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Animali

La tua razza di cane preferita svela tratti nascosti della tua personalità

Scopri cosa il tuo cane dice di te: una guida alle caratteristiche associate alle razze più amate e consigli per scegliere il compagno a quattro zampe ideale.

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    La razza del nostro cane svela tratti della nostra personalità, potrebbe riflettere la nostra indole, anche se non esistono prove scientifiche definitive. Scopriamo di più sul legame tra carattere umano e razze canine!

    La razza del nostro cane, quindi, può dire molto su di noi. Sebbene manchino evidenze scientifiche, test e osservazioni suggeriscono che chi sceglie una determinata razza spesso rispecchia alcune sue caratteristiche. Per molti, il cane non è solo un compagno di vita, ma anche uno specchio della propria personalità. E quindi cosa rivela di noi il nostro cane?

    Ecco alcuni tipi e le caratteristiche associate ai loro ammiratori

    Vediamo insieme cosa nascondono alcune razze di pelosetti.

    Bulldog. Siete persone pazienti, empatici e protettivi. Amate la tranquillità e il buon cibo più della vita frenetica.
    Pastore Tedesco. Fedeli, altruisti e creativi, siete pronti ad aiutare chi amate.
    Jack Russell. Indubbiamente sarete persone energiche e dinamiche, affrontate la vita con entusiasmo e spirito sportivo.
    Labrador. Affidabili, dolci e socievoli, amate vivere in armonia e fare nuove amicizie.
    Pitbull: Siete persone sensibili e razionali. Spesso dietro una faccia riservata nascondete un cuore empatico.
    Chihuahua. Curiosi e coraggiosi, uniscote eleganza e autoironia.
    Alano. Dolci ed equilibrati, avete un forte senso delle relazioni sociali, ma talvolta apparite un po’ insicuri.

    Come scegliere un cane in base alla vostra personalità?

    Se desiderate che il vostro cane rifletta al meglio il vostro stile di vita, bisogna considerate bene alcuni aspetti.

    Allergie. Scegliere razze ipoallergeniche va bene soprattutto per chi soffre di allergie.
    Adozione. Rivolgetevi a rifugi e canili offrono compagni affettuosi e compatibili.
    Futuro. Pensa a lungo termine per assicurarti di poter accudire il cane per tutta la vita.
    Consulenza. Prima di scegliere il vostro pelosetto è meglio rivolgersi a veterinari o educatori cinofili che possono aiutarvi a scegliere.
    Dimensioni e stile di vita. Valute bene lo spazio e il tempo che potete dedicare al cane.
    Età. Ricordatevi che i cuccioli richiedono più impegno, mentre un cane adulto potrebbe adattarsi con più calma.
    Addestramento. Assicuratevi di avere tempo e pazienza per educare bene il vostro amico a quattro zampe.

    Nessuna certezza scientifica, ma tanti benefici se si sceglie con cura

    Nonostante le teorie sul legame tra razze canine e personalità non siano scientificamente provate, molti proprietari sentono che il loro cane li rappresenta. Oltre queste idee, però, i benefici di avere un cane sono concreti: migliorano l’umore, riducono lo stress e arricchiscono la qualità della vita.

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      Animali

      Il gatto fa i “dispetti”? Quando i comportamenti strani nascondono un disagio

      Dietro quelli che sembrano capricci felini possono celarsi stress, noia o problemi di salute. Capire i segnali è il primo passo per aiutare il gatto a stare meglio.

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      Il gatto fa i “dispetti”

        Chi vive con un gatto lo sa: a volte il suo comportamento può sembrare volutamente provocatorio. Divani graffiati nonostante il tiragraffi, letti “marcati”, oggetti spinti giù da mensole come se fosse una sfida aperta. Ma la scienza del comportamento animale è chiara su un punto: i gatti non fanno dispetti per ripicca. Quando mettono in atto condotte insolite o fastidiose, stanno quasi sempre comunicando un disagio.

        Il gatto non si vendica: perché è importante saperlo

        Attribuire al gatto intenzioni umane è un errore comune. A differenza dell’uomo, il felino non agisce per punire o per “farla pagare”. Se improvvisamente sporca fuori dalla lettiera o distrugge oggetti, sta segnalando che qualcosa nel suo equilibrio si è rotto. Ignorare o punire questi segnali rischia di peggiorare la situazione.

        I segnali più frequenti di malessere

        Tra i comportamenti che più spesso vengono interpretati come dispetti ci sono:

        • uso improprio della lettiera;
        • graffi insistenti su mobili e tende;
        • aggressività improvvisa verso persone o altri animali;
        • miagolii eccessivi o, al contrario, isolamento;
        • iperattività notturna.

        Questi segnali possono indicare stress ambientale, noia, cambiamenti nella routine o, in alcuni casi, un problema fisico.

        Cambiamenti e stress: i principali responsabili

        Il gatto è un animale fortemente territoriale. Traslochi, nuovi membri in famiglia, l’arrivo di un altro animale o anche una semplice modifica degli orari del proprietario possono generare ansia. In questi casi il comportamento “sbagliato” diventa una forma di adattamento o di richiesta di attenzione.

        Anche la noia gioca un ruolo chiave: un gatto che vive solo in casa e non viene stimolato a sufficienza può sfogare la frustrazione con azioni distruttive.

        Attenzione alla salute

        Alcuni comportamenti non vanno mai sottovalutati. Fare i bisogni fuori dalla lettiera, ad esempio, può essere il sintomo di cistite, infezioni urinarie o dolori articolari che rendono scomodo l’accesso alla sabbia. In questi casi è fondamentale consultare il veterinario prima di intervenire sul piano educativo.

        Cosa fare: le strategie che funzionano

        La prima regola è non punire. Urla e castighi aumentano l’ansia del gatto e rafforzano il problema. Molto più efficace è:

        • arricchire l’ambiente con giochi, tiragraffi e punti sopraelevati;
        • mantenere una routine prevedibile;
        • garantire spazi tranquilli dove il gatto possa isolarsi;
        • dedicare tempo quotidiano al gioco e all’interazione.

        Se il disagio persiste, l’aiuto di un veterinario comportamentalista può fare la differenza.

        Capire per migliorare la convivenza

        Quando un gatto “si comporta male”, sta in realtà chiedendo attenzione o aiuto. Imparare a leggere i suoi segnali permette non solo di risolvere il problema, ma anche di rafforzare il legame con lui.

        Dietro ogni presunto dispetto c’è un messaggio: ascoltarlo è il modo migliore per garantire al gatto benessere e serenità, e a noi una convivenza più armoniosa.

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          Animali

          Albero di Natale e gatto: missione possibile senza rinunce

          Tra palline scintillanti e rami tentatori, l’albero di Natale può trasformarsi in una calamita irresistibile per i felini di casa. Con qualche accorgimento, però, è possibile vivere le feste in sicurezza.

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          Albero di Natale e gatto

            L’albero di Natale, simbolo indiscusso delle feste, rappresenta per molti gatti un vero parco giochi: rami da scalare, luci da inseguire e decorazioni che oscillano come prede. Secondo veterinari e comportamentalisti felini, questa attrazione non è casuale ma legata all’istinto naturale del gatto, curioso e predatore. Proteggere l’albero, quindi, non significa solo evitare disastri domestici, ma anche garantire la sicurezza dell’animale.

            La prima scelta strategica riguarda il tipo di albero. Quelli artificiali sono spesso preferibili perché più stabili e meno “odorosi” rispetto agli abeti veri, che possono stimolare ulteriormente l’interesse del gatto. In caso di albero naturale, è importante sapere che alcune piante sempreverdi possono risultare irritanti se ingerite. Inoltre, l’acqua nel sottovaso non dovrebbe contenere fertilizzanti, potenzialmente tossici per gli animali.

            Fondamentale è la stabilità. Un albero ben fissato riduce il rischio che cada durante un tentativo di arrampicata. Gli esperti consigliano di utilizzare una base pesante o di ancorare il tronco con fili trasparenti al muro o al soffitto, una soluzione discreta ma efficace.

            Anche la disposizione degli addobbi fa la differenza. Meglio evitare decorazioni fragili o troppo leggere nella parte bassa dell’albero, privilegiando palline infrangibili e fissate saldamente. Le luci dovrebbero essere certificate e con cavi rinforzati, perché mordicchiarli può comportare seri rischi elettrici. Quando l’albero è spento o la casa è vuota, scollegare le luci resta una buona abitudine.

            Esistono poi piccoli trucchi per rendere l’albero meno attraente. I gatti hanno un olfatto molto sensibile e tendono a evitare alcuni odori: scorze di agrumi, cannella o spray repellenti naturali specifici per animali possono aiutare, purché non aggressivi. È invece sconsigliato l’uso di rimedi fai-da-te potenzialmente nocivi, come oli essenziali puri.

            Non va dimenticato il ruolo del comportamento. Spesso il gatto sale sull’albero per noia o per attirare attenzione. Arricchire l’ambiente con giochi, tiragraffi e momenti di interazione quotidiana può ridurre l’interesse verso le decorazioni natalizie. Premiare il gatto quando ignora l’albero e non sgridarlo in modo brusco aiuta a mantenere un clima sereno.

            In definitiva, convivere con un gatto e un albero di Natale è possibile. Con prevenzione, materiali sicuri e un pizzico di pazienza, le feste possono trascorrere senza incidenti, permettendo a tutta la famiglia – umani e felini compresi – di godersi l’atmosfera natalizia in tranquillità.

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              Animali

              Fuochi d’artificio e animali domestici: come proteggerli dalla paura

              Fuochi d’artificio e animali domestici: come proteggerli dalla paura

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              Fuochi d’artificio

                Per molte persone i fuochi d’artificio sono sinonimo di festa e celebrazione. Per gli animali domestici, invece, rappresentano spesso una fonte di forte stress. Cani e gatti hanno un udito molto più sensibile di quello umano e percepiscono i botti come suoni improvvisi, intensi e imprevedibili, impossibili da interpretare. Il risultato può essere paura intensa, agitazione e, nei casi più gravi, veri e propri attacchi di panico.

                Perché i fuochi spaventano così tanto gli animali

                Il rumore non è l’unico problema. Ai suoni esplosivi si sommano vibrazioni, odori di polvere da sparo e lampi di luce improvvisi. Il cervello dell’animale interpreta questi stimoli come una minaccia. Nei cani, in particolare, la paura dei botti è una delle fobie più diffuse: può manifestarsi con tremori, ansimare, vocalizzi, tentativi di fuga o comportamenti distruttivi. I gatti tendono invece a nascondersi, diventare immobili o cercare luoghi isolati.

                Secondo i veterinari, l’esperienza negativa può rafforzarsi nel tempo: ogni episodio non gestito correttamente aumenta la sensibilità dell’animale agli stimoli sonori futuri.

                Preparare la casa prima dei festeggiamenti

                La prevenzione inizia dall’ambiente domestico. Durante i fuochi è consigliabile tenere gli animali in casa, chiudendo porte e finestre per attenuare il rumore. Tirare le tende o abbassare le tapparelle aiuta a ridurre i lampi di luce. Creare una “zona sicura” – una stanza tranquilla, una cuccia coperta o un angolo dove l’animale si rifugia abitualmente – può offrire un senso di protezione.

                Accendere la televisione o la radio a volume moderato contribuisce a mascherare i botti esterni con suoni più continui e familiari.

                Il ruolo del proprietario: calma e presenza

                Uno degli errori più comuni è rinforzare involontariamente la paura. Coccolare eccessivamente l’animale mentre è in preda al panico può confermare che c’è davvero qualcosa di cui aver paura. Gli esperti consigliano invece di mantenere un atteggiamento calmo e rassicurante, continuando le normali attività senza enfatizzare l’evento.

                La presenza del proprietario, però, è fondamentale: non lasciare l’animale solo durante i momenti più rumorosi riduce il senso di abbandono e insicurezza.

                Mai forzare o punire

                Costringere un cane ad affrontare il rumore dall’esterno o rimproverarlo per reazioni di paura è controproducente. La paura non è un capriccio, ma una risposta emotiva involontaria. Punizioni o forzature possono peggiorare la fobia e compromettere il rapporto di fiducia.

                Supporti utili e quando chiedere aiuto

                In commercio esistono feromoni sintetici, diffusori ambientali o collari che possono aiutare a ridurre l’ansia in alcuni animali. Anche indumenti contenitivi, come le fasce calmanti per cani, funzionano su alcuni soggetti grazie a una leggera pressione costante che favorisce il rilassamento.

                Nei casi più severi, è importante consultare il veterinario: potrà valutare strategie personalizzate o, se necessario, un supporto farmacologico temporaneo. L’autosomministrazione di sedativi, invece, è fortemente sconsigliata.

                Una questione di responsabilità collettiva

                Ogni anno, dopo le notti di festa, si registrano smarrimenti, incidenti e animali feriti nel tentativo di fuggire dai botti. Proteggere gli animali domestici significa anche limitare l’uso irresponsabile di fuochi d’artificio, scegliendo soluzioni più silenziose o partecipando a eventi organizzati e controllati.

                Aiutare cani e gatti a superare la paura dei fuochi non è solo un gesto di affetto, ma un dovere di cura. Con attenzione, preparazione e un po’ di empatia, anche le notti più rumorose possono diventare più tollerabili per i nostri amici a quattro zampe.

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