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Cucina

Delizie esotiche: insalata fresca di alghe e sesamo!

Per un po’ di freschezza marina, prepara questa ricetta! Il suo sapore fresco e leggero, unito a una preparazione super semplice, la rende un vero tuffo di bontà. Ti sentirai come se fossi in un ristorante giapponese, ma nel comfort della tua casa.

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    Le alghe essiccate sono saporitissime e sono un ingrediente fondamentale nella cucina asiatica. I benefici nutrizionali delle alghe sono molteplici e in cucina sono facili da usare e si reidratano in pochi minuti per essere aggiunte a insalate, soffritte, nelle polpette, a zuppe o sushi. Inoltre, il loro basso contenuto calorico le rende un’opzione salutare per arricchire i tuoi piatti con gusto e nutrizione.

    Suggerimenti e varianti

    Puoi aggiungere altre verdure come cetrioli a julienne o carote per un tocco di colore e croccantezza. O, e preferisci un sapore più ricco, puoi aggiungere un po’ di aceto di riso al condimento. L’insalata di alghe si conserva bene in frigorifero per 1-2 giorni, ma è meglio consumarla fresca per apprezzarne appieno i suoi sapori.

    Ingredienti per 2 persone

    25 g di alghe wakame essiccate
    2 cucchiai di succo di limone
    1 spicchio di aglio tritato finemente
    1 cucchiaio di semi di sesamo bianchi
    1 cucchiaio di olio di sesamo
    2 cucchiai di salsa di soia
    1 cucchiaino di zucchero semolato
    Fette di limone q.b. per guarnire

    Procedimento

    Metti le alghe wakame essiccate in una ciotola grande e coprile con acqua fredda. Lascia in ammollo per circa 10 minuti, o fino a quando si saranno reidratate e ammorbidite. Scola le alghe e strizzale delicatamente per eliminare l’eccesso di acqua. Tagliale a striscette se sono troppo grandi.

    In una ciotola piccola, mescola il succo di limone, l’aglio tritato, l’olio di sesamo, la salsa di soia e lo zucchero. Mescola bene fino a quando lo zucchero si sarà sciolto completamente.

    In una ciotola grande, unisci le alghe reidratate e il condimento preparato. Mescola bene per assicurarti che le alghe siano ben condite. Lascia riposare l’insalata per circa 10 minuti, in modo che i sapori si amalgamino bene.

    Trasferisci l’insalata di alghe su un piatto da portata e guarnisci con fette di limone e cospargi con semi di sesamo. Servi subito o conserva in frigorifero fino al momento di servire.

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      Cucina

      Torta alle noci: il dolce rustico che profuma d’autunno

      Dalla tradizione contadina arriva una ricetta semplice e nutriente, dove le noci — ricche di omega 3 e minerali — diventano protagoniste assolute. Ecco come prepararla passo passo, con qualche consiglio per varianti più leggere o ancora più golose.

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        Il gusto autentico della semplicità

        Tra i dolci “da credenza” più amati, la torta alle noci è una coccola perfetta per la stagione fredda. Un impasto morbido e fragrante, preparato con pochi ingredienti genuini, che racchiude tutto il profumo dei frutti autunnali.
        Originaria delle zone appenniniche dove le noci erano facilmente reperibili, questa torta era spesso servita nelle case di campagna come dessert delle feste, o a colazione con una tazza di latte appena munto.

        Oggi, è tornata protagonista grazie al suo equilibrio tra gusto rustico e dolcezza naturale. Le noci, oltre a regalare aroma e croccantezza, apportano grassi buoni, proteine vegetali, calcio e vitamina E. Un’ottima scelta per chi vuole concedersi un dolce fatto in casa senza rinunciare al benessere.

        Ingredienti (per uno stampo da 22 cm)

        • 180 g di farina 00
        • 150 g di noci sgusciate
        • 120 g di burro morbido (oppure 80 ml di olio di semi per una versione light)
        • 130 g di zucchero di canna
        • 3 uova
        • 8 g di lievito per dolci
        • 1 cucchiaino di cannella in polvere
        • 1 pizzico di sale
        • Zucchero a velo q.b. per la decorazione

        Per una variante più golosa, puoi aggiungere 50 g di gocce di cioccolato fondente o farcire la torta con crema al mascarpone.
        Per una versione più leggera, sostituisci lo zucchero con eritritolo o dolcificante naturale e riduci la quantità di burro.

        Procedimento

        1. Prepara le noci: sguscia i gherigli e frullali a impulsi in un mixer fino a ottenere una granella fine ma non oleosa.
        2. Monta il burro con lo zucchero (o l’olio con lo zucchero se preferisci la variante light) fino a ottenere una crema chiara e soffice.
        3. Incorpora le uova, una alla volta, continuando a montare finché l’impasto risulta omogeneo.
        4. Aggiungi le noci tritate e mescola delicatamente con una spatola per distribuirle in modo uniforme.
        5. Profuma con la cannella e unisci la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale. Amalgama fino a ottenere un composto cremoso ma non liquido.
        6. Versa l’impasto in uno stampo da 22 cm rivestito con carta da forno e livella la superficie.
        7. Cuoci in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 40 minuti. Verifica la cottura con uno stecchino: se esce asciutto, la torta è pronta.
        8. Lascia raffreddare completamente, poi spolverizza con zucchero a velo prima di servire.

        Quando e come gustarla

        La torta alle noci è un dolce che sa di casa: ottima a colazione con una bevanda calda o a merenda, accompagnata da un tè speziato o una tisana al miele. Servita con panna montata o crema alla vaniglia, si trasforma in un dessert raffinato per il dopocena.
        Grazie alla sua consistenza umida, si conserva perfettamente per 3–4 giorni sotto una campana di vetro, mantenendo intatto tutto il suo profumo.

        Un piccolo segreto

        Per un sapore ancora più intenso, tosta leggermente le noci in padella per pochi minuti prima di tritarle: rilasceranno gli oli essenziali e daranno al dolce un aroma irresistibile.

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          Cucina

          Kimchi, l’anima della cucina coreana: perché piace così tanto e fa anche bene

          Dalla necessità di conservare le verdure all’inverno alla scoperta dei benefici dei cibi fermentati: la storia del kimchi racconta molto più di una semplice ricetta.

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          Kimchi

            Per i coreani il kimchi non è un piatto qualunque, ma un elemento quotidiano e irrinunciabile, presente a colazione, pranzo e cena. Ogni pasto tradizionale coreano lo prevede, in decine di varianti diverse. Il suo sapore deciso, che combina piccantezza, acidità e umami, può sorprendere chi lo assaggia per la prima volta, ma proprio questa complessità spiega perché sia così amato e profondamente legato all’identità nazionale.

            Le origini di un piatto millenario

            La storia del kimchi affonda le radici in tempi antichissimi. Già oltre duemila anni fa, nella penisola coreana, si conservavano le verdure con il sale per affrontare i lunghi inverni. Le prime versioni erano semplici e prive di spezie: il peperoncino, oggi ingrediente iconico, arrivò solo nel XVII secolo, dopo essere stato introdotto in Asia dalle rotte commerciali. Da allora il kimchi ha iniziato a evolversi, diventando il piatto che conosciamo oggi, preparato soprattutto con cavolo napa, ravanelli, aglio, zenzero e pasta di peperoncino fermentata.

            Il kimjang, una tradizione collettiva

            Il legame tra kimchi e cultura coreana è così profondo che esiste una pratica riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale: il kimjang. Si tratta del rito autunnale durante il quale famiglie e comunità si riuniscono per preparare grandi quantità di kimchi da consumare nei mesi freddi. Non è solo un momento culinario, ma un’occasione di condivisione e trasmissione di saperi tra generazioni.

            Perché ai coreani piace così tanto

            Il successo del kimchi è legato a più fattori. Da un lato, il gusto intenso si sposa perfettamente con riso, zuppe e piatti a base di carne o pesce. Dall’altro, il sapore fermentato soddisfa il palato abituato a cibi complessi e bilanciati. In Corea, inoltre, il kimchi è sinonimo di casa e comfort: ogni famiglia custodisce una ricetta personale, considerata parte della propria identità.

            I benefici per la salute

            Oltre al valore culturale, il kimchi è apprezzato anche per le sue proprietà nutrizionali. Essendo un alimento fermentato, è ricco di probiotici naturali che favoriscono la salute dell’intestino e contribuiscono all’equilibrio della flora batterica. È inoltre povero di calorie, ma ricco di fibre, vitamine A, B e C, e sali minerali. Alcuni studi suggeriscono che il consumo regolare di kimchi possa sostenere il sistema immunitario e contribuire al controllo del colesterolo, se inserito in una dieta equilibrata.

            Un simbolo che ha conquistato il mondo

            Negli ultimi anni il kimchi ha superato i confini della Corea, diventando protagonista della cucina internazionale. Chef e nutrizionisti lo apprezzano per la sua versatilità e per il valore dei cibi fermentati, sempre più presenti nelle diete moderne.

            In Corea, però, resta soprattutto un simbolo di appartenenza: un piatto che racconta storia, clima, tradizioni e il rapporto profondo tra cibo e comunità. Un motivo in più per capire perché, per i coreani, il kimchi non sia solo buono, ma indispensabile.

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              Cucina

              Frittelle di verza: la ricetta rustica che profuma di cucina di casa

              Dalla scelta degli ingredienti ai passaggi fondamentali per una pastella leggera: ecco come preparare uno dei piatti più amati delle cucine regionali del Nord Italia.

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              Frittelle di verza

                Le frittelle di verza sono un classico della cucina popolare, una preparazione semplice ma ricca di sapore che valorizza uno degli ortaggi più diffusi nei mesi freddi. Originarie delle aree alpine e padane, dove la verza è da sempre protagonista della dieta invernale, queste frittelle nascono come piatto di recupero, pensato per utilizzare al meglio ciò che l’orto offriva. Oggi sono tornate di moda grazie alla loro versatilità: ottime come antipasto, come stuzzichino da aperitivo o come contorno sostanzioso.

                La verza, ricca di fibre, vitamine C e K, è ideale per ricette che prevedono brevi cotture, perché mantiene parte delle sue caratteristiche nutrizionali. Prima di finire in pastella, le foglie vengono sbollentate o saltate in padella, una tecnica che aiuta ad ammorbidirle e a esaltarne il sapore senza appesantire la preparazione. A rendere le frittelle particolarmente croccanti è invece la pastella, che varia leggermente da zona a zona: c’è chi usa acqua frizzante molto fredda, chi aggiunge un goccio di latte, e chi preferisce una versione più rustica con farina integrale.

                Nelle cucine di montagna le frittelle vengono spesso servite durante sagre e feste di paese, fritte al momento in grandi padelle di ghisa. Il loro profumo intenso è legato al contrasto tra la dolcezza della verza e la croccantezza della frittura. A casa, per ottenere un risultato simile, è importante scaldare l’olio fino alla temperatura giusta — intorno ai 170-175 °C — e friggere poche frittelle per volta, così da evitare che si inzuppino.

                Pur essendo un piatto tradizionale, la ricetta lascia spazio alla creatività: molti aggiungono cubetti di pancetta, cipolle stufate, erbe aromatiche o un tocco di formaggio grattugiato. Altri preferiscono una versione più leggera, cotta al forno con un filo d’olio. In ogni caso, la base resta sempre la stessa: una verza fresca e una pastella semplice e ben amalgamata.

                Di seguito una ricetta classica e collaudata per ottenere frittelle di verza gustose e leggere.


                Ricetta: Frittelle di Verza

                Ingredienti (per 4 persone)

                • 1 verza piccola (circa 700–800 g)
                • 150 g di farina 00
                • 1 uovo
                • 120 ml di acqua frizzante freddissima
                • 40 g di formaggio grattugiato (facoltativo)
                • Sale e pepe q.b.
                • Noce moscata (facoltativa)
                • Olio di semi per friggere

                Preparazione

                1. Pulire la verza: rimuovi le foglie esterne più dure, tagliala a listarelle e lavala bene.
                2. Sbollentarla: immergi la verza in acqua bollente salata per 5–6 minuti, quindi scolala e strizzala leggermente. In alternativa puoi saltarla in padella con un filo d’olio per 7–8 minuti.
                3. Preparare la pastella: in una ciotola mescola farina, uovo, acqua frizzante, sale e pepe. La consistenza deve essere cremosa, non troppo liquida. Aggiungi la verza e, se lo desideri, il formaggio grattugiato o un pizzico di noce moscata.
                4. Friggere: scalda l’olio a 170–175 °C. Con un cucchiaio preleva piccole porzioni di impasto e immergile nell’olio. Cuoci le frittelle finché diventano dorate e croccanti, circa 2–3 minuti per lato.
                5. Scolare e servire: metti le frittelle su carta assorbente e servile calde, magari accompagnate da una salsa allo yogurt o da un semplice contorno di verdure.

                Le frittelle di verza rappresentano un esempio di come la cucina tradizionale sappia trasformare ingredienti umili in piatti ricchi di carattere. Perfette per scaldare le serate invernali, continuano a raccontare una storia fatta di semplicità e gusto autentico. Buon appetito!

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