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Gossip

Serena Enardu e Pago: ancora insieme o è l’ultima volta?

La coppia più chiacchierata del gossip italiano torna a far parlare di sé. Serena Enardu, Pago e la loro storia d’amore fatta di alti e bassi. Ma saranno ancora insieme

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    La storia d’amore tra Serena Enardu e Pago è un vero e proprio romanzo a puntate, fatto di passioni, tradimenti, riconciliazioni e nuove separazioni. Dopo anni di alti e bassi, la coppia torna a far parlare di sé, ma saranno ancora insieme? O assisteremo a un nuovo capitolo della loro tormentata relazione?

    Una storia fatta di alti e bassi
    La storia tra Serena e Pago è iniziata nel 2019, quando entrambi partecipavano a Temptation Island Vip. Nonostante le difficoltà iniziali, i due sono riusciti a ritrovarsi e a riaccendere la passione.

    Nel corso degli anni, la coppia è stata protagonista di numerosi reality show, tra cui il Grande Fratello Vip, dove hanno vissuto momenti di grande intensità emotiva. Le loro vicende sentimentali sono state spesso al centro del gossip, con i fan che hanno seguito con trepidazione ogni loro passo.

    Un amore sotto i riflettori

    La relazione tra Serena e Pago è sempre stata sotto gli occhi del pubblico, grazie alla loro partecipazione a numerosi programmi televisivi e alla loro presenza sui social media. Questa esposizione mediatica ha contribuito a rendere la loro storia ancora più affascinante e complessa.

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      Personaggi

      Paul Mescal e Gracie Abrams, amore allo scoperto: le foto su Instagram che raccontano due anni insieme

      Dalle fototessere in cabina agli abbracci negli stadi vuoti fino ai pomeriggi sugli spalti del baseball: Gracie Abrams celebra su Instagram una relazione lunga due anni con Paul Mescal.

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        La domanda circolava da mesi, alimentata da avvistamenti, silenzi e qualche apparizione calibrata: Paul Mescal e Gracie Abrams stanno insieme ufficialmente? Ora la risposta è arrivata, senza comunicati né interviste esclusive, ma nel modo più contemporaneo possibile: un carosello di fotografie su Instagram.

        È stata proprio Gracie Abrams a scegliere il suo profilo social per condividere una serie di scatti che non lasciano spazio a interpretazioni. Immagini intime, quasi domestiche, che raccontano una storia lontana dal clamore: fototessere scattate in una cabina, abbracci negli stadi vuoti, pomeriggi passati sugli spalti a guardare una partita di baseball. Un racconto per frammenti che celebra due anni d’amore senza bisogno di dichiarazioni ufficiali.

        Lui star del cinema, lei regina delle classifiche
        Paul Mescal è oggi uno degli attori più gettonati della sua generazione. Dalla consacrazione internazionale ai grandi set cinematografici, la sua carriera corre veloce e sotto i riflettori. Gracie Abrams, dall’altra parte, ha scalato le classifiche mondiali costruendo una fanbase solida e trasversale, grazie a un pop intimo e autobiografico che parla soprattutto alle nuove generazioni.

        Due percorsi diversi, ma compatibili, che sembrano essersi incontrati lontano dal red carpet. Ed è proprio questa normalità a colpire nelle immagini condivise: nessuna posa studiata, nessun evento glamour, solo momenti rubati alla routine.

        Una conferma senza proclami
        Il post non è accompagnato da lunghe didascalie né da dichiarazioni solenni. Le fotografie parlano da sole e sembrano suggerire una scelta precisa: rendere pubblico ciò che, di fatto, esiste da tempo, senza trasformarlo in uno spettacolo. Due anni insieme, raccontati con leggerezza e misura, lontano dalle logiche dell’ufficializzazione forzata.

        In un’epoca in cui le relazioni delle celebrity vengono spesso annunciate come lanci promozionali, Mescal e Abrams scelgono un’altra strada. Più discreta, più coerente con l’immagine che entrambi hanno costruito.

        Social come album privato
        Il risultato è un album sentimentale condiviso con milioni di follower, che funziona proprio perché non cerca l’effetto virale. È la quotidianità a fare notizia: sedersi sugli spalti, ridere in una cabina fotografica, abbracciarsi quando non c’è nessuno a guardare.

        La conferma, a questo punto, è tutta qui. E forse è proprio questo il segnale più forte: una storia importante raccontata senza alzare la voce.

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          Personaggi

          Falsissimo sbarca a teatro mentre i tribunali incombono: Corona rilancia la sfida a Mediaset

          Mentre la querelle giudiziaria si allarga e i riflettori restano accesi, Fabrizio Corona annuncia il tour teatrale di Falsissimo

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            Mentre avvocati, giudici e comunicati stampa si rincorrono, lui va avanti come se nulla potesse davvero fermarlo. Anzi, rilancia. Fabrizio Corona porta Falsissimo a teatro e lo fa con un titolo che è già una dichiarazione di guerra: Scacco matto al potere dei media. La notizia arriva mentre la querelle giudiziaria resta apertissima e i fronti, invece di restringersi, sembrano moltiplicarsi. Il messaggio, neppure troppo cifrato, è chiaro: se il web diventa un terreno minato, il palcoscenico resta uno spazio ancora libero, o almeno così viene raccontato.

            Un comunicato per il tour

            Il comunicato diffuso da Gruppo Anteprima parla senza giri di parole di “Fabrizio Corona nei teatri italiani” e annuncia le prime date del tour, tutte concentrate nel mese di maggio. Si parte da Milano il 7 maggio all’Eco Teatro, poi Catania il 14, Napoli il 21, Roma il 22 e Padova il 23. Una sequenza rapida, quasi una staffetta, che sembra voler capitalizzare l’onda lunga delle polemiche prima che l’attenzione si sposti altrove o che arrivino nuovi stop. Perché la domanda, inevitabile, è proprio questa: arriveranno? E se sì, con quali strumenti?

            Da You Tube al palco

            Il passaggio dal tubo catodico di YouTube alle luci del teatro non è solo una scelta artistica o commerciale. È una mossa politica nel senso più stretto del termine: cambiare campo di gioco quando il terreno diventa scivoloso. Falsissimo, negli ultimi mesi, è stato il detonatore di uno scontro frontale con il mondo dell’intrattenimento televisivo e con i suoi volti più riconoscibili. Un format costruito sull’attacco, sulla denuncia urlata, sulla promessa di verità “che nessuno vuole farvi sapere”, e che ora si reinventa come spettacolo dal vivo, con tanto di biglietto, platea e applausi.

            Alle porte una maratona giudiziaria

            Nel frattempo, mentre i manifesti teatrali vengono preparati, sul fronte giudiziario il calendario si riempie. È stata fissata per il 21 settembre, davanti al Tribunale civile di Milano, la prima udienza della maxi causa civile intentata dal gruppo Mediaset insieme a Pier Silvio Berlusconi e Marina Berlusconi, oltre a Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui. La richiesta complessiva di risarcimento è di 160 milioni di euro, una cifra che da sola basterebbe a spiegare la durezza dello scontro. L’accusa è quella di una vera e propria campagna di odio e diffamazione, caratterizzata – secondo gli atti – da una violenza verbale definita “inaudita”, con conseguenze reputazionali e patrimoniali.

            Causa da 160 milioni

            Una causa che pesa come un macigno e che segna un salto di scala rispetto alle polemiche social. Qui non si parla più solo di video rimossi o profili oscurati, ma di responsabilità civili, di danni quantificati, di un contenzioso che promette di essere lungo e molto esposto mediaticamente. Eppure, anche di fronte a questo scenario, Corona non arretra. Anzi, continua a occupare lo spazio pubblico, cercando varchi alternativi.

            Reclamo contro la chiusura

            C’è poi il capitolo del ricorso contro il blocco dei video. Il 6 febbraio è stato depositato un atto di reclamo contro l’ordinanza del giudice civile di Milano Roberto Pertile che, il 26 gennaio, aveva imposto a Corona di non diffondere ulteriori contenuti ritenuti diffamatori nei confronti di Alfonso Signorini, di rimuovere quelli già presenti su web e social e di consegnare tutto il materiale utilizzato per le puntate di Falsissimo: documenti, chat, immagini, video. Un provvedimento netto, che secondo il giudice mirava a fermare un meccanismo capace solo di alimentare un “pruriginoso interesse del pubblico” e una “morbosa curiosità per piccanti vicende sessuali”.

            Accuse gravissime

            Nelle motivazioni si parla di accuse gravi, di condotte immorali e penalmente rilevanti attribuite senza il conforto di prove, con l’unico obiettivo di offendere la dignità personale e ricavare profitto. Una lettura che la difesa contesta frontalmente. Per l’avvocato Ivano Chiesa, quel provvedimento si fonderebbe su un presupposto errato: non l’intenzione di parlare dei gusti sessuali del conduttore, ma la volontà di denunciare l’esistenza di un sistema che avrebbe comportato la commissione di reati, con denunce e un’indagine in corso.

            Da qui il reclamo, che sposta il baricentro del discorso sulla libertà di espressione tutelata dalla Costituzione e contro ogni forma di censura preventiva. Sarà ora un collegio di giudici civili a dover fissare un’udienza e a valutare se il confine tra diritto di critica, denuncia e diffamazione sia stato superato oppure no. Un passaggio tecnico, certo, ma anche altamente simbolico in un clima in cui la parola “censura” viene agitata come una clava.

            In questo quadro, il ritorno – o presunto tale – di Corona su Instagram il 5 febbraio aggiunge un ulteriore livello di ambiguità. Espulso dai social, poi di nuovo attivo, almeno per qualche ora o con profili che spuntano e scompaiono: un gioco del gatto e del topo che contribuisce a tenere alta l’attenzione e a ribadire un messaggio di fondo. Non importa dove, non importa come: l’importante è esserci.

            Il teatro, allora, diventa l’ennesima arena. Un luogo fisico, con un pubblico pagante, dove il racconto può cambiare forma ma non sostanza. Resta da capire se le istituzioni e i tribunali considereranno questa trasposizione come un semplice spettacolo o come la prosecuzione, con altri mezzi, di un conflitto già esploso altrove. Per ora, le date sono lì, nero su bianco. E la sensazione è che, almeno fino a maggio, la sfida sia appena cominciata.

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              Gossip

              Federico Fashion Style lancia l’appello a Maria De Filippi: “Mettetemi sul trono”. E sogna Gianni Sperti come corteggiatore

              L’hair stylist dei vip si propone come tronista e rilancia l’idea del Trono Gay. Tra ironia, sogni sentimentali e battute, indica anche il suo uomo ideale: “Affettuoso, simpatico, bello e con i capelli”.

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                Federico Fashion Style torna a far parlare di sé con una dichiarazione che mescola ironia, televisione e voglia di mettersi in gioco. L’hair stylist più noto del piccolo schermo ha detto di essere pronto a sedersi sul trono di Uomini e Donne, magari accanto a Tina Cipollari, rilanciando apertamente l’idea di una nuova esperienza sentimentale sotto i riflettori.

                L’appello è diretto e senza giri di parole: “Maria, mettimi sul trono!”. Un messaggio rivolto a Maria De Filippi, che negli anni ha trasformato il dating show di Canale 5 in un fenomeno popolare capace di reinventarsi stagione dopo stagione.

                L’idea del Trono Gay e la voglia di rimettersi in gioco
                Federico Fashion Style non nasconde di sentirsi perfettamente a suo agio in quel contesto. “Se riproponessero il Trono Gay, io sarei perfetto”, ha spiegato, sottolineando come il format potrebbe ancora offrire spunti nuovi e storie capaci di incuriosire il pubblico.

                Il suo approccio resta dichiaratamente leggero, ma non privo di sincerità. La voglia di partecipare non nasce solo dall’esposizione televisiva, ma anche dal desiderio di raccontarsi senza filtri, sfruttando un contesto che da sempre mette al centro sentimenti, caratteri e dinamiche personali.

                Il ritratto dell’uomo ideale
                Nel raccontarsi, Federico Fashion Style ha anche delineato il profilo del suo partner ideale. “Io sogno un uomo affettuoso, simpatico, che abbia tante attenzioni per me, bello e con i capelli”, ha detto con tono diretto, senza rinunciare all’autoironia che lo contraddistingue.

                Un elenco che non passa inosservato e che, inevitabilmente, apre la porta al gioco televisivo e alle possibili suggestioni del pubblico.

                La battuta su Gianni Sperti
                Tra una risata e una provocazione, arriva anche il nome di Gianni Sperti. “Gianni corrisponde al mio tipo”, ha ammesso Federico Fashion Style, aggiungendo però un dettaglio che ribalta la dinamica classica del programma: “Ovviamente è lui che dovrebbe corteggiare me”.

                Una frase che sembra fatta apposta per alimentare il dibattito social e accendere la fantasia dei fan di Uomini e Donne. Resta ora da capire se l’appello verrà raccolto e se il sogno del trono potrà trasformarsi in realtà televisiva.

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