Connect with us

Animali

Quando il cane “dà la zampa” senza essere stato richiesto: cosa vuole davvero comunicarci

Secondo veterinari e comportamentalisti, l’atto non è un semplice automatismo: è un comportamento appreso che il cane usa per attirare l’attenzione, chiedere qualcosa o esprimere uno stato emotivo. E capire il contesto è fondamentale.

Avatar photo

Pubblicato

il

cane “dà la zampa”

    Una zampa sollevata e poggiata sulla gamba del proprietario è uno dei comportamenti più frequenti – e spesso fraintesi – dei cani domestici. Per molti è solo una richiesta di coccole, per altri un gesto affettuoso. In realtà la sua interpretazione è più complessa e, come spiegano i veterinari, varia molto a seconda del contesto e della personalità dell’animale.

    Il veterinario romano Federico Coccìa, intervistato da Adnkronos Salute, chiarisce un punto fondamentale: si tratta di un comportamento appreso, non di un gesto istintivo. «Il cane imita alcuni movimenti che osserva nell’uomo e scopre che alzare la zampa genera quasi sempre una risposta: attenzione, carezze, o addirittura un premio. Così il gesto diventa uno strumento di comunicazione».

    Ma perché il cane sceglie proprio la zampa? Gli esperti di comportamento animale, tra cui l’American Veterinary Society of Animal Behavior, evidenziano che i cani usano il contatto fisico per modulare la comunicazione con i membri del gruppo sociale. Posare la zampa su qualcuno può essere un modo per “marcare” una presenza, richiamare lo sguardo o creare un contatto rassicurante. Proprio per questo il significato cambia in base al linguaggio del corpo che lo accompagna.

    Secondo Coccìa, per interpretare correttamente il segnale è utile osservare il viso del cane: «Occhi morbidi, orecchie rilassate e postura distesa indicano che il gesto è un invito al contatto, una sorta di pacca amichevole. Se invece lo sguardo è basso, il muso appare teso o l’animale sembra irrequieto, è probabile che la zampa serva a chiedere qualcosa: uscire, mangiare, giocare o essere rassicurato».

    I comportamentalisti sottolineano anche che la zampa può essere un segno di stress lieve. Alcuni cani la sollevano quando si trovano in situazioni ambigue o non sanno come comportarsi: un comportamento definito “segnale calmante”. In questi casi la richiesta non è di attenzione, ma di riduzione della tensione.

    Per comprendere cosa voglia dire davvero il cane, gli esperti consigliano di analizzare ciò che succede prima del gesto. Porsi alcune domande aiuta a chiarire il messaggio:
    – Perché si avvicina e mi fissa?
    – Perché cammina verso la porta?
    – Perché ha mostrato un giocattolo o si è diretto verso la ciotola?
    – Perché sembra agitarsi senza motivo?

    Spesso la risposta si trova nella sequenza comportamentale: la zampa è semplicemente l’ultimo tassello di un messaggio iniziato qualche secondo prima.

    Comprendere questo linguaggio non verbale favorisce una convivenza più serena e riduce i malintesi. «Chi vive con un cane impara in fretta che ogni animale comunica in modo diverso», ricorda Coccìa. «L’importante è non ignorare il gesto, ma interpretarlo: dietro una semplice zampa può esserci una richiesta d’affetto, un bisogno concreto o un segnale di disagio».

    In un rapporto basato sulla fiducia reciproca, anche un piccolo gesto diventa una conversazione. Sta a noi imparare ad ascoltarla.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Animali

      Otite nel cane, attenzione ai sintomi che molti padroni sottovalutano: perché le orecchie si infiammano e come proteggerle durante l’autunno

      Con l’arrivo dei primi freddi, l’otite può diventare un problema comune per molti cani. Dalle corrette precauzioni durante le passeggiate al controllo della pulizia delle orecchie, ecco tutto ciò che devi sapere per proteggere il tuo cane dall’otite autunnale.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Con l’arrivo dell’autunno, pioggia e umidità tornano ad accompagnare le passeggiate dei nostri amici a quattro zampe. È anche il momento di prestare maggiore attenzione alle loro orecchie, soprattutto se sono lunghe e pendenti. L’otite nel cane è infatti un disturbo frequente, che può provocare dolore, prurito e fastidio persistente. Tuttavia, contrariamente a quanto spesso si pensa, il freddo non è una causa diretta dell’infiammazione.

        Otite nel cane: perché compare e quali sono le cause

        L’otite è un’infiammazione dell’orecchio che interessa più frequentemente il condotto uditivo esterno. Può essere associata ad allergie, parassiti, corpi estranei e proliferazione di batteri o lieviti.

        L’umidità trattenuta nel condotto può favorire alcuni problemi, soprattutto nei cani predisposti. Tuttavia, non esistono prove che il semplice abbassamento delle temperature indebolisca automaticamente le difese immunitarie e provochi l’otite.

        Particolare attenzione meritano i cani che nuotano frequentemente, soffrono di allergie oppure hanno già manifestato episodi ricorrenti.

        Otite nel cane: i sintomi da non sottovalutare

        Uno dei primi segnali è il continuo scuotimento della testa, spesso accompagnato dal tentativo di grattarsi le orecchie. Possono comparire arrossamento, gonfiore, dolore al tatto e secrezioni anomale.

        Anche un odore sgradevole o la presenza di abbondante cerume scuro devono insospettire. Non sempre, però, questi sintomi indicano la stessa causa: soltanto una visita veterinaria può stabilire il trattamento appropriato.

        Se il cane manifesta perdita di equilibrio, forte dolore o un’inclinazione persistente della testa, è necessario rivolgersi tempestivamente al veterinario.

        Come prevenire l’otite durante le passeggiate autunnali

        Dopo una passeggiata sotto la pioggia è utile asciugare delicatamente la parte esterna delle orecchie con un panno morbido. Non bisogna invece introdurre cotton fioc o altri oggetti nel condotto uditivo.

        La pulizia con prodotti specifici deve seguire le indicazioni del veterinario. Interventi troppo frequenti possono irritare l’orecchio e alterarne le normali condizioni.

        Anche cappucci e paraorecchie non sono necessari per prevenire l’otite nella maggior parte dei cani. Inoltre, una dieta completa ed equilibrata è importante per la salute generale, ma gli integratori non devono essere somministrati senza una reale necessità.

        Quali razze canine sono più predisposte all’otite?

        Tra le razze maggiormente predisposte figurano Cocker Spaniel, Basset Hound e Barboncini. La conformazione delle orecchie, la presenza di peli nel condotto e alcune predisposizioni dermatologiche possono favorire l’insorgenza del disturbo.

        Anche i cani di altre razze, però, possono sviluppare un’otite, soprattutto in presenza di allergie o problemi cutanei.

        La prevenzione migliore consiste nell’osservare regolarmente le orecchie, mantenerle asciutte quando necessario e intervenire ai primi segnali di disagio. Evitare rimedi casalinghi e gocce utilizzate senza prescrizione è fondamentale, perché un trattamento sbagliato può aggravare l’infiammazione.

          Continua a leggere

          Animali

          Folto e lucente: la guida completa alla cura del pelo del tuo gatto

          La cura del pelo del tuo gatto è un atto di amore e attenzione che contribuisce alla sua salute generale. Con una routine di pulizia, una dieta equilibrata e cure veterinarie regolari, garantirai che il manto del tuo gatto sia una testimonianza della sua felicità e benessere. Investire tempo nella cura del pelo è un gesto che sarà ripagato con affetto e salute duraturi.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Il pelo del gatto è uno degli elementi che più colpiscono per bellezza e morbidezza, ma rappresenta anche un importante indicatore delle sue condizioni di salute. Un mantello lucido, pulito e senza nodi dipende da diversi fattori, tra cui alimentazione, igiene e benessere generale. Per mantenerlo in ottime condizioni non servono trattamenti complicati, ma alcune attenzioni quotidiane che possono fare davvero la differenza.

            Pelo del gatto: perché la spazzolatura è fondamentale

            Spazzolare regolarmente il gatto aiuta a eliminare i peli morti, prevenire la formazione di nodi e ridurre la quantità di pelo ingerita durante la pulizia quotidiana. La frequenza dipende dalla razza e dalla lunghezza del mantello: i gatti a pelo lungo richiedono generalmente cure più frequenti rispetto a quelli a pelo corto.

            È importante utilizzare spazzole adatte e procedere delicatamente, soprattutto nelle zone più sensibili. Abituare il gatto fin da piccolo a questa routine può trasformare la spazzolatura in un piacevole momento di contatto con il proprietario.

            Alimentazione e lavaggi: come mantenere il pelo lucido

            La salute del pelo del gatto comincia anche dalla ciotola. Un’alimentazione completa ed equilibrata, con proteine di qualità e un adeguato apporto di acidi grassi essenziali, contribuisce al mantenimento della pelle e del mantello.

            Gli integratori a base di omega-3 possono essere utili in situazioni specifiche, ma devono essere somministrati soltanto quando consigliati dal veterinario. Anche i lavaggi richiedono attenzione: la maggior parte dei gatti sani provvede autonomamente alla propria pulizia e non necessita di bagni frequenti.

            Quando il lavaggio è necessario, bisogna utilizzare esclusivamente prodotti formulati per i felini, evitando shampoo destinati alle persone.

            Pulci, parassiti e stress: i nemici del pelo del gatto

            Pulci, acari e altri parassiti possono provocare prurito, irritazioni e perdita di pelo. Per questo è importante controllare periodicamente il mantello e utilizzare antiparassitari specifici, seguendo le indicazioni del veterinario.

            Anche lo stress può influire sulla salute della pelle. Un gatto ansioso potrebbe leccarsi eccessivamente, causando zone prive di pelo. Garantire un ambiente tranquillo, nascondigli sicuri e momenti di gioco aiuta a favorire il suo benessere.

            Quando il pelo del gatto segnala un problema di salute

            Un mantello improvvisamente opaco, la comparsa di forfora, chiazze senza pelo o un prurito persistente possono essere segnali di problemi dermatologici o di altre condizioni mediche.

            In questi casi è importante consultare il veterinario, evitando rimedi improvvisati. Anche una diminuzione della normale attività di pulizia, soprattutto nei gatti anziani, merita attenzione.

            Prendersi cura del pelo del gatto significa quindi occuparsi della sua salute complessiva. Con una corretta alimentazione, spazzolature regolari e controlli veterinari, il mantello potrà mantenersi morbido e lucente, contribuendo al benessere del nostro amico a quattro zampe.

              Continua a leggere

              Animali

              Quando lanciare la palla non basta più: i cani “dipendenti da gioco” esistono davvero

              Studio su oltre 100 cani mostra che alcuni sviluppano un attaccamento patologico a giocattoli o palline, ignorando cibo e contatti sociali. Cosa significa per chi ha un cane e come intervenire per non sbagliare.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

              Quando lanciare la palla non basta più

                Un gesto ormai familiare per tantissimi proprietari: lanciare una palla, vederla rincorsa con gioia e ricevere in cambio un coraggioso riporto. È una scena che definisce l’amicizia tra cane e padrone. Ma secondo una ricerca pubblicata di recente, in alcuni casi quell’entusiasmo può trasformarsi in qualcosa di molto diverso: un attaccamento esasperato al gioco, addirittura paragonabile a una forma di dipendenza.

                Lo studio, condotto da ricercatori della Vetmeduni Vienna e dell’Università di Berna, e pubblicato su Scientific Reports, ha coinvolto 105 cani — di varie razze, età e sesso — considerati fortemente motivati al gioco.

                Cosa hanno scoperto i ricercatori

                Attraverso una serie di prove — chiamata “Addictive-like Behaviour Test” (AB-Test) — gli scienziati hanno osservato come i cani reagivano quando il loro giocattolo preferito veniva reso inaccessibile (posto su uno scaffale, dentro una scatola, tolto momentaneamente). Risultato: 33 su 105 hanno mostrato comportamenti riconducibili a una “dipendenza da gioco”, con caratteristiche simili a quelle delle dipendenze comportamentali negli esseri umani.

                Tra questi segnali:

                • ossessione per il giocattolo: fissazione sull’oggetto anche se indisponibile;
                • ignorare altri stimoli: cibo, coccole o distrazioni non intervenivano come alternative;
                • tentativi persistenti di recupero: abbai, piagnucolii, agitazione, anche a fronte della privazione;
                • difficoltà a calmarsi dopo la rimozione del giocattolo, con ansia o agitazione protratta.

                Non si tratta però di una condanna universale: molti cani amano giocare senza sviluppare queste tendenze “compulsive”. Secondo gli autori, la casistica indica che solo una minoranza — ma significativa — può essere definita “a rischio”.

                Le razze più rappresentate nel gruppo con comportamenti “addict-like” sono state quelle selezionate per lavoro, resistenza e “drive” elevato: pastori (soprattutto) e terrier.

                Da dove nasce il fenomeno

                Secondo i ricercatori, alla base ci sarebbe una combinazione di fattori genetici e ambientali. Alcune razze — per istinto selezionato nei secoli — sono predisposte a un forte impulso a inseguire, catturare e riportare: caratteristiche utili per la caccia, la guardia o il lavoro agricolo. In una famiglia moderna, senza pecore da rincorrere né prede da stanare, quella spinta può concentrarsi su una palla o un giocattolo, trasformando un’attività sana in un’ossessione.

                Inoltre, la natura stessa del gioco per il cane — attivazione, rincorsa, stimolo motorio — può innescare una reazione neurochimica che stimola un circolo di ricerca continua di piacere, simile al meccanismo delle dipendenze comportamentali.

                Quando “gioco” diventa un problema

                Non tutti i cani che adorano giocare hanno un disturbo, ma chi lo sviluppa rischia conseguenze concrete:

                • stress cronico, agitazione, incapacità di rilassarsi;
                • trascurare bisogni fondamentali come cibo, riposo o interazione sociale;
                • difficoltà nell’obbedienza e nell’apprendimento, perché la fissazione sul giocattolo prevale su ogni cosa;
                • potenziale aumento di comportamenti distruttivi se l’oggetto è inaccessibile.

                Gli esperti avvertono: è sbagliato demonizzare il gioco, ma è importante riconoscere quando il gioco non è più un piacere, ma una compulsione.

                Cosa può fare un proprietario responsabile

                La buona notizia è che il comportamento può essere gestito o mitigato. Alcuni consigli pratici suggeriti dagli stessi autori dello studio:

                • alternare il gioco con altri tipi di attività: passeggiate, esercizi di obbedienza, giochi di ricerca o masticazione;
                • evitare di usare la palla in modo esclusivo come “ricompensa” continua: giochi cooperativi e variegati aiutano a diversificare gli stimoli.
                • stabilire un rituale chiaro di “inizio–fine gioco”: quando il giocattolo torna in borsa o in armadio, il cane capisce che è terminato.
                • in caso di stress, ansia o difficoltà evidenti (rifiuto del cibo, agitazione, distruttività), consultare un educatore cinofilo o un comportamentalista: potrebbe essere necessario un percorso personalizzato.

                Una scoperta che apre interrogativi

                Lo studio rappresenta il primo passo verso la comprensione scientifica di un fenomeno lungo tempo solo aneddotico. I ricercatori sottolineano però che non è ancora corretto parlare di “dipendenza patologica” nel senso clinico del termine. Serve ulteriore lavoro per capire quanto questi comportamenti incidano a lungo termine sul benessere psicofisico dei cani, e per verificare se certe razze o condizioni particolari siano più vulnerabili.

                Ciononostante, la scoperta offre nuovi strumenti e consapevolezza ai proprietari: un invito a guardare con attenzione non solo al comportamento felice e affettuoso del cane, ma anche ai suoi momenti di fissazione, stress o ansia. Perché l’amore per il proprio compagno a quattro zampe significa anche saper riconoscere quando un gioco non è più sano.

                  Continua a leggere
                  Advertisement
                  Piera sbotta dopo il richiamo di Selvaggia Lucarelli: «Parlano sempre di me e Roncaccia, poi ci ignorano». La polemica sulle puntate
                  Uncategorized2 minuti ago

                  Piera sbotta dopo il richiamo di Selvaggia Lucarelli: «Parlano sempre di me e Roncaccia, poi ci ignorano». La polemica sulle puntate

                  Benessere32 minuti ago

                  Procrastinazione, perché rimandiamo sempre tutto anche quando sappiamo che ci farà stare peggio? Le 10 strategie per smettere

                  Kasia Smutniak e la figlia Sophie Taricone commuovono Roma: lei è identica a papà Pietro, morto tragicamente. Il documentario dedicato a lui
                  Cinema1 ora ago

                  Kasia Smutniak e la figlia Sophie Taricone commuovono Roma: lei è identica a papà Pietro, morto tragicamente. Il documentario dedicato a lui

                  benessere mentale
                  Benessere2 ore ago

                  Stress e ansia, tre rimedi naturali per ritrovare il benessere mentale: dalla meditazione ai bagni di foresta, ecco cosa funziona davvero

                  Pino Daniele, l'ultima compagna distrugge il film sulla sua vita: «Sarebbe inorridito». La rabbia per come sono state rappresentate le zie
                  Cinema2 ore ago

                  Pino Daniele, l’ultima compagna distrugge il film sulla sua vita: «Sarebbe inorridito». La rabbia per come sono state rappresentate le zie

                  Benessere3 ore ago

                  Dieta viola, il nuovo trend delle star che promette di dimagrire mangiando cibi di un solo colore: funziona davvero o è una moda pericolosa?

                  Valeria Marini gelosa di Alex Belli, scoppia la lite con Marina, Guendalina e Carmen: «Tre cornacchie». Poi nega tutto davanti a loro
                  Speciale Grande Fratello3 ore ago

                  Valeria Marini gelosa di Alex Belli, scoppia la lite con Marina, Guendalina e Carmen: «Tre cornacchie». Poi nega tutto davanti a loro

                  Salute4 ore ago

                  Raffreddore e mal di gola, i rimedi della nonna che funzionano davvero: dal miele alla zuppa di pollo, ecco quali scegliere e quali evitare

                  Ghali difende le proteste dei giovani dopo gli scontri a Milano: «Dobbiamo ascoltarli, non distraiamoci da chi manifesta pacificamente»
                  Cronaca4 ore ago

                  Ghali difende le proteste dei giovani dopo gli scontri a Milano: «Dobbiamo ascoltarli, non distraiamoci da chi manifesta pacificamente»

                  capelli
                  Salute5 ore ago

                  Caduta dei capelli in autunno, quando preoccuparsi davvero? Le cause, i segnali da non ignorare e i rimedi per proteggere la chioma

                  Ultime notizie