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Moda

Addio alla divisione tra uomo e donna: perché il guardaroba genderless e i tagli oversize stanno conquistando definitivamente la moda street

La rigidità dei generi cede il passo a giacche destrutturate, pantaloni ampi e felpe senza genere. Gli analisti del costume svelano come l’estetica oversize e la ricerca di comfort abbiano trasformato l’abbigliamento urbano in un linguaggio di pura espressione personale.

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Addio alla divisione tra uomo e donna: perché il guardaroba genderless e i tagli oversize stanno conquistando definitivamente la moda street

    La metamorfosi dei volumi nel guardaroba urbano

    Passeggiando lungo i viali delle grandi capitali della moda, la distinzione netta tra i reparti maschili e femminili appare sempre più un retaggio del passato. I giovani consumatori e gli appassionati di stile scelgono capi d’abbigliamento basandosi sulla vestibilità, sulla qualità dei tessuti e sulla resa estetica complessiva, ignorando totalmente le etichette di genere ricamate sul collo degli abiti. In questo scenario di trasformazione culturale, le sagome oversize e i tagli fluidi hanno smesso di essere una semplice tendenza passeggera per diventare il pilastro dell’estetica streetwear contemporanea. Giacche dai volumi generosi, pantaloni a gamba dritta senza pinces e felpe destrutturate avvolgono la figura senza costringerla, ridefinendo il concetto stesso di vestibilità e comfort nella vita quotidiana.

    La sociologia della fluidità e l’abbattimento delle barriere

    L’affermazione dell’estetica genderless non rappresenta soltanto una scelta di gusto, ma risponde a un cambiamento profondo nella percezione dell’identità da parte delle nuove generazioni.

    “La moda fluida supera il concetto tradizionale di divisa di genere per mettere al centro la libertà individuale e la funzionalità”, spiegano i sociologi della moda dell’osservatorio della Global Fashion Trend Academy nei loro report sulle abitudini di consumo. “I volumi oversize agiscono come uno spazio neutro che annulla la sessualizzazione forzata del corpo. La scelta di indossare capi ampi e privi di connotazioni rigide risponde al desiderio di comodità e all’esigenza di esprimere la propria personalità senza schemi predefiniti”.

    Questa neutralità formale ha spinto i marchi internazionali a riprogettare le collezioni, proponendo tabelle taglie unificate e modelli pensati per adattarsi a fisionomie differenti con la medesima naturalezza.

    I capi simbolo del nuovo stile senza genere

    Costruire un guardaroba fluido richiede pochi elementi chiave caratterizzati da linee pulite e proporzioni studiate al millimetro. Il pezzo fondamentale è senza dubbio il blazer strutturato con spalline calate, perfetto da sovrapporre a t-shirt monocromatiche o maglie in filato leggero. Seguono i pantaloni sartoriali a vita alta con cavallo morbido, i trench dalle lunghezze generose e la maglieria in taglie abbondanti, capaci di creare giochi di sovrapposizioni visivamente dinamici. L’assenza di decorazioni superflue e la predilezione per una palette cromatica centrata sui toni neutri — come il cammello, il grigio antracite, il panna e il nero — rendono questi capi estremamente versatili. Il guardaroba genderless si consolida così come una risposta pragmatica e raffinata alle esigenze della vita contemporanea.

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      Moda

      Dopamine Dressing: il segreto di moda che usa la psicologia dei colori nei vestiti per stimolare il buonumore e trasformare le giornate no

      L’abbigliamento smette di essere pura estetica per diventare uno strumento di benessere emotivo. I fashion psychologist analizzano l’impatto dei toni vivaci e dei tessuti avvolgenti sulla mente, svelando le combinazioni cromatiche ideali per scacciare lo stress quotidiano.

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      Dopamine Dressing: il segreto di moda che usa la psicologia dei colori nei vestiti per stimolare il buonumore e trasformare le giornate no

        La rivoluzione emotiva nel guardaroba contemporaneo

        In un’epoca in cui il benessere personale rappresenta una priorità assoluta, il modo di vivere la moda ha subito una trasformazione profonda. Il concetto di eleganza non si misura più soltanto attraverso il rigore sartoriale o l’aderenza ai trend delle passerelle, ma tramite la capacità degli abiti di generare sensazioni positive. Questa nuova sensibilità ha portato alla ribalta il dopamine dressing, un approccio allo stile che sfrutta l’associazione tra percezione visiva, stimolazioni tattili e risposta neurochimica. Scegliere un determinato capo d’abbigliamento al mattino non costituisce un gesto superficiale, ma un vero e proprio atto di cura verso se stessi, capace di condizionare la percezione della giornata e l’atteggiamento verso le sfide esterne.

        La scienza dei colori e la spinta della neurochimica

        La connessione tra le tonalità indossate e lo stato d’animo affonda le sue radici nella psicologia cognitiva e nella neurobiologia. Le sfumature cromatiche non sono semplici elementi decorativi, ma stimoli capaci di attivare risposte fisiologiche precise.

        “Quando indossiamo colori saturi e brillanti che associiamo a ricordi felici o a sensazioni di energia, il nostro cervello rilascia dopamine”, spiegano gli esperti dell’osservatorio della Fashion Psychology Institute nei loro studi sull’impatto degli abiti. “L’effetto non deriva esclusivamente dal colore in sé, ma dal significato personale e culturale che attribuiamo a quella tonalità. Un giallo solare, un rosa acceso o un blu cobalto agiscono come un’iniezione di vitalità, abbassando i livelli di cortisolo e aumentando la sicurezza in se stessi”.

        Questo meccanismo dimostra come la scelta consapevole degli accostamenti cromatici possa contrastare la stanchezza mentale e migliorare l’interazione sociale.

        Come praticare il Dopamine Dressing senza commettere errori

        Sperimentare questa filosofia di stile non richiede la sostituzione radicale dell’intero armadio, ma un’introduzione graduale di tocchi di colore strategically posizionati. Chi predilige uno stile sobrio o legato ai toni neutri può iniziare inserendo un singolo elemento d’impatto, come un blazer rosso fuoco, una borsa verde smeraldo o un paio di calzature dorate su un outfit monocromatico. Gli esperti suggeriscono di prestare attenzione anche alla texture dei tessuti: la morbidezza del cashmere, la freschezza del lino o la lucentezza della seta amplificano il messaggio positivo inviato al cervello. Sperimentare con le sfumature che generano un senso immediato di gioia rappresenta il modo più autentico per trasformare il guardaroba in uno scudo contro il grigiore quotidiano.

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          Moda

          Jennifer Lopez canta «Il cielo in una stanza» a Taormina: l’omaggio all’Italia che incanta il party finale di Dolce & Gabbana Alta Moda

          Dopo aver conquistato la sfilata di Alta Moda con un abito tempestato di gemme, Jennifer Lopez diventa la protagonista della festa conclusiva di Dolce & Gabbana a Taormina. Tra le hit della sua carriera, l’inaspettato omaggio all’Italia: «Ti amo, Italia!».

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            Jennifer Lopez è stata la grande sorpresa della serata conclusiva degli appuntamenti di Dolce & Gabbana Alta Moda a Taormina. La cantante, attrice e ballerina statunitense si è esibita davanti agli ospiti riuniti al resort La Plage, trasformando il party finale della maison in un vero concerto privato. Il momento più emozionante è arrivato quando JLo ha intonato «Il cielo in una stanza», uno dei brani più celebri della musica italiana.

            Prima di iniziare, la popstar ha confidato al pubblico che si trattava della prima volta in cui cantava in italiano. Un debutto accolto con entusiasmo dagli invitati, conquistati da una versione intensa e personale del capolavoro scritto da Gino Paoli e reso celebre anche dall’interpretazione di Mina.

            Jennifer Lopez canta per la prima volta in italiano

            L’esibizione ha rappresentato l’omaggio di Jennifer Lopez all’Italia e alla Sicilia, protagoniste dell’intero evento organizzato da Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Al termine della performance, l’artista ha ringraziato i due stilisti e ha salutato il pubblico esclamando: «Ti amo, Italia!».

            Nel corso della serata JLo non si è limitata al brano italiano, ma ha riproposto alcune delle hit più conosciute della sua carriera, da Waiting for Tonight a Love Don’t Cost a Thing, passando per I’m Into You e Let’s Get Loud. Una scaletta costruita per accompagnare la festa conclusiva dopo tre giorni dedicati all’Alta Gioielleria, all’Alta Moda e all’Alta Sartoria.

            L’abito gioiello che ha conquistato la sfilata

            Jennifer Lopez era già stata una delle protagoniste della sfilata femminile ospitata a Radicepura, il giardino botanico alle pendici dell’Etna. Per l’occasione aveva scelto un abito bustier dorato, interamente ricoperto di cristalli, gemme e applicazioni multicolori, completato da una cappa scintillante e da un’imponente parure di alta gioielleria.

            Il look, teatrale e sontuoso, interpretava l’estetica più riconoscibile della maison e il legame di Dolce & Gabbana con la cultura siciliana. La cantante aveva raccontato anche il proprio rapporto con gli stilisti, elogiandone la fedeltà all’artigianato italiano e la capacità di trasformare ogni abito in un personaggio da portare in scena.

            Da Monica Bellucci a Theo James, il parterre internazionale

            Gli eventi siciliani hanno richiamato a Taormina numerose celebrità internazionali. Accanto a Jennifer Lopez sono apparsi Monica Bellucci, Theo James con la moglie Ruth Kearney, Michele Morrone e i calciatori norvegesi Erling Haaland e Sander Berge.

            Le sfilate e le presentazioni hanno attraversato alcuni degli scenari più suggestivi della Sicilia orientale, dal Teatro Antico di Taormina a Radicepura, combinando moda, spettacolo, artigianato e richiami alla storia dell’isola. Il concerto di Jennifer Lopez ha chiuso il programma con l’immagine più inattesa: una star mondiale che canta in italiano mentre le note di «Il cielo in una stanza» risuonano nella notte di Taormina.

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              Moda

              Due canotte sono meglio di una: come abbinare il trend Y2K del doppio tank top tra scollature, asimmetrie e blazer oversize

              Dimenticate il minimalismo degli ultimi anni: la moda Y2K si riprende il guardaroba contemporaneo con la stratificazione delle canotte. Un gioco di lunghezze, texture e contrasti cromatici che ridefinisce il concetto di basic e conquista le nuove generazioni.

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              Due canotte sono meglio di una: come abbinare il trend Y2K del doppio tank top tra scollature, asimmetrie e blazer oversize

                L’inarrestabile nostalgia della generazione Y2K

                Se pensavamo di aver archiviato definitivamente i look stratificati e leggermente caotici che hanno caratterizzato i primi anni del millennio, la moda contemporanea ha appena dimostrato il contrario. Le passerelle internazionali e le piattaforme social stanno decretando il ritorno di uno dei trend più discussi e amati di quell’epoca: la canotta a strati. Questa estetica, nata originariamente nei contesti pop e grunge di inizio millennio, torna oggi con una consapevolezza diversa, trasformando un capo intimo e ultra-semplice come il tank top nel perno centrale attorno cui ruota l’intero outfit. La tendenza non evoca più la trasandatezza adolescenziale, ma si evolve in una vera e propria architettura di stile che gioca con le asimmetrie e le proporzioni del corpo.

                Le regole d’oro del layering contemporaneo

                La chiave per replicare questo trend senza scivolare in un nostalgico errore di stile risiede interamente nella scelta dei tessuti e dei pesi. Per ottenere una stratificazione fluida, è fondamentale sovrapporre filati differenti che evitino di creare un volume eccessivo e antiestetico sulla silhouette.

                Il gioco di incastri perfetto prevede che lo strato inferiore sia leggermente più lungo o dotato di spalline più larghe rispetto a quello superiore. Questo permette ai due capi di dialogare tra loro attraverso il colore: la tendenza attuale premia l’accostamento di tonalità neutre e complementari, come il bianco ottico abbinato al grigio melange o al beige safari, abbandonando gli eccessi neon del passato per abbracciare un’eleganza decisamente più urbana.

                Cosa indossare sopra e sotto per completare il look

                Per elevare il doppio tank top e renderlo adatto alle diverse occasioni della giornata, la scelta dei capispalla e dei pezzi inferiori diventa cruciale. Sotto le canotte, per chi desidera osare con le trasparenze, i designer suggeriscono di inserire un body a rete o una maglia a maniche lunghe in tulle trasparente, creando un ulteriore livello di profondità. Sopra, invece, il contrasto ideale si ottiene spezzando la natura casual del cotone. Un blazer oversize dal taglio sartoriale o una giacca di pelle vissuta stile biker offrono la struttura necessaria per bilanciare l’insieme. Nella parte inferiore del corpo, il layering esige volumi rilassati: pantaloni cargo a vita bassa, jeans ampi dal lavaggio délavé o gonne lunghe in satin scivolato completano perfettamente l’equilibrio visivo, celebrando l’estetica degli anni 2000 con un’attitudine fresca e attuale.

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