Gossip
In vendita anche Villa Matilda, la reggia sul lago di Como
L’annuncio della messa in vendita della sontuosa dimora sul Lago di Como, per un breve periodo emblema dell’amore e del successo dei Ferragnez, è il racconto di una residenza prestigiosa che cambia proprietà, ma anche della fine di un capitolo significativo nella vita di Chiara Ferragni e del suo ex-marito Fedez.

Chiara Ferragni e suo marito Fedez hanno deciso di mettere in vendita la loro bellissima dimora sul Lago di Como “Villa Matilda”, che avevano acquistato con tanto amore solo un anno fa. Ora, dopo la separazione, quello che era uno dei simboli del loro status è diventato solo un investimento senza significato.
Chiara adesso ha affidato a una prestigiosa agenzia immobiliare milanese la dimora per la vendita e apre anche ai fan le porte delle stanze per far sognare ad occhi aperti quello che fu, anche se per poco, la splendida casa felice, ma ora pronta per essere venduta.



Alcuni ambienti di Villa Matilda
Situata a Torno, incastonata tra le rive incantevoli del Lago di Como, sorge Villa Matilda, un’opera d’arte architettonica firmata dagli architetti e amici della coppia Filippo Fiora e Federico Sigali. L’eleganza e il prestigio di questa dimora si fondono armoniosamente con il paesaggio circostante e con l’atmosfera intramontabile delle dimore storiche che abbelliscono questa meravigliosa zona d’Italia.


Esterni di Villa Matilda
Luminosa e accogliente, Villa Matilda, chiamata così in ricordo dell’amatissima cagnolina di Chiara, si distingue per il suo stile classico, che cattura l’essenza della bellezza senza tempo. Con un parco lussureggiante che si estende su mille metri quadri e una piscina a sfioro che sembra fondersi con le acque placide del lago, questa dimora incanta con un’esperienza senza pari.
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Speciale Temptation Island
Filippo Bisciglia, capelli color pece e look da guru: il debutto a Temptation Island diventa un caso social
Al debutto di Temptation Island, Filippo Bisciglia si presenta con un look che fa discutere: abito da guru, capelli scurissimi e attaccatura più bassa. Sui social partono ironie e paragoni.
Filippo Bisciglia è tornato al timone di Temptation Island, ma questa volta a rubare la scena non sono state soltanto le coppie, i falò, i silenzi pesanti e le frasi dette con lo sguardo perso nel vuoto. Al debutto del programma, l’attenzione del pubblico si è spostata subito su di lui. Anzi, sulla sua testa.
Il conduttore si è presentato in video con un look decisamente diverso rispetto al passato: capelli color pece, effetto molto compatto, attaccatura che a molti telespettatori è sembrata più bassa del solito e un abbigliamento che sui social è stato subito ribattezzato da “guru”. Una trasformazione notata in tempo reale, come spesso accade quando un volto televisivo amatissimo cambia anche solo un dettaglio della propria immagine. Figuriamoci quando il dettaglio è così evidente.
Il look da guru e la chioma color pece
Bisciglia resta uno dei simboli assoluti di Temptation Island. La sua voce accompagna i momenti più tesi del programma, i suoi ingressi nei villaggi sono ormai parte del rito televisivo, il suo modo di scandire le frasi è riconoscibile al primo ascolto. Eppure, al debutto, più che le sue parole, a far discutere è stata la nuova immagine.
Il colore dei capelli, molto più scuro e intenso, ha acceso la curiosità degli spettatori. La chioma color pece, unita a un’attaccatura apparsa diversa rispetto al passato, ha trasformato il ritorno del conduttore in un piccolo caso social. Non una polemica vera, piuttosto quel classico chiacchiericcio da prima serata in cui il pubblico commenta tutto: vestiti, espressioni, inquadrature, dettagli minimi e cambiamenti improvvisi.
I commenti social: “La trasformazione in Gianni Sperti è iniziata”
E così, mentre Temptation Island ricominciava il suo viaggio tra tentazioni e relazioni al limite, online partiva il controprogramma parallelo dedicato ai capelli di Filippo Bisciglia. I commenti sono arrivati subito, tra stupore e ironia. “La trasformazione in Gianni Sperti è iniziata”, scrivono alcuni utenti, notando una somiglianza inattesa nel nuovo stile del conduttore.
Altri sono stati ancora più diretti: “Marò, ma che ha combinato Filippo Bisciglia’”. Una frase che riassume bene la reazione di una parte del pubblico: sorpresa, curiosità e quella voglia di commentare in tempo reale che ormai accompagna ogni debutto televisivo.
Il risultato è che Filippo Bisciglia, ancora prima di entrare davvero nel vivo delle dinamiche del programma, si è ritrovato al centro dell’attenzione per il suo cambio look. Temptation Island è ripartito, ma la prima tentazione del pubblico è stata guardare i capelli del conduttore.
Personaggi
Lucio Presta senza freni su Bonolis e Amadeus: «Per me è una persona che non esiste più»
Da Paolo Bonolis ad Amadeus, da Cesare Cremonini a Heather Parisi e Lorella Cuccarini: Lucio Presta parla senza filtri a Sara Manfuso, tra affetti spezzati, rancori, retroscena televisivi e lezioni al veleno firmate Giulio Andreotti.
Lucio Presta non è uno che ama girare intorno alle cose. Quando decide di parlare, lo fa con quella miscela pericolosa di memoria, orgoglio, ferite ancora aperte e frasi che sembrano già nate per diventare titolo. Al Passaggi Festival, il festival della saggistica in programma a Fano dal 24 al 28 giugno, il manager si è raccontato in una conversazione con l’opinionista tv Sara Manfuso, attraversando alcuni dei rapporti più importanti della sua vita professionale e personale: Paolo Bonolis, Amadeus, Cesare Cremonini, Heather Parisi, Lorella Cuccarini e perfino Giulio Andreotti. Il risultato è un viaggio nel retrobottega della televisione italiana, dove dietro i sorrisi da prima serata spesso restano conti aperti, gratitudine evaporata e amicizie finite male.
Paolo Bonolis, l’amicizia spezzata e il dolore rimasto sotto pelle
Il passaggio più intenso riguarda Paolo Bonolis, con cui Presta ha condiviso un rapporto che lui descrive come una fratellanza vera. «Abbiamo condiviso gioie straordinarie, dolori incredibili e li abbiamo condivisi veramente come due fratelli. E il fatto che terze persone abbiano, come dire, deciso che andava spezzato questo amore, questo affetto, questa fratellanza, sinceramente a me poco me ne cale. Cioè, è un problema di Paolo, a me dispiace per Paolo, e sono certo che anche Paolo è dispiaciuto per questo».
Poi arriva il ricordo dell’ultima telefonata: «Paolo l’ultima volta che ci siamo sentiti mi ha detto: “Lucio, che devo fare? Non ci devo pensare, perché se ci penso, il dolore è grande. Basta non pensarci”». Presta lega quel rapporto anche ai momenti più duri della vita: «Quando la madre dei miei figli stava morendo, veniva tutti i giorni in clinica, a darmi il cambio, perché io avevo delle cose di lavoro da fare, e leggeva dei libri a Emanuela per rendere la sua malattia, la sua discesa purtroppo verso una strada di non ritorno, un po’ più leggera.
Così come io c’ero quando è morto il suo papà, ero con lui nella sua stanza, con la sua mamma, col suo papà, e la sua mamma ci fece giurare che non ci saremmo mai lasciati. Se io penso che lui ha dovuto fare a meno anche di questo giuramento a sua madre, penso quanto gli sia costato».
Amadeus, la rottura definitiva e il corteggiamento a Cremonini
Su Amadeus, invece, il tono cambia e diventa gelido. Presta non lascia spiragli, non cerca formule diplomatiche e non prova nemmeno ad addolcire il giudizio: «Personalmente per me è una persona che non esiste più. Gli auguro, come ho scritto nel libro, che lui possa tornare a splendere. Ha fatto delle scelte che sono irragionevoli per ascoltare le persone che hanno fatto sì che ci separassimo. Lo hanno portato a sbattere, oggi è lì, così, e deve ricominciare come se fosse di nuovo all’inizio della sua carriera.
Gli auguro di riuscirci, di farlo, ma le nostre strade questa volta non si incroceranno mai più, perché il comportamento che ha avuto nei miei riguardi è stato veramente poco carino per quello che io ho dato a lui. E non c’è nessuno nel nostro mondo, nel nostro ambiente, che non sappia che quello che dico è l’assoluta verità».
Poi il racconto si sposta su Sanremo e su Cesare Cremonini, convincere il quale non fu esattamente una passeggiata: «È stato un corteggiamento di quasi sei mesi, ci siamo visti tre o quattro volte e lui mi diceva: “Ma perché? Ma perché devo farlo?”. Io gli ho detto: “Guarda perché oggi insieme a Vasco e insieme a Lorenzo siete i tre personaggi della musica più importanti che abbiamo in questo Paese, quindi devi venire per forza”». Cremonini, però, voleva evitare la solita passerella promozionale: «Guarda però che io non voglio fare un passaggio come fanno tutti, con la canzoncina, il nuovo pezzo, tutto così, tutto improntato alla marchetta. Vorrei fare una cosa speciale, costruire una roba proprio speciale, la mia storia raccontata in 15-20 minuti, perché mi devi dare quel tempo».
Heather Parisi, Lorella Cuccarini e le lezioni velenose di Andreotti
Tra gli aneddoti più gustosi spunta Heather Parisi, che Presta considera la sua prima vera artista: «Ringrazio tanto Heather, perché Heather è stata la prima artista della mia vita, quindi io ho debuttato, per chi si intende di calcio, senza fare la Lega Pro, senza fare la Serie B, sono subito in Serie A. Perché Heather in quel momento era la donna spettacolo più ambita, ricercata, voluta dalla televisione italiana».
Poi la scena quasi comica della mela e del caprino: «Lei mi disse Una sera: “Lucio, ho voglia di mangiare una mela e del caprino” e io andai a citofonare per le case alla ricerca soprattutto del caprino quando tornai Heather mi disse: “No Lucio, mi è passata voglia, non ho voglia”». Eppure il talento cancellava tutto: «Le perdonavi tutto, tutto, perché quando saliva sul palco tu la guardavi e dicevi: “Maledetta, perché sei così brava e straordinaria che vorrei che non lo fossi così potrei vendicarmi delle cose che mi fai patire”. E invece era talmente straordinaria che le perdonavi tutto».
Su Lorella Cuccarini il giudizio diventa più tecnico e più spietato: «Lorella non aveva e non ha il talento, non l’ha mai avuto il talento di Heather. Però aveva una determinazione, una capacità, una volontà, una caparbietà di lavorare, di imparare, di studiare». La rivalità tra le due, secondo Presta, nacque così: «Heather disse: “Io no, non ballerò mai con una che fino a ieri era una ballerina di fila dietro di me”. Invece Pippo Baudo, furbo, scelse Lorella e lasciò fuori Heather, cosa che Heather prese malissimo e quindi da quel momento partì la rivalità tra le due».
Nel finale, Presta tira fuori la sua idea del successo: «Loro hanno il dovere di essere egoisti, questo non c’è dubbio, quando sono sul palco. Sul palco si devono dimenticare tutto. Non devono dimenticare però, quando scendono da lì, che il lavoro è stato fatto in gruppo, che c’è una costruzione dietro. Il più delle volte loro sono il risultato, quelli che mettono in scena ciò che altri hanno cucinato, servono a tavola ciò che altri hanno cucinato».
E chiude con tre insegnamenti ricevuti da Giulio Andreotti, incontrato ogni anno per lo scambio dei doni di Natale: «Mi diceva Sempre esiste una patologia cronica, seria, che colpisce le persone che tu aiuti e si chiama la sindrome rancorosa del beneficiato». Poi: «La gratitudine è un sentimento della vigilia». Infine: «Ricordati che se tu aiuti qualcuno, avrai cento incazzati e un ingrato».
Gossip
Stefania Orlando senza filtri prima dei 60 anni: «Per fare l’amore devo essere innamorata»
Stefania Orlando parla della sua nuova consapevolezza sentimentale, del bisogno di un legame emotivo per vivere l’intimità e della ferita lasciata dalla fine del matrimonio con Simone Gianlorenzi.
Stefania Orlando arriva alla soglia dei sessant’anni senza trucco emotivo, senza posa da diva ferita e senza la solita retorica della donna che deve per forza rimettersi in pista per dimostrare qualcosa al mondo. In un’intervista al settimanale DiPiù, la showgirl romana racconta un presente molto diverso da quello che ci si aspetterebbe da chi ha attraversato amori importanti, separazioni dolorose e anni di vita sotto gli occhi del pubblico. Non parla di rivincite urlate, né di cacce al nuovo compagno. Parla, semmai, di una solitudine scelta, quasi difesa, come se dopo tanto rumore sentimentale avesse finalmente scoperto il lusso più raro: stare bene anche senza qualcuno accanto.
Stefania Orlando e la nuova vita senza rincorrere l’amore
Il punto più sorprendente della confessione riguarda la sfera più privata. Stefania Orlando racconta infatti: «È quasi un anno che non ho rapporti fisici con un uomo. La mia psicologa dice che sono demisessuale». Una frase che, detta da un personaggio televisivo abituato a finire spesso nelle cronache rosa, sposta subito il discorso dal pettegolezzo al bilancio personale. Non c’è provocazione, non c’è compiacimento, non c’è nemmeno il tentativo di trasformare una confidenza intima in uno slogan. C’è, piuttosto, la volontà di dare un nome a qualcosa che evidentemente l’ha sempre riguardata.
Poi Orlando spiega meglio: «Significa che per vivere anche l’intimità ho bisogno di essere coinvolta emotivamente. Non riesco a separare il sentimento dalla sessualità. In pratica, per potere fare l’amore devo essere innamorata». Altro che leggerezza da copertina. Qui il tema è il desiderio filtrato dal cuore, l’attrazione che non si accende a comando, il corpo che non parte se prima non si muove qualcosa di più profondo.
La ferita con Simone Gianlorenzi
Questa consapevolezza arriva dopo la fine del matrimonio con Simone Gianlorenzi, il musicista con cui Stefania Orlando ha condiviso quindici anni di vita. Una storia lunga, solida, culminata nel matrimonio sulla spiaggia nel 2019 e poi chiusa in modo improvviso. La showgirl non nasconde quanto quella rottura l’abbia colpita: «È stato lui a prendere la decisione di lasciarmi. Per me è stato un colpo durissimo, perché io mi vedevo invecchiare accanto a lui».
È una frase semplice, ma pesante. Dentro c’è la fine non solo di una relazione, ma di un’immagine del futuro. Orlando racconta di aver superato quel dolore anche grazie alla psicoterapia, senza fingere che basti un taglio di capelli, un viaggio o una foto sorridente per archiviare quindici anni d’amore. La leggerezza di oggi, insomma, non nasce dal nulla: arriva dopo una caduta.
Andrea Roncato e il primo matrimonio
Nel suo viaggio tra i sentimenti torna anche Andrea Roncato, primo marito di Stefania Orlando. Un amore nato con un colpo di fulmine teatrale, segnato da una promessa di matrimonio fatta quasi per scherzo al padre di lei dopo il primo caffè, poi diventata realtà nel giugno del 1997. Le nozze durarono appena due anni e, nel racconto, pesarono anche i quasi vent’anni di differenza d’età.
Oggi Stefania Orlando sembra guardare tutto con maggiore lucidità: gli amori finiti, le illusioni, i dolori e perfino il desiderio. Non cerca il colpo di scena romantico a tutti i costi. Dice di avere bisogno di sentimento, di coinvolgimento, di qualcosa che venga prima del corpo. E in un mondo dove tutti fingono di essere sempre pronti, sempre desiderabili e sempre disponibili, forse la vera notizia è proprio questa.
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