Connect with us

Animali

Quando il cane non sta bene: come riconoscere i segnali di malessere fisico e mentale

Capire i messaggi del proprio cane è il primo passo per garantirgli salute e serenità. Due esperte, la veterinaria comportamentalista Zita Talamonti e la nutrizionista Eleonora Fusi, spiegano come individuare i campanelli d’allarme e intervenire per tempo.

Avatar photo

Pubblicato

il

il cane non sta bene

    Il linguaggio del corpo: quando il cane ci parla senza parole

    Il benessere del cane passa anche dalla nostra capacità di ascoltarlo, non solo con le orecchie ma con gli occhi. “I cani comunicano in modo costante attraverso la postura e le micro-espressioni”, spiega la dottoressa Zita Talamonti, medico veterinario comportamentalista. “Riconoscere i segnali di disagio ci permette di rispettare le loro emozioni e prevenire situazioni di stress o conflitto.”

    Un cane stressato o infastidito può mandare segnali sottili ma inequivocabili: sbadigli improvvisi, leccarsi il muso, distogliere lo sguardo, girare la testa o irrigidirsi. Questi comportamenti non sono casuali, ma esprimono un chiaro bisogno di spazio o tranquillità. “Se insistiamo nell’interazione quando il cane non è dell’umore giusto, rischiamo di aumentare la sua tensione e compromettere la fiducia reciproca”, aggiunge la dottoressa.

    Riconoscere e rispettare questi segnali è un atto di empatia. Significa comprendere che, come noi, anche i cani hanno momenti in cui desiderano stare per conto proprio.

    I segnali fisici di un malessere

    Quando il disagio è di natura fisica, i segnali diventano più visibili. Un cane che appare spento, meno vivace o riluttante a muoversi potrebbe non sentirsi bene. “Attenzione a cambiamenti improvvisi nell’appetito, nella respirazione o nell’energia”, spiega Talamonti. “Anche mucose pallide o eccessivamente scure, tosse, starnuti, vomito e diarrea sono campanelli d’allarme che richiedono attenzione veterinaria.”

    Un cane febbricitante tenderà a isolarsi, a muoversi meno o a rifiutare il cibo. Se invece zoppica o evita di poggiare una zampa, il dolore può essere localizzato a livello muscolare o articolare. “Osservare con attenzione e non sottovalutare piccoli segnali è il primo passo per garantire una diagnosi precoce e un intervento tempestivo”, sottolinea l’esperta.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Animali

      Litighi con il partner davanti al cane? Ecco cosa prova davvero il tuo amico a quattro zampe e perché le discussioni possono fargli male

      Gli umani litigano, i cani ascoltano e soffrono. Non capiscono le parole, ma percepiscono tutto: la tensione nell’aria, il tono della voce che si alza, i gesti bruschi, le espressioni dure. E reagiscono. A modo loro.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        C’è chi si nasconde sotto il tavolo, chi abbassa le orecchie, chi comincia a tremare e chi cerca disperatamente di attirare l’attenzione dei proprietari. Quando in casa scoppia una discussione, anche il cane può esserne coinvolto, pur non comprendendo il significato delle parole. Per lui contano soprattutto il tono della voce, i gesti improvvisi, le espressioni del viso e quell’atmosfera di tensione che gli esseri umani, presi dalla rabbia, spesso dimenticano di condividere con un altro componente della famiglia.

        Il cane capisce quando sei arrabbiato?

        Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Current Biology ha dimostrato che i cani sono capaci di distinguere espressioni facciali umane felici e arrabbiate. Non significa che interpretino ogni emozione esattamente come noi, ma conferma la loro sensibilità ai segnali sociali.

        Durante un litigio, urla, movimenti bruschi e atteggiamenti minacciosi possono quindi provocare reazioni di paura o agitazione. Alcuni animali cercano riparo, altri si avvicinano ai proprietari, mentre altri ancora manifestano il disagio camminando nervosamente o leccandosi ripetutamente.

        Lo stress del proprietario può contagiare il cane

        Il problema potrebbe non esaurirsi quando la discussione finisce. Uno studio condotto dall’Università di Linköping, in Svezia, ha individuato una correlazione tra i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, dei cani e quelli dei loro proprietari.

        I risultati suggeriscono che lo stato emotivo delle persone con cui vivono possa influenzare il benessere degli animali anche nel lungo periodo. Questo non significa che ogni litigio provochi un trauma, ma un ambiente caratterizzato da tensioni frequenti può rappresentare una fonte di disagio, soprattutto per i soggetti più sensibili.

        Tremori, paura e perdita di appetito: i segnali da riconoscere nel cane

        Un cane spaventato può abbassare la coda, appiattire le orecchie, ansimare, nascondersi oppure cercare continuamente il contatto fisico. In alcuni casi possono comparire irrequietezza, vocalizzazioni e comportamenti ripetitivi.

        Se lo stress diventa persistente, possono manifestarsi alterazioni dell’appetito, difficoltà a rilassarsi o comportamenti insoliti. Non bisogna però attribuire automaticamente questi sintomi ai litigi domestici: potrebbero avere anche cause mediche che richiedono una valutazione veterinaria.

        Cane, come rassicurarlo dopo una discussione

        La prima regola è riportare tranquillità nell’ambiente. Abbassare la voce, evitare gesti bruschi e consentire al cane di raggiungere un luogo sicuro può aiutarlo a rilassarsi. Non bisogna costringerlo a ricevere coccole se preferisce stare da solo.

        Una passeggiata tranquilla, il gioco e il mantenimento delle consuete abitudini possono favorire il ritorno alla normalità. Se invece paura e agitazione persistono, è opportuno rivolgersi a un veterinario esperto in comportamento.

        E soprattutto vale la pena ricordare una cosa: una discussione tra adulti può finire con una spiegazione e una riconciliazione. Il cane, invece, non sempre ha gli strumenti per capire che il pericolo è passato. Anche per questo, quando possibile, è meglio risparmiargli urla e conflitti.

          Continua a leggere

          Animali

          Microchip per animali domestici: come funziona e perché è indispensabile

          Un dispositivo grande come un chicco di riso garantisce identità, sicurezza e tutela. Eppure molti proprietari non sanno davvero cosa contiene, come si installa e perché è obbligatorio.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

          Microchip

            Il microchip è un dispositivo elettronico minuscolo, delle dimensioni di un chicco di riso, inserito sottopelle dagli ambulatori veterinari. Per gli animali domestici rappresenta la “carta d’identità” che li accompagna per tutta la vita. In Italia è obbligatorio per i cani, mentre per i gatti l’obbligo è in costante crescita: molte Regioni lo hanno già introdotto per legge, altre stanno seguendo questa direzione per contrastare abbandoni e smarrimenti.

            Come funziona il microchip

            Il microchip non è un GPS, non invia segnali e non permette di localizzare l’animale in tempo reale. È un transponder passivo: contiene un codice numerico unico, composto da 15 cifre, che viene letto con uno scanner dai veterinari, dalla polizia locale e dalle associazioni di recupero animali.
            Una volta letto il codice, gli operatori accedono alla banca dati dell’Anagrafe Animali d’Affezione per risalire al proprietario registrato.

            L’inserimento: una procedura rapida e indolore

            L’applicazione del microchip viene eseguita dal veterinario mediante una siringa sterile a uso singolo. L’impianto avviene nella zona del collo e dura pochi secondi. Non richiede anestesia e provoca un fastidio minimo, spesso paragonabile a una semplice vaccinazione.
            Il dispositivo non necessita di manutenzione, non deve essere cambiato e rimane attivo per tutta la vita dell’animale.

            Gli obblighi di legge

            In Italia il microchip per i cani è obbligatorio dal 2004 e deve essere applicato entro 60 giorni dalla nascita o entro 30 giorni dal momento dell’adozione. L’animale viene automaticamente iscritto all’Anagrafe regionale.
            Il proprietario è tenuto ad aggiornare i dati in caso di:

            • cambio di indirizzo
            • trasferimento in un’altra Regione
            • cessione a un nuovo proprietario
            • decesso dell’animale

            Anche per molti gatti le Regioni hanno già introdotto l’obbligo (per esempio Lazio, Lombardia e Campania). La tendenza normativa nazionale punta verso una microchippatura generalizzata per contrastare il randagismo, un problema che ogni anno coinvolge migliaia di animali.

            Perché il microchip salva vite

            Quando un animale si perde, il microchip è lo strumento più efficace per riportarlo a casa. Secondo i dati delle principali ASL veterinarie, oltre il 70% dei cani microchippati viene restituito ai proprietari entro poche ore dal ritrovamento, mentre la percentuale crolla per gli animali privi di identificazione.
            Il dispositivo è fondamentale anche in caso di furto, maltrattamenti o incidenti: permette di identificare il responsabile e garantire all’animale le cure necessarie.

            I falsi miti più diffusi

            Ancora oggi circolano molti pregiudizi. Tra i più comuni:

            • “Il microchip fa male o provoca tumori”: gli studi scientifici disponibili indicano che i casi di reazioni avverse sono estremamente rari e non esiste evidenza di correlazione con tumori nei cani e gatti domestici.
            • “Serve a localizzare l’animale via satellite”: in realtà non è un sistema di tracciamento.
            • “Si può disattivare o togliere facilmente”: rimuoverlo è complesso e contro la legge.
            • “È costoso”: l’impianto ha un prezzo accessibile e spesso è incluso nei programmi di adozione dei canili.

            Una responsabilità verso chi non parla

            Microchippare un animale non è solo un obbligo, ma un atto di responsabilità. Significa garantirgli identità, tutela e un futuro più sicuro. Chi sceglie di convivere con un pet decide di proteggerlo — e questo piccolo dispositivo è il primo passo per farlo davvero.

              Continua a leggere

              Animali

              Cosa sognano davvero i cani quando dormono? Ecco perché muovono le zampe, guaiscono nel sonno e perché non dovresti svegliarli di colpo

              Zampe che si agitano, piccoli guaiti e scodinzolii improvvisi: anche i cani sognano. Ecco cosa può accadere durante il sonno e perché è meglio non disturbarli.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Il tuo cane dorme tranquillamente sul divano quando, all’improvviso, comincia a muovere le zampe, emette qualche guaito e agita la coda. Sta inseguendo una pallina? Correndo in un prato? Oppure sta sognando proprio te? Anche i cani attraversano fasi del sonno simili a quelle umane e gli studiosi ritengono plausibile che durante il riposo rielaborino esperienze ed emozioni vissute durante la giornata.

                Che cosa sognano i cani?

                Non possiamo sapere con certezza che cosa veda un cane mentre dorme, ma gli studi sul sonno indicano che anche il suo cervello attraversa la fase REM, associata negli esseri umani ai sogni più vividi. È possibile che l’animale ripercorra attività familiari: una passeggiata, una corsa, un gioco o il tempo trascorso con la propria famiglia. Le immagini precise del sogno, però, non possono essere verificate.

                Perché muovono le zampe e guaiscono nel sonno?

                Durante il sonno REM possono comparire piccoli movimenti involontari: le zampe si contraggono come se il cane stesse correndo, le orecchie si muovono, il muso cambia espressione e dalla gola escono guaiti o brevi abbai. Nella maggior parte dei casi si tratta di comportamenti normali. Se invece i movimenti sono violenti, prolungati o accompagnati da altri segnali insoliti, è opportuno parlarne con il veterinario.

                I cani possono avere incubi? E bisogna svegliarli?

                È possibile che anche i cani vivano esperienze spiacevoli durante il sonno, ma un guaito o un movimento brusco non dimostrano da soli che stiano avendo un incubo. Meglio non svegliare l’animale all’improvviso e soprattutto non toccarlo vicino al muso: potrebbe spaventarsi e reagire d’istinto. Se occorre interrompere il riposo, chiamalo con voce calma da una certa distanza.

                Quante ore dormono ogni giorno?

                Molti cani adulti dormono complessivamente circa 12-14 ore al giorno; cuccioli e animali anziani possono aver bisogno di più riposo. Le necessità variano in base a età, salute, attività e temperamento. Un posto tranquillo e confortevole permette al cane di recuperare energie e riposare senza interruzioni.

                  Continua a leggere
                  Advertisement
                  Mara Venier, standing ovation alla sfilata di Milano: «Da giovane vendevo abiti vintage a Roma». Il passato nella moda prima del successo in televisione
                  Televisione10 ore ago

                  Mara Venier lascia Domenica In e stavolta potrebbe chiudere anche il programma: «È la mia ultima edizione». Ma la Rai prepara una sorpresa

                  L'antagonista
                  Libri11 ore ago

                  Un libro per Halloween: L’Antagonista, il demone di Poveglia, cinquecento anni di sangue e misteri nell’horror che trasforma Venezia in un incubo

                  Barry Keoghan, il volto cambia e lui confessa i trattamenti estetici: «Mi sento meglio». Dopo gli insulti online, la scelta dell'attore di Saltburn
                  Cinema11 ore ago

                  Barry Keoghan, il volto cambia e lui confessa i trattamenti estetici: «Mi sento meglio». Dopo gli insulti online, la scelta dell’attore di Saltburn

                  Ridere del proibito
                  Lifestyle12 ore ago

                  Ti fanno ridere le battute più cattive e macabre? Secondo la scienza potresti essere più intelligente e meno aggressivo di quanto immagini

                  Garlasco, nel telefono di Andrea Sempio un video sotto la gonna di una donna: gli investigatori esaminano anche gli appunti sui sogni violenti
                  Uncategorized12 ore ago

                  Garlasco, nel telefono di Andrea Sempio un video sotto la gonna di una donna: gli investigatori esaminano anche gli appunti sui sogni violenti

                  La vellutata di zucca
                  Cucina13 ore ago

                  Vellutata di zucca, topinambur e zenzero: la ricetta autunnale cremosa e profumata con chips di cavolo nero croccanti che conquista tutti

                  Pechino Express, Franceska Nuredini pronta a partire: nel cast anche Rocco Siffredi ed Elisabetta Gregoraci, un trio che promette scintille
                  Televisione13 ore ago

                  Pechino Express, Franceska Nuredini pronta a partire: nel cast anche Rocco Siffredi ed Elisabetta Gregoraci, un trio che promette scintille

                  Argento annerito
                  Lifestyle14 ore ago

                  Argento annerito, il trucco del bicarbonato e della carta stagnola per farlo tornare brillante: bastano pochi minuti e ingredienti

                  Caso Bocelli al Grande Fratello Vip, la lezione del tenore dopo la battuta di Roncaccia: «Solo una leggerezza, non punitelo»
                  Speciale Grande Fratello14 ore ago

                  Caso Bocelli al Grande Fratello Vip, la lezione del tenore dopo la battuta di Roncaccia: «Solo una leggerezza, non punitelo»

                  Animali15 ore ago

                  Litighi con il partner davanti al cane? Ecco cosa prova davvero il tuo amico a quattro zampe e perché le discussioni possono fargli male

                  Ultime notizie