Lifestyle
Feng-shui, arreda con la fortuna: le piante per una casa piena di buona sorte!
Nell’arte antica cinese del Feng Shui si armonizzano gli ambienti per promuovere il benessere e la prosperità e le piante sono considerate dei portafortuna. Quali specie sono di buon auspicio e come posizionarle strategicamente nella tua casa.
Come e dove posizionare le piante portafortuna
Oltre alla scelta delle piante giuste, è importante anche considerare il loro posizionamento all’interno della tua casa per massimizzare i loro effetti positivi.
Nel Feng Shui, l’arte antica cinese di armonizzare gli ambienti per promuovere il benessere e la prosperità, la direzione e la disposizione delle piante possono influenzare l’energia di un ambiente. Ad esempio, posizionare le piante portafortuna nella parte sud-est della tua casa può aiutare a stimolare la prosperità finanziaria, mentre posizionarle vicino all’ingresso principale può proteggere la tua casa dalle energie negative.
Quindi, aggiungere alcune piante portafortuna alla tua casa può essere un modo efficace per promuovere la fortuna, la prosperità e il benessere generale. Con un po’ di attenzione e cura, le piante possono diventare potenti alleate nel tuo viaggio verso una vita più felice e abbondante.


Cactus di Natale e a destra la Dracena
La Dracena conosciuta anche come “bambù della fortuna”, questa pianta è spesso associata a prosperità e buona sorte nel Feng Shui. Il suo stelo snello e le foglie rigogliose simboleggiano crescita e abbondanza. Secondo la tradizione, posizionare il bambù fortunato nella parte sud-est della tua casa può aiutare a stimolare la prosperità finanziaria. Il Cactus di Natale è una pianta succulenta popolare che fiorisce durante la stagione natalizia. Nel Feng Shui, è associata alla gioia e alla felicità. Le sue vibranti fioriture colorate portano un’energia positiva alla tua casa e possono aiutare a creare un’atmosfera di festa e celebrazione.


La Zampa d’Elefante e a destra La Pianta del Dollaro Cinese
La Pianta del Denaro è conosciuta anche come “pianta del dollaro cinese”, ed è associata alla ricchezza e all’abbondanza nel Feng Shui. Le sue rotonde foglie verdi simboleggiano monete d’oro e sono considerate ottime per attirare prosperità finanziaria. Posiziona la pianta del denaro nella parte sud-est della tua casa per massimizzare i suoi effetti positivi. La Zampa d’elefante ha le foglie simili a una chioma di capelli e il tronco rigido e robusto, è una pianta resistente e facile da curare che porta una vibrazione positiva alla tua casa. Nel Feng Shui, questa pianta è associata alla stabilità e alla protezione. Posizionala vicino all’ingresso principale della tua casa per proteggere la tua casa e la tua famiglia dalle energie negative.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Lifestyle
Sushi a dieta: si può mangiare senza sensi di colpa? I consigli del nutrizionista
Riso, pesce crudo e alghe sembrano leggeri, ma non tutto il sushi è davvero “diet friendly”. Ecco cosa scegliere e cosa limitare.
Il sushi è spesso considerato una scelta sana e leggera, tanto da diventare per molti un’alternativa “furba” anche quando si è a dieta. Ma è davvero così? Secondo i nutrizionisti, la risposta non è un sì o un no netto: dipende dal tipo di sushi, dalle quantità e dalla frequenza di consumo.
Alla base della cucina giapponese c’è un equilibrio tra ingredienti semplici e di qualità: pesce crudo, riso, alghe, verdure. Tuttavia, nella versione occidentale, il sushi ha subito molte trasformazioni che ne hanno aumentato l’apporto calorico, spesso senza che ce ne rendiamo conto.
Il ruolo del riso: il vero ago della bilancia
Il primo elemento da considerare è il riso. Quello usato per il sushi è riso bianco raffinato, condito con zucchero e aceto di riso. Una porzione abbondante può incidere in modo significativo sull’apporto calorico e glicemico del pasto. A parità di pesce, sono proprio i grammi di riso a fare la differenza tra un piatto leggero e uno sbilanciato.
Per questo motivo, i nutrizionisti consigliano di preferire nigiri e sashimi, che contengono meno riso rispetto ai roll più elaborati, oppure di limitare il numero totale di pezzi.
Pesce crudo: proteine sì, ma attenzione
Il pesce crudo è una buona fonte di proteine ad alto valore biologico e di grassi buoni, in particolare omega-3, utili per la salute cardiovascolare. Salmone, tonno e sgombro sono tra le scelte più nutrienti.
È importante però assicurarsi che il pesce sia stato correttamente abbattuto, come previsto dalle norme sanitarie, per evitare rischi legati a parassiti come l’Anisakis. Dal punto di vista dietetico, il pesce crudo è un alleato, ma non compensa eventuali eccessi di riso o condimenti.
Attenzione a salse e fritti
Il vero “nemico” della dieta, spiegano gli esperti, sono salse e preparazioni elaborate. Maionese, formaggio spalmabile, salsa teriyaki e tempura aumentano notevolmente calorie, grassi e sodio. Un uramaki fritto o ricco di salse può avere un apporto calorico simile a quello di un piatto di pasta condito.
Meglio quindi limitare i roll fusion e orientarsi su preparazioni semplici, accompagnando il sushi con salsa di soia a ridotto contenuto di sale e usandola con moderazione.
Sushi sì, ma con equilibrio
In una dieta ipocalorica, il sushi può essere consumato una volta a settimana, inserendolo in un pasto bilanciato e evitando di abbinarlo ad altri cibi ricchi. Un buon trucco è iniziare con una zuppa di miso o un’insalata di alghe, che aumentano il senso di sazietà.
In conclusione, il sushi non è vietato a dieta, ma va scelto con criterio. Puntare sulla semplicità, controllare le porzioni e conoscere gli ingredienti è la strategia migliore per godersi questo piatto senza compromettere gli obiettivi di benessere e linea.
Lifestyle
Riscaldamento di casa: conviene tenerlo acceso tutto il giorno o accenderlo a intervalli?
Tra bollette sempre più care e attenzione ai consumi, una delle domande più frequenti riguarda l’uso corretto dei termosifoni.
Con l’arrivo dell’inverno e l’aumento dei costi dell’energia, torna puntuale un dubbio che divide famiglie e condomìni: è meglio tenere il riscaldamento acceso tutto il giorno a bassa temperatura oppure spegnerlo e riaccenderlo più volte? La risposta, confermata da tecnici energetici e principi di fisica, è meno intuitiva di quanto sembri.
Il principio di base: la dispersione di calore
Una casa perde calore continuamente verso l’esterno. Più alta è la differenza tra la temperatura interna e quella esterna, maggiore sarà la dispersione. Questo significa che mantenere l’abitazione sempre molto calda comporta una perdita costante di energia, soprattutto se l’edificio è poco isolato.
Quando il riscaldamento resta acceso per molte ore consecutive, la caldaia o la pompa di calore lavorano a lungo per compensare queste perdite. In termini pratici, si consuma energia anche quando nessuno è in casa.
Accendere e spegnere: consuma davvero di più?
Un luogo comune molto diffuso sostiene che riaccendere il riscaldamento “faccia spendere di più” perché l’impianto deve lavorare intensamente per riportare la casa in temperatura. In realtà, nella maggior parte dei casi è vero il contrario.
Spegnere o abbassare il riscaldamento quando non serve (di notte o durante l’assenza) permette di ridurre la temperatura media dell’abitazione e quindi le dispersioni. L’energia necessaria per riscaldare di nuovo gli ambienti è generalmente inferiore a quella spesa per mantenerli caldi inutilmente per ore.
Quando conviene tenerlo sempre acceso
Esistono però delle eccezioni. In case molto ben isolate, con cappotto termico e infissi di ultima generazione, la perdita di calore è minima. In questi casi, mantenere una temperatura costante leggermente più bassa (ad esempio 18–19 gradi) può risultare efficiente, soprattutto con impianti moderni a condensazione o pompe di calore.
Anche i sistemi radianti a pavimento funzionano meglio con temperature stabili, perché si scaldano e raffreddano lentamente.
Il ruolo del termostato e delle valvole
Il vero alleato del risparmio è il termostato programmabile. Impostare fasce orarie e temperature diverse durante la giornata consente di ottimizzare i consumi senza rinunciare al comfort. Le valvole termostatiche sui termosifoni, inoltre, permettono di riscaldare solo le stanze utilizzate.
La temperatura ideale
Secondo le indicazioni energetiche, la temperatura consigliata in casa è di 20 gradi durante il giorno e 16–18 gradi di notte. Ogni grado in più può aumentare i consumi fino al 6–7%.
In conclusione, accendere e spegnere il riscaldamento in modo intelligente è quasi sempre la scelta più conveniente, soprattutto nelle abitazioni tradizionali. La soluzione migliore resta adattare l’uso dell’impianto alle caratteristiche della casa, evitando sprechi e puntando su una gestione consapevole: il comfort ringrazia, e anche la bolletta.
Società
Quando l’idolo diventa “intimo”: il boom delle relazioni parasociali nell’era dei social
Dall’adolescenza all’età adulta, ecco perché ci si affeziona a chi non ci conosce e quando l’illusione di vicinanza diventa un rischio per l’equilibrio personale.
Scorrono video, arrivano notifiche, i volti di cantanti, influencer e attori entrano quotidianamente nelle nostre case. Parlano alle telecamere come se parlassero a noi. È così che le relazioni parasociali – rapporti emotivi intensi verso una figura pubblica che non ricambia – sono diventate un elemento comune della vita digitale. Una modalità di legame che può sembrare innocua, ma che merita uno sguardo attento.
«La caratteristica fondamentale è la mancanza di reciprocità: la persona sente vicino il proprio idolo, ma in realtà quell’interazione esiste solo nella sua mente» spiega Chiara Simonelli, psicoterapeuta e sessuologa presso la Fondazione Sapienza di Roma. «Si tratta di dinamiche tipiche della pubertà, quando si fantastica sul cantante del momento o su figure idealizzate che appaiono come un modello. È un passaggio di crescita: aiuta a definire identità e desideri».
Un “allenamento” emotivo degli adolescenti
Tra i 12 e i 15 anni, cercare punti di riferimento diversi dai genitori è normale. L’icona pop o il creator ribelle incarnano ciò che l’adolescente vorrebbe essere: libertà, coraggio, bellezza, successo. «Questi personaggi rappresentano un ponte verso la vita adulta, un’immagine proiettata di sé. Per questo il legame è così intenso» spiega Simonelli.
Con il passare degli anni, però, lo scenario dovrebbe cambiare: le relazioni reali assumono spazio, e la fantasia rimane un ricordo. «Quando la relazione parasociale prosegue a lungo è un campanello: può indicare che la vita quotidiana non offre soddisfazioni, e che si insegue un ideale irraggiungibile per compensare frustrazioni».
Cosa accade negli adulti
Nell’età adulta questo meccanismo non scompare: si trasforma. In molti casi l’attaccamento riguarda figure mediatizzate che incarnano status, stili di vita, o il partner ideale. L’illusione diventa rifugio dalla routine. «Sono rapporti che danno un sollievo immediato, ma rischiano poi di amplificare lo scontento: il confronto con la propria realtà diventa più doloroso».
Il ruolo dei social: un’illusione di contatto
La diffusione dei social network ha radicalmente cambiato il fenomeno. Le star mostrano case, famiglie, traumi, cani e colazioni. Parlano in prima persona, rispondono ai commenti, chiamano per nome i fan. «Si crea un senso di falsa familiarità» spiega Simonelli. «Sembra che l’altra persona sia davvero vicina, disponibile. Ma dietro c’è un lavoro professionale, nulla è spontaneo come appare».
Più la distanza si accorcia in apparenza, più l’asimmetria diventa invisibile. Si ha l’impressione di essere parte della vita di chi si ammira, mentre in realtà non si è neppure visti.
Quando diventa un problema?
Tutto cambia quando il pensiero diventa monopolizzato. «Non è preoccupante seguire un profilo per una decina di minuti al giorno. Lo diventa se la figura idealizzata invade spazi essenziali: lavoro, relazioni, cura dei figli, vita di coppia». In quei casi il legame unilaterale ruba tempo ed energia alla costruzione di rapporti veri e possibilità concrete di cambiamento.
Come tornare con i piedi per terra
La cura parte da una sola condizione: riconoscere il problema. «Se la persona non è consapevole dell’eccesso, nessun intervento può iniziare» afferma Simonelli. «Terapie e percorsi psicologici funzionano quando c’è motivazione a capire cosa quella relazione surrogata sta sostituendo nella vita reale». Osservare il disagio, interrogarsi sui propri bisogni, dare spazio a relazioni autentiche: sono i primi passi per trovare un equilibrio.
-
Gossip2 anni faElisabetta Canalis, che Sex bomb! è suo il primo topless del 2024 (GALLERY SENZA CENSURA!)
-
Sex and La City2 anni faDick Rating: che voto mi dai se te lo posto?
-
Cronaca Nera2 anni faBossetti è innocente? Ecco tutti i lati deboli dell’accusa
-
Speciale Grande Fratello1 anno faHelena Prestes, chi è la concorrente vip del Grande Fratello? Età, carriera, vita privata e curiosità
-
Gossip2 anni faLa De Filippi beccata con lui: la strana coppia a cavallo si rilassa in vacanza
-
Speciale Olimpiadi 20242 anni faFact checking su Imane Khelif, la pugile al centro delle polemiche. Davvero è trans?
-
Video12 mesi faVideo scandalo a Temptation Island Spagna: lei fa sesso con un tentatore, lui impazzisce in diretta
-
Speciale Grande Fratello1 anno faShaila del Grande Fratello: balzi da “Gatta” nei programmi Mediaset
