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Cucina

La cheesecake: varianti gustose per deliziare il palato

La cheesecake invernale offre infinite possibilità di sperimentazione in cucina. Sia che tu scelga di abbracciare i sapori ricchi del cioccolato e delle noci o di optare per la freschezza degli agrumi, l’arte di creare varianti invernali della cheesecake è un modo delizioso per celebrare la stagione.

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    Mentre l’inverno si insinua con il suo freddo avvolgente, la cheesecake offre un comfort dolce e cremoso che si adatta perfettamente alla stagione. In questo articolo, esploreremo alcune varianti invernali creative della cheesecake, offrendo un viaggio attraverso gusti e combinazioni che riscaldano l’anima. Concluderemo con una deliziosa ricetta di cheesecake al mandarino, perfetta per portare un tocco di freschezza agli giorni più freddi.

    La cheesecake classica come tela invernale

    La cheesecake classica, con il suo strato cremoso e crosta friabile, è il punto di partenza ideale per esplorare varianti invernali. Il suo gusto neutro si presta bene a essere accoppiato con ingredienti stagionali come agrumi, spezie calde e frutta secca.

    Cheesecake al cioccolato e pepe nero

    Una variante intrigante è la cheesecake al cioccolato e pepe nero. L’aggiunta di pepe nero macinato fresco crea un contrasto affascinante con la dolcezza del cioccolato, aggiungendo una nota calda e speziata perfetta per l’inverno.

    Cheesecake al caffè e noci

    Per gli amanti del caffè, una cheesecake al caffè e noci può essere la scelta ideale. L’aroma robusto del caffè si fonde con la ricchezza delle noci, creando un profilo di gusto avvolgente e appagante.

    Cheesecake all’arancia e zenzero

    L’arancia e lo zenzero aggiungono una nota agrumata e piccante alla cheesecake, creando un connubio perfetto per l’inverno. La freschezza dell’arancia si sposa con il calore dello zenzero, regalando una cheesecake vibrante e rinfrescante.

    Cheesecake al miele e noci

    Il miele, con la sua dolcezza naturale, può essere un’aggiunta sublime alla cheesecake invernale. Accompagnato dalle noci croccanti, crea un dessert che incarna la calda dolcezza della stagione.

    Un’idea? La cheesecake al mandarino, la ricetta passo a passo: Concludiamo con una ricetta che unisce la cremosità della cheesecake alla freschezza del mandarino. Ecco la ricetta:

    Ingredienti:

    • 200g di biscotti digestive
    • 100g di burro fuso
    • 500g di formaggio cremoso
    • 200g di zucchero
    • 3 uova
    • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
    • Scorza grattugiata di 2 mandarini
    • Succo di mandarino fresco (da circa 4 mandarini)
    • Per la copertura: mandarini a fette sottili

    Procedimento:

    1. Trita finemente i biscotti e mescola con il burro fuso. Pressa il composto sul fondo di una teglia per cheesecake e metti in frigorifero per solidificare.
    2. In una ciotola, mescola il formaggio cremoso con lo zucchero fino a ottenere una consistenza liscia.
    3. Aggiungi le uova una alla volta, incorporando bene.
    4. Aggiungi l’estratto di vaniglia, la scorza grattugiata e il succo di mandarino. Mescola delicatamente.
    5. Versa il composto sulla base di biscotti nella teglia e cuoci in forno preriscaldato a 160°C per circa 45-50 minuti o fino a quando la cheesecake è fissata.
    6. Lascia raffreddare completamente e metti in frigorifero per almeno 4 ore o durante la notte.
    7. Prima di servire, guarnisci con fette sottili di mandarino sulla superficie.
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      Cucina

      Chiacchiere di Carnevale, il dolce simbolo della festa: la ricetta tradizionale passo dopo passo

      Dalle origini antiche alla preparazione casalinga, ecco come nascono le chiacchiere nella loro versione classica, con ingredienti semplici e una lavorazione che punta su sottilissime sfoglie fritte.

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      Chiacchiere di Carnevale

        Le chiacchiere di Carnevale sono uno dei dolci più rappresentativi della tradizione italiana, presenti sulle tavole di tutto il Paese con nomi diversi – frappe, bugie, crostoli, cenci – ma con una base comune che affonda le radici nella cucina popolare. Croccanti e leggere, vengono preparate nel periodo che precede la Quaresima, quando storicamente era concesso concedersi ingredienti più ricchi come zucchero, burro e frittura.

        Un dolce dalle origini antiche

        Le origini delle chiacchiere risalgono addirittura all’epoca romana. Gli storici dell’alimentazione fanno risalire questo dolce alle frictilia, strisce di pasta fritte nel grasso e distribuite durante le festività. Con il passare dei secoli la ricetta si è raffinata, mantenendo però l’elemento fondamentale: una sfoglia sottilissima, fritta rapidamente per ottenere una consistenza friabile e asciutta.

        Gli ingredienti della ricetta tradizionale

        Per ottenere chiacchiere fedeli alla tradizione servono pochi ingredienti, ma di buona qualità:

        • 300 g di farina 00
        • 50 g di zucchero
        • 40 g di burro morbido
        • 2 uova medie
        • 1 cucchiaio di liquore (grappa, rum o vino bianco secco)
        • scorza grattugiata di limone non trattato
        • un pizzico di sale
        • olio di semi di arachide per la frittura
        • zucchero a velo per decorare

        Il liquore, spesso presente nelle versioni regionali, aiuta a rendere l’impasto più fragrante e asciutto dopo la frittura.

        Il procedimento passo dopo passo

        Su una spianatoia si dispone la farina a fontana, aggiungendo al centro zucchero, uova, burro, sale, scorza di limone e liquore. Si impasta fino a ottenere un composto liscio ed elastico, che va lasciato riposare coperto per almeno 30 minuti: questo passaggio è fondamentale per stendere la pasta senza che si ritiri.

        Dopo il riposo, l’impasto viene diviso in porzioni e tirato molto sottile, preferibilmente con la macchina per la pasta, fino a ottenere una sfoglia quasi trasparente. Si ritagliano strisce o rettangoli, praticando un piccolo taglio centrale.

        Le chiacchiere vanno fritte poche alla volta in olio caldo (circa 170°C) per pochi secondi per lato, finché diventano dorate e si coprono di bolle. Una volta scolate su carta assorbente, si lasciano raffreddare completamente prima di essere spolverate con abbondante zucchero a velo.

        Croccantezza e leggerezza

        Il segreto delle chiacchiere perfette sta nello spessore sottilissimo e nella temperatura dell’olio: troppo bassa le rende unte, troppo alta le scurisce rapidamente. Ben eseguite, restano leggere, friabili e si conservano per diversi giorni in un contenitore ermetico.

        Simbolo di festa e convivialità, le chiacchiere continuano a raccontare, a ogni morso, una storia di tradizione condivisa e semplicità, rendendo il Carnevale una delle ricorrenze più dolci dell’anno.

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          Cucina

          Rösti di carote vegani: le frittelle croccanti che conquistano anche chi non rinuncia al gusto

          Semplici, dorati e senza ingredienti di origine animale: i rösti di carote sono una ricetta versatile, ideale come antipasto o piatto leggero.

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          Rösti di carote vegani

            Le frittelle croccanti di verdure sono una soluzione sempre apprezzata in cucina, soprattutto quando uniscono semplicità, leggerezza e sapore. I rösti di carote vegani reinterpretano un grande classico della tradizione europea – originariamente a base di patate – trasformandolo in un piatto adatto a chi segue un’alimentazione vegetale o semplicemente vuole portare in tavola qualcosa di diverso, sano e sfizioso.

            Le carote, protagoniste della ricetta, non sono solo economiche e facilmente reperibili tutto l’anno, ma offrono anche un buon apporto di fibre, betacarotene e antiossidanti. In questa versione non servono uova né latticini: la croccantezza si ottiene grazie alla corretta lavorazione delle verdure e a una cottura attenta, in padella o al forno.

            Perfetti come antipasto, finger food, contorno o piatto unico leggero, i rösti di carote possono essere accompagnati da salse vegetali, hummus o una semplice insalata fresca. Il risultato è un piatto equilibrato, che dimostra come la cucina vegana possa essere gustosa senza ricorrere a ingredienti complessi.

            Ingredienti (per circa 8 frittelle)

            • 400 g di carote
            • 2 cucchiai di farina di ceci (oppure farina 0)
            • 1 cucchiaio di amido di mais o fecola di patate
            • 1 piccolo spicchio d’aglio (facoltativo)
            • Sale e pepe q.b.
            • Erbe aromatiche a piacere (prezzemolo, timo o erba cipollina)
            • Olio extravergine d’oliva q.b.

            Procedimento

            1. Preparare le carote
              Lava e pela le carote, poi grattugiale con una grattugia a fori larghi. Trasferiscile in un colino e strizzale bene con le mani per eliminare l’acqua in eccesso: questo passaggio è fondamentale per ottenere frittelle croccanti.
            2. Unire gli ingredienti
              Metti le carote in una ciotola capiente. Aggiungi la farina di ceci, l’amido, l’aglio finemente tritato (se gradito), sale, pepe ed erbe aromatiche. Mescola fino a ottenere un composto omogeneo e compatto.
            3. Formare i rösti
              Con le mani leggermente umide, preleva una piccola quantità di impasto e modellala a forma di disco, schiacciandola delicatamente.
            4. Cuocere
              Scalda un filo d’olio in una padella antiaderente e cuoci i rösti a fuoco medio per circa 4–5 minuti per lato, finché risultano ben dorati e croccanti. In alternativa, puoi cuocerli in forno a 200 °C per circa 20 minuti, girandoli a metà cottura.
            5. Servire
              Lasciali riposare un paio di minuti su carta assorbente e servili caldi.

            Croccanti fuori e morbidi all’interno, i rösti di carote vegani sono la dimostrazione che una cucina senza ingredienti animali può essere appagante e ricca di carattere, perfetta per tutti, non solo per chi segue una dieta vegetale.

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              Pizzoccheri della Valtellina, il piatto che scalda l’autunno: storia e ricetta del comfort food più amato delle Alpi

              Tra burro fuso, verza e formaggio Casera, i pizzoccheri sono il simbolo dell’autunno valtellinese e della cucina di montagna fatta di pochi ingredienti e tanto calore.

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              Pizzoccheri della Valtellina

                È difficile pensare a un piatto che racconti meglio l’autunno lombardo dei pizzoccheri della Valtellina. Rustici, generosi e avvolgenti, sono il manifesto della cucina di montagna. Una tradizione che nasce tra Teglio e Sondrio e che, ancora oggi, profuma le cucine di mezza Italia quando le giornate si accorciano e arriva il primo freddo.

                La ricetta è antica e affonda le radici nella vita semplice dei contadini di montagna. Impastavano la farina di grano saraceno — alimento povero ma ricco di energia — con poca farina bianca e acqua tiepida, fino a ottenere una sfoglia scura e ruvida. Tagliata a strisce corte, veniva cotta insieme a patate e verza, gli ingredienti più facilmente reperibili nelle valli alpine.

                Il segreto, però, è nella mantecatura. Una volta scolata, la pasta non si condisce: si costruisce, strato dopo strato, alternando pizzoccheri, formaggio Casera DOP e burro fuso profumato di aglio e salvia. Il calore fa sciogliere tutto e nasce così quella crema vellutata che rende ogni boccone irresistibile. È un piatto che non ha bisogno di sofisticazioni: basta una spolverata di pepe nero e il gioco è fatto.

                Oggi i pizzoccheri sono un simbolo identitario, tutelato dal marchio IGP, e vengono celebrati ogni anno a Teglio, patria della ricetta originale custodita dall’Accademia del Pizzocchero. Le versioni “moderne” prevedono piccole varianti. Come l’uso delle coste o del bitto al posto del Casera — ma la sostanza non cambia. Il gusto pieno, l’odore del burro che si mescola al fumo caldo e la sensazione di casa che accompagna ogni forchettata.

                Prepararli richiede tempo, ma è proprio in quella lentezza che si trova il piacere. Mentre il burro sfrigola in padella e la salvia sprigiona il suo profumo. Sembra quasi di sentire la neve alle finestre e il legno che scricchiola nel camino. I pizzoccheri, più che un piatto, sono un abbraccio.

                E se vuoi restare fedele alla tradizione, servili fumanti in una teglia di ghisa, con un bicchiere di rosso valtellinese accanto. Non è solo cucina: è un pezzo d’Italia che profuma di montagna e di memoria.

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