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Quella femmina di ragno è più longeva delle altre grazie alla cura della prole

Le femmine di Toxeus magnus vivono più a lungo proprio perché si prendono cura dei loro piccoli fino a quando non sono pronti ad affrontare il mondo da soli. Questo comportamento di cura parentale prolungata potrebbe essere un fattore evolutivo che favorisce la longevità nelle femmine di questa specie, un aspetto che sfida le nostre aspettative sul dispendio energetico legato alla riproduzione e alla cura della prole.

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    Si chiama Toxeus magnus, ed è sorprendente per la sua longevità. Si sa, nella maggior parte delle specie animali, le femmine tendono a vivere più a lungo dei maschi, nonostante il notevole dispendio energetico legato alla riproduzione e alla cura della prole. Un fenomeno che si presenta all’ennesima potenza proprio per la Toxeus magnus.

    A cosa è dovuta la longevità di questo ragno

    Uno studio pubblicato su iScience ha esaminato diverse specie di ragni per capire meglio questo fenomeno. Le femmine di Toxeus magnus, un ragno salticida che si sposta saltando, investono tempo ed energie per prendersi cura della prole anche dopo la nascita. Questo comportamento si traduce in una maggiore longevità rispetto ad altre specie di ragni in cui le femmine si limitano a procurare cibo nei primi stadi di crescita dei piccoli.

    La cura parentale che allunga la vita

    Le femmine di Toxeus magnus vivono più a lungo, in media, rispetto alle femmine di altre specie studiate. Questo suggerisce che la cura parentale prolungata può essere un fattore determinante per la loro longevità. Sorprendentemente, invece, il numero di figli prodotti non ha alcun impatto sulla longevità delle femmine di Toxeus magnus. La longevità delle femmine è influenzata positivamente dalle attività riproduttive, mentre per i maschi non c’è alcun effetto sulla loro durata di vita. Entrambi i sessi hanno la stessa durata della fase di sviluppo, ma le femmine vivono in media 95 giorni in più dei maschi, un periodo che coincide con il tempo necessario affinché i piccoli raggiungano la piena indipendenza.

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      Perché il gatto miagola? Come interpretare il verso “miao” e capire cosa sta cercando di dirti

      Fame, richiesta di attenzioni, stress o un possibile problema di salute: dietro un semplice “miao” possono nascondersi significati molto diversi. Ecco come interpretarli senza commettere errori.

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      Perché il gatto miagola? Come interpretare il verso "miao" e capire cosa sta cercando di dirti

        Chi vive con un gatto sa bene che ogni “miao” sembra diverso dall’altro. Non è un’impressione: i felini modulano intenzionalmente il tono, la durata e l’intensità del miagolio per comunicare con le persone. A differenza di quanto accade tra gatti adulti, che usano soprattutto il linguaggio del corpo e gli odori, il miagolio rappresenta un linguaggio sviluppato soprattutto per interagire con gli esseri umani.

        Ogni tipo di miagolio ha un significato diverso

        Un miagolio breve e morbido è spesso un semplice saluto o una richiesta di attenzione. Se invece il verso diventa insistente e ripetuto, il gatto potrebbe avere fame, desiderare di uscire, voler giocare oppure chiedere la pulizia della lettiera. Un miagolio acuto e improvviso può indicare paura o dolore, mentre vocalizzi profondi e prolungati possono essere un segnale di disagio, soprattutto nei gatti anziani o durante il periodo riproduttivo.

        Anche il linguaggio del corpo è fondamentale

        Per capire davvero cosa sta comunicando il gatto bisogna osservare anche postura, coda, orecchie e occhi. Un gatto che miagola con la coda alta e le orecchie rilassate è generalmente sereno e cerca un’interazione. Se invece tiene le orecchie abbassate, il pelo irto o la coda gonfia, il miagolio può accompagnare una situazione di paura o di forte stress. Valutare il contesto è sempre essenziale per interpretare correttamente il suo comportamento.

        Quando è il caso di consultare il veterinario

        Se un gatto che normalmente parla poco inizia a miagolare continuamente, oppure cambia improvvisamente tono e frequenza dei vocalizzi, è opportuno non sottovalutare il segnale. Dolore, ipertiroidismo, ipertensione, decadimento cognitivo nei soggetti anziani o altre patologie possono manifestarsi anche attraverso un aumento dei miagolii. In presenza di cambiamenti persistenti nel comportamento, una visita veterinaria permette di individuare rapidamente l’eventuale causa.

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          Animali

          Come far prendere una pastiglia al cane senza stress: i metodi più efficaci consigliati dai veterinari

          Dai bocconcini appetitosi alla tecnica corretta per inserire la compressa in bocca, ecco i consigli più efficaci per somministrare una pastiglia al cane in modo semplice e sicuro.

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          Come far prendere una pastiglia al cane senza stress: i metodi più efficaci consigliati dai veterinari

            Convincere un cane a prendere una pastiglia non è sempre facile. Molti animali riescono a individuare il farmaco anche quando è nascosto nel cibo e lo sputano con sorprendente abilità. Esistono però alcune strategie che rendono la somministrazione molto più semplice, riducendo lo stress sia per il cane sia per chi se ne prende cura.

            Nascondere la compressa nel cibo è spesso la soluzione migliore

            Se il veterinario non ha indicato che il farmaco va assunto a stomaco vuoto, il metodo più semplice consiste nel nascondere la compressa all’interno di un bocconcino particolarmente appetitoso. Formaggi morbidi, paté specifici per cani, polpette di carne o snack studiati per contenere i medicinali possono funzionare molto bene. Un trucco consiste nell’offrire due o tre bocconi senza farmaco e inserire la pastiglia solo nel successivo: il cane, preso dall’entusiasmo, tenderà a ingoiarlo senza controllarlo.

            Quando il cane rifiuta ogni trucco

            Se il cane continua a rifiutare la compressa, può essere necessario somministrarla direttamente. Con delicatezza, si apre la bocca sollevando il muso, si deposita la pastiglia il più possibile verso il fondo della lingua e si richiude immediatamente la bocca, mantenendola chiusa per qualche secondo. Massaggiare leggermente la gola o soffiare delicatamente sul naso favorisce il riflesso della deglutizione. Al termine è utile offrire subito un premio o un po’ d’acqua.

            Mai modificare il farmaco senza il parere del veterinario

            Non tutte le compresse possono essere spezzate, frantumate o sciolte. Alcuni medicinali hanno un rivestimento che ne regola l’assorbimento oppure un sapore molto amaro che diventerebbe ancora più difficile da mascherare. Prima di alterare una compressa è quindi indispensabile chiedere consiglio al veterinario o al farmacista veterinario. Se la somministrazione continua a essere complicata, spesso è possibile valutare formulazioni alternative, come farmaci liquidi, masticabili o in pasta.

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              Il cane ansima sempre d’estate? Quando è normale e quali segnali devono far scattare l’allarme

              Con l’arrivo delle alte temperature aumenta il rischio di colpi di calore nei nostri amici a quattro zampe. Imparare a distinguere un comportamento normale dai campanelli d’allarme può fare la differenza.

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                Chi vive con un cane lo nota subito: appena le temperature salgono, il respiro diventa più rapido e compare il caratteristico ansimare con la lingua fuori. Nella maggior parte dei casi è una reazione del tutto normale. A differenza dell’uomo, infatti, i cani non sudano attraverso la pelle ma disperdono il calore soprattutto respirando più velocemente.

                Questo meccanismo permette all’organismo di raffreddarsi, ma quando il caldo è eccessivo o l’animale compie uno sforzo intenso può non essere sufficiente.

                Quando l’ansimare è normale e quando no

                È normale che un cane ansimi dopo una passeggiata, una corsa o una permanenza all’aperto durante una giornata calda. Se però il respiro resta molto affannoso anche a riposo, aumenta improvvisamente senza una causa evidente oppure è accompagnato da abbondante salivazione, debolezza, vomito, gengive molto rosse o difficoltà a mantenere l’equilibrio, potrebbe trattarsi di un colpo di calore.

                Si tratta di una vera emergenza veterinaria che richiede un intervento rapido. Nel frattempo è importante spostare il cane in un luogo fresco, offrirgli acqua senza forzarlo a bere e raffreddarlo gradualmente con panni umidi, evitando però acqua ghiacciata che potrebbe provocare uno shock termico.

                Come proteggerlo durante l’estate

                Le passeggiate dovrebbero essere programmate al mattino presto o dopo il tramonto, quando l’asfalto è meno caldo. È sempre consigliabile portare con sé una borraccia e una ciotola pieghevole per permettere al cane di bere frequentemente.

                Mai lasciare un animale in auto, nemmeno per pochi minuti e nemmeno con i finestrini leggermente aperti: la temperatura all’interno dell’abitacolo può aumentare rapidamente fino a raggiungere livelli estremamente pericolosi.

                Particolare attenzione va riservata ai cuccioli, ai cani anziani, agli esemplari in sovrappeso e alle razze brachicefale, come Bulldog, Carlino e Bouledogue francese, che per la conformazione del muso respirano con maggiore difficoltà e sono più vulnerabili alle alte temperature.

                Con qualche semplice precauzione è possibile affrontare l’estate in sicurezza, garantendo ai nostri compagni a quattro zampe benessere, comfort e tanta voglia di giocare anche nei mesi più caldi.

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