Cinema
Andrew Garfield e Florence Pugh, il ciak erotico senza fine: imbarazzo sul set di “We Live in Time”
Nonostante la presenza di un intimacy coordinator e una troupe ridotta per garantire privacy e rispetto, Andrew Garfield e Florence Pugh si sono trovati a girare una scena erotica ben oltre il necessario. Garfield ha raccontato divertito l’episodio e l’imbarazzo che ne è derivato quando si sono accorti che nessuno aveva dato lo stop.
Nel mondo di Hollywood, l’attenzione verso le scene di contenuto erotico è cambiata radicalmente negli ultimi anni, soprattutto con l’avvento del movimento #MeToo. L’introduzione degli intimacy coordinator, professionisti incaricati di gestire e coreografare le scene di sesso per ridurre il disagio e garantire il rispetto reciproco tra gli attori, è diventata una pratica comune, ormai quasi imprescindibile. Tuttavia, anche con tutte le accortezze, qualche situazione imprevista può sempre verificarsi. È quanto accaduto a Andrew Garfield e Florence Pugh sul set del film We Live in Time, un dramma diretto dal regista irlandese John Crowley, che racconta una storia d’amore intensa e complicata tra i due protagonisti.
Durante le riprese, una scena particolarmente passionale tra Garfield e Pugh ha messo alla prova le dinamiche di coordinamento e la comunicazione sul set. Invitato al centro culturale 92NY di New York, Garfield ha ricordato con ironia e un pizzico di imbarazzo l’episodio avvenuto durante le riprese della scena, proprio per via della “atmosfera sicura” creata sul set. “Era tutto perfetto,” ha spiegato l’attore. “John Crowley, il regista, ha fatto di tutto per farci sentire a nostro agio. Florence ed io ci siamo lanciati nella scena con la sicurezza che tutto fosse sotto controllo.”
Il film, che esplora la relazione tra Tobias (Garfield) e Almut (Pugh), racconta la loro storia d’amore e il difficile cammino che affrontano insieme. La scena di sesso doveva essere una rappresentazione della loro passione, ma qualcosa non è andato come previsto. “Ci siamo trovati in un ambiente ridotto al minimo, con solo pochi membri della troupe presenti per mantenere la privacy e creare quel ‘safe space’ necessario,” ha proseguito Garfield. “Era tutto così protetto e intimo, e nessuno di noi due si è sentito in imbarazzo, grazie a questo setup.”
Tuttavia, proprio quell’atmosfera così rilassata ha portato a una situazione inaspettata. Garfield, scherzando, ha raccontato: “Stavamo seguendo la coreografia della scena e, a un certo punto, ci siamo trovati a proseguire, senza che nessuno ci dicesse ‘stop’. Florence e io ci siamo guardati come per dirci: ‘Ma quanto sta durando questo ciak?’”.
L’imbarazzo è diventato palese quando Garfield ha notato che uno dei tecnici, un microfonista, era girato verso il muro. “Era come se nessuno volesse interromperci. Forse erano imbarazzati più di noi,” ha detto l’attore ridendo. Alla fine, la scena è stata fermata e si è conclusa tra risate e commenti divertiti da parte del team. “È stata un’esperienza surreale, ma dimostra quanto siano cambiati i tempi e quanto si faccia oggi per garantire il rispetto e la sicurezza degli attori.”
Florence Pugh, anch’essa presente durante l’intervista, ha aggiunto: “Ci sentivamo completamente a nostro agio, grazie al supporto del regista e del team. È stato bello poter lavorare in un ambiente dove la fiducia è al primo posto, anche se questo ha portato a un piccolo imprevisto.”
Questo episodio conferma l’importanza dell’intimacy coordination e di creare ambienti protetti sul set, anche se a volte l’attenzione eccessiva può sfociare in situazioni imbarazzanti. Garfield e Pugh, comunque, hanno dimostrato grande professionalità e ironia, rendendo questo aneddoto un simpatico retroscena del film.
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Cinema
Micaela Ramazzotti senza freni a Belve: “Con Virzì era meglio non sposarsi”, frecciate al passato e stoccate al “circoletto”
Tra ironia tagliente e confessioni amare, Micaela Ramazzotti smonta il suo passato sentimentale e professionale: parole pesanti sull’ex marito Paolo Virzì, battute sul divorzio “scomparso” e una frecciata a Valeria Bruni Tedeschi
Micaela Ramazzotti si presenta a Belve con il sorriso di chi sa colpire e affondare, ma sotto la superficie resta un racconto che sa di ferite ancora aperte. L’attrice non gira intorno alle parole e mette subito nel mirino il suo matrimonio con Paolo Virzì, liquidandolo con una battuta che è già un titolo: “Con lui era meglio non sposarsi, avrei risparmiato un botto di soldi”. Una frase che sembra ironica, ma che nasconde un passato tutt’altro che leggero.
Il matrimonio con Virzì tra ironia e amarezza
Quando Francesca Fagnani le chiede conto delle dichiarazioni del regista, secondo cui il matrimonio sarebbe stato funzionale al film “La prima cosa bella”, Ramazzotti non arretra: “Quel film lo avrei fatto lo stesso, non c’era bisogno di sposarmi per finta”. Poi affonda il colpo, lasciando emergere il peso emotivo vissuto durante la relazione: “Mi portavo dentro un magone, ho passato momenti bui”. Alla domanda sull’origine di quella tristezza, la risposta è diretta: “La mancanza d’amore, l’essere disprezzata”. Parole che, al netto del tono leggero, tracciano un quadro ben più complesso di quello che per anni è stato raccontato come un sodalizio artistico e sentimentale perfetto.
Il “circoletto” del cinema e le frecciate al sistema
Non manca una stoccata al cosiddetto “circoletto” del cinema italiano, quel sistema chiuso e autoreferenziale di cui spesso si parla a mezza voce. “La tessera ce l’avevo perché ero la moglie del socio, ma non l’ho usata tanto”, racconta, lasciando intendere che quel mondo le sia sempre stato stretto. E poi, con una battuta che fa sorridere ma lascia il segno, aggiunge che quella tessera “ha preso fuoco”, come a voler chiudere definitivamente un capitolo.
Il divorzio fantasma e il nuovo amore
Sul futuro con Claudio Pallitto, Ramazzotti gioca ancora con l’ironia, trasformando una questione legale in un piccolo sketch: “Non si trovano le carte del divorzio, saranno disperse nel mare di Livorno insieme a qualche testa di Modigliani”. Una frase che mescola sarcasmo e surrealismo, ma che sottolinea come la chiusura definitiva con il passato sia ancora, almeno simbolicamente, sospesa.
La stoccata a Valeria Bruni Tedeschi
Tra i passaggi più inattesi dell’intervista, anche il commento su Valeria Bruni Tedeschi. Alla domanda sul loro rapporto, Ramazzotti non cerca diplomazie: “C’è un grande problema, lei è nata ricca, io no. Per me non ci sono mai stati i camerieri”. Una differenza di origine sociale che, secondo l’attrice, pesa più di quanto si possa immaginare, e che diventa terreno per una riflessione amara, ma anche per un’imitazione che strappa qualche risata.
Nel complesso, quella andata in scena a Belve non è solo un’intervista, ma un piccolo regolamento di conti pubblico, dove ironia e dolore si intrecciano senza filtri. E dove Micaela Ramazzotti, tra una battuta e una confessione, riscrive la propria versione della storia.
Cinema
Ciuchino torna da protagonista: in arrivo lo spin-off del personaggio più amato di Shrek
Il doppiaggio partirà a settembre 2025, mentre l’uscita è prevista per il 2028. Intanto DreamWorks lavora anche a Shrek 5, in sala dal dicembre 2026.
Il mondo di Shrek si espande ancora. A distanza di oltre vent’anni dal primo film e dopo il grande successo degli spin-off del Gatto con gli Stivali. Ora è il momento per Ciuchino, uno dei personaggi più iconici della saga, di avere finalmente il suo film da protagonista.
A dare la notizia è stato lo stesso Eddie Murphy, storica voce dell’asino parlante. Durante un’intervista per promuovere la sua nuova pellicola The Pickup, ha rivelato che inizierà a registrare il doppiaggio dello spin-off nel settembre 2025. La data d’uscita? Secondo quanto emerso, DreamWorks punta al 2028.
Il progetto, ancora in fase iniziale, sarà costruito sul modello narrativo già collaudato con il Gatto con gli Stivali. Focus sul personaggio principale e maggiore attenzione alla sua vita privata. In questo caso, protagonista della storia sarà la strampalata famiglia di Ciuchino, in particolare i sei figli nati dalla relazione con la Dragona. I famosi “Dronkey”, adorabili ibridi metà drago e metà asino.
I piccoli Debbie, Coco, Bananas, Peanut, Parfait ed Éclair, introdotti per la prima volta in Shrek 2, avranno così finalmente uno spazio narrativo tutto loro. «La storia è davvero divertente – ha dichiarato Murphy – Ciuchino avrà il suo mondo, la sua famiglia, e sarà un film con un tono simile a quello del Gatto con gli Stivali».
Ma non è tutto. Durante l’intervista, Murphy ha confermato anche che Shrek 5 è già in fase di lavorazione, e che il team è “a circa due anni” dalla conclusione del progetto. Il nuovo capitolo, atteso per il 23 dicembre 2026, riunirà il cast originale: Mike Myers (Shrek), Cameron Diaz (Fiona) ed Eddie Murphy stesso.
Tra le novità, è stato annunciato anche l’ingresso nel cast vocale di Zendaya, che interpreterà Felicia, la figlia adolescente di Shrek e Fiona. A febbraio 2025 è stato rilasciato un primo teaser, in cui si vede lo stesso Shrek alle prese con meme e tecnologia, segno che l’umorismo surreale e attuale della saga resterà intatto.
Con due progetti di grande respiro in cantiere, DreamWorks punta a rilanciare il franchise per conquistare non solo i fan storici, ma anche le nuove generazioni cresciute a pane e animazione. E con Ciuchino pronto a raccontare la sua storia, il divertimento è assicurato.
Cinema
Julia Garner sarà Madonna: nel biopic “Who’s That Girl” la trasformazione più ambiziosa di Hollywood
La scelta è ufficiale: sarà Julia Garner a interpretare la popstar più iconica di tutti i tempi. Un ruolo intenso, preparato a lungo e inseguito con determinazione. La lavorazione del film, rimandata per anni, prende finalmente forma con una protagonista d’eccezione.
Dopo anni di attesa, rinvii e misteri produttivi, il biopic dedicato alla vita e alla carriera di Madonna entra finalmente in produzione. E a interpretare la regina del pop sarà Julia Garner, attrice trentunenne già nota per le sue interpretazioni intense e premiate. La conferma è arrivata nei giorni scorsi, durante un’intervista in un podcast americano, in cui la stessa Garner ha raccontato l’audizione fiume durata ben 11 ore, tra canto, danza e recitazione.
Il film, che al momento ha il titolo provvisorio “Who’s That Girl”, sarà diretto da Madonna in persona, che ha supervisionato anche la sceneggiatura. Dopo un lungo processo creativo — iniziato nel 2020 e rallentato da diversi ostacoli, tra cui disaccordi interni sulla scrittura — l’artista ha preso in mano le redini del progetto, scrivendo una versione definitiva del copione. Solo ora, dopo il successo del suo Celebration Tour, la produzione è ufficialmente partita.
Julia Garner, nata a Riverdale, nel Bronx, ha costruito una carriera solida e poliedrica. Con alle spalle un debutto cinematografico nel 2010 (The Dreamer), ha ottenuto la fama internazionale grazie al ruolo di Ruth Langmore in Ozark, che le è valso tre Emmy Awards. Nel 2023 ha anche vinto il Golden Globe come miglior attrice non protagonista. Oltre al mondo delle serie TV, Garner si è recentemente affacciata anche al cinema di grande incasso, partecipando al reboot Marvel dei Fantastici 4 nel ruolo della Silver Surfer.
La sua trasformazione in Madonna non sarà solo estetica, ma anche vocale e fisica: l’attrice ha iniziato da mesi una preparazione intensiva tra lezioni di canto, danza e uno studio approfondito della figura di Louise Veronica Ciccone, da Detroit a New York, fino al successo planetario.
Il film ripercorrerà i primi anni della carriera di Madonna, l’ascesa al successo, le sfide del mondo musicale degli anni Ottanta e il coraggio di imporsi in un ambiente maschile con uno stile provocatorio e rivoluzionario. “Raccontare la mia storia è un atto di sopravvivenza artistica”, aveva dichiarato Madonna in un’intervista del 2021, spiegando il desiderio di firmare lei stessa la regia del proprio biopic, per evitare interpretazioni superficiali o sbagliate.
L’uscita del film è prevista per il 2026, con produzione affidata a Universal Pictures. Per Julia Garner, questa potrebbe essere la performance che segna la definitiva consacrazione: un ruolo ambizioso e carico di aspettative, ma anche una delle scommesse più interessanti del cinema contemporaneo.
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