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Una separazione da capogiro: la richiesta shock di Wanda Nara

La battaglia legale tra Wanda Nara e Mauro Icardi si fa sempre più accesa. Dopo undici anni di matrimonio, la showgirl argentina ha avanzato una richiesta che sta facendo discutere: 500mila euro al mese come mantenimento. Una cifra esorbitante, che ha sollevato non poche polemiche. Ma quali sono i motivi di questa richiesta? Ve lo raccontiamo voi!

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    Secondo quanto riportato dai media, Wanda Nara giustifica la sua richiesta astronomica con la necessità di mantenere lo stile di vita a cui è abituata. Non si tratta solo delle spese per le figlie avute con Icardi, ma anche di esigenze personali che comprendono lusso e comfort. Tra le voci più discusse, spicca il noleggio di un jet privato, considerato dalla showgirl un mezzo di trasporto indispensabile.

    Nel Guinness dei divorzi

    Il Corriere della Sera ha confermato che l’ex coppia è ai ferri corti e che il divorzio si preannuncia tutt’altro che pacifico. Con una somma del genere, Wanda entrerebbe di diritto nella lista delle richieste di mantenimento più onerose della storia del calcio.

    Cause milionarie e denunce internazionali

    Oltre alla richiesta di mantenimento, Wanda Nara ha recentemente vinto una causa civile contro China Suarez, attuale compagna di Icardi. La modella argentina aveva chiesto un risarcimento di 50 milioni di dollari per diffamazione, ma il tribunale ha dato ragione a Wanda.

    Lui, da buon giocatore, contrattacca

    Tuttavia, le battaglie in tribunale non finiscono qui. Mauro Icardi ha risposto con un’accusa pesante: ha denunciato Wanda per sottrazione di minore, sostenendo che l’ex moglie abbia trattenuto le loro figlie in Argentina senza il suo consenso. Il calciatore ha avviato una procedura internazionale basata sulla Convenzione dell’Aia per ottenere il loro rimpatrio a Istanbul.

    Uno stile di vita da star, tra lusso e polemiche

    La richiesta economica avanzata da Wanda ha acceso il dibattito. Se da un lato l’argentina rivendica il diritto a mantenere il tenore di vita a cui è sempre stata abituata, dall’altro molti si chiedono se una cifra del genere sia davvero giustificata.

    Tra abiti firmati, vacanze esclusive e trasporti da VIP, la vita dell’ex moglie di Icardi continua a far parlare. Il jet privato, in particolare, è diventato il simbolo di questa separazione da record. Per alcuni è un’esagerazione, per altri è semplicemente il prezzo da pagare per un matrimonio con una star.

    Quale sarà il verdetto finale?

    La separazione tra Wanda Nara e Mauro Icardi è ben lontana dalla conclusione. La richiesta di mantenimento potrebbe essere accolta in parte o del tutto respinta, ma una cosa è certa: questo divorzio continuerà a far parlare per molto tempo.

    Mentre i legali delle due star si danno battaglia, il pubblico resta in attesa di nuovi colpi di scena. Chi avrà la meglio in questa guerra milionario? Lo scopriremo nei prossimi capitoli di questa telenovela che sembra non avere fine.

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      Gossip

      Cerno, festa milanese per i 51 anni tra party-giani, assenze politiche e la scena rubata da Barbara D’Urso

      Alla festa per i 51 anni di Tommaso Cerno spunta solo Licia Ronzulli dal fronte politico, mentre il parterre si popola di figure note del sottobosco mediatico. A catalizzare l’attenzione è Barbara D’Urso, in Dolce & Gabbana, con una promessa che sa di teaser mediatico.

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        Gran raduno mondano ieri sera alla casa milanese di Tommaso Cerno, che ha celebrato il suo 51esimo compleanno circondato da un parterre più mediatico che politico. Tra i presenti, l’avvocatessa Annamaria Bernardini De Pace e l’ex “papessa” Francesca Immacolata Chaouqui, mentre dal fronte della politica si è vista solo Licia Ronzulli, a conferma di un clima più da salotto televisivo che da retropalco parlamentare.

        A rubare la scena, però, ci ha pensato Barbara D’Urso, stretta in un abitino firmato Dolce & Gabbana, capace di catalizzare l’attenzione dei presenti come ai tempi d’oro del prime time. La conduttrice, tra una battuta e l’altra, avrebbe deliziato gli ospiti annunciando che, dopo Fabrizio Corona, anche lei sarebbe pronta a “tirare fuori qualche vecchia magagna”. Una frase che, detta in quel contesto, suona come una promessa di nuovi capitoli nella lunga saga del racconto mediatico a colpi di rivelazioni, allusioni e vendette post-televisive.

        La serata, più che una festa privata, ha assunto i contorni di un micro-evento mondano: un incrocio tra giornalismo, televisione e quel sottobosco di relazioni, rivalità e retroscena che da sempre alimenta la narrazione pubblica. E in un contesto così, bastano poche parole per accendere nuove attese, sospetti e, inevitabilmente, future polemiche.

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          Gossip

          Aurora Ramazzotti scherza sullo psicologo, Michelle Hunziker ci resta male: siparietto social tra ironia e recita

          Aurora Ramazzotti pubblica un siparietto ironico sul rapporto con la madre e la terapia, Michelle Hunziker reagisce con una battuta piccata. Il confine tra confidenza autentica e contenuto costruito torna a farsi sottile.

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            Un breve video su Instagram, una frase apparentemente innocua, una reazione immediata: il risultato è il solito mini-caso social. Aurora Ramazzotti racconta davanti alla telecamera: «Allora mia madre mi sta accompagnando dallo psicologo, la parte più importante della mia settimana. Grazie mamma, ci vado anche per colpa tua».

            La risposta di Michelle Hunziker arriva a caldo e senza filtri: «Ma come? Sei una pirla! Perché mi dici queste cose che poi non dormo la notte?». Un botta e risposta che, in pochi secondi, trasforma una dinamica privata in intrattenimento pubblico.

            Tra confidenza e spettacolo
            Il siparietto gioca su un terreno ambiguo: la terapia come elemento di racconto personale, il rapporto madre-figlia come materiale narrativo, l’autoironia come scudo. È il linguaggio dei social, dove il privato diventa contenuto e il contenuto deve, per forza, funzionare.

            La reazione della madre
            La Hunziker appare genuinamente colpita dalla battuta, almeno nel tono del video. La frase «poi non dormo la notte» suggerisce una sensibilità reale, ma è impossibile stabilire dove finisca la spontaneità e dove inizi la consapevolezza di essere davanti a una telecamera.

            Recita per i webeti?
            Il dubbio resta: scena autentica o micro-sketch costruito per strappare commenti e engagement? Nel teatro dei social, la linea tra realtà e performance è sempre più sottile. E anche la psicoterapia, da esperienza personale, diventa materia narrativa, battuta, meme. Forse è solo intrattenimento. Forse no.

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              Personaggi

              «Gerry non ci ha mai provato con me né con le altre»: l’ex letterina Cristina Cellai smentisce Corona e parla di “bugie senza prove”

              L’ex protagonista di Passaparola smonta le accuse rilanciate da Fabrizio Corona su Gerry Scotti e punta il dito contro un racconto riesumato a distanza di vent’anni.

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                «Posso dire che Gerry non solo non ci ha mai provato con me, ma neanche con le altre mie colleghe». Cristina Cellai, ex letterina di Passaparola per una sola stagione, interviene senza giri di parole per smentire il racconto rilanciato da Fabrizio Corona, secondo cui Gerry Scotti avrebbe avuto relazioni con “oltre 30 letterine”.

                La smentita netta
                Una versione che Cellai definisce apertamente falsa. «Ho scritto a Corona… ma non mi ha risposto. Da lui tutte bugie», racconta, sottolineando come quelle affermazioni non trovino riscontri né testimonianze dirette. «Non capisco poi il senso di tirare fuori questa roba dopo 20 anni, se uno non ha le prove».

                Il sospetto di un secondo fine
                Nel suo intervento, l’ex letterina va oltre la smentita personale e prova a leggere il contesto mediatico. «Credo che punti a colpire altre persone. Penso a Silvia Toffanin, che sta con Pier Silvio Berlusconi, o Ilary Blasi. Penso abbia un secondo fine». Un sospetto che sposta l’attenzione dal passato televisivo alle dinamiche attuali del racconto pubblico, fatto di nomi pesanti e inevitabili riverberi.

                La posizione di Scotti
                Sulla vicenda è intervenuto anche lo stesso Scotti, che ha respinto ogni accusa parlando di «menzogne dette per ragioni di lucro». Una definizione che fotografa il clima in cui certe storie vengono riesumate, amplificate e rilanciate, spesso senza elementi nuovi a sostenerle.

                Il quadro che emerge è quello di un racconto costruito a distanza di decenni, privo di prove documentali e smentito da chi quel programma lo ha vissuto dall’interno. Un cortocircuito mediatico che mostra, ancora una volta, quanto il confine tra rivelazione e insinuazione diventi fragile quando il passato viene usato come arma nel presente.

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