Moda
Golden Globe 2026: i look più memorabili sul red carpet
Dai colori audaci alle silhouette classiche, ecco i look che hanno fatto parlare di sé alla cerimonia degli 83ᵉ Golden Globe Awards, tra glamour old Hollywood e tocco contemporaneo.
La moda ha brillato tanto quanto le stelle cinematografiche alla 83ᵉ edizione dei Golden Globe Awards: sul tappeto rosso del Beverly Hilton di Los Angeles sono sfilati abiti da sogno, dettagli di alta sartoria e scelte stilistiche che resteranno impressi nella memoria degli appassionati di fashion.

Eleganza e colore: i look femminili più fotografati
Una delle protagoniste indiscusse è stata Amal Clooney, che ha catturato l’attenzione con un abito rosso intenso dal taglio classico, impreziosito da eleganti orecchini di diamanti. La scelta della tonalità e la linea avvolgente hanno valorizzato la sua presenza sofisticata.
Emma Stone ha reinterpretato il trend del colore pastello con un ensemble giallo burro firmato Louis Vuitton, composto da top corto e gonna lunga ricamata: un look moderno che ha illuminato il red carpet e ha confermato la sua capacità di osare con stile.
Grande impatto anche per Selena Gomez, in un abito nero Chanel impreziosito da dettagli di piume bianche, che ha unito il glamour classico allo spirito innovativo della maison. Il contrasto cromatico e il fascino Old Hollywood del look l’hanno resa tra le più fotografate della serata.

Tra gli altri outfit femminili che hanno colpito l’attenzione dei fashion editor spiccano Priyanka Chopra Jonas, in un abito blu notte con corpetto fascia e dettagli satinati, e Aimee Lou Wood, splendida in un gown nero off-shoulder con finiture barocche.
Non mancano le interpretazioni audaci: Teyana Taylor ha puntato su un abito strutturato di Schiaparelli con tagli architettonici, mentre Zoey Deutch ha proposto un abito con pattern di nappine e dettagli audaci che hanno aggiunto energia visiva alla serata.

Glamour senza tempo e trend contemporanei
Il tappeto rosso è stato un luogo di grandi classici reinterpretati: Jennifer Lawrence ha attirato commenti contrastanti con un abito sheer firmato Givenchy, decorato con fiori ricamati che hanno richiamato l’attenzione sulle tendenze più delicate del 2026.
La palette cromatica ha visto protagonisti anche il nero e il bianco, con molti abiti che hanno sposato l’idea di contrasto moderno. Questo minimalismo elegante è emerso in varie interpretazioni, da silhouette fluide a tagli netti e geometrici.

Non solo donne: gli uomini del red carpet
Anche sul fronte maschile ci sono stati momenti di stile notevoli. Hudson Williams ha brillato con un tuxedo bianco abbinato a dettagli di accessori audaci, mentre Michael B. Jordan ha adottato un completo marrone cioccolato Prada, dimostrando che le scelte cromatiche eleganti stanno guadagnando terreno anche negli outfit maschili.
A completare la scena, abiti e accessori in nero lucido o satinato hanno dominato molti look maschili, con silhouette classiche e piccoli tocchi di originalità nei dettagli come gemelli o borchie.

Tendenze e simbolismi della moda 2026
Il red carpet dei Golden Globe 2026 ha confermato alcune tendenze emergenti nella moda delle grandi occasioni: contrasti netti tra colori classici e audaci, uso di texture ricercate come piume, ricami o tessuti metalizzati, e l’evoluzione del concetto di eleganza formale per gli uomini.
Il mix tra old Hollywood glamour e sperimentazione contemporanea ha dato vita a una serata di stile variegata, capace di unire tradizione e modernità. Alcuni outfit hanno fatto discutere, altri hanno suscitato l’ammirazione unanime. È stato un red carpet che ha celebrato la moda a 360 gradi, mostrando come i Golden Globe non siano solo un premio per il cinema e la televisione, ma anche una piattaforma di tendenze.
In sintesi, la cerimonia del 2026 ha offerto foto memorabili e look che riflettono identità personali forti e scelte stilistiche intelligenti, confermando ancora una volta il Golden Globe come uno degli eventi di moda più attesi dell’anno.
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Moda
Perché il look con le ali di Bianca Balti a Venezia 2026 fa discutere tutti: la scelta stilistica che ha oscurato il primo red carpet
Mentre la passerella d’esordio dell’83esima edizione della kermesse vede il trionfo del classico e cupo total black, la supermodella italiana incanta la Laguna con un look in rosa confetto firmato Ily a Migmoon. Le appariscenti ali sulla schiena sembrano un chiaro messaggio al fashion system
Al via l’83esima edizione del Festival di Venezia con il primo red carpet durante la cerimonia di apertura della kermesse cinematografica, che ha visto protagonista George Clooney con il Leone d’Oro alla carriera, ovviamente insieme alla sua adorata Amal. Ma chi spicca veramente, in fatto di look, è Bianca Balti che ha osato con un abito angelico, distinguendosi dalla marea di total black che ha invaso il red carpet.
La passerella d’apertura tra scelte sicure e il trionfo della top model
Ripetiamolo insieme, il total black è una scelta sicura ma non è l’unica scelta possibile, soprattutto ad un evento mondano come la cerimonia d’apertura del red carpet dell’83esima edizione del Festival di Venezia. Dopo l’inaugurale bagno al mare della conduttrice Greta Scarano, ecco che i primi Vip della kermesse cinematografica sfilano sul tappeto rosso, e possiamo dire che pochissimi look ci stupiscono.
George Clooney fa la sua apparizione, giocando con i flash dei fotografi, al fianco dell’adorata moglie Amal e, per quanto sia indubbio che questa coppia riesce sempre a strappare un sorriso e un po’ di invidia per la loro immensa chimica, è altresì vero che i loro look non hanno brillato. George, infatti, opta per il solito completo nero con papillon che mette probabilmente da prima che l’Italia passasse all’euro, mentre Amal che solitamente gioca con i colori, rimane sul nero con un abito elegante ma senza lode. La vera regina del primo red carpet di Venezia è senza dubbio Bianca Balti, la super modella italiana che approda in Laguna con il compagno Alessandro Cutrera. Mentre lui sceglie un elegante smoking e raccoglie i capelli in uno chignon, Balti osa con una creazione angelica di Ily a Migmoon, un abito che non passa inosservato e che ci regala un respiro di pace dopo tutto questo nero cupissimo.
Il corsetto, le ali da angelo e la stoccata a Victoria’s Secret
Complice la sua eleganza innata e una bellezza fuori dall’ordinario, che l’hanno resa una delle top model italiane più famose nel mondo, Bianca Balti sceglie una creazione Ily a Migmoon per sfilare sul red carpet della cerimonia di apertura dell’83esima edizione del Festival di Venezia. L’abito in satin, di un grazioso rosa confetto, è composto da un bustier molto importante e senza spalline, con coppe a punta e un gioco di forme, che rende ancora più pronunciata la figura a clessidra di Bianca. La gonna, invece, è scivolata con strascico e uno spacco che crea movimento senza svelare troppo.
La particolarità dell’abito è senza dubbio la presenza di un paio di ali angeliche attaccate sulla schiena di Bianca. Possibile non sia così, ma ci viene immediatamente da pensare che la modella abbia scelto questa occasione per lanciare una bella frecciatina a Victoria’s Secret, nota maison di lingerie che lo scorso anno non la volle alla sua grande sfilata di ritorno, nonostante Balti ha insistito molto per rappresentare anche tutte le donne che stanno combattendo con il loro stato di salute. Bianca non ha confermato le impressioni, ha sfilato invece con maestria, regalandoci anche un momento romantico con il compagno Alessandro Cutrera. Una coppia trés chic!
Moda
Cappotto a spina di pesce, la tendenza moda autunno-inverno 2026-2027: la guida ai tagli più glamour ed ai consigli di stile per ogni outfit
Punto fermo del guardaroba maschile e femminile, il tessuto con trama a spina di pesce conquista le collezioni invernali. Tra volumi ampi, tagli sartoriali e tonalità neutre, questo capospalla iconico si rinnova per offrire un perfetto equilibrio tra raffinatezza e praticità
Con l’arrivo delle basse temperature e il cambio di stagione nel guardaroba, la ricerca del capospalla ideale diventa una priorità per definire lo stile dei mesi freddi. Quest’anno le passerelle di moda e le collezioni invernali decretano un vincitore indiscusso: il cappotto a spina di pesce. Questo storico motivo sartoriale, caratterizzato dal tipico disegno a zig-zag che ricorda la lisca di un pesce, riconquista la scena della moda internazionale affermandosi come un autentico must have irrinunciabile per chi cerca eleganza, protezione dal freddo e grande versatilità.
L’origine di un classico sartoriale dalla storia secolare
La trama a spina di pesce ha radici antiche che affondano nella tradizione tessile britannica ed europea, originariamente legata alla lavorazione della lana pesante per i capi da esterno. La particolare tecnica di tessitura regala al tessuto una struttura robusta, compatta e resistente al vento, conferendo un movimento visivo raffinato anche alle tonalità più tradizionali come il grigio, il cammello, il nero e il marrone.
Tradizionalmente associato alla sartoria maschile d’ispirazione inglese, il motivo a spina di pesce ha superato da tempo i confini di genere, trasformandosi in un simbolo di eleganza discreta e sobria. La sua capacità di resistere al passare delle mode passeggere lo rende uno degli investimenti più intelligenti e duraturi per il guardaroba.
I modelli di tendenza e i tagli di questa stagione
Per questa stagione invernale i designer reinterpretano la trama classica attraverso volumi ampi e linee contemporanee. I modelli più desiderati presentano tagli oversize con spalle scivolate e lunghezze importanti che scendono ben oltre il ginocchio, ideali per creare un look avvolgente e fluido.
Non mancano le versioni più strutturate di chiara ispirazione doppiopetto con baveri generosi, che richiamano la rigidità dei cappotti militari adattandoli alla morbidezza dei tessuti in lana pregiata o cashmere. A fianco delle tradizionali sfumature del grigio antracite e del beige, emergono varianti cromatiche più audaci, con intrecci che inseriscono filati nei toni del verde bosco, del bordeaux e del blu notte.
Come abbinarlo dal giorno alla sera per outfit impeccabili
Il punto di forza del cappotto a spina di pesce risiede nella straordinaria facilità di abbinamento. Per le occasioni formali o per l’ufficio, si sposa alla perfezione con abiti sartoriali, pantaloni a sigaretta in lana e calzature classiche, garantendo un’immagine formale e curata nei dettagli.
Nelle situazioni informali di tutti i giorni, il capospalla spezza con naturalezza anche i look più casual: indossato sopra un pullover a collo alto, un paio di denim dal taglio dritto e un paio di sneaker pulite o stivaletti in pelle, aggiunge subito una nota di raffinatezza senza sforzo.
Moda
Gillian Anderson e il perizoma al Vanity Fair Oscar Party 2001: dopo 25 anni spiega perché lo indossò sotto l’abito
Gillian Anderson, tornata prepotentemente sotto i riflettori con “Camp Miasma”, racconta finalmente il segreto dell’abito indossato al Vanity Fair Oscar Party del 2001. Quel perizoma in vista, spiega, aveva una ragione molto pratica.
A distanza di 25 anni, finalmente sappiamo perché. Gillian Anderson, tornata prepotentemente alla ribalta con Camp Miasma, ha deciso di raccontare il retroscena di uno dei suoi look più audaci e ricordati: l’abito con il perizoma in vista indossato al Vanity Fair Oscar Party del 2001.
All’epoca la scelta fece inevitabilmente parlare. Oggi l’attrice rivela che dietro quel look apparentemente provocatorio c’era in realtà una questione molto più pratica. E la sua spiegazione è decisamente meno costruita di quanto si sarebbe potuto immaginare.
Gillian Anderson racconta il segreto dell’abito del 2001
«Ho una storiella da raccontare», esordisce Anderson tornando a quella serata. Il problema era tutto nella particolare struttura del vestito: «Era un abito in jersey. La scollatura sulla schiena era talmente profonda che non si poteva indossare nulla sotto, perché l’apertura arrivava praticamente fino alla parte superiore dei glutei».
L’abito, dunque, non consentiva di utilizzare normalmente la biancheria intima senza renderla visibile. Ma il jersey poneva all’attrice anche un secondo problema, assai più prosaico.
«L’unica soluzione era indossare un perizoma»
Anderson lo racconta oggi senza troppi giri di parole: «L’unica soluzione per evitare che spuntasse qualche pelo dal jersey (il che non sarebbe stato molto elegante per il party di Vanity Fair) era quindi indossare un perizoma».
E così fece. Una soluzione pratica che finì però per trasformarsi in uno dei dettagli più fotografati della serata. Il perizoma rimaneva infatti visibile attraverso la profondissima apertura posteriore del vestito, creando un look che nel 2001 risultava particolarmente ardito.
A quanto pare, insomma, nessuna strategia studiata a tavolino per conquistare fotografi e giornali. Anderson stava semplicemente cercando il modo migliore per indossare quell’abito.
«Non pensai semplicemente di depilarmi»
La parte più divertente del racconto arriva alla fine, quando l’attrice riconosce che avrebbe potuto risolvere la faccenda in maniera molto più semplice: «Non credo mi sia mai passato per la testa di prendere semplicemente il rasoio e depilarmi del tutto…».
Venticinque anni dopo, il mistero del Vanity Fair Oscar Party del 2001 è dunque risolto. Quello che sembrava un dettaglio provocatorio accuratamente progettato era nato da un problema molto concreto di vestibilità.
E Gillian Anderson, oggi, può raccontarlo con una certa ironia: tra un rasoio al quale non pensò e un perizoma che invece indossò, scelse inconsapevolmente la soluzione destinata a entrare nella storia dei suoi look più memorabili.
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