Moda
Il finto pixie cut di Anna Foglietta incanta Venezia: il segreto dietro l’acconciatura che ha ingannato tutti
Anna Foglietta, protagonista della Mostra del Cinema di Venezia, ha sorpreso tutti con un finto taglio corto. Grazie a un sapiente gioco di raccolto e styling, l’attrice ha sfoggiato un’acconciatura che imita alla perfezione un pixie cut, senza dover tagliare nemmeno una ciocca
Sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia, Anna Foglietta ha rubato la scena con un’acconciatura che ha fatto girare molte teste. L’attrice, famosa per i suoi look sofisticati, ha scelto un faux pixie cut che ha trasformato completamente il suo tradizionale caschetto biondo, creando l’illusione di un taglio corto che, in realtà, non è mai avvenuto.
Un faux pixie cut che inganna tutti
A prima vista, sembrava proprio che Anna Foglietta avesse optato per un drastico taglio di capelli poco prima di sfilare sul tappeto rosso. I suoi capelli, delicatamente raccolti e allontanati dal viso, creavano un effetto bixie cut, un mix tra un bob e un pixie. Il trucco? Nessuna sforbiciata all’orizzonte, solo un sapiente lavoro di hairstyling.
La protagonista di Perfetti Sconosciuti ha infatti nascosto le lunghezze del suo caschetto in un ordinato chignon bassissimo, riuscendo a far scomparire quasi del tutto i capelli e a simulare perfettamente un pixie cut. La piega del ciuffo laterale, voluminoso e strategicamente scostato dal viso, ha contribuito a rendere il look ancor più credibile, emulando le ciocche scalate tipiche di un vero taglio corto.

Il segreto dello chignon invisibile
Il vero asso nella manica di Anna Foglietta è stato proprio lo chignon bassissimo che ha trattenuto le lunghezze con precisione. Intrecciato con cura e sufficientemente rigoroso da impedire alle ciocche più piccole di sfuggire, lo chignon ha permesso all’attrice di ottenere un look sofisticato e minimalista, perfetto per l’occasione.


Le Dive di Venezia: un red carpet all’insegna dello stile
Anna Foglietta non era sola a incantare il pubblico veneziano. Insieme a lei, altre Dive e Madrine del Festival di Venezia hanno sfilato sul red carpet, ognuna con il proprio stile distintivo: Kasia Smutniak, androgina ed elegantissima, Caterina Murino con il caschetto più perfetto, Vittoria Puccini eterea e luminosa, Sonia Bergamasco con capelli raccolti e frangia lunga, e Rocío Muñoz Morales con i suoi ricci vaporosi.

Tutte loro sono protagoniste dell’omonima mostra fotografica Dive & Madrine allestita nella hall dell’Hotel Excelsior tra il 28 agosto e il 7 settembre, che celebra l’intreccio tra moda, costume e cinema attraverso gli scatti di Uli Weber e quelli dell’Archivio Luce.
Ma tra tutte, è stata Anna Foglietta, con il suo faux pixie cut, a conquistare l’attenzione e a dimostrare che a volte, il segreto di un look perfetto sta nel saper giocare con le illusioni.
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Moda
Dalida emoziona ancora Parigi: Stéphane Rolland commuove l’Olympia, mentre Duran Lantink conquista con l’eleganza equestre
Standing ovation e lacrime all’Olympia per il tributo di Stéphane Rolland a Dalida. Nello stesso giorno Duran Lantink presenta una couture dall’anima equestre sotto gli occhi di due icone della cultura francese.
Le prime note di Dalida riempiono il silenzio dell’Olympia ancora prima che la prima modella faccia il suo ingresso in passerella. Bastano pochi istanti perché l’atmosfera si trasformi in qualcosa di più di una semplice sfilata: il pubblico applaude, si emoziona e qualcuno non riesce a trattenere le lacrime. Tra gli ospiti c’è anche Amanda Lear, visibilmente coinvolta dall’omaggio dedicato a una delle artiste più amate della chanson.
È così che Stéphane Rolland sceglie di presentare la sua nuova collezione di Haute Couture, trasformando il tempio della musica parigina in un luogo della memoria e dell’eleganza.
L’omaggio a Dalida conquista l’Olympia
La scelta dell’Olympia non è casuale. È proprio su quel palcoscenico che Dalida ha scritto alcune delle pagine più importanti della sua straordinaria carriera, diventando un simbolo della cultura francese. A quasi quarant’anni dalla sua scomparsa, il suo mito continua a vivere e la sua voce riesce ancora a emozionare intere generazioni.
Rolland costruisce la collezione attorno a questa eredità, preferendo il sentimento allo spettacolo fine a sé stesso. Il risultato è una sfilata intensa, elegante e teatrale, capace di trasformare la moda in racconto.
Duran Lantink guarda al mondo equestre
Nella stessa giornata dell’Haute Couture parigina, Duran Lantink ha presentato una collezione ispirata all’universo equestre, rileggendone i codici attraverso una sensibilità contemporanea.
Ad assistere allo show c’erano due ospiti d’eccezione: Jean Paul Gaultier, suo predecessore alla guida della maison, e **Catherine Deneuve>, presenza immancabile degli appuntamenti più prestigiosi della moda parigina.
Una giornata tra emozione e grande couture
Le due sfilate hanno raccontato due modi diversi di interpretare l’alta moda. Da una parte Stéphane Rolland ha scelto il linguaggio della memoria e dell’emozione, affidandosi alla voce immortale di Dalida e all’atmosfera unica dell’Olympia. Dall’altra Duran Lantink ha proposto una couture contemporanea, ispirata all’equitazione e osservata con interesse da alcune delle figure più autorevoli della moda e del cinema francesi.
Due visioni differenti, accomunate dalla volontà di riportare al centro il racconto e l’identità, dimostrando come la Haute Couture possa ancora sorprendere senza rinunciare alla propria storia.
Moda
Jennifer Lopez conquista Parigi con quattro look da sogno: dal “mantello-sacco” Chloé al blazer di cristalli che ha stregato tutti
Quattro cambi d’abito in poche ore, firme prestigiose e un dettaglio che non è passato inosservato: Jennifer Lopez ha incantato la capitale francese con eleganza e spontaneità, concedendo autografi nonostante il rigido servizio di sicurezza.
Prima ancora che prendessero il via le passerelle dell’Haute Couture, Jennifer Lopez aveva già monopolizzato l’attenzione di fotografi e appassionati di moda. La star americana ha trasformato le vie di Parigi in una passerella personale, sfoggiando quattro look couture completamente diversi tra loro e confermandosi una delle protagoniste assolute della settimana dedicata all’alta moda.
Non sono stati soltanto gli abiti a far parlare. In molti hanno infatti sottolineato la disponibilità dell’artista nei confronti dei fan, riuscendo a ritagliarsi momenti per autografi e saluti nonostante il fitto cordone di sicurezza.
Quattro outfit, quattro interpretazioni dello stile
Il primo look ad attirare gli obiettivi è stato un originale cappotto-mantello rosa cipria firmato Chloé, ribattezzato da molti un elegante “mantello-sacco” per la sua silhouette ampia e avvolgente.
Per la serata Jennifer Lopez ha poi scelto un sensuale abito bianco aderente, completato da uno spettacolare collier di Cartier ispirato alla figura del coccodrillo, un gioiello che ha catturato quasi quanto il vestito stesso.
A completare la giornata sono arrivati altri due outfit caratterizzati da bustier strutturati che esaltavano la silhouette della cantante, confermando la sua predilezione per linee femminili e sofisticate.
Il blazer di Zuhair Murad è il più fotografato
Tra tutti i cambi d’abito, quello che ha conquistato maggiormente fotografi e addetti ai lavori è stato il completo firmato Zuhair Murad. Il blazer bianco, interamente ricamato con cristalli, ha regalato uno degli scatti più iconici di questa settimana della moda parigina, unendo l’eleganza sartoriale alla luminosità tipica delle creazioni dello stilista.
Un look che ha confermato ancora una volta il forte legame tra Jennifer Lopez e l’alta moda internazionale.
Il gesto che ha conquistato il pubblico
Se gli outfit hanno fatto il giro del web, a sorprendere molti è stato soprattutto il comportamento della popstar. Nonostante i bodyguard cercassero di tenerla a distanza dalla folla, Jennifer Lopez si è fermata più volte per firmare autografi e salutare i fan che l’attendevano fuori dagli hotel e dalle location degli eventi.
Un gesto semplice, ma molto apprezzato, che ha contribuito ad alimentare l’entusiasmo attorno alla sua presenza a Parigi, confermando come, oltre allo stile, siano spesso l’attenzione verso il pubblico e la spontaneità a fare davvero la differenza.
Moda
Demi Moore e Tallulah Willis incantano Parigi da Balenciaga: la sfilata di Pier Paolo Piccioli conquista tutti nonostante i 40 gradi
Da Demi Moore a Isabelle Huppert, passando per Lily Collins: il debutto couture di Pier Paolo Piccioli richiama il grande cinema e la moda internazionale. E, nonostante il sole cocente, molti lo definiscono già il momento più riuscito della stagione.
Sotto un sole implacabile e con temperature vicine ai quaranta gradi, Parigi ha ospitato uno degli appuntamenti più attesi della Haute Couture. A catalizzare l’attenzione è stato il debutto di Pierpaolo Piccioli alla guida di Balenciaga, una sfilata che ha richiamato un parterre di ospiti internazionali e che, per molti osservatori, rappresenta già uno dei momenti più alti dell’intera stagione.
In prima fila spiccavano Demi Moore e la figlia Tallulah Willis, arrivate insieme per assistere al primo capitolo dell’avventura couture dello stilista romano.
Una front row da red carpet
L’evento ha riunito alcune delle personalità più amate del cinema e della moda. Tra gli ospiti era presente anche Isabelle Huppert, sorpresa a conversare con Hudson Williams, co-protagonista di Heated Riverly. Grande entusiasmo anche per **Lily Collins>, accolta dall’affetto dei fan grazie al successo internazionale della serie Emily in Paris.
L’atmosfera, però, è stata messa a dura prova dal caldo estremo. In molti si sono chiesti se fosse davvero opportuno organizzare una sfilata all’aperto in una giornata così torrida, con gli invitati costretti a seguire lo show sotto un sole battente.
Il debutto di Piccioli convince
Al di là delle condizioni climatiche, il giudizio sulla collezione è stato ampiamente positivo. Il debutto di Pier Paolo Piccioli per Balenciaga è stato accolto come una proposta elegante e misurata, lontana dagli effetti speciali che spesso caratterizzano le passerelle contemporanee.
Proprio questa scelta sembra aver conquistato critica e addetti ai lavori. Più che inseguire lo stupore a ogni costo, lo stilista ha puntato sulla forza della couture, sulla costruzione degli abiti e su una visione coerente, restituendo centralità al lavoro sartoriale.
La couture torna protagonista
In una stagione dominata da scenografie spettacolari e trovate pensate per i social, la sfilata Balenciaga ha scelto una strada diversa. Il risultato, secondo molti presenti, è stato uno degli show più convincenti dell’Haute Couture parigina, capace di mettere al centro la moda anziché l’effetto sorpresa.
Il lungo applauso finale e l’entusiasmo del pubblico sembrano confermare che il debutto di Pier Paolo Piccioli abbia centrato l’obiettivo, aprendo una nuova fase per Balenciaga all’insegna dell’eleganza e della sostanza.
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