Gossip
“Ti amo, angelo”, è la dedica di Damiano David alla sua Dove che soffia sulle candeline
Almeno per il momento. nei piani del cantante non compaiono i Maneskin. La sua avventura da solista e, soprattutto, il suo rapporto con l’attrice Dove cameron, paiono monopolizzare in toto i suoi pensieri.
La pausa dalla sua band, i Maneskin, permettono a Damiano David di dedicarsi anima e cuore al suo amore Dove Cameron. In occasione del 29mo compleanno di lei, un pensiero del cantante si è trasformato in una dichiarazione d’amore in piena regola: «Buon compleanno alla persona più bella, sensibile, amorevole, dolce, sexy, premurosa, intelligente, divertente, carina, talentuosa, solidale e incredibile che abbia mai conosciuto. Ancora non riesco a credere che tu sia la mia ragazza. Ti amo angelo». Una frase a compendio di un carosello di sette scatti della fidanzata, pubblicato sui social.
Dove aveva celebrato il loro primo anno di coppia
Lo scorso ottobre era stata Cameron a dedicare una gallery fotografica al cantante per celebrare il loro primo anno idi vita insieme. «L’anno più veloce della mia vita. Vorrei solo averti incontrato prima… Ti amerò per sempre», erano state le parole scelte dall’attrice sui social, a cui Damiano aveva replicato ironicamente con «Grazie a Dio pensi che io sia carino».
I Grammy 2024 rappresentarono la consacrazione ufficiale del loro amore
I primi avvistamenti della coppia infatti risalgono proprio all’ottobre del 2023, quando vennero immortalati l’uno fra le braccia dell’altra in una discoteca di Los Angeles, anche se il debutto ufficiale come coppia è avvenuto sul red carpet dei Grammy 2024.
I fan invocano il ritorno della band
Da quella data il cuore di Damiano David è tutto per lei, la sua vita a Los Angeles sembra davvero essere piena di sogni che hanno a che fare con la musica e l’amore. Messi in stand-by i Maneskin non si sa bene fino a quando, Damiano ha debuttato come solista. Come ha raccontato lui stesso in un’intervista rilasciata a Vogue Italia, se il suo album dovesse mai risultare un flop commerciale, oltre che di critica, di certo non sarà un verdetto glaciale sul suo talento innegabile. Intanto i fan sperano che questo suo album da solista non sia la pietra tombale sul progetto del gruppo che è conosciuto in tutto il mondo.
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Personaggi
Asia Argento si racconta senza filtri: «Stavo morendo, ma la malattia mi ha salvata dall’alcol»
Asia Argento torna a parlare di sé e lo fa senza cercare scorciatoie, paracadute o frasi comode. Dopo anni complicati, segnati da crisi personali, isolamento professionale e dipendenza dall’alcol, l’attrice racconta una rinascita fragile ma concreta, costruita giorno dopo giorno. Il ritorno al Festival di Cannes con il film “Death Has No Master – La morte non ha padroni” di Jorge Thielen Armand è stato per lei molto più di una nuova occasione cinematografica: è diventato il segnale che qualcosa, nella sua vita, poteva ancora ripartire.
«Mi sono salvata dall’alcolismo»
Intervistata da Vanity Fair, Asia Argento ha raccontato il punto più buio del suo percorso. «Mi sono salvata dall’alcolismo. In questi anni l’analisi, il buddismo, l’ayahuasca e altro ancora non hanno funzionato. Ma ho finalmente trovato quello che mi sta salvando, un giorno alla volta. È il percorso dei 12 passi, per affrontarlo devi essere disposta a guardare tutto quello che sei veramente». Poi la frase più dura: «Stavo morendo. Ma invece di uccidermi, la mia malattia mi ha salvata perché mi ha portata alla via d’uscita». L’attrice non parla di guarigione definitiva, ma di una battaglia quotidiana: «Non guarirò mai, ma adesso posso dire di essere una ex alcolista».
La crisi dopo Cannes e la paura di essere finita
Negli ultimi anni, Asia Argento ha vissuto anche una fase professionale molto difficile. Dopo il discorso a Cannes e le polemiche che ne seguirono, le occasioni importanti si sono diradate. «Per anni mi sono sentita un fallimento. Dopo il discorso a Cannes non mi ha chiamato più nessuno. Ho iniziato a pensare a un piano B. E ancora ci penso. Dai 45 anni i ruoli calano, io ero l’intoccabile. Pensavo di essere finita. Questo film mi ha dimostrato che ho ancora delle cartucce», aveva raccontato a Repubblica.
Gli errori, il perdono e la nuova consapevolezza
Oggi Asia Argento dice di aver imparato a guardare anche la propria parte di responsabilità. «Ho imparato tanto da quello che è successo, ho fatto errori enormi. Non ho ponderato i tempi, ho parlato senza riflettere, ho fatto gesti avventati. Ho visto tutti i miei errori. Ho fatto un’autoanalisi, cercando di non focalizzarmi su quello che mi hanno fatto gli altri, ma sulla mia parte». È forse questo il passaggio più netto del suo racconto: smettere di vivere solo dentro il ruolo di chi ha subito e accettare la fatica di fare i conti con sé stessa. Non una redenzione patinata, ma un lavoro sporco, lento, quotidiano. Quello che non si annuncia: si attraversa.
Asia Argento torna a parlare di sé e lo fa senza cercare scorciatoie, paracadute o frasi comode. Dopo anni complicati, segnati da crisi personali, isolamento professionale e dipendenza dall’alcol, l’attrice racconta una rinascita fragile ma concreta, costruita giorno dopo giorno. Il ritorno al Festival di Cannes con il film “Death Has No Master – La morte non ha padroni” di Jorge Thielen Armand è stato per lei molto più di una nuova occasione cinematografica: è diventato il segnale che qualcosa, nella sua vita, poteva ancora ripartire.
«Mi sono salvata dall’alcolismo»
Intervistata da Vanity Fair, Asia Argento ha raccontato il punto più buio del suo percorso. «Mi sono salvata dall’alcolismo. In questi anni l’analisi, il buddismo, l’ayahuasca e altro ancora non hanno funzionato. Ma ho finalmente trovato quello che mi sta salvando, un giorno alla volta. È il percorso dei 12 passi, per affrontarlo devi essere disposta a guardare tutto quello che sei veramente». Poi la frase più dura: «Stavo morendo. Ma invece di uccidermi, la mia malattia mi ha salvata perché mi ha portata alla via d’uscita». L’attrice non parla di guarigione definitiva, ma di una battaglia quotidiana: «Non guarirò mai, ma adesso posso dire di essere una ex alcolista».
La crisi dopo Cannes e la paura di essere finita
Negli ultimi anni, Asia Argento ha vissuto anche una fase professionale molto difficile. Dopo il discorso a Cannes e le polemiche che ne seguirono, le occasioni importanti si sono diradate. «Per anni mi sono sentita un fallimento. Dopo il discorso a Cannes non mi ha chiamato più nessuno. Ho iniziato a pensare a un piano B. E ancora ci penso. Dai 45 anni i ruoli calano, io ero l’intoccabile. Pensavo di essere finita. Questo film mi ha dimostrato che ho ancora delle cartucce», aveva raccontato a Repubblica.
Gli errori, il perdono e la nuova consapevolezza
Oggi Asia Argento dice di aver imparato a guardare anche la propria parte di responsabilità. «Ho imparato tanto da quello che è successo, ho fatto errori enormi. Non ho ponderato i tempi, ho parlato senza riflettere, ho fatto gesti avventati. Ho visto tutti i miei errori. Ho fatto un’autoanalisi, cercando di non focalizzarmi su quello che mi hanno fatto gli altri, ma sulla mia parte». È forse questo il passaggio più netto del suo racconto: smettere di vivere solo dentro il ruolo di chi ha subito e accettare la fatica di fare i conti con sé stessa. Non una redenzione patinata, ma un lavoro sporco, lento, quotidiano. Quello che non si annuncia: si attraversa.
Speciale Temptation Island
Temptation Island, Alessandra accusa Rosario: «Mi tradiva con un’altra mentre stava con me». Lui replica: «Ho già pagato»
Alessandra e Rosario sono tra i protagonisti della nuova edizione di Temptation Island. Lei racconta di aver scoperto due relazioni parallele e di aver lasciato Milano per seguirlo a Napoli. Ma oggi i dubbi sul futuro della coppia sono più forti che mai.
Temptation Island non è ancora iniziato, ma una delle nuove coppie del reality di Canale 5 è già riuscita a far parlare di sé. Alessandra, 26 anni, e Rosario stanno insieme da due anni e otto mesi e oggi convivono a Napoli. Ma dietro quella che sembrava una normale storia d’amore si nasconde una ferita che, evidentemente, non si è mai rimarginata.
A scrivere al programma è stata proprio Alessandra, decisa a capire una volta per tutte se la relazione con il fidanzato abbia davvero un futuro oppure se sia arrivato il momento di voltare pagina.
«Aveva due relazioni parallele»
Nel video di presentazione della coppia, la giovane non usa mezzi termini.
«Ho scritto a Temptation Island perché Rosario mi ha tradita, ho perso la fiducia e sono diventata molto gelosa», spiega.
Poi arriva la rivelazione che racconta quanto sia stato difficile ricostruire il rapporto.
«Mentre stava con me a Milano, aveva anche un’altra ragazza a Napoli. Aveva due relazioni parallele».
Parole che lasciano intendere una ferita ancora molto viva e che spiegano le difficoltà vissute dalla coppia negli ultimi mesi.
Il trasferimento a Napoli e i dubbi sul futuro
Nonostante il tradimento, Alessandra ha scelto di dare una seconda possibilità al compagno. Ha lasciato Milano, la sua famiglia, il lavoro e le sue abitudini per trasferirsi a Napoli e iniziare una convivenza con Rosario.
Una scelta importante, che oggi però la porta a interrogarsi sul futuro.
«Voglio capire se ho fatto la scelta giusta e se questa relazione ha davvero un futuro», confessa.
Dubbi che saranno inevitabilmente messi alla prova durante l’esperienza nel villaggio delle tentazioni.
La replica di Rosario
Rosario, dal canto suo, sembra affrontare la situazione con uno spirito diverso. Pur ammettendo l’errore commesso, ritiene di aver già pagato abbastanza.
«Lei continua a non fidarsi di me anche se credo di avere già pagato per questo errore», afferma.
Una distanza di vedute che potrebbe rivelarsi decisiva nel percorso dei due fidanzati.
Insieme ad Alessandra e Rosario, nella nuova edizione di Temptation Island parteciperanno anche Andrea e Iris, Bernadette e Diamante, Cristian e Soraya, Giovanni e Sabrina, Francesca e Danilo e Gabriele e Sara.
Ma già dalle prime immagini, la storia dei due fidanzati sembra avere tutti gli ingredienti per regalare scintille.
Reali
Perché re Carlo III festeggia il compleanno a giugno se è nato a novembre? Il segreto del Trooping the Colour
Anche quest’anno Londra celebra il Trooping the Colour, la spettacolare parata militare dedicata al compleanno ufficiale di re Carlo III. Ma il sovrano è nato il 14 novembre: ecco perché i festeggiamenti si svolgono sempre a giugno.
Per i sudditi britannici è uno degli appuntamenti più attesi dell’anno. Carrozze, uniformi, cavalli e il celebre saluto dal balcone di Buckingham Palace fanno del Trooping the Colour uno degli eventi più iconici della monarchia inglese. Anche nel 2026, re Carlo III è stato al centro della tradizionale celebrazione, ma c’è un dettaglio che continua a incuriosire molti: il sovrano è nato il 14 novembre, quindi perché il suo compleanno viene festeggiato a giugno?
La risposta affonda le radici in una tradizione che dura da oltre due secoli e che continua a essere rispettata da tutti i monarchi britannici.
Il doppio compleanno del sovrano
Quello di giugno non è il compleanno anagrafico del re, ma il suo compleanno ufficiale. Una consuetudine introdotta nel XVIII secolo da Giorgio II, che era nato nel mese di novembre e si trovò davanti a un problema molto pratico: il clima inglese.
Le condizioni meteorologiche autunnali, infatti, rendevano complicato organizzare grandi eventi all’aperto. Per questo motivo il sovrano decise di trasferire le celebrazioni pubbliche in un periodo più favorevole, scegliendo l’inizio dell’estate.
Da allora, la tradizione del “secondo compleanno” è stata mantenuta dai successivi monarchi britannici, compreso Carlo III.
La spettacolare parata con oltre 1.400 soldati
Il Trooping the Colour rappresenta uno degli eventi più solenni della monarchia. L’edizione 2026 ha visto impegnati oltre 1.400 militari, circa 200 cavalli e 400 musicisti.
La parata parte da Buckingham Palace, attraversa The Mall e raggiunge Horse Guards Parade, dove si svolge la cerimonia principale. Protagonisti assoluti sono i reparti della Household Division e della Household Cavalry, accompagnati dalle tradizionali bande reggimentali.
Negli ultimi anni Carlo III ha scelto di partecipare all’evento in carrozza, mentre il principe William, la principessa Anna e il principe Edoardo hanno continuato a sfilare a cavallo.
Kate Middleton, i piccoli principi e le grandi assenze
Accanto al sovrano sono presenti anche la regina Camilla e i principali membri della famiglia reale. Tra i più attesi, naturalmente, Kate Middleton con i figli George, Charlotte e Louis, protagonisti del tradizionale saluto dal balcone di Buckingham Palace.
Non dovrebbero invece esserci il principe Harry e Meghan Markle, che continuano a vivere negli Stati Uniti insieme ai loro figli. Assente anche il principe Andrea, ormai da tempo escluso dagli impegni pubblici della Corona.
Così, tra fanfare, cavalli e antiche uniformi, il Trooping the Colour continua a rappresentare uno dei simboli più riconoscibili della monarchia britannica e una delle tradizioni più amate dai sudditi di Sua Maestà.
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