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Gossip

Quando Meghan Markle perse il controllo dietro le quinte: la verità in un libro

L’esperta reale Angela Levin ha lanciato nuove critiche a Meghan Markle dopo la sua recente apparizione con il principe Harry su CBS Sunday Morning. Secondo Levin, Meghan sarebbe stata visibilmente irritata alla fine dell’intervista, sfogando la sua frustrazione contro i produttori per le domande scomode, specialmente riguardo ai suoi pensieri suicidi rivelati in passato. Il controllo della situazione sembrerebbe essere stato uno dei principali motivi di tensione per la duchessa.

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    Meghan Markle torna al centro delle polemiche dopo la sua apparizione con il principe Harry a CBS Sunday Morning. Secondo l’esperta reale Angela Levin, la duchessa di Sussex avrebbe avuto un momento di forte tensione al termine dell’intervista. Levin ha dichiarato a GB News che Meghan, visibilmente irritata, avrebbe urlato contro i produttori del programma, esprimendo la sua rabbia per alcune domande ritenute inopportune, in particolare quelle legate ai suoi pensieri suicidi rivelati durante l’intervista con Oprah Winfrey.

    Il controllo di Meghan

    Durante l’intervista, Meghan non sarebbe riuscita a contenere la sua irritazione e avrebbe cercato di mantenere il controllo della situazione, rivolgendosi con sguardi severi anche verso Harry per impedirgli di intervenire. Levin ha sottolineato come Meghan non sia abituata a essere messa in difficoltà e come il suo atteggiamento riflettesse una forte volontà di dominare la conversazione.

    Tensione crescente

    Questa intervista rappresentava la prima occasione dal 2021 in cui la coppia appariva insieme in un programma televisivo, proprio l’anno in cui avevano lanciato il progetto “The Parent’s Network” per sostenere le famiglie colpite dalla perdita di un figlio a causa del cyberbullismo. Tuttavia, dietro le quinte, le cose sembrano essere andate diversamente da quanto previsto, con Meghan che, secondo Levin, avrebbe mostrato un lato ben diverso da quello pubblico.

    Un’immagine che si incrina

    Le critiche di Levin si aggiungono a una lunga serie di polemiche che hanno seguito la duchessa di Sussex nel corso degli anni. Meghan, da sempre attenta a costruire un’immagine di sé come donna forte e indipendente, si è trovata questa volta in difficoltà, incapace di mantenere la calma di fronte a domande scomode. La reazione della duchessa, descritta come eccessiva e fuori luogo, sembra aver alimentato ulteriormente le critiche verso di lei, mettendo in discussione la sua capacità di gestire situazioni di pressione mediatica.

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      Personaggi

      Victoria Beckham: “Con il cibo avevo perso il controllo. Ho imparato a fare pace con me stessa”

      L’ex Posh Spice racconta nella docuserie Netflix Victoria Beckham il lato oscuro della fama: gli anni segnati dai disturbi alimentari, le insicurezze e la lunga strada verso l’accettazione di sé.

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      Victoria Beckham

        Per il pubblico è l’icona dell’eleganza britannica, moglie di David Beckham e stilista di fama mondiale. Ma dietro la perfezione patinata di Victoria Beckham si nasconde una storia di fragilità e disciplina estrema. Nella nuova docuserie Victoria Beckham, ora su Netflix, l’ex Posh Spice racconta per la prima volta con sincerità il suo difficile rapporto con il corpo e con il cibo, un percorso segnato da disturbi alimentari e da un controllo ossessivo che l’ha accompagnata per anni.

        “Dopo la fine delle Spice Girls mi sono trovata in un vortice – confessa –. Tutto ruotava attorno a come apparivo. La pressione mediatica era costante, e ho sviluppato un rapporto incredibilmente malsano con il cibo. Avevo perso ogni senso della realtà e di me stessa.”

        L’ossessione per il controllo, racconta Victoria, era un modo per reagire all’invasione della stampa e alle continue critiche sul suo aspetto fisico. “Quando hai un disturbo alimentare diventi bravissima a mentire – dice con voce ferma –. Non sono mai stata onesta con i miei genitori, né con le persone che avevo intorno. Cercavo di gestire la mia immagine, ma in realtà mi stavo solo allontanando da me stessa.”

        Un episodio emblematico, ricordato nella serie, risale al 1999: pochi mesi dopo la nascita del suo primo figlio Brooklyn, Victoria fu invitata in un talk show britannico e pesata in diretta tv. “Ridevamo per imbarazzo – spiega oggi – ma ero giovanissima e mi faceva male. Mi chiamavano Porky Posh quando prendevo peso e Skinny Posh quando dimagrivo troppo. Era impossibile vincere.”

        La stilista parla anche del dismorfismo corporeo, una percezione distorta della propria immagine che l’ha accompagnata a lungo. “Non mi vedevo mai abbastanza bene, abbastanza magra, abbastanza perfetta. E questo mi logorava.”

        Oggi, a distanza di più di vent’anni, Victoria racconta di aver raggiunto un equilibrio diverso. Vive a Londra con il marito David Beckham e i loro quattro figli — Brooklyn, Romeo, Cruz e Harper — e ha trovato nella disciplina quotidiana un alleato, non più una gabbia. “Essere madre e lavoratrice richiede rigore. Mangio sano, mi alleno, ma non per punirmi: è il mio modo di stare bene. Non tocco il cioccolato dagli anni ’90, ma non perché mi faccia paura: semplicemente non ne sento il bisogno.”

        La docuserie mostra una Victoria più autentica e vulnerabile, ma anche la donna determinata che ha trasformato la sua ossessione per il controllo in cura per i dettagli, la stessa che ha reso il suo brand uno dei più rispettati del fashion system. Da Anna Wintour a Donatella Versace, da Tom Ford a Marc Jacobs, tutti riconoscono in lei una forza creativa che va oltre la moda.

        “Non voglio più fingere di essere perfetta – conclude –. La vera eleganza è accettare chi sei, con tutte le imperfezioni che ti hanno portato fin qui.”

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          Reali

          Dal guardaroba reale al delitto: la storia choc di Jane Andrews diventa serie tv e riaccende il mito dark di Fergie

          Jane Andrews, ex guardarobiera della duchessa di York, finita in carcere per omicidio, diventa protagonista di una serie tv che mescola cronaca nera e scandali reali

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            C’è una storia che sembra scritta per la televisione, e infatti lo è diventata. Quella di Jane Andrews, la stylist di Sarah Ferguson condannata all’ergastolo per l’omicidio del fidanzato, arriva sul piccolo schermo con una serie dal titolo The Lady. Un nome che suona familiare e che, tra coincidenze e suggestioni, riporta alla mente altre narrazioni controverse. Ma qui la realtà supera qualsiasi fiction.

            Dalla provincia alla corte reale: l’ascesa di Jane Andrews
            Assunta nel 1988 come guardarobiera, Jane Andrews entra nel mondo dorato della famiglia reale britannica partendo da origini tutt’altro che aristocratiche. Accanto a Sarah Ferguson, duchessa di York, resta per quasi un decennio, fino al 1997, vivendo in prima linea gli anni in cui Fergie dominava le cronache mondane. Un periodo fatto di visibilità, eccessi e scelte stilistiche spesso discusse, che portano anche la firma della stessa Andrews.

            Gli anni di Fergie tra gossip e outfit disastrosi
            La serie non si limita a raccontare il delitto, ma affonda nelle radici di quella parabola. Al centro ci sono anche gli anni turbolenti di Sarah Ferguson, tra copertine, polemiche e look che hanno fatto discutere mezzo mondo. In quel racconto, Jane Andrews non è solo una figura di contorno, ma una presenza costante, parte integrante di un sistema fatto di immagine, pressione e visibilità continua.

            Dal glamour al crimine: la caduta che diventa racconto
            Poi arriva la svolta, quella che trasforma una carriera costruita tra abiti e riflettori in una vicenda giudiziaria drammatica. L’omicidio del fidanzato segna il punto di non ritorno, portando Andrews a una condanna all’ergastolo e consegnando la sua storia alla cronaca nera. The Lady promette di tenere insieme questi due mondi, il glamour e il lato oscuro, mostrando come la linea che li separa possa essere più sottile di quanto si immagini.

            Un racconto che intreccia aristocrazia, ambizione e caduta, e che dimostra ancora una volta come le storie più incredibili non abbiano bisogno di essere inventate.

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              Speciale Grande Fratello

              Ascanio Pacelli stronca il Grande Fratello Vip: “Solo gente che vuole mettersi in mostra”

              Pacelli critica il Grande Fratello Vip e rilancia il format con sconosciuti: “Così resta più autentico, oggi la fama che lascia è minima”

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                Ascanio Pacelli prende le distanze dal Grande Fratello e lo fa senza troppi giri di parole. L’ex concorrente, che il reality lo conosce bene sia da dentro che da fuori, oggi ammette di non seguirlo più e punta il dito contro una deriva che, secondo lui, ha snaturato il format.

                “Meglio i Nip: più autenticità, meno strategia”
                Il punto di Pacelli è chiaro: il Grande Fratello funziona quando è fatto da persone comuni. “Preferisco di gran lunga quello con sconosciuti”, spiega, sottolineando come il racconto diventi più vero quando non ci sono personaggi già abituati alle dinamiche della visibilità. Nei Nip, secondo lui, resta spazio per storie genuine, meno costruite e meno condizionate dalla ricerca di consenso.

                La stoccata al Vip: “È una corsa a farsi notare”
                Molto più duro il giudizio sul Grande Fratello Vip, che Pacelli non nasconde di trovare poco interessante. “Diventa una corsa a mettersi in mostra per cercare poi di ottenere un altro lavoro nei cinque o sei mesi successivi”, dice, mettendo in discussione le reali motivazioni di chi entra nella Casa. Una critica che tocca un tema noto: il reality come trampolino più che come esperienza.

                La fama? “Oggi lascia poco o nulla”
                C’è poi un passaggio che fotografa il presente del format. Pacelli ridimensiona anche il peso mediatico del Grande Fratello di oggi: “La scia che può lasciarti è davvero piccola”. Un cambiamento netto rispetto agli anni d’oro del reality, quando bastava partecipare per restare sotto i riflettori a lungo. Oggi, invece, secondo lui, chi è intelligente sfrutta l’occasione e poi torna alla propria vita, senza inseguire illusioni.

                Un giudizio netto, che riapre il dibattito su cosa sia diventato davvero il Grande Fratello. E soprattutto su cosa il pubblico voglia ancora vedere.

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