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Cinema

Cape Fear: Javier Bardem protagonista della nuova serie su Apple TV+

Con un cast di prim’ordine e una produzione d’élite, Cape Fear si prepara a diventare uno dei thriller più attesi del panorama streaming.

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    Un cult del cinema diventa una serie TV di altissimo profilo. Si tratta di Cape Fear, già portato al cinema nel 1962 e nel 1991, arriverà presto su Apple TV+, con il premio Oscar Javier Bardem nel ruolo iconico di Max Cady, un carismatico e inquietante assassino in cerca di vendetta.

    La trama della serie

    Basata sul romanzo The Executioners di John D. MacDonald e ispirata ai due adattamenti cinematografici precedenti, la serie è descritta come un thriller hitchcockiano contemporaneo che esplora l’ossessione dell’America moderna per il true crime. La storia segue una coppia di avvocati sposati, Amanda e Steve Bowden, la cui vita tranquilla viene sconvolta quando Max Cady, un famigerato assassino legato al loro passato, viene rilasciato dopo anni di prigionia. Le tensioni crescono man mano che il confronto tra i Bowden e Cady porta alla luce segreti nascosti, minacciando la loro esistenza e quella della loro famiglia.

    Cast stellare e produzione d’élite per Cape Fear

    A dare nuova vita al personaggio di Max Cady sarà Javier Bardem, famoso per interpretazioni indimenticabili in Non è un paese per vecchi e Skyfall. Bardem non si limiterà a recitare. Ci mette anche dei soldi suoi. Sarà, infatti, anche produttore esecutivo del progetto, affiancato da due giganti del cinema, Martin Scorsese e Steven Spielberg, che collaborano per portare questa storia sul piccolo schermo. Nick Antosca, noto per The Act, sarà lo showrunner e ha descritto il progetto come un approfondito studio psicologico sui legami tossici e sul potere distruttivo della vendetta.

    Perché Apple TV+ ha voluto a tutti i costi Cape Fear

    La scelta non sorprende, dato il legame stretto tra la piattaforma e Scorsese, che ha già collaborato con Apple per il recente successo cinematografico Killers of the Flower Moon. La presenza di Bardem e il coinvolgimento di due colossi come Scorsese e Spielberg hanno inoltre garantito a Cape Fear una collocazione ideale su un servizio noto per le sue produzioni di qualità.

    Un’eredità cinematografica di grande successo

    Il film originale di Cape Fear del 1962, con Gregory Peck e Robert Mitchum, è considerato un classico del thriller. Nel 1991, Martin Scorsese ha firmato un remake con Robert De Niro, che ha portato il titolo a un enorme successo al botteghino (182,2 milioni di dollari) e ricevuto due nomination agli Oscar, per De Niro e Juliette Lewis.

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      Cinema

      Alessandra Mastronardi volta pagina dopo il matrimonio lampo: nuovo amore con l’imprenditore greco Alessandro Pirounis

      Dopo mesi di silenzio e flirt mai confermati, Alessandra Mastronardi ritrova il sorriso accanto ad Alessandro Pirounis. Dall’evento di Brunello Cucinelli ai like strategici sui social, ecco tutti i dettagli della nuova relazione che fa parlare il gossip.

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        Un nuovo capitolo sentimentale si apre per Alessandra Mastronardi, e questa volta non si tratta di semplici voci. Dopo le nozze lampo con il dentista Gianpaolo Sannino, durate appena pochi mesi, l’attrice era finita in una terra di mezzo fatta di indiscrezioni, presunti flirt e smentite mai arrivate. Ora però il gossip prende forma e nome: secondo Chi, Alessandra ha iniziato una nuova relazione con l’imprenditore greco Alessandro Pirounis, anche lui attivo nel mondo della moda.

        La notizia arriva come un’ufficializzazione elegante, più che come uno scoop urlato. Niente paparazzate estreme, niente dichiarazioni plateali: solo una presenza condivisa, al momento giusto, nel posto giusto. Il 13 gennaio, Mastronardi e Pirounis hanno partecipato insieme all’evento organizzato da Brunello Cucinelli in occasione di Pitti Uomo. Un contesto che dice molto più di mille parole.

        Da Pitti Uomo al gossip: la foto che accende i riflettori

        A raccontare l’inizio della storia è una fotografia apparentemente innocua, ma letale per il gossip. Nello scatto, realizzato durante l’evento fiorentino, compaiono lo stesso Cucinelli, l’attore Saul Nanni e, uno accanto all’altra, Alessandra Mastronardi e Alessandro Pirounis. Nessuna posa studiata, nessuna distanza di sicurezza: solo una naturalezza che, nel linguaggio non scritto dello spettacolo, vale come una conferma.

        Pirounis non è un volto noto al grande pubblico, ma nel suo ambiente è tutt’altro che invisibile. Imprenditore greco, legato al settore moda e lifestyle, frequenta contesti internazionali e appuntamenti esclusivi. Esattamente il tipo di profilo che si incastra senza sforzo nella nuova vita pubblica e privata dell’attrice.

        Like, foto gemelle e segnali social tutt’altro che casuali

        Prima ancora della foto “ufficiale”, c’erano stati i segnali. Piccoli, ma numerosi. Nelle settimane precedenti, Mastronardi e Pirounis si erano scambiati like con una costanza che non passa inosservata agli occhi più allenati. E poi le immagini “gemelle”: entrambi avevano pubblicato uno scatto molto simile, con lui ripreso di spalle o di profilo, elegante, papillon al collo e cocktail in mano. Il volto nascosto, ma il messaggio chiarissimo.

        È il nuovo galateo del gossip: non si mostra tutto, si suggerisce. E Alessandra, che in passato ha sempre difeso la propria privacy, sembra aver trovato la misura giusta tra riservatezza e racconto pubblico. Quanto basta per far parlare, non abbastanza per esporsi.

        Dopo il matrimonio lampo, una ripartenza senza proclami

        Il confronto con il passato è inevitabile. Il matrimonio con Gianpaolo Sannino era arrivato rapido e si era chiuso altrettanto in fretta, lasciando dietro di sé domande e curiosità. Questa volta, invece, la Mastronardi sembra muoversi con passo più lento e controllato. Nessun annuncio, nessuna frase a effetto, solo presenze condivise e segnali coerenti.

        Il gossip, intanto, fa il suo mestiere. Ma il racconto che emerge è quello di una ripartenza misurata, lontana dagli eccessi e molto più vicina a un equilibrio nuovo. Se sia l’inizio di una storia destinata a durare lo dirà il tempo. Per ora, però, il sorriso è tornato. E, nel mondo dello spettacolo, non è un dettaglio.

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          Cinema

          Johnny Depp e Tim Burton: l’amicizia che ha resistito al dolore

          Durante le riprese di Sweeney Todd nel 2007, la figlia di Depp, Lily-Rose, si ammalò gravemente. Il regista interruppe la produzione per stargli accanto. Oggi, una docuserie racconta quell’episodio che ha cementato un legame umano oltre il set.

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          Johnny Depp e Tim Burton

            Johnny Depp e Tim Burton condividono da oltre trent’anni uno dei sodalizi più affascinanti del cinema contemporaneo. Ma dietro le atmosfere gotiche e visionarie dei loro film, si nasconde una storia di amicizia profonda, segnata anche dal dolore.
            A raccontarla è Depp nella docuserie in quattro parti Tim Burton: Life in the Line, diretta dalla regista Tara Wood, che esplora la carriera e l’universo creativo del cineasta americano.

            Nel terzo episodio, l’attore ricorda il 2007, anno in cui la sua vita si fermò bruscamente. Durante le riprese di Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street, sua figlia Lily-Rose — allora di appena sette anni, nata dalla relazione con Vanessa Paradis — fu colpita da una grave infezione da Escherichia coli che compromise i reni, costringendola alla dialisi.
            “Tim ha fatto enormi sacrifici durante Sweeney,” racconta Depp. “Lo consideravo già parte della famiglia. Quando gli dissi che dovevo lasciare il film, lui mi fermò subito: ‘Non dirlo nemmeno, amico. Troveremo un modo’.”

            La produzione si fermò per quasi un mese. “Siamo rimasti in ospedale più di tre settimane,” ricorda l’attore. “Tim venne a trovarci il giorno dopo la telefonata, portando fiori. Si comportò da vero zio, da padrino amorevole. Non lo dimenticherò mai.”

            Derek Frey, storico produttore di Burton, conferma l’episodio nella docuserie: “La malattia di Lily-Rose cambiò l’atmosfera sul set. Era un film oscuro, e Johnny stava vivendo il suo personale incubo. Credo che quel dolore autentico abbia influenzato la sua interpretazione.”

            Fortunatamente, la storia ha avuto un lieto fine. Lily-Rose Depp si è completamente ristabilita e oggi, a 26 anni, è un volto emergente del cinema. Dopo il successo della serie The Idol, sarà tra le protagoniste del nuovo Nosferatu di Robert Eggers, in uscita nel 2025.

            “Quell’esperienza ci ha segnati per sempre,” ha dichiarato Depp. “Tim è rimasto vicino a me quando tutto sembrava crollare. Da allora, ogni film con lui è anche un atto di gratitudine.”

            La docuserie, che include interviste a Helena Bonham Carter, Danny Elfman e Michael Keaton, mostra un Tim Burton più umano che mai — e un Johnny Depp finalmente disposto a ricordare che, dietro il mito, c’è un uomo che ha imparato a sopravvivere anche grazie all’amicizia.

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              Cinema

              Oscar 2026, “Sinners” entra nella leggenda: record storico con 16 nomination

              Il thriller di Ryan Coogler supera ogni primato. Testa a testa con il colossal di Paul Thomas Anderson. Tra gli attori sfide stellari: DiCaprio contro Chalamet, mentre Emma Stone punta alla statuetta. L’Italia resta fuori dalla corsa per il Miglior Film Internazionale.

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              Oscar 2026, "Sinners" entra nella leggenda: record storico con 16 nomination

                La corsa verso il Dolby Theatre ha ufficialmente i suoi protagonisti e, questa volta, la storia del cinema è stata riscritta ancor prima della cerimonia. Le nomination per la 98ª edizione degli Academy Awards, annunciate questa mattina da Danielle Brooks e Lewis Pullman, hanno consegnato un verdetto inequivocabile: è l’anno di “Sinners”.

                Il thriller soprannaturale diretto da Ryan Coogler ha sbaragliato la concorrenza ottenendo ben 16 candidature, un record assoluto che supera i primati precedentemente detenuti da giganti come Eva contro Eva, Titanic e La La Land. La pellicola, che vede protagonista Michael B. Jordan, domina in quasi tutte le categorie tecniche e artistiche, candidandosi come il “film da battere” nella notte del 15 marzo.

                I Giganti alla Regia e il Miglior Film A contendere la statuetta più ambita a Coogler c’è Paul Thomas Anderson con il suo attesissimo “One Battle After Another”, che segue a ruota con un impressionante bottino di 13 nomination. La categoria Miglior Film vede una competizione serrata che include anche la rilettura gotica di “Frankenstein” firmata Guillermo del Toro, il dramma intimo “Sentimental Value” di Joachim Trier e il biopic “Marty Supreme”. Completano la decina dei candidati titoli come Bugonia, F1, Hamnet, The Secret Agent e Train Dreams.

                La cinquina per la Miglior Regia riflette questa diversità autoriale: accanto a Coogler e Anderson, trovano spazio Chloé Zhao (Hamnet), Joachim Trier e i fratelli Safdie (in particolare Josh Safdie per Marty Supreme), confermando un’annata di altissimo livello artistico.

                Le Sfide Attoriali: Hollywood al completo Le categorie dedicate alla recitazione promettono scintille. Per il Miglior Attore Protagonista, si preannuncia uno scontro generazionale: il veterano Leonardo DiCaprio (One Battle After Another) dovrà vedersela con l’astro di Timothée Chalamet (Marty Supreme) e la potenza fisica di Michael B. Jordan (Sinners). In gara anche Ethan Hawke e Wagner Moura.

                Tra le donne, la competizione per la Miglior Attrice vede il ritorno di Emma Stone (Bugonia), già favorita dai pronostici, che dovrà difendersi dalle intense interpretazioni di Jessie Buckley (Hamnet) e Renate Reinsve (Sentimental Value). Una menzione speciale per le non protagoniste, dove spiccano le candidature di Elle Fanning e Teyana Taylor.

                Miglior Film Internazionale: l’Italia assente Niente da fare per il cinema italiano nella categoria Miglior Film Internazionale. La cinquina finale ha premiato il Brasile con The Secret Agent, la Francia con It Was Just an Accident, la Norvegia con Sentimental Value, la Spagna con Sirāt e la Tunisia con The Voice of Hind Rajab. Una selezione che conferma lo sguardo sempre più globale dell’Academy, ma che lascia l’amaro in bocca alla nostra industria.

                Un’edizione da ricordare Con un record storico già infranto e un duello al vertice tra due dei registi più amati della loro generazione, la 98ª edizione degli Oscar si preannuncia memorabile. L’appuntamento è fissato per domenica 15 marzo, quando scopriremo se Sinners riuscirà a convertire il suo dominio numerico in una pioggia di statuette dorate.

                Riepilogo delle principali Nomination (Oscar 2026)

                Miglior Film

                • Bugonia (Yorgos Lanthimos)
                • F1 (Joseph Kosinski)
                • Frankenstein (Guillermo del Toro)
                • Hamnet (Chloé Zhao)
                • Marty Supreme (Josh Safdie)
                • One Battle After Another (Paul Thomas Anderson)
                • The Secret Agent (Kleber Mendonça Filho)
                • Sentimental Value (Joachim Trier)
                • Sinners (Ryan Coogler)
                • Train Dreams (Clint Bentley)

                Miglior Regia

                • Ryan Coogler (Sinners)
                • Paul Thomas Anderson (One Battle After Another)
                • Joachim Trier (Sentimental Value)
                • Chloé Zhao (Hamnet)
                • Josh Safdie (Marty Supreme)

                Miglior Attore Protagonista

                • Timothée Chalamet (Marty Supreme)
                • Leonardo DiCaprio (One Battle After Another)
                • Michael B. Jordan (Sinners)
                • Ethan Hawke (Blue Moon)
                • Wagner Moura (The Secret Agent)

                Miglior Attrice Protagonista

                • Emma Stone (Bugonia)
                • Jessie Buckley (Hamnet)
                • Renate Reinsve (Sentimental Value)
                • Rose Byrne (If I Had Legs I’d Kick You)
                • Kate Hudson (Song Sung Blue)
                Emma Stone (Bugonia), Jessie Buckley (Hamnet), Rose Byrne (If I Had Legs I’d Kick You), Kate Hudson (Song Sung Blue), Renate Reinsve (Sentimental Value)
                Timothée Chalamet (Marty Supreme), Leonardo DiCaprio (One Battle After Another), Michael B. Jordan (Sinners), Ethan Hawke (Blue Moon), Wagner Moura (The Secret Agent)
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