Cucina
Una cantata del mare: tagliolini in zuppa di cozze e gamberi!
Tagliolini, sottili e delicati, per assorbire i vivaci sapori del mare. Preparati al momento dell’assaggio e alla cottura al dente, la pasta mantiene la loro consistenza mentre assorbono il succo delle cozze e il profumo di gamberoni per un gusto indimenticabile.
La semplicità è la chiave del successo di questo piatto. Gli chef più rinomati seguono la filosofia italiana di utilizzare pochi ingredienti di alta qualità e lasciarli brillare. Un tocco di aglio, prezzemolo fresco, peperoncino fresco piccante se gradito, un filo d’olio extravergine d’oliva sono tutto ciò di cui hanno bisogno questi tagliolini per trasformarsi in un’opera d’arte culinaria.
Ingredienti per 4 persone
350 g di tagliolini freschi o secchi
500 g di cozze, pulite e lavate
8 gamberoni, puliti e ridotti a code
1 spicchio di aglio in camicia
2 pomodori pelati schiacciati
1/2 bicchiere di vino bianco secco
Prezzemolo fresco, tritato finemente
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale e pepe q.b.
Procedimento
In una casseruola, scalda un generoso giro di olio, l’aglio, i pelati schiacciati e cuoci per alcuni minuti fino a quando iniziano a sfaldarsi leggermente. Sfuma con il vino bianco e lascia evaporare l’alcol per 2 minuti.
Aggiungi le cozze pulite e i gamberoni senza testa e ben puliti, copri con il coperchio e lascia cuocere per circa 8 minuti, fino a quando le cozze si aprono e i gamberoni diventano rosa e completamente cotti. Aggiungi 3 bicchieri di acqua e aggiusta di sale, ma solo se necessario e unisci una macinata di pepe.
Abbassa la fiamma e lascia sobbollire la zuppa per circa 15-20 minuti, in modo che i sapori si amalgamino bene. Nel frattempo, lessa i tagliolini in acqua salata, scolali molto al dente e trasferiscili nella casseruola con la zuppa di cozze e gamberi, poi mescola, cospargi con prezzemolo fresco tritato finemente e servi in tavola appena pronto.
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Cucina
L’oro dolce dei Balcani: la tradizione dell’halva di semi di girasole
Dalle sue origini affascinanti fino alla ricetta autentica: ecco come nasce uno dei dolci più amati e diffusi nei mercati di Turchia, Bulgaria, Grecia, Russia e Medio Oriente. Una delizia che unisce storia, cultura e sorprendenti proprietà nutritive.
Una storia che profuma di tradizione
Il termine halva deriva dal termine arabo ḥalwā, che significa “dolce”. Le sue radici sono antichissime: le prime versioni documentate compaiono tra Persia e regioni ottomane già dal XIII secolo. Nel corso dei secoli, la ricetta ha viaggiato lungo rotte commerciali e culturali, arrivando nelle attuali Turchia, nei Balcani, in Grecia e fino alla Russia.
Esistono molte varianti: a base di semola, tahina (crema di sesamo), noci o semi di girasole. Proprio quest’ultima è tra le più popolari nell’Europa orientale, grazie alla disponibilità locale del girasole e al suo sapore ricco e aromatico.
Perché i semi di girasole?
Ricchi di grassi “buoni”, vitamine del gruppo B e minerali come magnesio e fosforo, i semi di girasole sono un ingrediente tradizionale ma anche sorprendentemente attuale. Nella versione dell’halva, vengono tostati e macinati fino a diventare una crema rustica che, unita a un caramello leggero, dà vita a un dolce compatto, friabile e naturalmente profumato.
La ricetta dell’halva ai semi di girasole
Ingredienti (per circa 8 porzioni)
- 200 g di semi di girasole sgusciati
- 120 g di zucchero
- 80 g di miele (o sciroppo di glucosio nelle versioni più tradizionali)
- 50 ml di acqua
- 1 pizzico di sale
- 1 cucchiaino di estratto di vaniglia (facoltativo)
(Nelle preparazioni industriali può essere presente anche pasta di semi di girasole, ma a livello casalingo la versione tostata e macinata resta la più comune e fedele alla tradizione.)
Procedimento
Tostare i semi
Distribuisci i semi di girasole su una padella antiaderente e falli tostare a fiamma media per 4–5 minuti, mescolando spesso. Devono dorarsi leggermente e sprigionare il loro profumo, ma senza bruciare.
Lasciali raffreddare completamente.
Ridurli in crema
Una volta freddi, frulla i semi in un mixer potente fino a ottenere una consistenza sabbiosa e poi via via sempre più cremosa.
Se necessario, procedi a intervalli per evitare di surriscaldare il motore.
Aggiungi un pizzico di sale e, se lo gradisci, la vaniglia.
Preparare lo sciroppo
In un pentolino unisci acqua, zucchero e miele. Cuoci a fuoco medio finché la miscela raggiunge una consistenza densa, simile a un caramello chiaro (circa 118–120°C, fase “soft ball”).
Se non hai un termometro, osserva che lo sciroppo cominci a filare e diventi viscoso.
Unire crema e sciroppo
Versa lo sciroppo caldo nella crema di semi e mescola energicamente con una spatola. Il composto tenderà a compattarsi man mano che lo zucchero cristallizza: è normale ed è proprio questa reazione a creare la tipica consistenza friabile dell’halva.
Modellare e raffreddare
Trasferisci la massa in uno stampo foderato con carta da forno, pressandola bene.
Lascia riposare a temperatura ambiente per 3–4 ore, finché non diventa solida e facile da tagliare.
Servire
Taglia l’halva a fette o cubotti. Si conserva per diversi giorni in un contenitore ermetico, senza necessità di frigorifero.
Un dolce antico che parla al presente
L’halva di semi di girasole è un dessert che unisce tradizione e modernità: ricca ma naturale, dolce ma non stucchevole, perfetta da gustare da sola o accompagnata da tè caldo o caffè.
Una ricetta che racconta secoli di scambi e contaminazioni tra culture diverse, ma che continua — ieri come oggi — a conquistare chiunque ami i sapori autentici.
Cucina
Storie ricche di’Italia: involtini di melanzane fritte
Negli ultimi decenni anche la categoria dei cibi abbinati ha guadagnato popolarità anche al di fuori dell’Italia, diventando pietanza apprezzata in molti paesi del mondo, grazie alla loro deliziosa combinazione di infiniti sapori e texture.
Ottimi come antipasto o piatto principale
Serviamoli come antipasto o presentandoli con affettati e disposti su un bel piatto da portata, magari accompagnati da una salsa leggera di pomodoro o da una salsa di basilico per aggiungere un tocco di freschezza.
Ottimi anche come piatto principale, puoi servire gli involtini con una semplice insalata verde o con del pane croccante per un pasto completo ma leggero. Aggiungere un po’ di lamelle di parmigiano aggiunge un ulteriore strato di sapore e rende il piatto ancora più invitante.
Involtini di melanzane ricotta e pecorino
2 melanzane medie
250 g di ricotta fresca pecorina scolata
2 cucchiai di pecorino romano grattugiato
1 uovo
2 cucchiai di prezzemolo fresco tritato
10 pomodorini
Una manciata di rucola fresca
Sale e pepe q.b.
Olio di semi di arachide per friggere q.b.
ProcedimentoTaglia le melanzane a fette nel senso della lunghezza, poi friggile in abbondante olio caldo e scolale bene su carta assorbente da cucina. Lascia da parte a raffreddare completamente.
In una ciotola, mescola la ricotta, pecorino, prezzemolo tritato, pomodorini e rucola sminuzzati, mescola tutto e regola di sale e pepe.
Su un tagliere stendi le melanzane fritte metti un po’ di ripieno di ricotta su una delle due estremità, poi arrotola intorno al ripieno per formare un piccolo involtino; quindi, ripeti tutto con le restanti fette di melanzana e il ripieno. Man mano che li prepari, trasferisci gli involtini su un piatto da portata e servili a temperatura ambiente.
Cucina
Ciliegie vs Amarene: Una tira l’altra!
Tra le eccelse rappresentanti della frutta rossa spiccano le ciliegie e le amarene, due frutti dalle somiglianze affascinanti ma dalle differenze sostanziali. Sebbene condividano lo stesso colore accattivante, le due varietà si distinguono nettamente per il gusto, il colore e le applicazioni culinarie.
Le ciliegie e le amarene sono due frutti simili ma distinti, ognuno con il proprio sapore, forme, utilizzi e caratteristiche differenti. Mentre le ciliegie sono note per il loro sapore dolce e succoso e sono perfette per consumare fresche o utilizzare in una varietà di ricette dolci, le amarene si distinguono per il loro caratteristico sapore amaro e sono spesso utilizzate nella produzione di dolci e liquori. Conoscere le differenze tra questi due frutti ti permetterà di scegliere l’ingrediente giusto per le tue ricette e di apprezzarne appieno i sapori unici che ognuno ha da offrire.
Ciliegie
Generalmente sono un frutto dolce, polposo e succoso, hanno un sapore dolce e leggermente acidulo, che cambia a seconda della varietà.
Colore Rosso o Nero. Le ciliegie sono disponibili in diverse tonalità, con colori che vanno dal rosso brillante al nero violaceo.
Polpa Succosa. La polpa delle ciliegie è morbida e succosa, con un nucleo duro al centro.
Utilizzi in cucina. Le ciliegie sono spesso consumate fresche come spuntino, ma sono anche utilizzate come ingrediente in una vasta gamma di ricette dolci e salate.
Amarene
Le amarene, al contrario, sono frutti più piccoli e dal sapore più intenso, con una nota distintiva di amarezza che li rende unici. Ecco cosa le differenzia.
Sapore Amaro. Le amarene hanno un sapore distintamente amaro, che le rende meno adatte al consumo fresco, ma perfette per la produzione di confetture, composte e liquori.
Colore Scuro: Le amarene sono di solito di colore scuro, tendente al nero, con una pelle lucida e sottile.
Polpa più soda. La polpa delle amarene è più dura rispetto a quella delle ciliegie, con un seme relativamente grande al centro.
Utilizzi In cucina: Le amarene sono ampiamente utilizzate nella produzione del liquore Maraschino o sciroppate
Valori nutrizionali per 100 grammi di ciliegie fresche
Calorie: circa 50 kcal
Carboidrati: circa 12 grammi
Zuccheri: circa 8 grammi
Fibre: circa 2 grammi
Grassi: circa 0,3 grammi
Proteine: circa 1 grammo
Vitamina C: circa 7-10 milligrammi
Vitamina A: circa 640-860 unità internazionali (UI)
Potassio: circa 200 milligrammi
Questi valori possono variare leggermente a seconda del tipo specifico di ciliegia e delle condizioni di coltivazione. Le ciliegie sono anche una fonte significativa di antiossidanti, in particolare antociani, che sono responsabili del loro colore rosso intenso e offrono diversi benefici per la salute.
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