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Moda

Addio al minimalismo essenziale: la Milano Fashion Week lancia lo stile messy girl, la sleep couture e i toni pastello

Rivoluzione alle sfilate di Milano: dal trend messy girl alla vita bassissima, ecco come vestiremo nella Primavera/Estate 2027

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Addio al minimalismo essenziale: la Milano Fashion Week lancia lo stile messy girl, la sleep couture e i toni pastello

    La vita torna bassa e ricorda quella dei look anni 2000, ritorna il boho chic, ma in una nuova versione più glam e meno hippie. Continua poi la mania del layering e degli outfit fatti a strati, quelli tanto amati dalle messy girl che vestono con outfit fintamente disordinati. E ancora la palette di colori punta su tonalità tenui e pastello, mentre in primo piano appaiono sinuose linee scultoree e drappeggi nel tessuto. Il capo must di stagione è la gonna con le pieghe dal mood bon ton e rigoroso, in netto contrasto con i pantaloni di moda, che sono bermuda ampi e pinocchietti a tre quarti o modelli in stile parachute dalla linea bombata e con elastici alla caviglia. Ecco la nostra guida alle tendenze per la Primavera/Estate 2027 viste sulle passerelle della Milano Fashion Week.

    Stratificazioni caotiche e il grande ritorno dello stile Y2K

    Dopo anni in cui a dominare sono stati look puliti, iper essenziali e minimal, sulle passerelle milanesi spuntano come funghi una serie di look che sembrano celebrare il bisogno di riportare in auge un mood più caotico, reale e meno rigoroso. Nasce così il trend delle messy girl che amano i layering look con abbinamenti a strati, dove convivono colori e fantasie opposte e accostamenti inconsueti di tessuti e capi spesso contrastanti.

    Succede dunque che top simili a reggiseni si indossano su camicie over – come nelle proposte di stagione firmate Prada – o ancora che sotto micro giacche in pelle spuntano blazer più lunghi in modo da creare particolari alternanze tra proporzioni differenti. Le sovrapposizioni in stile messy prevedono anche l’aggiunta di accessori, come le sciarpe dalle lunghe frange indossate in vita nei completi dai colori creamy di Bottega Veneta. Sulla passerella di Onitsuka Tiger e Dhruv Kapoor il layering viene creato alternando colori a contrasto o utilizzando giacche, camicie e polo dai maxi colletti sovrapposte tra loro per creare nell’outfit l’effetto stratificato.

    Lo stile Y2K da diverse stagioni viene riproposto e reso più contemporaneo attraverso l’utilizzo di capi, silhouette e mood tipici di quel decennio. Dopo il ritorno dello skinny fit ora è la vita bassissima dei jeans (da cui spuntano tanga in vista proprio come nei 2000) a tornare di moda. Già nelle collezioni della scorsa primavera erano protagoniste pencil skirt a vita bassa, ora negli outfit della prossima stagione calda spopolano pinocchietti in denim decorati da piume e cristalli (vedi i look di Roberto Cavalli) e baggy jeans sdruciti e dalla linea over, come i modelli visti da Ermanno Scervino e Diesel, che lasciano l’ombelico in mostra.

    La nuova dimensione del boho glam e l’estetica della sleep couture

    Lo stile boho chic solitamente utilizza stilemi e dettagli del mood hippie, accostati a pezzi, fantasie e capi ascrivibili al folk o ispirati al gipsy style. Mescolando lunghi abiti decorati da ruche e fantasie floreali con gilet in suede, boots texani e borse con frange nascono gli outfit boho chic che solitamente spopolano nei festival estivi come il Coachella. Per il 2027 il boho è contaminato da dettagli glam, come stampe maculate e decori fatti con cristalli e paillettes, o ancora viene attualizzato con l’abbinamento di accessori più sportivi, come sneakers e pantaloni della tuta.

    Da Roberto Cavalli caftani e ampi soprabiti in seta si abbinano con top animalier, mentre Onitsuka Tiger trasforma mini dress in suede con frange aggiungendo colletti simili a quelli di una polo dal sapore preppy e ancora abbinando sneaker dorate a stivaletto. Da Dolce&Gabbana gli abiti floreali si indossano con gioielli dal mood barocco e su sandali coperti di pietre, mentre Ermanno Scervino punta sul total white per i vestiti corti a balze con maxi scollatura. Etro rende più morbide e romantiche le fantasie floreali tipiche dello stile boho attraverso l’utilizzo di una palette tenue con colori pastello.

    Prosegue la mania dell’intimo indossato in bella mostra, del reggiseno a vista e dei capi ispirati al mondo della lingerie o dello sleepwear. Sulle passerelle di Milano sono protagonisti look in stile sleep couture, composti con abiti in seta scivolata e dalla linea morbida, con orli in pizzo e inserti di tulle a effetto vedo non vedo.

    Le proposte più interessanti e nuove che seguono il trend sono quelle disegnate da Maria Grazia Chiuri per Fendi: la designer fa sfilare completi color pesca con top reggiseno e morbidi bermuda profilati in pizzo e abbinati a stole e colli in pelliccia e a gambaletti che spuntano alti fino al ginocchio. Etro gioca con il mood lingerie destrutturando i tipici slipdress attraverso l’utilizzo di orli irregolari e appuntiti o aggiungendo stoffe in seta broccata e bottoncini, mentre Fausto Puglisi declina il trend in puro stile Cavalli, creando mini abiti patchwork con inserti animalier accostati a pizzo nero e stampe floreali o baroque. Total black, infine, per Dolce&Gabbana, Maison che propone abiti sottoveste, corsetti, top a reggiseno ridefinendo le linee di tutti i tipici capi intimi.

    Il granny style, composto con capi fatti all’uncinetto, abiti crochet e cardigan in cotone dalla trama che ricorda quella di un centrino, sarà una delle tendenze più cool e originali per la prossima Primavera/Estate 2027. Sulle passerelle milanesi abbiamo visto uno stile più pulito ed essenziale rispetto ai look granny invernali, in cui solitamente si gioca con l’utilizzo di colori forti e abbinamenti inconsueti. Ora le bluse che sembrano un centrino sono in total white e si abbinano a jeans in denim celeste, creando un mood d’ispirazione seventies, come nei look che hanno sfilato da Marco Rambaldi. Ancora un bianco candido caratterizza i pull traforati e dalla linea over e disegnati da Louise Trotter per la primavera di Bottega Veneta. Etro sceglie lavorazioni crochet per i body di stagione, mentre Dolce&Gabbana mescolano il tessuto romantico e retrò con una stampa maculata decisa e di forte impatto visivo.

    Silhouette scultoree, il ruolo chiave della gonna e i volumi parachute

    La prossima primavera sarà il palcoscenico per una serie di look che rivedono il minimalismo anni ’90 in una chiave nuova. Le linee si fanno più voluminose e scultoree attraverso l’utilizzo di drappeggi nel tessuto che creano sinuosi giochi tridimensionali su abiti nuvola, come quelli in giallo burro che hanno sfilato sulla passerella P/E 27 di Jil Sander. Bottega Veneta propone maxi dress drappeggiati con stole laterali, quest eultime tornano anche nelle giacche a strascico di Ferragamo e nei coprispalla che assomigliano a lunghi mantelli e spiccano negli outfit da sera firmati Giorgio Armani. Alberto Zambelli, disegna infine, una serie di look in cui volumetrici drappeggi creano sinuose forme negli abiti tunica.

    A pochi giorni dall’inizio della Milano Fashion Week non si parlava d’altro che di gonne, incredibilmente la Settimana della Moda è stata aperta proprio dallo show di Prada in cui questo capo è stato il vero protagonista. Miuccia Prada e Raf Simmons rendono la gonna protagonista della P/E 2027 trasformandola in un feticcio, adattabile a ogni stile e a ogni corpo grazie all’utilizzo di chiusure regolabili in feltro o ancora aggiungendo preziosi decori gioiello o nascondendo tra le pieghe del tessuto scuro inserti dai colori luminosi.

    Anche Demna sceglie per i look primaverili di Gucci una serie di gonne a pieghe in stile college, rese iper contemporanee grazie all’accostamento con bomber e camicie maschili oversize. Fendi allarga la silhouette delle pencil skirt proponendo modelli morbidi in seta dai decori grafici in black and white, mentre Marco Rambaldi punta sul rosa baby e su romantiche fantasie floreali in bianco per i modelli midi dalla linea a campana.

    Addio micro short e culotte. Dopo aver dominato per diverse stagioni sulle passerelle estive, i pantaloncini mini sembrano scomparire del tutto per lasciare il posto a maxi bermuda, pantaloni a tre quarti e modelli simili ai jorts, ovvero i jeans corti e ampi di gran moda qualche anno fa. Le linee dei modelli in trend sono ampie e comode, ricordano quelle dei pantaloni palazzo ma la lunghezza è midi e lascia la caviglia e parte del polpaccio scoperti.

    Le varianti più cool viste sulle passerelle di Milano sono realizzate in pelle, da abbinare a stivali e camicie maschili, come nei look di Max Mara, o ancora sono realizzati in tessuti dai colori neutri, come beige e grigio, seguendo le ispirazioni di Maison come Brunello Cucinelli ed Emporio Armani. Tod’s gioca infine con colori acidi e proporzioni extra large sui bermuda di stagione, che si indossando con micro jackets total white e stringate ai piedi.

    La primavera è il momento in cui abbiamo bisogno di colore, soprattutto se parliamo di abiti. Nel 2027 ci sarà poco spazio però per tonalità accese, nuance fluo e colori intensi o vivaci: a spopolare saranno le tinte pastello, dal celeste al salvia, dal pesca al rosa baby, e una palette tenue basata su toni leggeri che sembrano sfumati, a tratti fumosi. Jil Sander fa sfilare abiti rosa pallido impreziositi solo con orli morbidi che ricordano i contorni di una nuvola, tendono invece al pesca e all’albicocca i mini dress fiorati visti sulla passerella di Onitsuka Tiger, mentre da Bottega Veneta ed Etro i toni must sono celeste e verde salvia, colori scelti per il look dal sapore mannish con camicie e pantaloni palazzo e per quelli più romantici con slipdress in seta abbinati a giacche in nylon.

    Le linee over ed extra large restano un must, soprattutto se parliamo di pantaloni. La novità del prossimo anno sono però gli orli dei maxi pant che sembrano chiudersi su se stessi all’altezza della caviglia creando un particolare effetto a palloncino. La silhouette a sbuffo ricorda molto da vicino quella dei pantaloni parachute, ispirati ai modelli tecnici e sportivi, solitamente realizzati in tessuti impermeabili e sintetici come il nylon. Modelli simili hanno sfilato praticamente ovunque, da Ferragamo a Bottega Veneta e Missoni, passando per Gucci, Brunello Cucinelli, Sportmax e Tod’s, le diverse varianti sono declinate in total white o beige, in blu navy o in toni accesi di arancio, tutte hanno elastici in vita e coulisse per restringere l’orlo sulle caviglie.

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      Moda

      Tra texture avvolgenti e sfumature calde, l’ecopelliccia si conferma il trend irrinunciabile della stagione fredda 2026-2027

      L’ecopelliccia è ancora di moda nella stagione 2026-2027: volumi avvolgenti e toni caldi conquistano le passerelle

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      Tra texture avvolgenti e sfumature calde, l'ecopelliccia si conferma il trend irrinunciabile della stagione fredda 2026-2027

        Con l’arrivo della stagione fredda autunno-inverno 2026-2027, il mondo della moda risponde con decisione agli interrogativi sugli orientamenti stilistici: l’ecopelliccia si riconferma un capo d’abbigliamento imprescindibile nel guardaroba femminile e maschile. Lontana dall’essere una tendenza passeggera, la pelliccia sintetica e sostenibile si consolida come un pilastro dello street style e dell’alta moda, capace di coniugare il desiderio di protezione dal freddo con una spiccata ricerca estetica.

        I designer per la stagione 2026-2027 hanno rinnovato il concetto di capospalla morbido, lavorando su proporzioni e materiali innovativi.

        I volumi e le sfumature protagoniste sulle passerelle

        Le collezioni per l’autunno-inverno 2026-2027 mettono in primo piano silhouette maestose, avvolgenti e dal forte impatto visivo. I volumi si fanno morbidi e generosi, lasciando spazio a tagli maxi, mantelle ampie e giacche cropped che esaltano la tridimensionalità dei tessuti.

        A livello cromatico, il nero cede il ruolo di colore neutro dominante a favore della gamma calda dei marroni: dalle sfumature moka al cuoio, dal cioccolato fino alle tonalità miele e zenzero. Non mancano divagazioni sui toni dell’ecru e dell’animalier, utilizzato come vera e propria stampa neutra da abbinare ai look quotidiani.

        Evoluzione delle texture e ricerca sui materiali ecosostenibili

        A decretare il successo dell’ecopelliccia per la stagione 2026-2027 contribuisce lo sviluppo di filati ad altissima resa tattile e visiva. Le maison puntano su lavorazioni che spaziano dal classico effetto “teddy” a finiture che riprendono il mohair, l’alpaca e le tessiture tipo Mongolia, offrendo una morbidezza estrema senza rinunciare ai criteri di sostenibilità ambientale.

        I capi in eco-texture d’alta gamma garantiscono protezione termica e durata, proponendosi come alternativa consapevole ai capi di origine animale e integrandosi perfettamente nelle filosofie del riciclo e del second-hand.

        Come indossare l’ecopelliccia nei look quotidiani

        La versatilità d’uso rappresenta uno dei punti di forza principali dell’ecopelliccia nei mesi freddi del 2026 e 2027. Il capospalla si abbina con disinvoltura a jeans a gamba dritta o svasata, mocassini bassi e sneakers per un abbigliamento urban e casual.

        Al tempo stesso, la morbidezza del capo permette di sovrapporlo ad abiti scivolati, pantaloni sartoriali in pelle o completi eleganti, confermando la capacità dell’ecopelliccia di elevarsi a simbolo di raffinatezza contemporanea.

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          Moda

          La rivoluzione street di Gucci parte dai piedi: alla scoperta delle sneakers Drip e del loro design eccentrico

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          La rivoluzione street di Gucci parte dai piedi: alla scoperta delle sneakers Drip e del loro design eccentrico

            Il mondo delle calzature di lusso accoglie una creazione destinata a far parlare a lungo di sé: le nuove sneakers Gucci Drip. La maison italiana torna a stupire il pubblico con un modello che interpreta in chiave raffinata il linguaggio visivo della cultura urbana, confermando la propria capacità di anticipare i desideri delle nuove generazioni e dei collezionisti di moda. L’estetica audace della scarpa combina sapientemente elementi classici e visioni d’avanguardia.

            L’impatto visivo si integra con l’attenzione minuziosa riservata ai dettagli e ai materiali, elementi da sempre fondamentali per il marchio.

            Il design eccentrico tra colature d’artista e silhouette iconica

            La caratteristica distintiva che dà il nome alla linea Gucci Drip risiede nel trattamento visivo della tomaia. Le calzature sono arricchite da dettagli che richiamano l’effetto dinamico della pittura fluida e delle colature tipiche della street art, sapientemente posizionati per creare un contrasto visivo sofisticato con la struttura sottostante.

            La silhouette della sneaker mantiene proporzioni armoniose e contemporanee, esaltate dai simboli storici della maison che si fondono con la superficie decorata in un gioco di sovrapposizioni cromatiche e texture materiche differenti.

            Materiali pregiati e ricerca sul comfort per l’uso quotidiano

            Oltre all’impatto estetico, le Gucci Drip puntano sull’eccellenza costruttiva. Realizzate in Italia con pellami di prima qualità, lavorati per garantire morbidezza e resistenza nel tempo, le calzature offrono una vestibilità pensata per la quotidianità.

            La suola in gomma ammortizzata assicura una camminata fluida e confortevole, mentre le finiture interne traspiranti proteggono il piede anche durante le giornate più intense. La qualità artigianale eleva così una calzatura di derivazione sportiva a vero e proprio accessorio di alta moda.

            Come abbinare la sneaker del momento per un look contemporaneo

            Le opzioni di styling per le Gucci Drip spaziano dagli outfit minimalisti alle combinazioni più ricercate. Il carattere forte della scarpa le permette di diventare la protagonista assoluta anche se abbinata a capi essenziali, come un jeans d’ispirazione vintage e una t-shirt bianca sartoriale.

            Per chi ama sperimentare, il contrasto con completi formali dal taglio rilassato crea un cortocircuito stilistico capace di sdrammatizzare la sartorialità classica con un tocco di modernità spigliata.

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              Maglioni, calore e stile: la maglieria torna protagonista dell’autunno con un’eleganza rilassata

              Dal pull norvegese al dolcevita minimal, la maglieria torna al centro del guardaroba autunnale. I filati naturali si mescolano con fibre innovative, le texture diventano protagoniste e i colori evocano la terra. È il trionfo del comfort chic: morbido, avvolgente e irresistibilmente contemporaneo.

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                C’è un momento, a fine ottobre, in cui l’aria cambia odore. L’estate si ritira e il primo istinto è quello di cercare qualcosa che scaldi. Non solo il corpo, ma anche l’anima. È il momento dei maglioni, dei cardigan lunghi, delle lane che accarezzano. E mai come quest’anno la maglieria è tornata al centro della scena della moda.

                Dimenticate i pull tristi da mezza stagione: la nuova generazione di maglioni è sofisticata, sensuale, urbana. Lo dimostrano le passerelle di Chloé, Max Mara, The Row e Prada, dove le modelle sfilano avvolte da lane pregiate e cashmere in tonalità neutre: avorio, caramello, moka, grigio fumo. La regola è una sola: il comfort diventa un’arte.

                Le linee si fanno fluide, i volumi oversize ma mai sciatte. Il dolcevita, un tempo simbolo di rigore intellettuale, torna reinterpretato in chiave femminile con tagli che lasciano scoperte spalle e clavicole. I cardigan diventano abiti, stretti in vita da cinture sottili. La lana grossa convive con il mohair vaporoso, mentre il merino più sottile sostituisce le camicie sotto i blazer.

                È la stagione del soft power: il potere morbido di chi sceglie la comodità senza rinunciare allo stile. Gli stilisti parlano di “knitwear therapy”: vestirsi di maglia come gesto di benessere, una carezza contro la frenesia. Anche i colori raccontano questa esigenza di calore: le palette della terra — ocra, ruggine, zucca, borgogna — sostituiscono i toni accesi dell’estate e invitano a un’eleganza naturale.

                Nei negozi si moltiplicano le capsule dedicate al knitwear sostenibile: lane rigenerate, cashmere riciclato, filati certificati. La moda guarda alla morbidezza, ma anche alla responsabilità.

                Perché in fondo, l’autunno è la stagione del ritorno a sé. E indossare un maglione non è solo una scelta estetica: è una dichiarazione d’intenti. Significa concedersi lentezza, protezione, intimità. Come una coperta che ci accompagna nel mondo, ricordandoci che anche la moda — quando vuole — può essere un abbraccio.

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