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Serpenti a Capodanno? In Russia è un trend… ma da dove viene questa strana idea?

Quest’anno in Russia si è diffusa la moda di regalare serpenti vivi, ispirati all’anno del Serpente del calendario cinese. Ma come mai questa usanza così particolare ha attecchito in Russia?

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    Chi l’avrebbe mai detto che il Capodanno russo potesse trasformarsi in un’Arca di Noè in miniatura? Quest’anno, infatti, la tradizione di scambiarsi regali ispirati al calendario cinese ha raggiunto vette inaspettate. Se un tempo bastavano statuine e magneti, oggi la moda è quella di regalare serpenti vivi, in omaggio all’anno del Serpente di Legno verde. E come mai? Le radici di questa tendenza affondano negli anni ’70, quando il clima politico tra Mosca e Pechino cominciò a distendersi. Il riavvicinamento tra le due potenze portò a un crescente interesse per la cultura cinese in Russia. L’astrologia cinese, con i suoi affascinanti cicli animali, catturò l’immaginazione dei russi, che iniziarono a incorporare questi simboli nelle loro celebrazioni.

    Un mix esplosivo di culture

    La sovrapposizione tra le festività russe e cinesi ha contribuito a creare un cocktail culturale unico. Il Capodanno russo, già ricco di tradizioni pagane e cristiane, si è arricchito di elementi astrologici orientali. Il risultato è un mix affascinante e un po’ surreale, che vede la coesistenza di Babbo Natale e del drago cinese. Ma perché proprio i serpenti? Beh la risposta è semplice. Il serpente, nell’astrologia cinese, è simbolo di saggezza, rinnovamento e fortuna. Regalare un serpente significa augurare prosperità e saggezza al destinatario. Inoltre, i serpenti sono animali affascinanti e relativamente facili da allevare, almeno secondo alcuni.

    Conseguenze inaspettate di tenere in casa dei serpenti

    Questa moda, però, ha portato con sé una serie di conseguenze impreviste. In primo luogo, c’è il problema del benessere degli animali. Molti di questi serpenti finiscono nelle mani di persone non preparate, che non sono in grado di garantire loro le cure necessarie. Inoltre, la vendita di serpenti ha attirato l’attenzione delle autorità sanitarie, preoccupate per la diffusione di malattie. Ma nonostante i rischi, il commercio di serpenti è in forte crescita. Negozi specializzati e siti di annunci online sono invasi da offerte di serpenti di ogni tipo e dimensione. I prezzi sono variabili, ma in generale si parla di cifre piuttosto elevate. “Tra le specie disponibili, le più comuni sono le serpi del grano e i serpenti del latte della California che possono essere tenuti e attirano l’attenzione degli acquirenti grazie alla varietà dei colori e alle piccole dimensioni”. dicono al Dipartimento per l’ambiente di Mosca.

    I prezzi? Viscidi…

    I prezzi vanno dai 6.000 rubli (circa 60 euro al cambio attuale) per la serpe del grano ai 25.000 (250 euro) per il serpente del latte. Il pitone reale può arrivare a 450 euro. Sul popolare sito di annunci Avito i prezzi sono più contenuti, a partire dall’equivalente in rubli di 25 euro. È difficile prevedere se questa moda continuerà a diffondersi o se si esaurirà presto. Di certo, ha sollevato un dibattito sulla relazione tra uomo e animale e sulla necessità di un approccio più responsabile verso gli animali domestici. In Occidente come in Oriente.

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      Micio perde il pelo a primavera. Che problema!

      La perdita di pelo nei gatti a primavera è generalmente un processo naturale, ma può essere gestito con spazzolature regolari, un’alimentazione adeguata e un controllo periodico della salute. Mantenere il gatto idratato, ridurre lo stress e fare visite regolari dal veterinario sono passi fondamentali per assicurarsi che la perdita di pelo non sia sintomo di problemi più seri.

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        La perdita di pelo nei gatti durante la primavera è un fenomeno comune e naturale. Durante questa stagione, i gatti spesso perdono il loro pelo invernale per fare spazio a un manto più leggero adatto alle temperature più calde. Tuttavia, una perdita di pelo eccessiva o accompagnata da altri sintomi può indicare problemi di salute che richiedono attenzione. Ecco cosa fare per gestire la perdita di pelo del gatto a primavera.

        1. Spazzolare regolarmente

        Spazzolare il gatto regolarmente aiuta a rimuovere il pelo morto e riduce la quantità di pelo sparso per casa. Utilizza una spazzola adatta al tipo di pelo del tuo gatto:

        • Peli corti: Usa una spazzola a setole morbide o un guanto da grooming.
        • Peli lunghi: Opta per un pettine a denti larghi o una spazzola specifica per peli lunghi.

        La spazzolatura non solo aiuta a mantenere il pelo del gatto in buone condizioni, ma stimola anche la circolazione sanguigna e distribuisce gli oli naturali della pelle, contribuendo a un pelo sano e lucido.

        2. Alimentazione equilibrata

        Una dieta equilibrata e ricca di nutrienti essenziali è fondamentale per la salute del pelo del gatto. Assicurati che la dieta del tuo gatto includa:

        • Proteine di alta qualità: Essenziali per la crescita del pelo.
        • Acidi grassi omega-3 e omega-6: Contribuiscono alla salute della pelle e del pelo.
        • Vitamine e minerali: Vitamina E, biotina e zinco sono particolarmente importanti per il benessere del pelo.

        Consulta il veterinario per consigli su alimenti specifici o integratori che possano migliorare la salute del pelo del tuo gatto.

        3. Idratazione adeguata

        L’acqua è essenziale per la salute della pelle e del pelo. Assicurati che il tuo gatto abbia sempre accesso a acqua fresca e pulita. Un’idratazione adeguata aiuta a prevenire la pelle secca e la perdita eccessiva di pelo.

        4. Controlla parassiti e allergie

        La perdita di pelo può essere causata anche da parassiti come pulci o acari, o da allergie alimentari o ambientali. Controlla regolarmente il pelo del tuo gatto per segni di parassiti e consulta il veterinario se noti:

        • Grattarsi eccessivo
        • Pelle arrossata o irritata
        • Aree di pelo mancante

        Il veterinario può raccomandare trattamenti antiparassitari o esami per identificare eventuali allergie.

        5. Riduzione dello stress

        Lo stress può contribuire alla perdita di pelo nei gatti. Cerca di ridurre le situazioni stressanti per il tuo gatto e assicurati che abbia un ambiente tranquillo e sicuro. Offri giocattoli, graffiatoi e spazi dove il gatto può nascondersi e rilassarsi.

        6. Visite regolari dal veterinario

        Se la perdita di pelo è eccessiva o accompagnata da altri sintomi come perdita di peso, cambiamenti nell’appetito o comportamenti anomali, è importante consultare il veterinario. Potrebbe essere necessario un esame approfondito per escludere problemi di salute sottostanti come infezioni, disfunzioni ormonali o altre patologie.

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          Axolotl in casa: l’animale “che sorride” conquista, ma richiede cure rigorose

          Affascinante e silenzioso, l’axolotl conquista a prima vista: ma dietro quel “sorriso” si nasconde un animale che chiede competenza, attenzione e responsabilità.

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          Axolotl in casa: l’animale “che sorride” conquista, ma richiede cure rigorose

            Un anfibio fuori dal comune
            Negli ultimi anni l’Axolotl è diventato uno degli animali esotici più desiderati. Originario dei laghi del Messico, in particolare dell’area di Xochimilco, questo anfibio colpisce per le sue branchie esterne e per l’espressione che ricorda un sorriso. Ma dietro l’aspetto curioso si nasconde una specie delicata, classificata in natura come a rischio critico di estinzione.

            Non è un pesce (e non è semplice)
            Spesso viene scambiato per un pesce, ma l’axolotl è un anfibio neotenico, cioè mantiene caratteristiche larvali per tutta la vita. Questa particolarità lo rende affascinante anche per la scienza, grazie alla sua straordinaria capacità di rigenerare arti e tessuti. Tuttavia, proprio per la sua natura, non è un animale facile da gestire: richiede conoscenze specifiche e un ambiente controllato.

            L’acquario: il primo vero impegno
            Chi pensa di sistemarlo in una vasca qualunque rischia di commettere un errore. L’axolotl necessita di un acquario ben allestito, con acqua fresca (idealmente tra 14 e 18 gradi), filtrazione adeguata e assenza di correnti forti. Fondamentale è il cosiddetto “ciclo dell’azoto”, un processo che permette ai batteri benefici di eliminare sostanze tossiche come ammoniaca e nitriti. Senza questo equilibrio, l’animale può ammalarsi rapidamente.

            Alimentazione e routine quotidiana
            Anche la dieta richiede attenzione. Gli axolotl sono carnivori e si nutrono principalmente di lombrichi, piccoli crostacei o mangimi specifici. Il cibo deve essere somministrato con regolarità, evitando eccessi che potrebbero compromettere la qualità dell’acqua. La manutenzione dell’acquario – pulizia, cambi parziali e controllo dei parametri – è parte integrante della cura quotidiana.

            Attenzione alla convivenza
            Non tutti sanno che l’axolotl è un animale solitario e, in alcuni casi, può diventare aggressivo verso altri esemplari. La convivenza va quindi gestita con cautela, evitando sovraffollamento e differenze di dimensioni che potrebbero portare a comportamenti predatori. Anche l’arredo della vasca deve essere studiato per evitare ingestione accidentale di ghiaia o oggetti.

            Un animale delicato da maneggiare
            A differenza di altri pet, l’axolotl non deve essere toccato frequentemente. La sua pelle è molto sensibile e il contatto con le mani può danneggiarla o trasmettere sostanze nocive. È un animale da osservare più che da manipolare, e proprio in questo risiede parte del suo fascino.

            Una scelta da fare con consapevolezza
            Prima di acquistarlo, è importante considerare anche l’aspetto etico. Essendo una specie minacciata in natura, è fondamentale rivolgersi a allevatori autorizzati e non alimentare il commercio illegale. Inoltre, la sua gestione richiede tempo, costanza e costi non trascurabili.

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              Gatti e pulci: il nemico invisibile che si nasconde tra i peli del nostro felino

              Anche i mici più puliti possono esserne vittime. Le pulci si annidano nel pelo, tra coperte e tappeti, e si riproducono in tempi rapidissimi. Prevenirle non significa solo proteggere il gatto, ma tutta la casa.

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              Gatti e pulci

                C’è un nemico minuscolo che tormenta i gatti di ogni età, razza e ambiente. Non si vede, ma si sente: le pulci. Quelle piccole creature scure che saltano tra i peli, mordono la pelle e rendono impossibile la pace di un felino. Per molti proprietari sono solo un fastidio stagionale, ma in realtà le pulci rappresentano una minaccia concreta per la salute del gatto e, indirettamente, anche per chi vive con lui.

                Basta una sola pulce per scatenare un’invasione. Ogni femmina può deporre fino a cinquanta uova al giorno, che cadono dal mantello e si insinuano ovunque: tra le fibre di un tappeto, sotto i cuscini del divano o nella cuccia preferita. È così che la casa si trasforma in un terreno fertile per centinaia di nuovi parassiti pronti a risalire sul gatto alla prima occasione.

                Il primo segnale d’allarme è quasi sempre lo stesso: il gatto si gratta con insistenza, morde la base della coda o si lecca nervosamente. In alcuni casi compaiono piccole crosticine, perdita di pelo o arrossamenti. Ma il vero problema non è solo il prurito. Le pulci si nutrono di sangue e, se l’infestazione è estesa, possono causare anemia, allergie e persino trasmettere parassiti intestinali.

                Sfatato anche il mito secondo cui i gatti di casa sarebbero al sicuro. Le pulci possono arrivare con le scarpe, con altri animali o semplicemente attraversando le finestre. E quando entrano, difficilmente escono da sole. Per questo la prevenzione è la prima forma di difesa: trattamenti antiparassitari regolari, ambienti puliti e tessuti lavati di frequente.

                Un gatto infestato non è solo un animale che soffre: è un campanello d’allarme per tutto ciò che lo circonda. Il ciclo vitale delle pulci è silenzioso e implacabile, ma può essere interrotto con costanza e attenzione. Ogni carezza tra il pelo, ogni spazzolata, ogni bagno diventa così un gesto d’amore e di cura.

                E quando finalmente il micio torna a dormire sereno, magari arrotolato sul divano, è il segno che la battaglia invisibile è stata vinta. Almeno fino alla prossima stagione.

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