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Lifestyle

Sagra permanente e karaoke balneare: l’estate 2025 è già una vacanza trash (e felice)

Gonfiabili a forma di fenicottero, trenini con Romagna mia e TikTok zoppicanti: le vacanze 2025 hanno riscoperto l’orgoglio di essere provinciali. E il trash è diventato il nuovo chic, almeno fino a settembre.

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    La scena è questa: una spiaggia affollata, un tavolo di plastica traballante, dieci sedie scompagnate e una cassa bluetooth che gracchia “Un amore così grande” remixata con ritmi reggaeton. Accanto, un barbecue improvvisato su cui sfrigolano salamelle mentre un cugino di terzo grado filma tutto in verticale. No, non è un incubo da sabato sera in riviera. È la nuova vacanza trash. E va fortissimo.

    Altro che Bali, Mykonos e i resort con le tende di lino. L’estate 2025 segna il ritorno (consapevole) del kitsch balneare, del campeggio rumoroso, del karaoke con i Nirvana in dialetto veneto. Le famiglie scelgono il litorale adriatico con orgoglio, i gruppi di amici si lanciano in veri e propri tour delle sagre locali, e anche gli influencer – a corto di idee – hanno riscoperto il fascino di un chiosco anni ’90 e di una vacanza con zero filtri (ma tanti video ironici).

    A segnare il confine tra il vecchio trash e quello attuale è l’autoironia. Oggi non ci si vergogna più del trenino con Romagna mia in campeggio: ci si partecipa, lo si filma e si tagga l’amico più figo con l’hashtag #estateignorante. Persino il bagno con la maglietta, una volta incubo dei timidi, è tornato cool tra i nostalgici del look “anni Duemila”. I gonfiabili? Rigorosamente esagerati: draghi, pizze, pinguini a tre posti. E la birra? Calda, ma con affetto.

    È la vendetta delle estati normali, delle località italiane con nomi impronunciabili, dei souvenir fluorescenti e delle serate al liscio. Un’estetica che mescola Gigi D’Alessio e Gabry Ponte, parmigiana e mojito, tatuaggi temporanei e karaoke improvvisati sotto le lanterne di carta. Il tutto documentato passo dopo passo su TikTok, ovviamente, con caption tipo: “Giornata intensa, ho grigliato otto ore per poi ballare con zia Carla”.

    In fondo, è un’estate liberatoria. Dove il caldo stordisce le inibizioni, la sabbia entra ovunque e nessuno giudica se al posto della valigia porti un borsone dell’Esselunga con dentro cinque canotte e l’autan. Perché oggi l’unico vero lusso è divertirsi senza prendersi sul serio. E se per riuscirci serve un materassino a forma di banana gigante e una serata karaoke dove tutti steccano, ben venga.

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      Cucina

      Crostata al limone fatta in casa: i trucchi per una pasta frolla friabile e una crema profumata che conquista al primo assaggio

      La crostata al limone rappresenta uno dei capolavori intramontabili della cucina casalinga. Il contrasto tra la base friabile di pasta frolla e il ripieno fresco ed aromatico rende questo dessert la scelta ideale per concludere un pranzo estivo o arricchire la merenda

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      Crostata al limone fatta in casa: i trucchi per una pasta frolla friabile e una crema profumata che conquista al primo assaggio

        Tra i dolci da credenza più amati della tradizione gastronomica, la crostata al limone occupa un posto di primo piano grazie al suo equilibrio tra dolcezza e nota acidula. La freschezza dell’agrume si sposa con la ricchezza della pasta frolla, dando vita a un dessert versatile, perfetto sia per la colazione sia per un fine pasto elegante. La riuscita di questo grande classico non richiede attrezzature da laboratorio professionale, ma la selezione rigorosa delle materie prime e il rispetto dei tempi di riposo dell’impasto.

        Gli ingredienti essenziali per la base e la crema

        Per una tortiera da 24 centimetri di diametro, la preparazione della pasta frolla richiede 300 grammi di farina 00, 150 grammi di burro freddo a pezzetti, 120 grammi di zucchero a velo, un uovo intero, un tuorlo e la scorza grattugiata di un limone biologico.

        Per il ripieno cremoso occorrono invece 400 millilitri di latte intero, il succo e la scorza di due limoni non trattati, 4 tuorli d’uovo, 120 grammi di zucchero semolato e 40 grammi di amido di mais (maizena). L’uso di limoni biologici è indispensabile, poiché gli oli essenziali contenuti nella buccia costituiscono l’anima aromatica dell’intera preparazione.

        Il procedimento per la pasta frolla e la cottura in bianco

        La lavorazione parte dalla sabbiatura della farina con il burro freddo fino a ottenere un composto bricioloso. Si aggiungono poi lo zucchero a velo, le uova e la scorza di limone, impastando rapidamente per non scaldare la massa. Ottenuto un panetto omogeneo, lo si avvolge nella pellicola e lo si lascia riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.

        Stesa la frolla a uno spessore di circa 4 millimetri, si riveste lo stampo imburrato e infarinato, bucherellando il fondo con i rebbi di una forchetta. Per garantire una base croccante, si procede con la cottura in bianco coprendo la frolla con carta forno e legumi secchi, infornando a 180 gradi per 15 minuti, per poi cuocere altri 10 minuti senza pesi.

        La preparazione del ripieno e la composizione finale

        Nel frattempo si prepara la crema scaldate il latte con la scorza di limone. In una ciotola si lavorano i tuorli con lo zucchero e l’amido, versando poi il latte caldo filtrato. Riposto il tutto sul fuoco, si mescola fino a densità desiderata, incorporando infine il succo di limone a fuoco spento per preservarne la freschezza.

        Una volta intiepidita, la crema viene versata nel guscio di frolla già cotto. Il dolce può essere completato con decorazioni di frolla e ripassato in forno per 10 minuti, oppure lasciato raffreddare completamente in frigorifero e guarnito prima di servire con una spolverata di zucchero a velo o fettine di limone fresco.

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          Lifestyle

          Cos’è l’effetto Fresh Start? La spiegazione psicologica del perché la mente considera settembre il vero inizio dell’anno

          I punti di svolta temporali agiscono sulla mente creando una netta separazione tra il passato e il presente. Settembre, più ancora del primo gennaio, rappresenta il momento perfetto in cui la psicologia motiva l’essere umano a resettare le abitudini e fissare nuovi traguardi

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          Cos'è l'effetto Fresh Start? La spiegazione psicologica del perché la mente considera settembre il vero inizio dell'anno

            L’arrivo di settembre porta con sé una singolare energia trasformativa che spinge milioni di persone a pianificare nuovi progetti, iscriversi in palestra o riorganizzare la propria routine. Per la mente umana, l’inizio dell’autunno somiglia molto di più a un vero “capodanno” rispetto al primo gennaio. Questa propensione viscerale al cambiamento non è una semplice suggestione culturale, ma un fenomeno cognitivo ampiamente studiato noto in psicologia come “Fresh Start Effect” o effetto del nuovo inizio.

            La linea di demarcazione tra il vecchio e il nuovo io

            L’effetto Fresh Start si attiva in presenza di marcatori temporali significativi, come l’inizio di un nuovo mese, un compleanno o la fine delle vacanze estive. Questi momenti fungono da veri e propri spartiacque mentali nella percezione del tempo individuale.

            Gli studi di psicologia comportamentale evidenziano come la mente tenda a separare l’identità passata — associata a pigrizia o fallimenti — da quella presente. Il rientro di settembre permette di archiviare gli errori del passato e di guardare al futuro con un’immagine rinnovata di se stessi, aumentando la motivazione e la fiducia nelle proprie capacità di successo.

            Perché settembre supera il primo gennaio nelle decisioni

            Sebbene gennaio segni il cambio del calendario civile, settembre possiede un vantaggio psicologico e biologico fondamentale. Durante i mesi estivi il corpo si ricarica grazie alla riduzione dello stress lavorativo e all’aumento dell’esposizione alla luce solare.

            Il riposo accumulato durante le ferie garantisce una riserva d’energia che manca a gennaio, periodo in cui si arriva spesso affaticati da mesi di lavoro ininterrotto. A settembre il contrasto tra la pausa estiva e il rientro al lavoro genera una spinta naturale al rinnovamento, rendendo più facile abbandonare i comportamenti disfunzionali per adottare abitudini sane.

            Come trasformare la spinta emotiva in risultati concreti

            La spinta motivazionale fornita dall’effetto Fresh Start rischia tuttavia di esaurirsi nel giro di poche settimane se non viene canalizzata con metodo. L’errore più comune consiste nell’impostare un numero eccessivo di obiettivi contemporaneamente, provocando una rapida saturazione cognitiva.

            Per mantenere costanti i risultati è essenziale selezionare un unico traguardo prioritario e suddividerlo in micro-azioni quotidiane facilmente gestibili. Sostituire i grandi proclami con piccoli cambiamenti progressivi permette di consolidare la nuova routine, sfruttando la spinta di settembre per costruire un benessere duraturo nel tempo.

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              Lifestyle

              Vita di coppia sotto lo stesso tetto: come organizzare la gestione della casa e la divisione dei compiti in modo fluido ed equilibrato

              Avvisare la famiglia e saldare i primi sei mesi d’affitto segna l’inizio di un capitolo entusiasmante. Per impedire che l’accumulo di piatti sporchi e lavatrici rovini l’atmosfera, definire una ripartizione trasparente dei compiti fin dal primo giorno è fondamentale

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              Vita di coppia sotto lo stesso tetto: come organizzare la gestione della casa e la divisione dei compiti in modo fluido ed equilibrato

                L’entusiasmo che accompagna l’avvio della prima vera convivenza è travolgente: comunicare ai genitori la decisione di spiccare il volo e firmare il contratto d’affitto per i primi sei mesi rappresenta un traguardo fondamentale nella vita di coppia. Una volta archiviato lo stress del trasloco e posizionate le ultime scatole, la vita sotto lo stesso tetto inizia a rivelare la sua routine quotidiana. Accanto ai momenti di dolcezza e complicità emergono inevitabilmente le prime responsabilità concrete, a partire dalla gestione delle pulizie e dall’organizzazione del tempo domestico.

                Dalla teoria alla pratica: il bilancio dei compiti quotidiani

                Molte coppie affrontano i primi mesi di vita comune confidando nel fatto che le cose “si sistemeranno da sole”, ma la mancanza di regole chiare rischia di generare frustrazione e risentimento. Per evitare che uno dei due partner si carichi della maggior parte del lavoro invisibile, la strategia migliore risiede nell’inventario trasparente delle mansioni.

                Sedersi insieme per elencare tutte le attività necessarie al funzionamento della casa — dalla spesa periodica alla gestione della spazzatura, dal bucato fino alla pulizia del bagno — consente di avere una mappa visiva chiara. Riconoscere quanto tempo ed energia richiede ogni singolo compito è il primo passo essenziale per costruire un dialogo equilibrato.

                Ripartizione su misura: abilità, tempi e preferenze

                Una divisione davvero equa non significa necessariamente svolgere esattamente la metà di ogni singola faccenda, bensì trovare un incastro fluido basato sulle inclinazioni personali e sugli orari di lavoro di ciascuno. Se un partner ama cucinare e l’altro preferisce riordinare e lavare i piatti, la suddivisione diventa naturale e priva di attriti.

                È altrettanto importante tenere in considerazione la flessibilità dei turni lavorativi: chi trascorre più tempo a casa o ha orari meno stringenti può farsi carico di compiti infrasettimanali veloci, bilanciando il contributo nei fine settimana con le mansioni più impegnative.

                Creare un piano visivo ed evitare le critiche distruttive

                Per consolidare le buone abitudini ed evitare continui richiami verbalizzati con fastidio, l’uso di una lavagna magnetica sul frigorifero o di un’applicazione condivisa sullo smartphone garantisce un tracciamento neutro dei compiti settimanali.

                Un aspetto fondamentale riguarda la tolleranza verso i diversi standard di esecuzione: ciascun componente della coppia possiede tempi e modalità differenti per completare un’attività. Accettare che il partner svolga un lavoro in modo leggermente diverso dal proprio, senza cedere alla tentazione di rifarlo o di criticare, preserva l’armonia di coppia e rende la convivenza un’esperienza di crescita serena e condivisa.

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