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Quella femmina di ragno è più longeva delle altre grazie alla cura della prole

Le femmine di Toxeus magnus vivono più a lungo proprio perché si prendono cura dei loro piccoli fino a quando non sono pronti ad affrontare il mondo da soli. Questo comportamento di cura parentale prolungata potrebbe essere un fattore evolutivo che favorisce la longevità nelle femmine di questa specie, un aspetto che sfida le nostre aspettative sul dispendio energetico legato alla riproduzione e alla cura della prole.

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    Si chiama Toxeus magnus, ed è sorprendente per la sua longevità. Si sa, nella maggior parte delle specie animali, le femmine tendono a vivere più a lungo dei maschi, nonostante il notevole dispendio energetico legato alla riproduzione e alla cura della prole. Un fenomeno che si presenta all’ennesima potenza proprio per la Toxeus magnus.

    A cosa è dovuta la longevità di questo ragno

    Uno studio pubblicato su iScience ha esaminato diverse specie di ragni per capire meglio questo fenomeno. Le femmine di Toxeus magnus, un ragno salticida che si sposta saltando, investono tempo ed energie per prendersi cura della prole anche dopo la nascita. Questo comportamento si traduce in una maggiore longevità rispetto ad altre specie di ragni in cui le femmine si limitano a procurare cibo nei primi stadi di crescita dei piccoli.

    La cura parentale che allunga la vita

    Le femmine di Toxeus magnus vivono più a lungo, in media, rispetto alle femmine di altre specie studiate. Questo suggerisce che la cura parentale prolungata può essere un fattore determinante per la loro longevità. Sorprendentemente, invece, il numero di figli prodotti non ha alcun impatto sulla longevità delle femmine di Toxeus magnus. La longevità delle femmine è influenzata positivamente dalle attività riproduttive, mentre per i maschi non c’è alcun effetto sulla loro durata di vita. Entrambi i sessi hanno la stessa durata della fase di sviluppo, ma le femmine vivono in media 95 giorni in più dei maschi, un periodo che coincide con il tempo necessario affinché i piccoli raggiungano la piena indipendenza.

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      Animali

      Il cane ansima sempre d’estate? Quando è normale e quali segnali devono far scattare l’allarme

      Con l’arrivo delle alte temperature aumenta il rischio di colpi di calore nei nostri amici a quattro zampe. Imparare a distinguere un comportamento normale dai campanelli d’allarme può fare la differenza.

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        Chi vive con un cane lo nota subito: appena le temperature salgono, il respiro diventa più rapido e compare il caratteristico ansimare con la lingua fuori. Nella maggior parte dei casi è una reazione del tutto normale. A differenza dell’uomo, infatti, i cani non sudano attraverso la pelle ma disperdono il calore soprattutto respirando più velocemente.

        Questo meccanismo permette all’organismo di raffreddarsi, ma quando il caldo è eccessivo o l’animale compie uno sforzo intenso può non essere sufficiente.

        Quando l’ansimare è normale e quando no

        È normale che un cane ansimi dopo una passeggiata, una corsa o una permanenza all’aperto durante una giornata calda. Se però il respiro resta molto affannoso anche a riposo, aumenta improvvisamente senza una causa evidente oppure è accompagnato da abbondante salivazione, debolezza, vomito, gengive molto rosse o difficoltà a mantenere l’equilibrio, potrebbe trattarsi di un colpo di calore.

        Si tratta di una vera emergenza veterinaria che richiede un intervento rapido. Nel frattempo è importante spostare il cane in un luogo fresco, offrirgli acqua senza forzarlo a bere e raffreddarlo gradualmente con panni umidi, evitando però acqua ghiacciata che potrebbe provocare uno shock termico.

        Come proteggerlo durante l’estate

        Le passeggiate dovrebbero essere programmate al mattino presto o dopo il tramonto, quando l’asfalto è meno caldo. È sempre consigliabile portare con sé una borraccia e una ciotola pieghevole per permettere al cane di bere frequentemente.

        Mai lasciare un animale in auto, nemmeno per pochi minuti e nemmeno con i finestrini leggermente aperti: la temperatura all’interno dell’abitacolo può aumentare rapidamente fino a raggiungere livelli estremamente pericolosi.

        Particolare attenzione va riservata ai cuccioli, ai cani anziani, agli esemplari in sovrappeso e alle razze brachicefale, come Bulldog, Carlino e Bouledogue francese, che per la conformazione del muso respirano con maggiore difficoltà e sono più vulnerabili alle alte temperature.

        Con qualche semplice precauzione è possibile affrontare l’estate in sicurezza, garantendo ai nostri compagni a quattro zampe benessere, comfort e tanta voglia di giocare anche nei mesi più caldi.

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          Animali

          Pesci e animali marini, quali sono davvero pericolosi nei nostri mari? Dalla tracina alla medusa, cosa sapere prima di fare il bagno

          Tracine, pesci scorpione, razze, meduse e ricci di mare: ecco quali animali è possibile incontrare sulle coste italiane, quali rischi comportano e come comportarsi in caso di contatto.

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            Il Mediterraneo non ospita squali particolarmente pericolosi per chi fa il bagno e, rispetto ad altri mari tropicali, offre un livello di sicurezza molto elevato. Questo non significa, però, che non esistano animali capaci di provocare punture dolorose o piccoli incidenti, soprattutto se vengono calpestati o toccati accidentalmente.

            La buona notizia è che quasi tutti gli incontri indesiderati si possono evitare con un po’ di attenzione.

            Tracina e pesce scorpione: le punture più dolorose

            La tracina (detta anche pesce ragno) è probabilmente l’animale più temuto dai bagnanti. Vive spesso nascosta sotto la sabbia, lasciando scoperti soltanto gli occhi. Se viene calpestata, reagisce con le spine velenose della pinna dorsale, provocando un dolore molto intenso, gonfiore e, talvolta, nausea o malessere generale.

            Anche il pesce scorpione e gli scorfani possiedono spine velenose. Non sono aggressivi, ma possono pungere se vengono afferrati o sfiorati accidentalmente tra gli scogli.

            In caso di puntura è consigliabile rivolgersi a un medico. Nell’attesa, immergere la parte colpita in acqua calda (non bollente) può contribuire ad alleviare il dolore, perché il calore tende a inattivare parte delle tossine.

            Meduse, razze e ricci: cosa fare

            Le meduse rappresentano l’incontro più frequente durante l’estate. Nella maggior parte dei casi provocano bruciore, arrossamento e prurito localizzati. È importante non strofinare la pelle con sabbia o asciugamani e risciacquare con acqua di mare, evitando quella dolce, che può favorire l’ulteriore rilascio delle sostanze urticanti rimaste sulla cute.

            Le razze trascorrono molto tempo adagiate sul fondale sabbioso e tendono a fuggire alla presenza dell’uomo. Possono colpire con il loro aculeo soltanto se vengono calpestate o si sentono minacciate.

            I ricci di mare, invece, non sono velenosi, ma i loro aculei possono spezzarsi nella pelle causando dolore e infiammazione.

            Come evitare incontri spiacevoli

            Camminare lentamente nei fondali sabbiosi, indossare scarpette da scoglio quando il terreno è roccioso, evitare di toccare animali marini e osservare sempre ciò che si ha davanti sono le regole più efficaci per prevenire incidenti.

            Chi pratica snorkeling dovrebbe mantenere una distanza di sicurezza dalla fauna marina, limitandosi a osservare senza disturbare gli animali.

            Il Mediterraneo resta uno degli ambienti marini più sicuri e affascinanti del pianeta. Con un po’ di prudenza e il giusto rispetto per i suoi abitanti è possibile godersi il mare in totale serenità, trasformando ogni immersione in un’occasione per scoprire la straordinaria biodiversità delle nostre coste.

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              Animali

              Anche i cani possono scottarsi al sole: le razze più a rischio e i segnali da non sottovalutare

              Naso, orecchie e addome sono le zone più esposte ai raggi UV. I veterinari consigliano di evitare le ore più calde e, quando necessario, utilizzare creme solari specifiche per animali.

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                Quando si pensa ai rischi dell’estate per i cani, la prima preoccupazione è quasi sempre il colpo di calore. Esiste però un altro pericolo spesso sottovalutato: le scottature provocate dal sole. Proprio come accade alle persone, anche i cani possono riportare danni alla pelle dopo un’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti, soprattutto se hanno il pelo chiaro, molto rado o alcune zone del corpo naturalmente poco protette.

                Le aree più vulnerabili sono il tartufo, le punte delle orecchie, il contorno degli occhi, l’addome e l’interno delle cosce, dove il pelo è più sottile. Nei soggetti più sensibili, esposizioni ripetute possono favorire irritazioni croniche e, nei casi più gravi, aumentare il rischio di tumori cutanei.

                Quali cani sono più esposti

                I veterinari invitano a prestare particolare attenzione ai cani dal mantello bianco o molto chiaro, come Dalmata, Bull Terrier bianco, Boxer bianco, Whippet, Levriero, Jack Russell Terrier a pelo raso e ai cani con cute rosa o scarsamente pigmentata. Anche gli animali appena tosati, quelli con alopecia o affetti da malattie dermatologiche risultano più vulnerabili ai raggi UV.

                Questo non significa che le altre razze siano completamente al sicuro: durante le giornate più calde qualsiasi cane può andare incontro a scottature se resta troppo a lungo sotto il sole senza possibilità di ripararsi all’ombra.

                Come proteggere la pelle del cane

                Gli esperti consigliano di evitare le passeggiate e la permanenza in spiaggia tra le 11 e le 17, quando l’intensità dei raggi ultravioletti è maggiore. È importante garantire sempre zone d’ombra, acqua fresca e la possibilità per l’animale di rinfrescarsi.

                Per i cani più esposti possono essere utili creme solari formulate appositamente per uso veterinario, da applicare sulle parti prive di pelo come naso, padiglioni auricolari e addome. È invece sconsigliato utilizzare prodotti destinati alle persone senza il parere del veterinario, perché alcuni ingredienti potrebbero risultare irritanti o tossici se l’animale li lecca.

                I segnali che richiedono attenzione

                Arrossamento della pelle, dolore al tatto, desquamazione, piccole vesciche o il continuo tentativo del cane di leccarsi una determinata zona possono essere i primi segnali di una scottatura. Se i sintomi sono estesi, compaiono lesioni o il cane appare abbattuto, è opportuno contattare il veterinario senza aspettare che il problema si risolva spontaneamente.

                Proteggere la pelle del proprio animale è semplice e richiede poche accortezze. Un po’ d’ombra, gli orari giusti per le passeggiate e, nei soggetti più sensibili, una protezione specifica possono fare la differenza e permettere ai nostri amici a quattro zampe di godersi l’estate in sicurezza.

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