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Cucina

Bocconcini di pollo ai carciofi: un secondo veloce e gustoso per ogni occasione

Perfetti per un pranzo leggero o una cena rustica, i bocconcini di pollo ai carciofi sono una ricetta facile da preparare ma ricca di gusto. Ecco come realizzarli in pochi passaggi

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    I bocconcini di pollo ai carciofi sono un secondo piatto della tradizione mediterranea che coniuga sapori genuini e tempi di preparazione rapidi. Ideali per chi vuole portare in tavola qualcosa di sano e sfizioso senza trascorrere troppo tempo ai fornelli, questa ricetta si presta bene a essere servita sia nelle occasioni informali che durante una cena più curata. Il segreto sta nella semplicità: pochi ingredienti, un buon olio extravergine d’oliva e carciofi freschi che, con il loro sapore leggermente amarognolo, esaltano la delicatezza del pollo.

    Ingredienti (per 4 persone)

    • 500 g di petto di pollo
    • 4 carciofi freschi
    • 1 spicchio d’aglio
    • 1 limone
    • Mezzo bicchiere di vino bianco secco
    • Farina q.b.
    • Prezzemolo fresco q.b.
    • Olio extravergine d’oliva q.b.
    • Sale e pepe nero q.b.

    Preparazione

    Pulite i carciofi eliminando le foglie esterne più dure, tagliate via le punte spinose e dividete i cuori a metà. Rimuovete l’eventuale barba interna e tagliateli a fettine sottili. Immergeteli in acqua fredda con succo di limone per evitare che anneriscano.

    Tagliate il petto di pollo a bocconcini uniformi e passateli velocemente nella farina, scuotendoli per eliminare l’eccesso. In una padella capiente scaldate qualche cucchiaio di olio extravergine d’oliva con uno spicchio d’aglio in camicia. Quando l’aglio sarà dorato, toglietelo e rosolate i bocconcini di pollo a fuoco vivo fino a che saranno ben dorati su tutti i lati.

    Aggiungete le fettine di carciofi scolate e asciugate e sfumate con il vino bianco. Lasciate evaporare l’alcool e proseguite la cottura a fuoco medio per circa 10-12 minuti, aggiungendo un mestolino di acqua calda se necessario. Salate e pepate a piacere.

    Quando i carciofi saranno teneri e il pollo cotto e morbido, spegnete il fuoco e completate il piatto con una generosa manciata di prezzemolo fresco tritato.

    Consigli

    Per un tocco ancora più rustico, potete aggiungere qualche oliva nera o una spolverata di pecorino grattugiato a fine cottura. Se preferite una variante più cremosa, sfumate il pollo non solo con il vino bianco ma anche con un paio di cucchiai di panna da cucina negli ultimi minuti.

    Abbinamento

    Accompagnate i bocconcini di pollo ai carciofi con un contorno di patate al forno o un’insalata mista croccante. In tavola, serviteli con un calice di vino bianco secco, come un Vermentino o un Frascati Superiore.

    Un piatto veloce, versatile e sempre apprezzato, perfetto per chi ama la cucina semplice e di stagione.

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      Chiacchiere di Carnevale, il dolce simbolo della festa: la ricetta tradizionale passo dopo passo

      Dalle origini antiche alla preparazione casalinga, ecco come nascono le chiacchiere nella loro versione classica, con ingredienti semplici e una lavorazione che punta su sottilissime sfoglie fritte.

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      Chiacchiere di Carnevale

        Le chiacchiere di Carnevale sono uno dei dolci più rappresentativi della tradizione italiana, presenti sulle tavole di tutto il Paese con nomi diversi – frappe, bugie, crostoli, cenci – ma con una base comune che affonda le radici nella cucina popolare. Croccanti e leggere, vengono preparate nel periodo che precede la Quaresima, quando storicamente era concesso concedersi ingredienti più ricchi come zucchero, burro e frittura.

        Un dolce dalle origini antiche

        Le origini delle chiacchiere risalgono addirittura all’epoca romana. Gli storici dell’alimentazione fanno risalire questo dolce alle frictilia, strisce di pasta fritte nel grasso e distribuite durante le festività. Con il passare dei secoli la ricetta si è raffinata, mantenendo però l’elemento fondamentale: una sfoglia sottilissima, fritta rapidamente per ottenere una consistenza friabile e asciutta.

        Gli ingredienti della ricetta tradizionale

        Per ottenere chiacchiere fedeli alla tradizione servono pochi ingredienti, ma di buona qualità:

        • 300 g di farina 00
        • 50 g di zucchero
        • 40 g di burro morbido
        • 2 uova medie
        • 1 cucchiaio di liquore (grappa, rum o vino bianco secco)
        • scorza grattugiata di limone non trattato
        • un pizzico di sale
        • olio di semi di arachide per la frittura
        • zucchero a velo per decorare

        Il liquore, spesso presente nelle versioni regionali, aiuta a rendere l’impasto più fragrante e asciutto dopo la frittura.

        Il procedimento passo dopo passo

        Su una spianatoia si dispone la farina a fontana, aggiungendo al centro zucchero, uova, burro, sale, scorza di limone e liquore. Si impasta fino a ottenere un composto liscio ed elastico, che va lasciato riposare coperto per almeno 30 minuti: questo passaggio è fondamentale per stendere la pasta senza che si ritiri.

        Dopo il riposo, l’impasto viene diviso in porzioni e tirato molto sottile, preferibilmente con la macchina per la pasta, fino a ottenere una sfoglia quasi trasparente. Si ritagliano strisce o rettangoli, praticando un piccolo taglio centrale.

        Le chiacchiere vanno fritte poche alla volta in olio caldo (circa 170°C) per pochi secondi per lato, finché diventano dorate e si coprono di bolle. Una volta scolate su carta assorbente, si lasciano raffreddare completamente prima di essere spolverate con abbondante zucchero a velo.

        Croccantezza e leggerezza

        Il segreto delle chiacchiere perfette sta nello spessore sottilissimo e nella temperatura dell’olio: troppo bassa le rende unte, troppo alta le scurisce rapidamente. Ben eseguite, restano leggere, friabili e si conservano per diversi giorni in un contenitore ermetico.

        Simbolo di festa e convivialità, le chiacchiere continuano a raccontare, a ogni morso, una storia di tradizione condivisa e semplicità, rendendo il Carnevale una delle ricorrenze più dolci dell’anno.

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          Pan di limone, la ricetta del dolce soffice che conquista con pochi ingredienti

          Facile da preparare, profumato e versatile: il pan di limone è uno dei grandi classici della cucina domestica italiana

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          Pan di limone

            Tra le torte più amate della tradizione casalinga italiana, il pan di limone occupa un posto speciale. La sua forza sta nella semplicità: pochi ingredienti, una preparazione lineare e un risultato finale che unisce sofficità e freschezza aromatica. Un dolce che attraversa le generazioni e che oggi viene riscoperto anche grazie all’attenzione crescente verso ricette genuine e facilmente replicabili in casa.

            Elemento centrale della ricetta è il limone, utilizzato sia sotto forma di succo sia di scorza grattugiata. Per ottenere un aroma intenso e naturale è fondamentale scegliere agrumi non trattati, preferibilmente provenienti da coltivazioni italiane. Le varietà più profumate, come quelle siciliane o della Costiera Amalfitana, sono particolarmente adatte grazie all’elevata concentrazione di oli essenziali presenti nella buccia.

            La lista degli ingredienti è essenziale: uova, zucchero, farina di grano tenero, olio di semi o burro, lievito per dolci e limone. Proprio questa composizione rende il pan di limone un dolce equilibrato, privo di farciture e facilmente adattabile. Non mancano, infatti, versioni che prevedono l’utilizzo di yogurt per aumentare la morbidezza dell’impasto o la sostituzione del burro con olio per una consistenza più leggera.

            Ingredienti:

            • 200 gr di farina ’00
            • 1 limone intero
            • 2 uova
            • 170 gr di zucchero
            • 130 ml di olio di semi
            • 10 gr di lievito per dolci
            • 3 – 4  cucchiai di zucchero a velo per lo sciroppo
            • succo di mezzo limone filtrato per lo sciroppo + qualche fogliolina di timo limone se gradite

            Il procedimento segue pochi passaggi chiave. Le uova vengono montate con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso, fase essenziale per garantire la sofficità del dolce. A questo si aggiungono l’olio (o il burro fuso e raffreddato), il succo di limone filtrato e la scorza grattugiata. Solo in un secondo momento si incorpora la farina setacciata insieme al lievito, mescolando delicatamente per evitare di smontare l’impasto.

            La cottura avviene in forno statico a temperatura moderata, generalmente intorno ai 170-180 gradi, per circa 35-40 minuti. Come per molte torte da credenza, è consigliabile verificare la cottura con uno stecchino prima di sfornare. Una volta raffreddato, il pan di limone può essere semplicemente spolverato con zucchero a velo o accompagnato da una leggera glassa al limone.

            Senza bisogno di decorazioni elaborate, questo dolce continua a rappresentare un simbolo di cucina autentica: una ricetta accessibile, legata alla stagionalità e capace di trasformare ingredienti comuni in un risultato sempre apprezzato.

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              Broccoli, il segreto è come li cucini: così non perdi (quasi) nessun beneficio

              Dal taglio ai tempi di cottura, passando per un trucco poco noto: ecco cosa dicono gli esperti su come valorizzare davvero questo “oro verde” della dieta.

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              Broccoli, il segreto è come li cucini: così non perdi (quasi) nessun beneficio

                I broccoli sono considerati da anni uno degli alimenti vegetali più completi dal punto di vista nutrizionale. Appartenenti alla famiglia delle Brassicaceae, come cavolfiori e cavoli, racchiudono un mix prezioso di vitamine (C, K, folati), minerali (potassio, calcio), fibre e composti bioattivi che li rendono un alleato importante per la salute. Non a caso, numerosi studi scientifici hanno collegato il loro consumo regolare a un minor rischio di malattie croniche, in particolare cardiovascolari e metaboliche.

                Il merito non è solo dell’apporto di micronutrienti, ma soprattutto della presenza dei glucosinolati, sostanze che, una volta trasformate dall’organismo, danno origine a composti come il sulforafano. Quest’ultimo è oggetto di grande interesse scientifico per le sue potenziali proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e protettive nei confronti delle cellule.

                Tuttavia, secondo diversi esperti di nutrizione, il modo in cui trattiamo i broccoli in cucina può fare la differenza tra un alimento altamente benefico e uno molto più “povero” dal punto di vista funzionale. Il dottor Manuel Viso, medico e divulgatore scientifico, ha spiegato che uno degli errori più comuni è cuocerli subito dopo averli tagliati. «Spezzare i broccoli in piccole cimette e lasciarli riposare per circa 30-40 minuti prima della cottura permette di attivare la mirosinasi», un enzima naturale della pianta che trasforma i glucosinolati in sulforafano.

                Il problema nasce quando si portano immediatamente in ebollizione. La bollitura prolungata, infatti, inattiva la mirosinasi e disperde parte delle vitamine idrosolubili nell’acqua di cottura. Il risultato è un piatto che conserva il sapore, ma perde una quota significativa delle sostanze più interessanti dal punto di vista salutistico.

                Gli specialisti consigliano quindi metodi di cottura più delicati: vapore per pochi minuti, salto rapido in padella o cottura al forno a temperature moderate. L’obiettivo è ammorbidire il vegetale senza distruggerne la struttura chimica. Anche la dimensione conta: cimette più piccole cuociono più velocemente e limitano la perdita di nutrienti.

                Un altro aspetto spesso trascurato è il gambo. Molti lo scartano, ma in realtà è ricco di fibre, vitamina C e minerali. Eliminata la parte esterna più dura, può essere affettato sottilmente o tagliato a bastoncini e utilizzato in zuppe, padellate o insalate tiepide. Buttare il gambo significa rinunciare a una parte preziosa dell’ortaggio.

                E se non si ha il tempo di aspettare i 40 minuti prima della cottura? Esiste un piccolo trucco: aggiungere a crudo una fonte esterna di mirosinasi, come un pizzico di senape o ravanello. Questi alimenti aiutano comunque la formazione del sulforafano, compensando in parte la perdita enzimatica.

                La letteratura scientifica suggerisce che un consumo regolare di broccoli, inserito in uno stile di vita sano, sia associato a una riduzione del rischio di mortalità generale e di patologie cardiovascolari e oncologiche. Non si tratta di un alimento miracoloso, ma di un tassello importante di una dieta equilibrata.

                In sintesi, i broccoli fanno bene, ma solo se trattati con un minimo di attenzione. A volte basta cambiare un’abitudine in cucina per trasformare un semplice contorno in un vero investimento sulla salute.

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