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Curiosità

Machu Picchu? In Perù c’è qualcosa di molto più antico

Scoperta archeologica in Perù: tempio di 5.000 anni fa più antico del Machu Picchu. Situato nel distretto di Zaña, il tempio cerimoniale, celato sotto una duna di sabbia, risale al 2000 a.C. – 900 a.C. La scoperta include un piccolo teatro con lastre di pietra scolpite e tre scheletri adulti, offrendo nuove prospettive sulla religione e civiltà peruviane. Questo sito è anteriore alle civiltà Inca, Nazca e Moche, e potrebbe rivoluzionare la comprensione delle popolazioni andine. Scopri di più su questo affascinante ritrovamento e il suo impatto sulla storia del Perù.

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    Un’importante scoperta archeologica ha portato alla luce un tempio cerimoniale di 5.000 anni fa, celato sotto una duna di sabbia. Situato nel distretto di Zaña, nel Perù nordoccidentale, questo tempio risale a un periodo compreso tra il 2000 a.C. e il 900 a.C.. Ben 3.500 anni più antico del famoso Machu Picchu.

    Una scoperta eccezionale

    I ricercatori hanno impiegato pochi giorni dall’inizio degli scavi, il 3 giugno scorso, per scoprire i resti delle mura di quello che potrebbe essere stato un tempio o un teatro a più piani. Tra i reperti sono stati rinvenuti anche gli scheletri di tre adulti. Questo ritrovamento, situato nel complesso archeologico Los Paredones de la Otra Banda-Las Ánimas, potrebbe rivoluzionare la comprensione delle origini della complessa religione e civiltà del Perù.

    Perché questa scoperta è importante

    Luis Muro Ynoñán, un ricercatore del Field Museum, ha dichiarato che la struttura potrebbe essere stata utilizzata per spettacoli rituali riservati a un pubblico selezionato. Tra i ritrovamenti più affascinanti vi è un piccolo teatro con un’area dietro le quinte e una scala che conduceva a una piattaforma simile a un palcoscenico. Le scale erano decorate con lastre di pietra scolpite, rappresentanti una figura mitologica simile a un uccello, risalenti al “Periodo iniziale” (2000 a.C. – 900 a.C.).

    Quanto è importante l’evoluzione storica

    Questo tempio è significativamente più antico non solo dell’epoca Inca (dal XII secolo fino alla conquista spagnola), ma anche delle Linee di Nazca (300 a.C. – 500 d.C.) e della civiltà Moche (I – VII secolo). Le costruzioni di Machu Picchu, invece, risalgono solo al XV secolo. La scoperta di questo tempio potrebbe quindi fornire nuove informazioni sulle origini delle civiltà andine e sui complessi sistemi religiosi e sociali che le caratterizzavano.

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      Curiosità

      Le chitarre di Lucio Battisti finiscono all’asta: gli esordi del mito valgono fino a 70mila euro

      Finarte mette in vendita due strumenti usati da Lucio Battisti all’inizio della carriera, insieme alle lettere scritte alla madre negli anni Sessanta. Tra i lotti anche oggetti appartenuti a Lucio Dalla, dalla giacca di DallAmeriCaruso agli occhiali di Banana Republic.

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        Ci sono oggetti che sembrano soltanto oggetti finché non scopri a chi sono appartenuti. Una chitarra, ad esempio, può essere legno, corde, firma, custodia e stima d’asta. Oppure può diventare un pezzo di storia della musica italiana se quelle corde sono passate tra le mani di Lucio Battisti, quando il mito non era ancora mito e il ragazzo stava ancora costruendo, viaggio dopo viaggio, serata dopo serata, la propria avventura artistica. Venerdì 26 giugno, presso la sede romana di Finarte e sulle piattaforme online della casa d’aste, andranno all’incanto alcuni cimeli destinati ad accendere la fantasia dei collezionisti: due chitarre usate da Battisti all’inizio della carriera, un nucleo di lettere private scritte alla madre e diversi oggetti appartenuti a Lucio Dalla.

        Le chitarre di Battisti e il prezzo della memoria

        I lotti dedicati a Lucio Battisti sono tra i più attesi dell’asta “Autografi e Memorabilia Storici, Musicali e Sportivi”. Le due chitarre raccontano gli anni giovanili del cantautore, quelli delle prime esperienze artistiche e delle prime formazioni. Una, ricevuta in dono dal padre, è una chitarra acustica a sei corde con firma autografa: il lotto 121 ha una stima tra 60mila e 65mila euro. Il lotto 122, un altro strumento legato agli esordi, sale invece fino a una valutazione compresa tra 60mila e 70mila euro. Cifre importanti, certo, ma quando si parla di Battisti non si compra soltanto uno strumento: si compra un frammento dell’inizio, il momento in cui una voce destinata a cambiare la canzone italiana cercava ancora la propria strada.

        Le lettere alla madre e il Battisti più privato

        Accanto alle chitarre, l’asta offre anche un nucleo di corrispondenza privata con la madre. Sono lettere scritte a metà degli anni Sessanta, durante i numerosi spostamenti che portarono il giovane Battisti a esibirsi in Italia e all’estero. È forse la parte più intima del catalogo, perché sposta lo sguardo dal monumento al ragazzo, dal cantautore celebrato all’artista in movimento, ancora dentro una fase di costruzione personale e professionale. Non solo musica, però: tra i lotti figurano anche alcune opere pittoriche che mostrano una dimensione artistica meno conosciuta di Battisti, lontana dal palco e dagli studi di registrazione.

        Lucio Dalla, dagli occhiali alla Fiat 500 Abarth

        L’asta guarda anche all’universo di Lucio Dalla, altro gigante della musica italiana. Tra i cimeli spiccano un manoscritto autografo, un borsello realizzato dalla madre, una valigetta Cartier, il microfono e le cuffie provenienti dallo studio di registrazione installato sul suo yacht. C’è anche la Fiat 500 Abarth ricevuta in dono da Luca Cordero di Montezemolo, lotto 106, stimata tra 7mila e 10mila euro. Ma gli oggetti più iconici parlano direttamente alla memoria dei fan: la giacca originale indossata durante la tournée americana DallAmeriCaruso del 1986, stimata tra 12mila e 16mila euro, gli occhiali Ray-Ban usati nel tour Banana Republic del 1979, valutati tra 2.500 e 3.500 euro, e il manoscritto originale di Canzone, presentato con una variante testuale. Due Lucio, due mondi diversi, la stessa capacità di restare addosso al pubblico anche quando a parlare, ormai, sono chitarre, lettere, occhiali e vecchie memorie finite sotto il martelletto.

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          Curiosità

          Neologismi, le parole nuove che raccontano il tempo

          Durante l’ultimo decennio, la lingua italiana ha visto l’introduzione di numerosi neologismi e prestiti da altre lingue, riflettendo cambiamenti tecnologici, sociali e culturali. Queste parole provengono spesso dall’inglese, ma anche da altre lingue e dal gergo popolare.

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            Negli ultimi dieci anni, il vocabolario italiano si è arricchito di numerosi neologismi. Riflettendo l’evoluzione tecnologica, sociale e culturale del nostro tempo, termini come “selfie”, “smartworking”, “gender fluid” e “binge-watching” sono entrati nel linguaggio comune, evidenziando il rapido mutamento delle nostre abitudini e delle dinamiche sociali.

            Parole nuove per fenomenologie del nostro tempo

            Questi nuovi vocaboli, provenienti spesso dall’inglese o coniati. Descrivono fenomeni contemporanei, raccontano un’Italia sempre più connessa, inclusiva e attenta alle sfide del presente. La lingua italiana, da sempre in grado di adattarsi e arricchirsi, continua a evolvere, accogliendo parole che descrivono la nostra realtà in continua trasformazione. Ecco una panoramica di alcuni dei termini più rilevanti aggiunti al vocabolario italiano.

            Tecnologia e internet

            Selfie: Fotografia di se stessi, solitamente scattata con uno smartphone.
            Spam: Messaggi di posta elettronica indesiderati.
            Bannare: Escludere qualcuno da una piattaforma o da un forum
            Chatbot: Programma che simula una conversazione con un utente.
            App: Applicazione per dispositivi mobili.
            Influencer: Persona con una significativa presenza sui social media, capace di influenzare l’opinione pubblica o i comportamenti.
            Criptovaluta: Moneta digitale decentralizzata, come il Bitcoin.
            Streaming: Trasmissione di contenuti audio o video in tempo reale.
            Smartworking: Lavoro a distanza tramite strumenti tecnologici.
            Hashtag: Parola o frase preceduta dal simbolo # utilizzata nei social media per categorizzare i contenuti.

            Società e cultura

            Gender fluid: Persona che non si identifica in modo fisso con un solo genere.
            Trigger: Qualcosa che causa una reazione emotiva negativa, spesso usato in contesti di salute mentale.
            No vax: Persona contraria alla vaccinazione
            Green pass: Certificazione che attesta l’avvenuta vaccinazione o guarigione dal COVID-19.
            Cancel culture: Fenomeno di ostracismo sociale nei confronti di persone o entità ritenute colpevoli di comportamenti considerati inaccettabili.

            Economia e lavoro

            Startup: Nuova impresa innovativa.
            Coworking: Spazio condiviso da professionisti di diverse aree per lavorare.
            Bolla immobiliare: Situazione in cui i prezzi degli immobili crescono rapidamente fino a superare il loro reale valore.

            Salute e benessere

            Vegano: Persona che segue una dieta priva di prodotti animali.
            Mindfulness: Pratica di consapevolezza e concentrazione sul momento presente.
            Quarantena: Isolamento preventivo per limitare la diffusione di malattie infettive.

            Intrattenimento e media

            Binge-watching: Visione consecutiva di più episodi di una serie televisiva.
            Spoiler: Informazione che svela in anticipo parti cruciali di una trama.

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              Curiosità

              La Corsa delle Lumache, il fascino lento di un eccentrico sport

              Nel panorama degli sport e degli eventi culturali giapponesi, uno dei più bizzarri e affascinanti è senza dubbio la Corsa delle Lumache. Questo eccentrico sport nazionale ha catturato l’immaginazione di un pubblico sempre più vasto, non solo in Giappone, ma in tutto il mondo.

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                Lente e metodiche, le lumache gareggiano in maratone che richiedono pazienza e attenzione, trasformando un’attività quotidiana in un evento straordinario. La Corsa delle Lumache non è solo una competizione, ma una celebrazione della lentezza e della contemplazione, invitando tutti a rallentare e apprezzare ogni singolo momento.

                La Corsa delle Lumache in Giappone è un esempio affascinante di come una tradizione locale possa evolversi in un evento di grande interesse e popolarità, non solo a livello nazionale, ma anche internazionale. Questo evento unico mette in risalto la cultura giapponese che spesso valorizza e celebra anche gli aspetti più eccentrici e inaspettati della vita quotidiana.


                Origini
                La Corsa delle Lumache ha avuto inizio come un piccolo evento locale, organizzato per divertire e intrattenere le comunità locali. Con il tempo, grazie anche alla copertura mediatica e all’interesse generato sui social media, l’evento ha iniziato ad attirare un pubblico più vasto, trasformandosi in una vera e propria manifestazione nazionale.


                Come si svolge la gara
                Le lumache partecipanti vengono posizionate su un cerchio di partenza, con l’obiettivo di raggiungere un traguardo situato al centro o alla periferia del cerchio. Le gare possono durare diverse ore, vista la naturale lentezza di questi animali. Gli spettatori osservano con curiosità e pazienza, spesso incoraggiando le lumache con tifo e incitamenti.

                La Corsa delle Lumache ha guadagnato fama internazionale, attirando turisti da tutto il mondo desiderosi di assistere a questa bizzarra competizione.

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