Connect with us

Moda

Dalida emoziona ancora Parigi: Stéphane Rolland commuove l’Olympia, mentre Duran Lantink conquista con l’eleganza equestre

Standing ovation e lacrime all’Olympia per il tributo di Stéphane Rolland a Dalida. Nello stesso giorno Duran Lantink presenta una couture dall’anima equestre sotto gli occhi di due icone della cultura francese.

Avatar photo

Pubblicato

il

    Le prime note di Dalida riempiono il silenzio dell’Olympia ancora prima che la prima modella faccia il suo ingresso in passerella. Bastano pochi istanti perché l’atmosfera si trasformi in qualcosa di più di una semplice sfilata: il pubblico applaude, si emoziona e qualcuno non riesce a trattenere le lacrime. Tra gli ospiti c’è anche Amanda Lear, visibilmente coinvolta dall’omaggio dedicato a una delle artiste più amate della chanson.

    È così che Stéphane Rolland sceglie di presentare la sua nuova collezione di Haute Couture, trasformando il tempio della musica parigina in un luogo della memoria e dell’eleganza.

    L’omaggio a Dalida conquista l’Olympia

    La scelta dell’Olympia non è casuale. È proprio su quel palcoscenico che Dalida ha scritto alcune delle pagine più importanti della sua straordinaria carriera, diventando un simbolo della cultura francese. A quasi quarant’anni dalla sua scomparsa, il suo mito continua a vivere e la sua voce riesce ancora a emozionare intere generazioni.

    Rolland costruisce la collezione attorno a questa eredità, preferendo il sentimento allo spettacolo fine a sé stesso. Il risultato è una sfilata intensa, elegante e teatrale, capace di trasformare la moda in racconto.

    Duran Lantink guarda al mondo equestre

    Nella stessa giornata dell’Haute Couture parigina, Duran Lantink ha presentato una collezione ispirata all’universo equestre, rileggendone i codici attraverso una sensibilità contemporanea.

    Ad assistere allo show c’erano due ospiti d’eccezione: Jean Paul Gaultier, suo predecessore alla guida della maison, e **Catherine Deneuve>, presenza immancabile degli appuntamenti più prestigiosi della moda parigina.

    Una giornata tra emozione e grande couture

    Le due sfilate hanno raccontato due modi diversi di interpretare l’alta moda. Da una parte Stéphane Rolland ha scelto il linguaggio della memoria e dell’emozione, affidandosi alla voce immortale di Dalida e all’atmosfera unica dell’Olympia. Dall’altra Duran Lantink ha proposto una couture contemporanea, ispirata all’equitazione e osservata con interesse da alcune delle figure più autorevoli della moda e del cinema francesi.

    Due visioni differenti, accomunate dalla volontà di riportare al centro il racconto e l’identità, dimostrando come la Haute Couture possa ancora sorprendere senza rinunciare alla propria storia.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Moda

      Maglioni, calore e stile: la maglieria torna protagonista dell’autunno con un’eleganza rilassata

      Dal pull norvegese al dolcevita minimal, la maglieria torna al centro del guardaroba autunnale. I filati naturali si mescolano con fibre innovative, le texture diventano protagoniste e i colori evocano la terra. È il trionfo del comfort chic: morbido, avvolgente e irresistibilmente contemporaneo.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        C’è un momento, a fine ottobre, in cui l’aria cambia odore. L’estate si ritira e il primo istinto è quello di cercare qualcosa che scaldi. Non solo il corpo, ma anche l’anima. È il momento dei maglioni, dei cardigan lunghi, delle lane che accarezzano. E mai come quest’anno la maglieria è tornata al centro della scena della moda.

        Dimenticate i pull tristi da mezza stagione: la nuova generazione di maglioni è sofisticata, sensuale, urbana. Lo dimostrano le passerelle di Chloé, Max Mara, The Row e Prada, dove le modelle sfilano avvolte da lane pregiate e cashmere in tonalità neutre: avorio, caramello, moka, grigio fumo. La regola è una sola: il comfort diventa un’arte.

        Le linee si fanno fluide, i volumi oversize ma mai sciatte. Il dolcevita, un tempo simbolo di rigore intellettuale, torna reinterpretato in chiave femminile con tagli che lasciano scoperte spalle e clavicole. I cardigan diventano abiti, stretti in vita da cinture sottili. La lana grossa convive con il mohair vaporoso, mentre il merino più sottile sostituisce le camicie sotto i blazer.

        È la stagione del soft power: il potere morbido di chi sceglie la comodità senza rinunciare allo stile. Gli stilisti parlano di “knitwear therapy”: vestirsi di maglia come gesto di benessere, una carezza contro la frenesia. Anche i colori raccontano questa esigenza di calore: le palette della terra — ocra, ruggine, zucca, borgogna — sostituiscono i toni accesi dell’estate e invitano a un’eleganza naturale.

        Nei negozi si moltiplicano le capsule dedicate al knitwear sostenibile: lane rigenerate, cashmere riciclato, filati certificati. La moda guarda alla morbidezza, ma anche alla responsabilità.

        Perché in fondo, l’autunno è la stagione del ritorno a sé. E indossare un maglione non è solo una scelta estetica: è una dichiarazione d’intenti. Significa concedersi lentezza, protezione, intimità. Come una coperta che ci accompagna nel mondo, ricordandoci che anche la moda — quando vuole — può essere un abbraccio.

          Continua a leggere

          Moda

          Chiara Ferragni torna regina a Parigi: tutta in nero da Schiaparelli con la sorella Valentina, tra star e signore della moda

          L’imprenditrice arriva alla sfilata della Maison che continua a invitarla stagione dopo stagione. Dietro di lei Valentina Ferragni, mentre tra gli ospiti spicca l’eleganza senza tempo di Marisa Berenson, pronipote di Elsa Schiaparelli.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Chiara Ferragni torna a prendersi il suo posto nella Parigi della moda e lo fa scegliendo il nero per uno degli appuntamenti che da anni scandiscono le sue trasferte francesi. L’imprenditrice è arrivata alla sfilata di Schiaparelli, Maison che continua a invitarla stagione dopo stagione per assistere alla presentazione delle nuove collezioni. Un dettaglio tutt’altro che secondario, soprattutto dopo gli ultimi anni complicati vissuti dall’influencer italiana.

            Chiara Ferragni sceglie il total black da Schiaparelli

            Per l’appuntamento parigino Ferragni ha puntato sul nero, colore perfetto per un’apparizione che non aveva bisogno di eccessi per attirare l’attenzione. Il suo arrivo non è passato inosservato e, immediatamente dietro di lei, è comparsa anche la sorella Valentina Ferragni, ormai presenza abituale nel mondo fashion internazionale.

            La partecipazione alla sfilata conferma soprattutto un rapporto consolidato con Schiaparelli. La Maison parigina continua infatti a riservare a Chiara un posto tra gli invitati alle proprie presentazioni, mantenendo quel legame con l’imprenditrice digitale costruito ben prima delle tempeste mediatiche che hanno investito la sua immagine.

            Con Chiara c’è anche Valentina Ferragni

            Le sorelle Ferragni si sono così ritrovate ancora una volta insieme durante uno degli appuntamenti più osservati della settimana della moda. Valentina ha seguito Chiara all’ingresso, aggiungendo inevitabilmente un’altra dose di attenzione italiana a un parterre già decisamente internazionale.

            Tra gli ospiti figuravano anche Sandra Corinna Kinzl, imprenditrice e grande appassionata di moda, e la fashion designer Annette Hoffmann. Ma a catturare gli sguardi è stata soprattutto una donna che con Schiaparelli condivide qualcosa di molto più profondo di un semplice invito in prima fila.

            Marisa Berenson, eleganza senza tempo nel parterre

            Alla sfilata c’era infatti la splendida Marisa Berenson, legata direttamente alla storia della Maison: sua nonna materna era Gogo Schiaparelli, figlia della leggendaria fondatrice Elsa Schiaparelli. Modella, attrice e icona internazionale, Berenson continua a incarnare a 79 anni un’eleganza che attraversa le generazioni.

            E così, tra la storia rappresentata da Marisa Berenson e la moda nata nell’era dei social incarnata dalle sorelle Ferragni, Schiaparelli ha riunito ancora una volta mondi e generazioni differenti. Per Chiara, soprattutto, Parigi continua a essere un palcoscenico importante: almeno nel fashion system, certe porte non sembrano essersi mai chiuse.

              Continua a leggere

              Moda

              Il ritorno dell’imperfezione: come nasce la mania per il look messy girl e chi sono le figure di riferimento del trend

              Cos’è lo stile messy girl che ora va di moda e le figure principali che lo rappresentano nel panorama della moda contemporanea

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

              Il ritorno dell'imperfezione: come nasce la mania per il look messy girl e chi sono le figure di riferimento del trend

                Dopo stagioni dominate dall’estetica essenziale, pulita e iper-ordinata, il panorama della moda assiste a un deciso cambio di rotta con l’affermazione dello stile “messy girl”. Questa tendenza celebra un’immagine spontanea, reale e volutamente disordinata, trasformando l’imperfezione in un vero e proprio manifesto estetico. Il concetto centrale risiede nella capacità di costruire outfit complessi attraverso la tecnica del layering, ovvero la stratificazione di capi e accessori apparentemente scompagnati tra loro, che creano un effetto visivo dinamico e fuori dagli schemi tradizionali.

                Le radici del fenomeno e le regole del caos calcolato

                A caratterizzare l’estetica messy girl è la presenza di accostamenti cromatici e materiali in netto contrasto. Top corti e simili a intimo sovrapposti a camicie maschili oversize, giacche in pelle abbinate a blazer più lunghi, e sciarpe con frange utilizzate come cinture rappresentano solo alcuni degli esempi chiave visti nelle recenti collezioni.

                L’apparente casualità degli abbinamenti nasconde in realtà uno studio attento delle proporzioni e delle consistenze dei tessuti. L’obiettivo non è apparire trascurati, ma mostrare una naturalezza espressiva che rifiuta le rigidità del minimalismo, introducendo elementi presi in prestito dalla moda anni Duemila e dal guardaroba maschile.

                Le figure di riferimento e le icone dell’estetica imperfetta

                Tra le figure principali che incarnano e diffondono questa estetica nel panorama mediatico e globale spiccano it-girl, modelle e celeb di fama internazionale che hanno fatto della disinvoltura il proprio marchio di fabbrica. Personalità come le modelle Bella Hadid e Iris Law, insieme ad icone dello stile urbano come Charli XCX, sono spesso indicate come i volti simbolo di questo approccio alla moda.

                Nei loro outfit quotidiani e nelle apparizioni pubbliche, queste figure combinano regolarmente gonne a vita bassa, capi in denim sdrucito, stivali dallo stile vissuto e sovrapposizioni di maglieria e capispalla. La loro capacità di mescolare pezzi vintage, capi d’archivio e proposte delle ultime sfilate ha reso lo stile messy girl un fenomeno virale e un punto di riferimento per le nuove generazioni.

                L’impatto del trend sulle collezioni dei grandi marchi

                L’influenza dello stile messy girl ha conquistato rapidamente anche i direttori creativi dei principali marchi di lusso globali. Sulle passerelle delle ultime settimane della moda, da Milano a Parigi, maison come Prada, Bottega Veneta, Miu Miu e Diesel hanno integrato nei propri defilé look stratificati con colletti sovrapposti, orli irregolari e silhouette fluide.

                I marchi hanno così rielaborato la tendenza proponendo una versione di lusso dell’outfit disordinato, confermando come la ricerca di un’estetica meno impostata e più vicina alla vita quotidiana rappresenti una direzione centrale per il futuro dell’abbigliamento femminile.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie