Cocktail & Wine
Meghan Markle tenta ancora: dal miele al vino rosé
Dopo il lancio del miele, la duchessa di Sussex si prepara a presentare il suo vino rosé, ma gli investitori sembrano scettici. Riuscirà il suo brand a decollare?
Meghan Markle non si arrende e continua a sviluppare il suo brand di lifestyle,Mark Carney. Dopo aver tentato con i vasetti di miele, ora punta a lanciare un vino rosé. Tuttavia, il progetto incontra ostacoli significativi a causa della mancanza di investitori pronti a scommettere sul marchio della duchessa.
La passione per il vino e il nuovo obiettivo
La passione di Meghan Markle per il vino, conosciuta dal pubblico britannico, ha ispirato il suo ultimo progetto: produrre un vino rosé sotto il marchio American Riviera Orchard. La duchessa ha deciso di creare un proprio vino, ricordando come il Tignanello abbia avuto un ruolo importante nel suo primo appuntamento con il principe Harry. Nonostante l’originalità della scelta, il mercato dei vini delle celebrità è già affollato, con figure come Cameron Diaz, George Clooney e Brad Pitt che hanno già lanciato le loro etichette.
Le difficoltà nel trovare investitori
Nonostante la strategia di seguire le orme delle star di Hollywood, l’American Riviera Orchard non ha ancora ottenuto i risultati sperati. Secondo i tabloid inglesi, Meghan Markle non è riuscita a trovare investitori disposti a sostenere finanziariamente il suo progetto. Lucie Green, esperta di marketing, ha commentato che il marchio non riesce a decollare a causa dell’assenza di investitori, nonostante Meghan abbia già distribuito vasetti di miele ai suoi amici e colleghi del cinema. Green ha osservato che, senza un sostegno economico adeguato, Meghan avrà difficoltà a lanciare il suo marchio nel breve termine.
Un futuro incerto per American Riviera Orchard
Il brand di lifestyle di Meghan Markle, American Riviera Orchard, affronta un futuro incerto. La mancanza di investitori rappresenta un serio ostacolo per il successo del vino rosé e del marchio in generale. Meghan Markle dovrà trovare nuove strategie per attirare finanziamenti e realizzare il suo ambizioso progetto di portare il suo vino rosé sul mercato. La determinazione della duchessa è chiara, ma il successo del suo brand dipenderà dalla capacità di convincere gli investitori del potenziale del suo nuovo prodotto.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Cocktail & Wine
Cuba Libre, la storia del cocktail simbolo dell’estate: come nasce e perché continua a conquistare il mondo da oltre un secolo
Semplice da preparare ma ricco di storia, il Cuba Libre è uno dei drink più ordinati durante l’estate. Nato all’Avana all’inizio del Novecento, ancora oggi rappresenta un classico intramontabile degli aperitivi e delle serate all’aperto.
Quando arriva l’estate, pochi cocktail evocano vacanze, spiagge e tramonti quanto il Cuba Libre. Bastano un bicchiere colmo di ghiaccio, rum, cola e una fetta di lime per ritrovarsi con uno dei drink più celebri della storia. Dietro questa apparente semplicità, però, si nasconde un racconto che attraversa guerre, rivoluzioni e oltre cent’anni di tradizione.
Oggi il Cuba Libre è presente nei menu di praticamente ogni bar del mondo, ma le sue origini affondano nella Cuba di inizio Novecento, in un momento storico destinato a cambiare il destino dell’isola.
La leggenda della nascita del Cuba Libre
La versione più conosciuta racconta che il cocktail nacque all’Avana intorno al 1900, poco dopo la guerra d’indipendenza cubana dalla Spagna.
Secondo la tradizione, alcuni soldati americani presenti sull’isola iniziarono a mescolare il rum locale con la Coca-Cola, appena arrivata a Cuba dagli Stati Uniti, aggiungendo qualche goccia di lime per rendere il drink ancora più fresco.
Al momento del brindisi qualcuno avrebbe pronunciato le parole “¡Por Cuba Libre!”, il motto che celebrava la libertà conquistata dall’isola. Da quel momento il cocktail avrebbe preso il nome con cui è conosciuto ancora oggi.
Anche se alcuni dettagli della storia restano discussi dagli storici, il legame tra il drink e quel particolare periodo storico è ormai entrato nella cultura popolare.
Il segreto è tutto negli ingredienti
Nonostante sembri uno dei cocktail più semplici da preparare, il Cuba Libre richiede ingredienti di qualità.
La ricetta tradizionale prevede rum bianco cubano, cola ben fredda, succo di lime fresco e molto ghiaccio. Il lime non rappresenta un semplice elemento decorativo: la sua acidità bilancia la dolcezza della cola e valorizza gli aromi del rum.
Molti bartender consigliano di utilizzare un bicchiere highball, riempito completamente di ghiaccio, versando prima il rum e poi la cola per mantenere il drink fresco più a lungo.
Perché continua a essere uno dei cocktail più amati
A differenza di altri drink più elaborati, il Cuba Libre non ha mai seguito davvero le mode. È rimasto fedele alla propria identità, conquistando generazioni diverse grazie alla sua semplicità.
Si abbina perfettamente agli aperitivi estivi, alle grigliate in giardino e alle serate in terrazza. Il suo gusto fresco e immediato lo rende ideale anche per chi si avvicina per la prima volta al mondo della mixology.
Naturalmente va consumato con moderazione, ricordando che il rum è un distillato ad alta gradazione alcolica.
Più di un secolo dopo la sua nascita, il Cuba Libre continua a raccontare una storia fatta di libertà, convivialità e sapori tropicali. Un cocktail essenziale, ma capace di evocare l’atmosfera dell’Avana a ogni sorso.
Cocktail & Wine
Non solo Aperol: sette Spritz alternativi che stanno conquistando i cocktail bar dell’estate 2026
Dal raffinato Select Spritz veneziano al profumatissimo Hugo, fino alle versioni con limoncello, pompelmo e fiori di sambuco: il mondo dello Spritz si rinnova con ricette che stanno conquistando bartender e appassionati.
Quando si parla di aperitivo, il primo pensiero va quasi sempre all’Aperol Spritz. Il suo colore arancione brillante è diventato uno dei simboli dell’estate italiana. Eppure, negli ultimi anni, i cocktail bar hanno iniziato a proporre interpretazioni sempre più creative, capaci di soddisfare chi cerca sapori nuovi senza allontanarsi troppo dalla ricetta originale.






La base rimane la stessa: vino frizzante, una componente amaricante e una nota di freschezza. Cambiando il liquore, però, cambia completamente l’esperienza nel bicchiere.
Select Spritz, il grande classico veneziano
Molti lo considerano il vero antenato dello Spritz moderno. Nato a Venezia, il Select Spritz utilizza l’omonimo bitter al posto dell’Aperol, regalando un gusto più deciso, erbaceo e leggermente speziato.
Tradizionalmente viene servito con un’oliva verde, dettaglio che gli conferisce una personalità immediatamente riconoscibile.
Hugo Spritz, il più fresco dell’estate
Chi preferisce profumi delicati sceglie sempre più spesso l’Hugo Spritz.
Preparato con sciroppo di sambuco, prosecco, soda, lime e foglie di menta, offre un gusto floreale e leggero che si abbina perfettamente alle serate più calde. È uno dei cocktail più richiesti nelle località di montagna e nei beach club del Mediterraneo.
Limoncello Spritz e Pampelle Spritz
Il Limoncello Spritz ha conquistato rapidamente il Sud Italia per poi diffondersi in tutta Europa. L’aroma intenso del limone rende il cocktail particolarmente fresco e ideale da accompagnare a piatti di pesce o aperitivi estivi.
Sempre più apprezzato è anche il Pampelle Spritz, preparato con il celebre aperitivo francese al pompelmo rosa. Il risultato è un cocktail elegante, agrumato e meno dolce rispetto alle versioni tradizionali.
Campari Spritz, Cynar Spritz e Italicus Spritz
Per chi ama gli aperitivi più strutturati esiste il Campari Spritz, caratterizzato da un’amarezza più marcata e da un gusto intenso che conquista soprattutto gli appassionati dei cocktail classici.
Il Cynar Spritz, invece, sorprende con le sue note erbacee e vegetali, mentre l’Italicus Spritz rappresenta una delle versioni più moderne. Il liquore al bergamotto dona infatti profumi agrumati e floreali che lo rendono raffinato e molto apprezzato dalla mixology contemporanea.
Perché gli Spritz alternativi piacciono sempre di più
La nuova tendenza riflette il desiderio di personalizzare anche il momento dell’aperitivo. I bartender sperimentano ingredienti locali, liquori artigianali e garnish sempre più ricercati, trasformando uno dei cocktail più popolari al mondo in una famiglia di ricette capace di adattarsi ai gusti più diversi.
Il successo delle varianti dimostra che lo Spritz continua a evolversi senza perdere la propria identità. Cambiano aromi, colori e sfumature, ma resta immutata la sua vocazione: accompagnare con leggerezza uno dei rituali più amati dell’estate italiana.
Cocktail & Wine
Piña Colada e Virgin Colada: storia, differenze e ricette dei cocktail tropicali che profumano d’estate e conquistano ogni brindisi
Ananas, cocco e ghiaccio: bastano pochi ingredienti per portare nei bicchieri l’atmosfera dei Caraibi. La Piña Colada resta uno dei cocktail più amati al mondo, mentre la Virgin Colada permette di gustarne tutto il sapore anche senza alcol.
Basta un sorso per sentirsi in vacanza. La Piña Colada è il cocktail che più di ogni altro richiama spiagge bianche, palme e tramonti tropicali. Cremosa, fresca e profumata, è diventata un simbolo dell’estate grazie al perfetto equilibrio tra rum, ananas e latte di cocco.
Chi preferisce evitare l’alcol può però scegliere la Virgin Colada, una variante analcolica che conserva tutto il gusto esotico dell’originale e conquista anche bambini, sportivi e chi deve mettersi alla guida.
La storia della Piña Colada
La Piña Colada nasce a Porto Rico, dove ancora oggi viene considerata il cocktail nazionale. Secondo la versione più accreditata, fu preparata nel 1954 dal barman Ramón “Monchito” Marrero all’interno del Caribe Hilton di San Juan.
Da allora è diventata uno dei cocktail estivi più richiesti al mondo, entrando nella cultura pop grazie anche alla celebre canzone Escape (The Piña Colada Song) di Rupert Holmes.
La ricetta classica prevede rum bianco, succo di ananas fresco, crema o latte di cocco e ghiaccio tritato, frullati fino a ottenere una consistenza morbida e vellutata.
Virgin Colada, tutto il gusto senza alcol
La Virgin Colada nasce dalla stessa ricetta, ma elimina completamente il rum. Il risultato è una bevanda fresca, cremosa e naturalmente dolce, ideale in qualsiasi momento della giornata.
Per prepararla bastano:
- 150 ml di succo di ananas;
- 80 ml di latte o crema di cocco;
- ghiaccio tritato;
- una fetta di ananas e una ciliegia per decorare.
Si frulla tutto per pochi secondi fino a ottenere una consistenza densa e spumosa. Chi desidera una versione ancora più fresca può aggiungere qualche foglia di menta oppure qualche goccia di succo di lime.
Quale scegliere?
La Piña Colada resta perfetta per un aperitivo o una serata tra amici, mentre la Virgin Colada rappresenta la soluzione ideale per chi desidera un drink estivo senza rinunciare al gusto.
Entrambe condividono gli stessi profumi tropicali e la stessa cremosità. Cambia soltanto la presenza del rum, ma l’atmosfera da vacanza resta identica. Servite in un bicchiere alto, con molto ghiaccio e una fetta di ananas fresca, trasformano anche un semplice pomeriggio in terrazza in un piccolo viaggio ai Caraibi.
-
Gossip2 anni faElisabetta Canalis, che Sex bomb! è suo il primo topless del 2024 (GALLERY SENZA CENSURA!)
-
Sex and La City2 anni faDick Rating: che voto mi dai se te lo posto?
-
Cronaca Nera2 anni faBossetti è innocente? Ecco tutti i lati deboli dell’accusa
-
Speciale Grande Fratello2 anni faHelena Prestes, chi è la concorrente vip del Grande Fratello? Età, carriera, vita privata e curiosità
-
Gossip2 anni faLa De Filippi beccata con lui: la strana coppia a cavallo si rilassa in vacanza
-
Video2 anni faVideo scandalo a Temptation Island Spagna: lei fa sesso con un tentatore, lui impazzisce in diretta
-
Speciale Olimpiadi 20242 anni faFact checking su Imane Khelif, la pugile al centro delle polemiche. Davvero è trans?
-
Speciale Grande Fratello2 anni faShaila del Grande Fratello: balzi da “Gatta” nei programmi Mediaset
