerie miracolosa. Per Mara Venier il segreto erano i reggiseni delle monache.
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