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Brownies di Halloween: il dolce mostruosamente goloso che conquista grandi e bambini

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Brownies di Halloween

    Il dessert che trasforma la paura in dolcezza

    Halloween non è più solo zucche intagliate e travestimenti da brivido. Negli ultimi anni anche la pasticceria casalinga ha fatto suo lo spirito della festa, con dolci creativi e scenografici da condividere a una cena o a una festa in maschera. Tra le ricette più amate ci sono i brownies di Halloween, una versione decorata dei classici dolcetti americani al cioccolato, morbidi dentro e leggermente croccanti in superficie.

    La base è quella tradizionale — burro, zucchero, uova, farina e tanto cacao — ma la magia sta nelle decorazioni “spettrali”, che trasformano un dolce quotidiano in un capolavoro a tema: ragnatele di cioccolato bianco, fantasmini di meringa, occhi di zucchero e glassa arancione.

    Origini dei brownies: da errore a leggenda americana

    La storia dei brownies nasce a fine Ottocento negli Stati Uniti. Si racconta che una cuoca di Chicago, dimenticando di aggiungere il lievito a una torta al cioccolato, ottenne un dolce basso ma irresistibilmente morbido: così nacque il brownie, dal colore “brown”, bruno, dovuto al cacao. Da allora è diventato uno dei dolci simbolo della pasticceria americana, protagonista di film, feste scolastiche e, oggi, anche delle tavole di Halloween.

    Ingredienti per circa 12 brownies di Halloween

    • 200 g di cioccolato fondente (almeno 70%)
    • 120 g di burro
    • 150 g di zucchero di canna
    • 2 uova medie
    • 80 g di farina 00
    • 30 g di cacao amaro in polvere
    • 1 pizzico di sale
    • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia

    Per decorare:

    • 100 g di cioccolato bianco (per le ragnatele o i fantasmini)
    • Zuccherini colorati, occhietti commestibili, glassa arancione o nera
    • Eventuali mini marshmallow o biscottini per creare mostriciattoli

    Preparazione passo dopo passo

    1. Fondere il cioccolato: in un pentolino o a bagnomaria sciogliete il cioccolato fondente con il burro, mescolando finché il composto diventa liscio e lucido. Lasciate raffreddare leggermente.
    2. Mescolare gli ingredienti: in una ciotola unite zucchero, uova e vaniglia. Aggiungete il cioccolato fuso e amalgamate. Incorporate poi farina, cacao e sale, mescolando con una spatola fino a ottenere un impasto denso.
    3. Cuocere: versate il composto in una teglia quadrata rivestita di carta forno (circa 20×20 cm). Cuocete in forno statico a 180°C per 25-30 minuti. La superficie deve risultare compatta, ma l’interno umido e morbido.
    4. Tagliare e decorare: una volta raffreddato, tagliate il dolce in quadrati o rettangoli. Sciogliete il cioccolato bianco e create le ragnatele disegnando spirali e fili sottili. Potete aggiungere occhietti di zucchero, glassa colorata o marshmallow tagliati per creare piccoli fantasmi.

    Le varianti più creative

    Oltre alla versione classica, i brownies di Halloween si prestano a infinite interpretazioni. C’è chi aggiunge pepite di cioccolato bianco o arancione, chi inserisce nocciole o noci pecan per un tocco croccante, e chi decora con ragnetti di cioccolato o dita di strega fatte di pasta di zucchero.

    Per un effetto “paurosamente buono”, potete aggiungere al composto un pizzico di peperoncino in polvere o cannella, spezie che esaltano il gusto del cacao e ricordano i sapori autunnali.

    Il dolce perfetto per la notte delle streghe

    I brownies di Halloween sono un dolce che mette d’accordo tutti: facile da preparare, scenografico e irresistibile. Si conservano morbidi per diversi giorni e possono essere realizzati anche in anticipo, ideali per buffet e feste a tema.

    Serviteli con un tè speziato alla cannella, una tazza di cioccolata calda o, per i più grandi, un bicchierino di rum o liquore al caffè: il contrasto con il cioccolato renderà il tutto ancora più goloso.

    Tra zucche, ragnatele e risate, i brownies di Halloween ricordano che la paura, a volte, può essere dolce — soprattutto se ha il profumo del cioccolato fuso.

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      Cucina

      Ribollita, il cuore della cucina toscana: storia e ricetta originale

      Tra bollette sempre più care e attenzione ai consumi, una delle domande più frequenti riguarda l’uso corretto dei termosifoni.

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      Ribollita

        La ribollita non è solo una zuppa, ma un racconto della Toscana più autentica. Affonda le sue radici nella cucina contadina medievale, quando nulla doveva essere sprecato e il pane raffermo diventava l’ingrediente principale di piatti sostanziosi e nutrienti. Il nome deriva proprio dal gesto che la rende unica: la minestra veniva preparata il giorno prima e poi “ribollita”, cioè fatta bollire nuovamente, per essere consumata calda.

        A differenza di altre zuppe, la ribollita non prevede carne né brodi elaborati. È una ricetta povera, ma ricchissima di gusto, che varia leggermente da zona a zona, pur mantenendo alcuni capisaldi irrinunciabili: pane sciocco toscano, cavolo nero, fagioli cannellini e olio extravergine di oliva.

        Gli ingredienti della ribollita tradizionale (per 4–6 persone)

        • 300 g di fagioli cannellini secchi (oppure 600 g già lessati)
        • 1 mazzo di cavolo nero
        • 1 verza
        • 2 patate medie
        • 2 carote
        • 1 cipolla
        • 1 costa di sedano
        • 300 g di pane toscano raffermo
        • Olio extravergine di oliva toscano q.b.
        • Sale e pepe nero q.b.
        • Timo o alloro (facoltativi)

        Il procedimento passo dopo passo

        La preparazione inizia dai fagioli, che vanno messi in ammollo per almeno 12 ore e poi lessati lentamente in acqua non salata fino a renderli morbidi. Una parte dei fagioli viene frullata con la loro acqua di cottura, ottenendo una crema densa che costituirà la base della zuppa.

        In una pentola capiente si prepara un soffritto leggero con cipolla, carota e sedano tritati finemente, utilizzando solo olio extravergine di oliva. Si aggiungono quindi le verdure tagliate grossolanamente: cavolo nero (privato della costa centrale), verza e patate a cubetti. Le verdure devono cuocere lentamente, senza fretta, per almeno un’ora, coperte con acqua calda.

        A questo punto si uniscono i fagioli interi e la crema di cannellini. La minestra va lasciata sobbollire ancora, mescolando di tanto in tanto. Il risultato deve essere denso, non brodoso.

        Terminata la cottura, si compone la ribollita: in una terrina o direttamente nella pentola si alternano strati di pane raffermo e di minestra. Tradizione vuole che venga lasciata riposare almeno una notte.

        Il giorno seguente, la zuppa viene rimessa sul fuoco e “ribollita”, mescolando delicatamente. Solo alla fine si aggiustano sale e pepe e si completa con un generoso filo di olio extravergine a crudo.

        Un piatto che migliora col tempo

        La vera ribollita è più buona il giorno dopo: i sapori si amalgamano, il pane si scioglie e la consistenza diventa cremosa e avvolgente. È un piatto nutriente, vegetariano, stagionale e sostenibile, oggi riscoperto anche dalla cucina contemporanea.

        In poche parole, la ribollita è l’esempio perfetto di come la semplicità possa diventare eccellenza. Un piatto che racconta la storia di una terra e che, ancora oggi, scalda l’inverno e la memoria.

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          Cucina

          Burger vegan di cavolo cappuccio rosso: la ricetta sana, colorata e senza glutine

          Senza uova né addensanti, facili da preparare e personalizzabili: ecco come realizzare in casa dei burger 100% vegetali, gustosi e sostenibili.

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          Burger vegan di cavolo cappuccio rosso

            Negli ultimi anni i burger vegetali fatti in casa sono diventati una valida alternativa alla carne, non solo per chi segue un’alimentazione vegana ma anche per chi desidera ridurre il consumo di proteine animali. Tra le proposte più interessanti e sorprendenti ci sono i burger vegan di cavolo cappuccio rosso, noti anche come cavolo viola: una verdura invernale ricca di fibre, antiossidanti e vitamina C, che si presta perfettamente a preparazioni compatte e saporite.

            Uno degli aspetti più apprezzati di questa ricetta è la sua semplicità. Non servono uova, formaggi o leganti artificiali: la consistenza è garantita dall’equilibrio tra verdure e legumi. Inoltre, scegliendo ingredienti adatti, il piatto può essere naturalmente senza glutine, adatto anche a chi soffre di intolleranze o celiachia.

            Perché scegliere il cavolo cappuccio rosso

            Il cavolo cappuccio rosso è spesso sottovalutato in cucina, ma dal punto di vista nutrizionale è un vero alleato della salute. Il suo colore intenso è dovuto agli antociani, potenti antiossidanti che contribuiscono a contrastare lo stress ossidativo. È povero di calorie, ricco di fibre e favorisce la sazietà, rendendolo ideale per ricette equilibrate e leggere.

            Abbinato ai legumi, come fagioli cannellini, borlotti o ceci, diventa una base completa dal punto di vista nutrizionale, capace di fornire proteine vegetali e una buona struttura all’impasto.

            Ricetta: Burger vegan di cavolo cappuccio rosso

            Ingredienti (per 6 burger)

            • 300 g di cavolo cappuccio rosso
            • 240 g di fagioli cannellini cotti (in alternativa borlotti o ceci)
            • 40–50 g di pangrattato vegano
              • (oppure grissini, cracker o gallette frullate; senza glutine se necessario)
            • 1 cipolla piccola o 1 scalogno
            • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
            • Sale e pepe q.b.
            • Spezie a piacere (paprika affumicata, cumino, aglio in polvere, erbe aromatiche)

            Procedimento

            1. Preparare il cavolo: lavate il cavolo cappuccio rosso, eliminate le parti più dure e tagliatelo finemente. Cuocetelo in padella con un filo d’olio e la cipolla tritata per circa 10 minuti, finché risulta morbido. Lasciate intiepidire.
            2. Frullare la base: in un mixer unite il cavolo cotto e i fagioli ben scolati. Frullate a impulsi fino a ottenere un composto omogeneo ma non liquido.
            3. Aggiungere il pangrattato: incorporate il pangrattato poco alla volta, fino a raggiungere una consistenza lavorabile e compatta. Regolate di sale, pepe e spezie.
            4. Formare i burger: con le mani leggermente umide, dividete l’impasto e modellate i burger.
            5. Cottura: cuoceteli in padella antiaderente ben calda per 4–5 minuti per lato, oppure in forno a 180 °C per circa 20 minuti, girandoli a metà cottura.

            Versatili e coloratissimi, i burger vegan di cavolo cappuccio rosso sono perfetti nel panino, accompagnati da verdure di stagione o serviti come secondo piatto leggero. Una ricetta che dimostra come la cucina vegetale possa essere semplice, nutriente e sorprendentemente gustosa, senza rinunciare al piacere della tavola.

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              Cucina

              Rösti di carote vegani: le frittelle croccanti che conquistano anche chi non rinuncia al gusto

              Semplici, dorati e senza ingredienti di origine animale: i rösti di carote sono una ricetta versatile, ideale come antipasto o piatto leggero.

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              Rösti di carote vegani

                Le frittelle croccanti di verdure sono una soluzione sempre apprezzata in cucina, soprattutto quando uniscono semplicità, leggerezza e sapore. I rösti di carote vegani reinterpretano un grande classico della tradizione europea – originariamente a base di patate – trasformandolo in un piatto adatto a chi segue un’alimentazione vegetale o semplicemente vuole portare in tavola qualcosa di diverso, sano e sfizioso.

                Le carote, protagoniste della ricetta, non sono solo economiche e facilmente reperibili tutto l’anno, ma offrono anche un buon apporto di fibre, betacarotene e antiossidanti. In questa versione non servono uova né latticini: la croccantezza si ottiene grazie alla corretta lavorazione delle verdure e a una cottura attenta, in padella o al forno.

                Perfetti come antipasto, finger food, contorno o piatto unico leggero, i rösti di carote possono essere accompagnati da salse vegetali, hummus o una semplice insalata fresca. Il risultato è un piatto equilibrato, che dimostra come la cucina vegana possa essere gustosa senza ricorrere a ingredienti complessi.

                Ingredienti (per circa 8 frittelle)

                • 400 g di carote
                • 2 cucchiai di farina di ceci (oppure farina 0)
                • 1 cucchiaio di amido di mais o fecola di patate
                • 1 piccolo spicchio d’aglio (facoltativo)
                • Sale e pepe q.b.
                • Erbe aromatiche a piacere (prezzemolo, timo o erba cipollina)
                • Olio extravergine d’oliva q.b.

                Procedimento

                1. Preparare le carote
                  Lava e pela le carote, poi grattugiale con una grattugia a fori larghi. Trasferiscile in un colino e strizzale bene con le mani per eliminare l’acqua in eccesso: questo passaggio è fondamentale per ottenere frittelle croccanti.
                2. Unire gli ingredienti
                  Metti le carote in una ciotola capiente. Aggiungi la farina di ceci, l’amido, l’aglio finemente tritato (se gradito), sale, pepe ed erbe aromatiche. Mescola fino a ottenere un composto omogeneo e compatto.
                3. Formare i rösti
                  Con le mani leggermente umide, preleva una piccola quantità di impasto e modellala a forma di disco, schiacciandola delicatamente.
                4. Cuocere
                  Scalda un filo d’olio in una padella antiaderente e cuoci i rösti a fuoco medio per circa 4–5 minuti per lato, finché risultano ben dorati e croccanti. In alternativa, puoi cuocerli in forno a 200 °C per circa 20 minuti, girandoli a metà cottura.
                5. Servire
                  Lasciali riposare un paio di minuti su carta assorbente e servili caldi.

                Croccanti fuori e morbidi all’interno, i rösti di carote vegani sono la dimostrazione che una cucina senza ingredienti animali può essere appagante e ricca di carattere, perfetta per tutti, non solo per chi segue una dieta vegetale.

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