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Wanna Marchi e Rita De Crescenzo, la nuova “amicizia esplosiva” del web: tra complimenti, tremori e dichiarazioni d’amore

L’incontro tra Wanna Marchi e Rita De Crescenzo ha generato una valanga di commenti: la prima elogia la seconda definendola “una donna straordinaria”, la seconda la guarda come un’icona e confessa di “tremare dentro”. Un siparietto che unisce due mondi lontanissimi e che sta già diventando materiale cult per il gossip italiano.

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    Ci mancava solo questa, verrebbe da dire. E infatti eccola: l’amicizia che nessuno aveva previsto e che ora tutti commentano. Wanna Marchi e Rita De Crescenzo, due figure diversissime per storia, stile, generazione e traiettoria sociale, si sono incontrate e hanno dato vita a un momento surreale diventato immediatamente virale. Quando si dice: chi si somiglia si piglia.

    Wanna Marchi, il sermone della “maestra”
    La prima a parlare è Wanna Marchi, che sfodera un messaggio che sembra uscito da un reality parallelo. «Carissima, io non devo insegnarti niente perché tu sei una donna straordinaria così come sei», dice con enfasi da televendita d’altri tempi. Poi rincara: «Parla così, vestiti così, truccati così, ama così come hai sempre amato, perché tutti noi ti amiamo, tutta l’Italia e non soltanto». E per non farsi mancare nulla, aggiunge anche l’Albania: «Io ho casa lì e anche lì ti amano da morire».
    Un endorsement che, a modo suo, è già storia.

    Rita De Crescenzo, emozionata come davanti a un’icona pop
    La risposta di Rita è un misto di stupore, devozione e incredulità. «Maro, ma che roba è questa? Vi giuro, sto vicino a uno spettacolo di donna», dice indicando Wanna come si farebbe con una statua sacra. «Ottantatré anni, guardate qua, tremo dentro… è una mamma, una nonna eccezionale».
    Il tono è quello tipico di Rita: spontaneo, teatrale, pieno di meraviglia. E il web, ovviamente, impazzisce.

    Il duo che nessuno si aspettava
    L’incontro tra le due funziona proprio perché imprevedibile: è la collisione di due personaggi che hanno segnato — in modi molto diversi — l’immaginario pop italiano. Wanna Marchi, con il suo passato controverso e la sua innegabile teatralità, e Rita, che ogni giorno divide l’Italia tra chi la idolatra e chi la critica. Metterle insieme è come accendere un fiammifero vicino a un barile di benzina: inevitabile l’esplosione virale.

    Una scena già diventata cult
    Clip, meme, battute, remix: il materiale è infinito. I social commentano, ridono, analizzano. E il video dell’incontro si trasforma in nuovo folklore digitale, di quelli che durano più di un trend. Perché quando due personaggi così “larger than life” si incontrano, il risultato non può che essere un piccolo pezzo di storia trash-pop.

    Wanna e Rita, nel bene e nel male, sono diventate il nuovo duo da osservare. E questa, sì, è davvero una brutta — o bellissima — storia tutta italiana.

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      Eugenia Longo e l’alopecia, la scelta di mostrarsi senza parrucca: «La mia forza è essere me stessa, non mi sono mai vista brutta»

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        Eugenia Longo ha perso i capelli a tre anni per l’alopecia ereditaria. Oggi racconta sui social il proprio percorso di accettazione, il peso dello sguardo degli altri e l’importanza della terapia: «Chiedere aiuto per conoscersi è fondamentale».

        Eugenia Longo aveva appena tre anni quando l’alopecia ereditaria le ha fatto perdere i capelli. Da allora il rapporto con la propria immagine è diventato un percorso iniziato molto prima di quanto accada alla maggior parte delle bambine. Non perché si considerasse brutta, racconta, ma perché intorno a lei quasi ogni rappresentazione della femminilità sembrava raccontare un modello diverso: dalle principesse alle Barbie, i capelli erano sempre uno degli elementi centrali.

        «Ho iniziato a chiedermi cosa fosse bello, cosa fosse femminile, come apparissi agli occhi degli altri», racconta Longo. Domande che l’hanno accompagnata nella crescita e che, con il tempo, l’hanno portata a separare la femminilità da un particolare fisico: «Prima di come appaio, mi sento donna nel modo in cui mi pongo, in come mi relaziono e in quello che riesco a trasmettere».

        Eugenia Longo e l’alopecia: «Non mi sono mai vista brutta»

        Il passaggio più difficile non è stato quindi accettare la propria immagine, ma affrontare quella restituita dagli altri. «Non mi sono mai vista brutta. Gli occhi giudicanti degli altri sono stati la cosa più complessa da gestire», spiega.

        Le insicurezze hanno inevitabilmente attraversato anche le prime relazioni sentimentali. Mostrarsi completamente non era semplice, finché qualcosa ha cominciato a cambiare. Longo descrive quel processo come una trasformazione lenta, maturata senza forzature, fino alla necessità di abbandonare l’immagine dietro la quale si era protetta per anni.

        Oggi sui social conta oltre 60 mila follower e usa la propria esperienza anche per parlare alle ragazze che vivono situazioni simili. La bellezza, sostiene, non può esaurirsi nell’aspetto fisico: entrano in gioco portamento, ironia, gentilezza, sensibilità ed empatia.

        «Non ho mai indossato parrucche»

        Un ruolo importante lo ha avuto anche la famiglia. «I miei genitori non mi hanno mai imposto nulla: volevano vedere come avrei gestito questa diversità. Non ho mai indossato parrucche», racconta Longo.

        Durante l’adolescenza ha utilizzato fascette e foulard, trasformandoli anche in elementi del proprio look. Successivamente è arrivato il desiderio di eliminarli e mostrarsi senza più coprire la testa. Nessuna svolta improvvisa: «È stato un percorso lungo, ma naturale: non mi sono mai messa fretta».

        Una scelta che oggi è diventata parte della sua presenza pubblica, senza trasformare l’alopecia nell’unico elemento attraverso il quale definirsi.

        La terapia e il percorso di accettazione

        Nel cammino verso una maggiore sicurezza ha avuto un peso anche la terapia, che Eugenia Longo definisce «un catalizzatore». «Chiedere aiuto per conoscersi è fondamentale», sottolinea.

        Oggi esistono trattamenti sperimentali per l’alopecia, ma Longo racconta di aver costruito il proprio percorso di accettazione quando quelle possibilità non esistevano. Per questo invita a partire dalla consapevolezza di sé, senza pretendere risultati immediati.

        Il messaggio che porta sui social nasce dalla sua stessa esperienza: parlare delle proprie paure, informarsi e scegliere con attenzione le persone delle quali circondarsi. Perché, dopo una vita trascorsa a confrontarsi con modelli estetici nei quali non riusciva a riconoscersi, Eugenia Longo ha trovato il proprio punto di equilibrio proprio nella decisione di non nascondersi.

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          Nonna Adele, bufera su TikTok: «Sono una medium e faccio la cartomanzia». Poi l’avvertimento: «Mia figlia non si tocca, ho denunciato»

          La star di TikTok reagisce ai video e ai vocali diffusi online: «La cartomanzia esiste, la faccio. Sono una medium e una grande veggente». Ma esplode quando le polemiche coinvolgono Natascia, la figlia morta nel 2025: «Non dovete permettervi mai più di parlare di lei».

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            Dai casatielli giganti alle carte, dai video di cucina alle accuse di presunti rituali esoterici. Nonna Adele, al secolo Adele Sansò, è finita al centro di una bufera che sta incendiando TikTok. E questa volta la popolare cuoca social ha deciso di rispondere senza mezzi termini: ammette di praticare la cartomanzia e di considerarsi una medium, respinge invece le accuse di fare «fatture» e soprattutto annuncia di essersi rivolta a un avvocato dopo che nella polemica è stata coinvolta anche la figlia Natascia, morta nel febbraio 2025 a soli 45 anni.

            Tutto nasce da una serie di contenuti comparsi online, nei quali si parla di presunte pratiche esoteriche e vengono diffusi alcuni vocali attribuiti alla tiktoker. Materiale che, secondo Adele Sansò, sarebbe stato pubblicato senza la sua autorizzazione. Lei non nega però quella parte della propria vita che fino a oggi aveva scelto di tenere lontana dai social.

            Nonna Adele confessa: «Faccio la cartomanzia»

            «La cartomanzia esiste, faccio la cartomanzia. Ma perché dovevo dirvelo? Non ho problemi», spiega ai follower. Una confessione che sorprende chi la conosce soprattutto per le enormi quantità di pasta, i casatielli e le altre ricette diventate virali, ma sulla quale Nonna Adele rivendica il diritto alla propria privacy.

            «La mia vita privata non la voglio mettere sui social, qui voglio fare i maccheroni, i casatielli, non raccontarvi il privato. Questi non sono fatti vostri. Fare la cartomanzia non è un reato».

            La tiktoker va anche oltre e rivendica apertamente quelle che considera proprie capacità: «Io sono una medium, sono una grande veggente. La gente mi vuole bene, questo non è un problema vostro e non devo dare spiegazioni a voi».

            Le accuse sulle «fatture» e il misterioso vocale

            Ben diversa la sua posizione sulle accuse più pesanti circolate in rete. Nonna Adele nega infatti di praticare presunti malefici: «Voi dite che io faccio le fatture, ma questo lo dite voi. La mia coscienza è pulita».

            Al centro della polemica è finito anche un vocale nel quale si sentirebbe pronunciare la frase «metti le foto nell’acqua santa». Un passaggio che alcuni utenti avrebbero interpretato come riferito a pratiche esoteriche. La spiegazione della tiktoker è completamente diversa: «Questo per scongiurare le cattiverie, non per il contrario».

            Adele Sansò sostiene inoltre di aver conservato le prove di quanto pubblicato sul suo conto. «Sappiate che ho fatto tutti i video e gli screenshot di quello che avete detto e scritto», avverte, accusando alcune pagine di aver utilizzato il caso per aumentare visualizzazioni e interazioni: «Per fare hype state buttando fango su di me».

            La rabbia per la figlia Natascia: «Non si tocca»

            Il punto sul quale Nonna Adele non accetta alcuna discussione riguarda però la sua famiglia. Nei giorni scorsi aveva già annunciato di essersi rivolta all’avvocato penalista Giuseppe Gallo, spiegando: «Stiamo leggendo e vedendo tante cattiverie e molte falsità sulla mia persona, cose che a me poco interessano, ma la mia famiglia, i miei nipoti e soprattutto la buonanima di mia figlia Natascia non si toccano».

            Natascia è morta nel febbraio 2025, a 45 anni, dopo una malattia. Secondo quanto racconta la tiktoker, alcuni commenti avrebbero addirittura collegato quella tragedia alle sue attività di cartomante. Ed è proprio qui che la sua risposta diventa durissima.

            «Vi siete permessi di scrivere cose brutte, tipo che io ho pagato le conseguenze delle mie azioni con la morte di mia figlia. Ma come vi permettete?». Poi ribalta l’accusa con una domanda: «Allora tutti questi poveri bambini e ragazzi che stanno morendo con le stesse brutte malattie di mia figlia hanno le mamme che fanno le cartomanti?».

            Dalla guerra social alla battaglia legale

            La polemica continua a correre su TikTok, ma Nonna Adele sostiene di avere ormai deciso di spostare la questione fuori dai social. «Non dovete permettervi mai più di parlare di mia figlia. Mi sono mossa perché avete parlato di lei», ha spiegato.

            E agli account che l’hanno attaccata lascia un ultimo avvertimento: «Esiste il karma e il Signore, chi sbaglia paga. Se avete sbagliato pagherete». Dalle pentole alle carte, il personaggio che milioni di utenti hanno conosciuto attraverso ricette e video di vita quotidiana mostra così un volto finora rimasto privato. Ma sulle accuse più gravi la posizione è netta: la cartomanzia sì, le «fatture» no. E sulla figlia, promette, la risposta proseguirà attraverso il suo legale.

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              Una scimmietta in casa per i follower? Il video di Rita De Crescenzo, la dura reazione di Matteo Bassetti e i pericoli sanitari reali

              Il video della tiktoker con una scimmietta ha riaccesso il dibattito sulla detenzione di animali esotici. L’infettivologo Matteo Bassetti mette in guardia dai gravi rischi sanitari e dalle infezioni virali, mentre la legge italiana vieta rigorosamente i primati come animali domestici.

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              Una scimmietta in casa per i follower? Il video di Rita De Crescenzo, la dura reazione di Matteo Bassetti e i pericoli sanitari reali

                Un video pubblicato sui canali social della tiktoker napoletana Rita De Crescenzo ha scatenato accese polemiche, accendendo i riflettori sul tema degli animali esotici in casa. Nelle immagini, l’influencer mostra un piccolo primate in un ambiente domestico, trattandolo come un normale animale da compagnia. Il filmato è diventato virale in poche ore, attirando l’attenzione di utenti e la dura reazione della comunità scientifica.

                L’episodio è diventato un caso d’interesse pubblico. Tra le voci più critiche è intervenuto l’infettivologo Matteo Bassetti, che ha censurato l’esibizione del primate sui social, evidenziando le gravi implicazioni sanitarie e culturali di simili comportamenti.

                L’allarme di Matteo Bassetti e i rischi sanitari della convivenza

                Commentando l’accaduto, il professor Matteo Bassetti ha espresso preoccupazione per il messaggio trasmesso dalla tiktoker. L’esperto ha evidenziato come la convivenza ravvicinata con i primati rappresenti un potenziale veicolo di gravi malattie infettive, note come zoonosi.

                I primati possono infatti trasmettere all’uomo patogeni virali, batterici e parassitari pericolosi, tra cui herpesvirus e infezioni respiratorie. Inoltre, la vita in appartamento priva l’animale del suo habitat naturale, generando uno stress cronico che ne compromette la salute.

                Cosa stabilisce la legge italiana sulla detenzione delle scimmie

                La vicenda riporta al centro del dibattito la legislazione sulla fauna esotica nel nostro Paese. In Italia la legge vieta severamente ai privati di detenere e commerciare animali che costituiscono un pericolo per la salute e la sicurezza pubblica.

                Nello specifico, la normativa inserisce tutti i primati nell’elenco delle specie pericolose. Di conseguenza, nessun cittadino può tenere una scimmia in casa come animale domestico. Le uniche eccezioni sono riservate a bioparchi, centri di recupero e istituti autorizzati dal Ministero dell’Ambiente.

                Sanzioni e conseguenze per chi possiede primati in casa

                Chi viola le norme introducendo un primate in casa va incontro a sanzioni penali e amministrativa gravissime. La legge dispone il sequestro immediato dell’animale da parte dei Carabinieri Forestali e pesanti sanzioni pecuniarie.

                Gli esperti ricordano che esibire specie selvatiche sui social rischia di normalizzare comportamenti illeciti, alimentando indirettamente il mercato nero degli animali esotici.

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