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Cinema

883: Pezzali e Repetto non capivano nulla di cinema… e di donne

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    Chi si ricorda del film Jolly Blu, diretto nel 1998 da Stefano Salvati? Non in molti, per la verità. Un filmetto che non lasciò nessun tipo di segno, a parte un clamoroso dettaglio che vi racconteremo più avanti…

    Un film assolutamente non fondamentale, anzi…

    Si tratta di una pellicola dalla trama praticamente inesistente, imbastita alla bella e meglio per riproporre alcune canzoni di successo degli 883. Sei un mito, La regola dell’amico, La dura legge del gol, Come mai, Tieni il tempo, Jolly Blue, Hanno Ucciso l’Uomo Ragno, Io Ci Sarò, Andrà tutto bene, Con Un Deca e altri brani che segnarono l’ascesa del duo prodotto da Claudio Cecchetto.

    Il plot

    Il Jolly Blu è un tipico bar di paese, dove Max e i suoi amici si ritrovano ogni giorno. Nel locale, peraltro, sono ambientate la maggior parte delle scene del film. Baldo, il proprietario e barista del locale, è pieno di debiti e Max e i suoi amici decidono allora di organizzare una festa-concerto per raggranellare un po’ di denaro ed aiutarlo. Max canterà alla festa è verrà notato da Saturnino, un discografico che gli organizzerà un provino davanti al presidente della casa discografica.

    Un cast quantomeno… eterogeneo

    Scorrendo il cast, oltre a Max Pezzali nella storia compaiono Alessia Merz, Sabrina Salerno, Natalia Estrada, Jovanotti, Sara D’Amario, Nicole Grimaudo e Kimberly Anne Greene. A questo punto il dettaglio va però svelato:gli 883 scartarono una 23enne Angelina Jolie – scegliendo al suo posto Alessia Merz – perchè la Jolie venne considerata troppo sexy per il ruolo!

    Alessiuccia… sei molto meglio tu!

    La Merz in quel periodo era una showgirl di buona visibilità, con un pregresso da velina a Striscia la notizia, la partecipazione a Non è la Rai e qualche ruolo in pellicole tutt’altro che epocali come come Ragazzi della notte, Panarea e Gli inaffidabili. La storia può sembrare surreale ma è assolutamente vera: Angelina Jolie venne trovata con un viso interessante. Ma, alla fine, non si sa bene chi… sentenziò che non andava bene. Comunque il film si rivelò un flop totale. In compenso, di lì a breve la carriera dell’attrice prese il volo. L’anno dopo sarà protagonista, insieme a Winona Ryder, del film Ragazze interrotte che le fece vincere l’Oscar nel 2000.

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      Cinema

      Richard Gere e Alejandra, dedica da film per l’anniversario: “Ti sceglierei in ogni vita”

      L’imprenditrice spagnola pubblica sui social immagini private delle nozze con Richard Gere e parole dolcissime: “La nostra storia continua con più amore, figli e vita”.

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        Ci sono coppie di Hollywood che sembrano costruite a tavolino per i red carpet. E poi ci sono storie come quella tra Richard Gere e Alejandra Silva, che con il passare degli anni sembrano diventare sempre più solide.

        Per celebrare l’ottavo anniversario di matrimonio, Alejandra ha pubblicato su Instagram una delle dediche più romantiche mai scritte all’attore di Pretty Woman.

        “Ti sceglierei di nuovo, in ogni vita”

        Ad accompagnare una serie di fotografie inedite delle nozze, Alejandra Silva ha ricordato il giorno del loro matrimonio con parole piene di emozione.

        “Otto anni fa, in un giorno come questo, ci siamo riuniti con le nostre famiglie e con le persone che amiamo di più per festeggiare l’inizio della nostra vita insieme”.

        Poi il passaggio che ha fatto impazzire i fan della coppia: “Ti sceglierei di nuovo, in ogni vita”.

        Una dichiarazione che sembra uscita direttamente da una sceneggiatura romantica, ma che nel loro caso appare sorprendentemente autentica.

        Un matrimonio lontano dal caos di Hollywood

        Richard Gere e Alejandra Silva si sono sposati nel 2018 nella loro villa alle porte di New York, dopo una relazione iniziata nel 2014.

        Da allora hanno costruito una vita molto lontana dagli eccessi tipici delle coppie hollywoodiane, condividendo non solo la famiglia ma anche numerosi progetti umanitari e sociali.

        Nel post pubblicato sui social, Alejandra ha sottolineato proprio questo aspetto: “Molti anni dopo, la nostra storia d’amore continua. Con ancora più profondità, più ricordi, più figli, più risate, più vita”.

        Richard Gere trasformato dall’amore

        Negli ultimi anni lo stesso Richard Gere ha spesso raccontato quanto il rapporto con Alejandra abbia cambiato profondamente il suo equilibrio personale.

        L’attore, da sempre molto riservato, appare oggi molto più sereno e familiare rispetto all’immagine del sex symbol hollywoodiano degli anni Novanta.

        E Alejandra non ha mai nascosto quanto il loro rapporto sia basato soprattutto sulla semplicità quotidiana e sulla complicità.

        Una storia che continua a far sognare

        In un mondo dello spettacolo dove matrimoni lampo, separazioni e tradimenti sembrano ormai la normalità, la coppia Gere continua invece a trasmettere l’idea di un amore maturo e stabile.

        Non perfetto, forse, ma profondamente sincero.

        Ed è probabilmente proprio questo che rende le parole di Alejandra così potenti: non sembrano scritte per Hollywood, ma per l’uomo che ancora oggi sceglierebbe ogni volta.

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          Cinema

          Anne Hathaway, il salmone in Islanda e l’addio al veganismo: “È stato come riavviare il cervello”

          In Islanda, durante un pranzo con Matt Damon sul set di “Interstellar”, Anne Hathaway mangiò del salmone locale dopo anni senza pesce. “Ho sentito il cervello riavviarsi”, ha raccontato.

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            A volte le grandi svolte personali arrivano nei modi più banali possibili. Un pranzo, una scelta improvvisa, un piatto ordinato quasi per caso. È così che Anne Hathaway racconta il momento in cui ha deciso di abbandonare il veganismo dopo anni.

            Successe in Islanda, durante le riprese di Interstellar. L’attrice stava pranzando insieme a Matt Damon quando il collega lasciò che fosse direttamente lo chef a scegliere il menu.

            La risposta arrivò poco dopo: salmone.

            Il pranzo che ha cambiato tutto

            Anne Hathaway, che da anni seguiva un’alimentazione vegana, chiese subito una cosa fondamentale: il pesce era locale?

            Quando le dissero di sì, decise di mangiarlo.

            Una scelta apparentemente piccola, ma che per lei avrebbe avuto un effetto quasi fisico e immediato. “Ho sentito il mio cervello come un computer che si riavvia”, ha raccontato successivamente parlando di quel momento.

            Una frase che è rimasta impressa proprio per la forza quasi surreale dell’immagine.

            L’addio definitivo al veganismo

            Da allora Anne Hathaway non è più tornata al veganismo. Una decisione che negli anni ha fatto parecchio discutere, soprattutto considerando quanto il tema dell’alimentazione sia diventato identitario nel mondo dello spettacolo e sui social.

            Per molte celebrità il veganismo rappresenta infatti non soltanto una scelta alimentare, ma anche una posizione etica, ambientale e culturale. Ed è proprio per questo che il racconto dell’attrice ha attirato tanta attenzione.

            Il corpo che cambia le convinzioni

            La parte più interessante della storia, però, è forse un’altra: il modo in cui Hathaway descrive quella sensazione fisica. Non un ragionamento ideologico, non una conversione teorica, ma una reazione del corpo.

            Come se improvvisamente qualcosa si fosse riacceso.

            Ed è probabilmente questo il motivo per cui il suo racconto continua a colpire così tanto. Perché parla di una cosa molto umana: il momento in cui le convinzioni personali si scontrano con ciò che il corpo sembra chiedere.

            In mezzo c’erano l’Islanda, il set di un colossal di Christopher Nolan, Matt Damon e un piatto di salmone. Ma alla fine la storia è molto più semplice: Anne Hathaway ha ascoltato sé stessa. E non è più tornata indietro.

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              Cinema

              Titanic, la notte della zuppa avvelenata: 150 membri della troupe in ospedale dopo un misterioso caso di contaminazione sul set

              Bill Paxton raccontò anni dopo uno degli episodi più incredibili legati al set di Titanic: una zuppa servita alla troupe sarebbe stata contaminata con PCP, una potente droga allucinogena. Il risultato fu un caos totale e circa 150 persone finirono in ospedale.

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                Tra i retroscena più incredibili legati al film Titanic ce n’è uno che sembra uscito da una sceneggiatura parallela. A raccontarlo fu l’attore Bill Paxton, che in un’intervista ricordò un episodio avvenuto durante le riprese del kolossal diretto da James Cameron.

                Secondo il racconto dell’attore, una sera sul set venne servita alla troupe una zuppa di pesce preparata per il catering. Poco dopo averla mangiata, decine di persone iniziarono a sentirsi male in modo improvviso e del tutto inspiegabile.

                Il misterioso avvelenamento sul set

                Nel giro di poco tempo il set si trasformò in una scena di puro caos. Molti membri della troupe iniziarono ad accusare sintomi strani: vertigini, confusione, allucinazioni e forti malesseri fisici.

                La situazione divenne così grave che circa 150 persone furono portate in ospedale. Tra loro anche diversi tecnici e membri della produzione.

                Secondo quanto emerse in seguito, la causa sarebbe stata la contaminazione della zuppa con PCP, una sostanza allucinogena molto potente conosciuta anche come “polvere d’angelo”.

                Il racconto di Bill Paxton

                Bill Paxton ricordò quell’episodio come uno dei momenti più surreali vissuti durante le riprese del film. L’attore spiegò che la situazione degenerò rapidamente e che molti membri della troupe non riuscivano più a capire cosa stesse succedendo.

                Alcuni, raccontò, ridevano senza motivo, altri si sentivano completamente disorientati. I soccorsi furono chiamati immediatamente e diversi ambulanze portarono i tecnici negli ospedali più vicini.

                Nonostante la gravità dell’episodio, nessuno riportò conseguenze permanenti.

                Un mistero mai chiarito del tutto

                L’indagine aperta dopo l’incidente non riuscì mai a stabilire con certezza chi avesse contaminato il cibo destinato alla troupe. L’ipotesi più accreditata fu quella di uno scherzo finito completamente fuori controllo.

                Con il passare degli anni, l’episodio è diventato uno dei retroscena più curiosi legati alla realizzazione di Titanic, film che nel 1997 avrebbe poi conquistato il pubblico di tutto il mondo diventando uno dei più grandi successi nella storia del cinema.

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