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Lifestyle

Cleptomania, quell’impulso carico di adrenalina

Che cos’è la cleptomania? E’ un disturbo del controllo degli impulsi che porta a rubare oggetti senza una reale necessità.

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    Nei mesi scorsi si è scritto e letto molto sul fenomeno della cleptomania. Lo scorso mese di aprile il pretesto fu l’episodio che coinvolse Piero Fassino al duty free del Terminal 1 dell’aeroporto di Fiumicino. Ma la cleptomania è un fenomeno serio che può sfociare in una vera e propria patologia. Da quando mondo è mondo, infatti, la cleptomania è sempre esistita. E, ne siamo certi, ci sarà anche negli anni a venire.

    Che cos’è la cleptomania

    Fondamentalmente si tratta di un disturbo del controllo degli impulsi che porta a rubare oggetti senza una reale necessità. È simile ad altri comportamenti compulsivi come lo shopping compulsivo, il gioco d’azzardo e le dipendenze da alcol o droghe. Le persone affette da cleptomania compiono furti in modo ripetitivo e incontrollato, spesso senza avere uno scopo specifico per gli oggetti rubati.

    E cosa si ruba? Di tutto un po’

    Contrariamente ai ladri comuni, i cleptomani tendono a rubare oggetti di poco valore o addirittura privi di utilità personale. Solitamente prediligono oggetti di piccole dimensioni, facili da nascondere nelle tasche o in borsetta, come rasoi, rossetti o CD. Dopo il furto, alcuni cleptomani accumulano gli oggetti rubati, mentre altri li buttano via o addirittura li restituiscono, poiché ciò che conta per loro è il momento del furto stesso, che provoca una sensazione di piacere e gratificazione.

    L’eccitazione del ‘farla franca’

    La cleptomania è considerata una patologia che colpisce circa sei persone su mille, con una prevalenza maggiore nelle donne. Di solito si manifesta durante l’adolescenza e può peggiorare in periodi di stress o difficoltà emotive. Le cause esatte della cleptomania non sono ancora completamente comprese dalla psicologia e dagli analisti dell’anima. Alcune scuole di pensiero ipotizzano che possano essere legate a anomalie nei circuiti cerebrali che regolano l’impulsività e a deficit di neurotrasmettitori come la serotonina.

    E quindi che fare?

    Il trattamento della cleptomania prevede spesso un approccio combinato che include la psicoterapia cognitivo-comportamentale e l’uso di farmaci come stabilizzanti dell’umore, antagonisti oppioidi e antidepressivi serotoninergici. È importante approcciare il problema con comprensione e supporto anziché con accuse o rimproveri, e cercare l’aiuto di uno specialista psichiatra il prima possibile per evitare conseguenze legali e problemi sociali e professionali.

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      Moda

      Il ritorno dell’imperfezione: come nasce la mania per il look messy girl e chi sono le figure di riferimento del trend

      Cos’è lo stile messy girl che ora va di moda e le figure principali che lo rappresentano nel panorama della moda contemporanea

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      Il ritorno dell'imperfezione: come nasce la mania per il look messy girl e chi sono le figure di riferimento del trend

        Dopo stagioni dominate dall’estetica essenziale, pulita e iper-ordinata, il panorama della moda assiste a un deciso cambio di rotta con l’affermazione dello stile “messy girl”. Questa tendenza celebra un’immagine spontanea, reale e volutamente disordinata, trasformando l’imperfezione in un vero e proprio manifesto estetico. Il concetto centrale risiede nella capacità di costruire outfit complessi attraverso la tecnica del layering, ovvero la stratificazione di capi e accessori apparentemente scompagnati tra loro, che creano un effetto visivo dinamico e fuori dagli schemi tradizionali.

        Le radici del fenomeno e le regole del caos calcolato

        A caratterizzare l’estetica messy girl è la presenza di accostamenti cromatici e materiali in netto contrasto. Top corti e simili a intimo sovrapposti a camicie maschili oversize, giacche in pelle abbinate a blazer più lunghi, e sciarpe con frange utilizzate come cinture rappresentano solo alcuni degli esempi chiave visti nelle recenti collezioni.

        L’apparente casualità degli abbinamenti nasconde in realtà uno studio attento delle proporzioni e delle consistenze dei tessuti. L’obiettivo non è apparire trascurati, ma mostrare una naturalezza espressiva che rifiuta le rigidità del minimalismo, introducendo elementi presi in prestito dalla moda anni Duemila e dal guardaroba maschile.

        Le figure di riferimento e le icone dell’estetica imperfetta

        Tra le figure principali che incarnano e diffondono questa estetica nel panorama mediatico e globale spiccano it-girl, modelle e celeb di fama internazionale che hanno fatto della disinvoltura il proprio marchio di fabbrica. Personalità come le modelle Bella Hadid e Iris Law, insieme ad icone dello stile urbano come Charli XCX, sono spesso indicate come i volti simbolo di questo approccio alla moda.

        Nei loro outfit quotidiani e nelle apparizioni pubbliche, queste figure combinano regolarmente gonne a vita bassa, capi in denim sdrucito, stivali dallo stile vissuto e sovrapposizioni di maglieria e capispalla. La loro capacità di mescolare pezzi vintage, capi d’archivio e proposte delle ultime sfilate ha reso lo stile messy girl un fenomeno virale e un punto di riferimento per le nuove generazioni.

        L’impatto del trend sulle collezioni dei grandi marchi

        L’influenza dello stile messy girl ha conquistato rapidamente anche i direttori creativi dei principali marchi di lusso globali. Sulle passerelle delle ultime settimane della moda, da Milano a Parigi, maison come Prada, Bottega Veneta, Miu Miu e Diesel hanno integrato nei propri defilé look stratificati con colletti sovrapposti, orli irregolari e silhouette fluide.

        I marchi hanno così rielaborato la tendenza proponendo una versione di lusso dell’outfit disordinato, confermando come la ricerca di un’estetica meno impostata e più vicina alla vita quotidiana rappresenti una direzione centrale per il futuro dell’abbigliamento femminile.

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          Libri

          Niky Marcelli cambia tutto: addio noir, cinque ragazze e un Caravaggio scatenano il caos. E alla festa arrivano Bruganelli e Madonia

          Presentato a Roma “Le ragazze sono in giro – Caravaggio, caos e altri casini”, il quindicesimo romanzo dello scrittore. A metterlo sotto torchio Sonia Bruganelli e Monica Marangoni, mentre tra il pubblico sfilano volti della tv, principi e marchesi

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          La presentazione del libro di Niky Marcelli

            Niky Marcelli stavolta ha deciso di spiazzare tutti. Niente atmosfere noir, niente intricatissimi gialli, niente Cesenatico e nemmeno Venezia. Per il suo quindicesimo romanzo ha preso cinque ragazze adolescenti, le ha catapultate in un piccolo borgo medievale alle porte di Roma, ha nascosto un Caravaggio in una vela del Duomo e poi ha lasciato che attorno a loro esplodesse il caos. Amori, famiglie complicate, motociclette, giornalisti, televisioni, una restauratrice con qualche conto sentimentale rimasto aperto e soprattutto quell’età meravigliosa e terribile in cui si pensa che l’estate debba durare per sempre.

            Si intitola “Le ragazze sono in giro – Caravaggio, caos e altri casini”, è pubblicato da Officine Pindariche, costa 18,50 euro e conta 429 pagine. E per presentarlo a Roma Marcelli ha scelto una serata che gli somigliava parecchio: elegante ma tutt’altro che ingessata, piena di battute, risate e personaggi, nella libreria del Palazzo delle Esposizioni con ingresso da via Milano.

            A metterlo sotto torchio sono state Sonia Bruganelli e Monica Marangoni, preparatissime e soprattutto incuriosite da una domanda inevitabile dopo aver letto il romanzo: dietro alcuni dei suoi irresistibili personaggi si nasconde forse qualcuno che conosciamo?

            Marcelli, elegantissimo in completo gessato chiaro e con uno dei suoi immancabili cappelli Borsalino in tinta, ha sorriso molto e confessato pochissimo. La fantasia dei lettori, evidentemente, deve continuare a galoppare.

            Niky Marcelli lascia il noir e torna agli anni Duemila

            Il titolo “Le ragazze sono in giro” riecheggia il celebre brano di Luciano Ligabue, del quale una delle protagoniste è fan sfegatata, e conduce direttamente nei primi anni Duemila. Il romanzo è una teen-dramedy in cui farsa e dramma continuano a rincorrersi, con un linguaggio colloquiale, pop e giovanile e una storia che comincia apparentemente sotto il segno della leggerezza.

            A bordo piscina di una villa immersa nella campagna incontriamo Alessandra Bevilacqua, sedici anni, soprannominata “Salamandra” proprio per la sua abitudine di trascorrere le giornate sdraiata al sole. Vive con il padre, uno scrittore in crisi creativa e collezionista di automobili d’epoca, e soprattutto condivide praticamente tutto con quattro amiche inseparabili.

            Ci sono Chiara e Giorgia, dette “le gemelle”, virtuose della tromba e appassionate di motocicletta; Viviana, ribattezzata “Mortiana”, ragazza dark e figlia-aiutante del guardiano del cimitero; infine Monica, la più dolce e fragile del gruppo, tormentata dai problemi di peso e da una situazione familiare tutt’altro che semplice.

            È un’adolescenza apparentemente dorata, fatta di interminabili giornate estive, bagni in piscina, corse in moto, scherzi e incursioni di una famiglia decisamente fuori dall’ordinario. Ci sono una nonna ex attrice sopra le righe e soprattutto due zie improbabili. Una di loro è una giornalista regina del gossip che sa tutto di tutti i vip e non le manda certo a dire.

            E qui, inevitabilmente, durante la presentazione qualche sopracciglio si è alzato.

            «Ma chi si nasconde dietro quei personaggi?»: Bruganelli e Marangoni provano a farlo parlare

            Sonia Bruganelli e Monica Marangoni hanno infatti provato a stuzzicare Marcelli proprio sulle possibili identità nascoste dietro le sue creature. Lui, però, si è guardato bene dal rovinare il gioco.

            D’altra parte Marcelli non è soltanto un prolifico autore di romanzi d’avventura e gialli. È anche un autore satirico e fu tra i padri fondatori del settimanale “La Peste” nella metà degli anni Novanta. Quell’anima irriverente riaffiora continuamente nelle pagine di “Le ragazze sono in giro”, dove il bersaglio privilegiato diventa proprio il mondo della televisione e dell’informazione spettacolo.

            Perché la tranquilla estate delle cinque ragazze viene improvvisamente sconvolta da una scoperta clamorosa: un affresco di Caravaggio nascosto in una vela del Duomo.

            La notizia trasforma immediatamente il piccolo borgo in un circo. Arrivano giornalisti, televisioni, curiosi e tutto quel caravanserraglio mediatico che Marcelli sembra divertirsi parecchio a mettere alla berlina. Insieme a loro compare anche un’affascinante e cinica restauratrice che porta con sé un problema ulteriore: è stata il primo grande amore del padre di Alessandra.

            Da quel momento l’estate perfetta esplode. Una situazione tira l’altra, gli equivoci si moltiplicano e il romanzo diventa un vaudeville nel quale il lettore passa continuamente dalla risata alla malinconia, fino al momento in cui la vita presenta alle protagoniste un conto molto più salato di quanto cinque adolescenti potessero immaginare.

            Dietro le risate, famiglie spezzate e ragazze lontane dai cliché

            È qui che il nuovo Marcelli mostra probabilmente la sua sorpresa maggiore. Perché dietro lo slang romano, l’umorismo nero di matrice inglese, i personaggi sopra le righe e la feroce presa in giro del circo televisivo affiorano temi molto meno leggeri: famiglie separate, insicurezze fisiche, rapporti tra genitori e figli, paura di non essere accettati e perdita dell’innocenza.

            Le cinque protagoniste non sono figurine costruite per rappresentare altrettanti stereotipi adolescenziali. Hanno difetti, paure, fragilità e soprattutto un’amicizia che diventa il vero filo conduttore della storia.

            È anche un romanzo sulla memoria, su quelle estati che a sedici anni sembrano infinite e che molti anni dopo finiscono per rappresentare un confine preciso della nostra vita: c’è quello che eravamo prima e quello che siamo diventati dopo.

            Per questo “Le ragazze sono in giro” può far ridere, commuovere e, soprattutto a chi gli anni Duemila li ha vissuti da giovane o da genitore, provocare anche una certa nostalgia.

            Sonia arriva con Angelo Madonia, poi principi, marchesi e volti della tv

            Intorno al libro, inevitabilmente, c’era anche parecchia mondanità. A fare gli onori di casa è stato Mino Dinoi, consigliere d’amministrazione dell’Azienda Speciale Palexpo, che ha messo a disposizione la prestigiosa libreria del Palazzo delle Esposizioni e poi si è accomodato tra il pubblico insieme alla moglie Giusy.

            Sonia Bruganelli, oggi al timone di “Come ti leggo – Page à Vù”, è arrivata accompagnata dal nuovo compagno Angelo Madonia, con il quale la relazione procede serenamente. Monica Marangoni, invece, si prepara a partire per New York, dove girerà un documentario, ed è stata raggiunta dal marito Cristiano Ceresani, che il 7 ottobre presenterà alla Biblioteca della Camera dei Deputati il suo nuovo libro “2033. Quando la terra divenne cielo”.

            E poi la platea, che sembrava quasi il cast di un romanzo dello stesso Marcelli.

            C’erano il principe Guglielmo Giovanelli Marconi, la principessa Irma Capece Minutolo, la marchesa Maria Giulia Cherubini Menchetti e il marchese Fulvio Rocco de Marinis. C’era Turchese Baracchi, approdata su Rai Radio2 con “Turchesando”, mentre nelle prime file sedevano Gaia Zucchi, con il cucciolo di labrador Atlas in braccio, Lilian Ramos e Lola Pagnani, impossibile da non notare nel suo abitino rosso fuoco.

            E ancora Sonia D’Agostino, manager della sanità privata e conduttrice radiofonica, Raffaella Longobardi, il presidente dell’associazione Empaticamente e scrittore Alessandro Cardente, Annamaria Capozzi, Miria Maiorani, Delfina Gasparini, la manager Lorenza Rossi e lo chef Alessandro Circiello, oltre ai tanti amici arrivati per applaudire lo scrittore.

            Alla fine, però, nonostante vip, nobili, televisione e gossip, al centro sono rimaste loro: cinque ragazze all’inizio degli anni Duemila, un Caravaggio comparso dove nessuno se lo aspettava e un’estate destinata a diventare indimenticabile.

            Perché, in fondo, è proprio questa la scommessa di Niky Marcelli: ricordarci che tutti, almeno una volta, abbiamo avuto sedici anni. E quasi tutti abbiamo avuto un’estate che, ancora oggi, giureremmo sia durata molto più di tre mesi.

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              Moda

              Addio al minimalismo essenziale: la Milano Fashion Week lancia lo stile messy girl, la sleep couture e i toni pastello

              Rivoluzione alle sfilate di Milano: dal trend messy girl alla vita bassissima, ecco come vestiremo nella Primavera/Estate 2027

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              Addio al minimalismo essenziale: la Milano Fashion Week lancia lo stile messy girl, la sleep couture e i toni pastello

                La vita torna bassa e ricorda quella dei look anni 2000, ritorna il boho chic, ma in una nuova versione più glam e meno hippie. Continua poi la mania del layering e degli outfit fatti a strati, quelli tanto amati dalle messy girl che vestono con outfit fintamente disordinati. E ancora la palette di colori punta su tonalità tenui e pastello, mentre in primo piano appaiono sinuose linee scultoree e drappeggi nel tessuto. Il capo must di stagione è la gonna con le pieghe dal mood bon ton e rigoroso, in netto contrasto con i pantaloni di moda, che sono bermuda ampi e pinocchietti a tre quarti o modelli in stile parachute dalla linea bombata e con elastici alla caviglia. Ecco la nostra guida alle tendenze per la Primavera/Estate 2027 viste sulle passerelle della Milano Fashion Week.

                Stratificazioni caotiche e il grande ritorno dello stile Y2K

                Dopo anni in cui a dominare sono stati look puliti, iper essenziali e minimal, sulle passerelle milanesi spuntano come funghi una serie di look che sembrano celebrare il bisogno di riportare in auge un mood più caotico, reale e meno rigoroso. Nasce così il trend delle messy girl che amano i layering look con abbinamenti a strati, dove convivono colori e fantasie opposte e accostamenti inconsueti di tessuti e capi spesso contrastanti.

                Succede dunque che top simili a reggiseni si indossano su camicie over – come nelle proposte di stagione firmate Prada – o ancora che sotto micro giacche in pelle spuntano blazer più lunghi in modo da creare particolari alternanze tra proporzioni differenti. Le sovrapposizioni in stile messy prevedono anche l’aggiunta di accessori, come le sciarpe dalle lunghe frange indossate in vita nei completi dai colori creamy di Bottega Veneta. Sulla passerella di Onitsuka Tiger e Dhruv Kapoor il layering viene creato alternando colori a contrasto o utilizzando giacche, camicie e polo dai maxi colletti sovrapposte tra loro per creare nell’outfit l’effetto stratificato.

                Lo stile Y2K da diverse stagioni viene riproposto e reso più contemporaneo attraverso l’utilizzo di capi, silhouette e mood tipici di quel decennio. Dopo il ritorno dello skinny fit ora è la vita bassissima dei jeans (da cui spuntano tanga in vista proprio come nei 2000) a tornare di moda. Già nelle collezioni della scorsa primavera erano protagoniste pencil skirt a vita bassa, ora negli outfit della prossima stagione calda spopolano pinocchietti in denim decorati da piume e cristalli (vedi i look di Roberto Cavalli) e baggy jeans sdruciti e dalla linea over, come i modelli visti da Ermanno Scervino e Diesel, che lasciano l’ombelico in mostra.

                La nuova dimensione del boho glam e l’estetica della sleep couture

                Lo stile boho chic solitamente utilizza stilemi e dettagli del mood hippie, accostati a pezzi, fantasie e capi ascrivibili al folk o ispirati al gipsy style. Mescolando lunghi abiti decorati da ruche e fantasie floreali con gilet in suede, boots texani e borse con frange nascono gli outfit boho chic che solitamente spopolano nei festival estivi come il Coachella. Per il 2027 il boho è contaminato da dettagli glam, come stampe maculate e decori fatti con cristalli e paillettes, o ancora viene attualizzato con l’abbinamento di accessori più sportivi, come sneakers e pantaloni della tuta.

                Da Roberto Cavalli caftani e ampi soprabiti in seta si abbinano con top animalier, mentre Onitsuka Tiger trasforma mini dress in suede con frange aggiungendo colletti simili a quelli di una polo dal sapore preppy e ancora abbinando sneaker dorate a stivaletto. Da Dolce&Gabbana gli abiti floreali si indossano con gioielli dal mood barocco e su sandali coperti di pietre, mentre Ermanno Scervino punta sul total white per i vestiti corti a balze con maxi scollatura. Etro rende più morbide e romantiche le fantasie floreali tipiche dello stile boho attraverso l’utilizzo di una palette tenue con colori pastello.

                Prosegue la mania dell’intimo indossato in bella mostra, del reggiseno a vista e dei capi ispirati al mondo della lingerie o dello sleepwear. Sulle passerelle di Milano sono protagonisti look in stile sleep couture, composti con abiti in seta scivolata e dalla linea morbida, con orli in pizzo e inserti di tulle a effetto vedo non vedo.

                Le proposte più interessanti e nuove che seguono il trend sono quelle disegnate da Maria Grazia Chiuri per Fendi: la designer fa sfilare completi color pesca con top reggiseno e morbidi bermuda profilati in pizzo e abbinati a stole e colli in pelliccia e a gambaletti che spuntano alti fino al ginocchio. Etro gioca con il mood lingerie destrutturando i tipici slipdress attraverso l’utilizzo di orli irregolari e appuntiti o aggiungendo stoffe in seta broccata e bottoncini, mentre Fausto Puglisi declina il trend in puro stile Cavalli, creando mini abiti patchwork con inserti animalier accostati a pizzo nero e stampe floreali o baroque. Total black, infine, per Dolce&Gabbana, Maison che propone abiti sottoveste, corsetti, top a reggiseno ridefinendo le linee di tutti i tipici capi intimi.

                Il granny style, composto con capi fatti all’uncinetto, abiti crochet e cardigan in cotone dalla trama che ricorda quella di un centrino, sarà una delle tendenze più cool e originali per la prossima Primavera/Estate 2027. Sulle passerelle milanesi abbiamo visto uno stile più pulito ed essenziale rispetto ai look granny invernali, in cui solitamente si gioca con l’utilizzo di colori forti e abbinamenti inconsueti. Ora le bluse che sembrano un centrino sono in total white e si abbinano a jeans in denim celeste, creando un mood d’ispirazione seventies, come nei look che hanno sfilato da Marco Rambaldi. Ancora un bianco candido caratterizza i pull traforati e dalla linea over e disegnati da Louise Trotter per la primavera di Bottega Veneta. Etro sceglie lavorazioni crochet per i body di stagione, mentre Dolce&Gabbana mescolano il tessuto romantico e retrò con una stampa maculata decisa e di forte impatto visivo.

                Silhouette scultoree, il ruolo chiave della gonna e i volumi parachute

                La prossima primavera sarà il palcoscenico per una serie di look che rivedono il minimalismo anni ’90 in una chiave nuova. Le linee si fanno più voluminose e scultoree attraverso l’utilizzo di drappeggi nel tessuto che creano sinuosi giochi tridimensionali su abiti nuvola, come quelli in giallo burro che hanno sfilato sulla passerella P/E 27 di Jil Sander. Bottega Veneta propone maxi dress drappeggiati con stole laterali, quest eultime tornano anche nelle giacche a strascico di Ferragamo e nei coprispalla che assomigliano a lunghi mantelli e spiccano negli outfit da sera firmati Giorgio Armani. Alberto Zambelli, disegna infine, una serie di look in cui volumetrici drappeggi creano sinuose forme negli abiti tunica.

                A pochi giorni dall’inizio della Milano Fashion Week non si parlava d’altro che di gonne, incredibilmente la Settimana della Moda è stata aperta proprio dallo show di Prada in cui questo capo è stato il vero protagonista. Miuccia Prada e Raf Simmons rendono la gonna protagonista della P/E 2027 trasformandola in un feticcio, adattabile a ogni stile e a ogni corpo grazie all’utilizzo di chiusure regolabili in feltro o ancora aggiungendo preziosi decori gioiello o nascondendo tra le pieghe del tessuto scuro inserti dai colori luminosi.

                Anche Demna sceglie per i look primaverili di Gucci una serie di gonne a pieghe in stile college, rese iper contemporanee grazie all’accostamento con bomber e camicie maschili oversize. Fendi allarga la silhouette delle pencil skirt proponendo modelli morbidi in seta dai decori grafici in black and white, mentre Marco Rambaldi punta sul rosa baby e su romantiche fantasie floreali in bianco per i modelli midi dalla linea a campana.

                Addio micro short e culotte. Dopo aver dominato per diverse stagioni sulle passerelle estive, i pantaloncini mini sembrano scomparire del tutto per lasciare il posto a maxi bermuda, pantaloni a tre quarti e modelli simili ai jorts, ovvero i jeans corti e ampi di gran moda qualche anno fa. Le linee dei modelli in trend sono ampie e comode, ricordano quelle dei pantaloni palazzo ma la lunghezza è midi e lascia la caviglia e parte del polpaccio scoperti.

                Le varianti più cool viste sulle passerelle di Milano sono realizzate in pelle, da abbinare a stivali e camicie maschili, come nei look di Max Mara, o ancora sono realizzati in tessuti dai colori neutri, come beige e grigio, seguendo le ispirazioni di Maison come Brunello Cucinelli ed Emporio Armani. Tod’s gioca infine con colori acidi e proporzioni extra large sui bermuda di stagione, che si indossando con micro jackets total white e stringate ai piedi.

                La primavera è il momento in cui abbiamo bisogno di colore, soprattutto se parliamo di abiti. Nel 2027 ci sarà poco spazio però per tonalità accese, nuance fluo e colori intensi o vivaci: a spopolare saranno le tinte pastello, dal celeste al salvia, dal pesca al rosa baby, e una palette tenue basata su toni leggeri che sembrano sfumati, a tratti fumosi. Jil Sander fa sfilare abiti rosa pallido impreziositi solo con orli morbidi che ricordano i contorni di una nuvola, tendono invece al pesca e all’albicocca i mini dress fiorati visti sulla passerella di Onitsuka Tiger, mentre da Bottega Veneta ed Etro i toni must sono celeste e verde salvia, colori scelti per il look dal sapore mannish con camicie e pantaloni palazzo e per quelli più romantici con slipdress in seta abbinati a giacche in nylon.

                Le linee over ed extra large restano un must, soprattutto se parliamo di pantaloni. La novità del prossimo anno sono però gli orli dei maxi pant che sembrano chiudersi su se stessi all’altezza della caviglia creando un particolare effetto a palloncino. La silhouette a sbuffo ricorda molto da vicino quella dei pantaloni parachute, ispirati ai modelli tecnici e sportivi, solitamente realizzati in tessuti impermeabili e sintetici come il nylon. Modelli simili hanno sfilato praticamente ovunque, da Ferragamo a Bottega Veneta e Missoni, passando per Gucci, Brunello Cucinelli, Sportmax e Tod’s, le diverse varianti sono declinate in total white o beige, in blu navy o in toni accesi di arancio, tutte hanno elastici in vita e coulisse per restringere l’orlo sulle caviglie.

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