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Cinema

“Io sono Rosa Ricci”: il film che svela l’origine di un personaggio culto

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Io sono Rosa Ricci

    La protagonista di “Io sono Rosa Ricci” – spin-off/prequel della serie Mare Fuori – è di nuovo Maria Esposito nei panni della giovane Rosa. Al suo fianco un cast d’eccezione con Andrea Arcangeli e Raiz (nel ruolo del boss Don Salvatore). Il film, diretto da Lyda Patitucci, uscirà nei cinema italiani il 30 ottobre 2025.

    Il progetto è realizzato da Picomedia, in collaborazione con Rai Cinema e Netflix, e distribuito da 01 Distribution. In conferenza stampa l’attrice Esposito ha raccontato la sfida fisica affrontata sul set: “Vengo dal mondo della danza, e questo mi ha aiutato molto nelle scene d’azione… anche per un salto da dieci metri, mi buttavo io”.

    Un nuovo sguardo su Rosa
    Il film racconta la storia della quindicenne Rosa Ricci, figlia di un boss, intrappolata in un mondo di potere e vendetta. Ambientato a Napoli nel 2020, mostra la ragazzina che da “gabbia dorata” alza lo sguardo e sceglie il proprio destino. “In Mare Fuori” il suo personaggio appare già formato, forte e spietato; qui invece si scopre la giovane donna che ha dovuto imparare a combattere per sopravvivere.

    Azioni, emozioni e danza
    Esposito spiega: «Le differenze che emergono tra me e Rosa in “Mare Fuori” sono tante. Nel film vediamo la ragazza prima della trasformazione: fragile, arrabbiata, in bilico tra famiglia e libertà». Le scene d’azione – inseguimenti, sparatorie, salti – sono state preparate grazie alla sua formazione in danza: «Mi piace tantissimo fare scene d’azione. Sul set ero pronta a farmi carico del rischio».

    Produzione e set
    Le riprese si sono svolte a Napoli e in Sicilia (tra cui Baia di Cornino) e il soggetto è firmato da Maurizio Careddu e Luca Infascelli, storici della serie. Il film è stato annunciato alla 20ª Festa del Cinema di Roma nella sezione “Grand Public”.

    Uno sguardo internazionale
    L’attrice ha anche dichiarato che la sua fonte d’ispirazione è Sophia Loren: “Veniva dal niente e arrivare ad Hollywood mi ha fatto credere in me”. E guarda al futuro: un desiderio di lavorare in Spagna e, perché no, in un film con Margot Robbie.

    Con “Io sono Rosa Ricci”, il pubblico potrà non solo riscoprire uno dei personaggi più amati della tv, ma immergersi in un racconto che unisce azione, emozione e profondità. Un film che promette una riscrittura del destino – non solo di Rosa, ma di chi crede che la forza possa nascere dal dolore.

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      Cinema

      Corinne Clery spiazza tutti: nozze a 76 anni e addio alle scene dopo il malore a teatro

      A Storie di Donne al Bivio, Corinne Clery rivela le nozze imminenti e il ritiro dalle scene dopo uno svenimento. “Non lo sposo per amore o sesso, ma per l’affetto unico che mi dà”.

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        Corinne Clery sorprende ancora e lo fa con una doppia svolta che intreccia vita privata e carriera. A 76 anni l’attrice ha deciso di sposarsi e, nello stesso tempo, di dire addio al palcoscenico. Una scelta che arriva dopo un episodio che l’ha segnata profondamente: uno svenimento durante uno spettacolo teatrale che l’ha spinta a fermarsi e a riconsiderare tutto.

        Il matrimonio a Parigi

        Ospite a “Storie di Donne al Bivio”, Clery ha raccontato senza filtri il suo nuovo progetto di vita. Accanto a lei c’è Claudio Gentili, imprenditore e maestro di fitness che frequenta da circa tre anni. «Lo farò con tutta probabilità il 25 dicembre a Parigi. Faremo poi una festa in Provenza da mia sorella Florance». Una cerimonia dal sapore intimo ma elegante, in linea con una storia che non cerca clamore ma solidità.

        “Non è amore, è qualcosa di diverso”

        A colpire sono soprattutto le parole con cui l’attrice descrive il legame con il futuro marito. «Non sposo Claudio per amore o per sesso, ma perché gli voglio bene e lui sa starmi accanto con un affetto unico». Una dichiarazione che rompe gli schemi del racconto romantico tradizionale e che restituisce un’idea più matura e concreta del sentimento. Un’unione costruita sulla presenza, sulla fiducia e su un equilibrio trovato lontano dalle definizioni classiche.

        L’addio alle scene dopo il malore

        Parallelamente, arriva anche la decisione più difficile: lasciare il teatro. Lo svenimento durante una rappresentazione ha rappresentato un campanello d’allarme impossibile da ignorare. Da qui la scelta di chiudere un capitolo importante della sua carriera e di dedicarsi a una nuova fase della vita. Una fase che, tra matrimonio e cambiamenti, segna un passaggio netto. E ancora una volta, Corinne Clery dimostra di sapersi reinventare, anche quando tutti pensano che non ci sia più nulla da sorprendere.

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          Cinema

          Robert De Niro attacca il presidente senza nominarlo: “Aspirante re”, parole durissime e clima rovente

          Senza mai citarlo, Robert De Niro punta il dito contro il presidente parlando di “aspirante re”. Un intervento che accende lo scontro e divide l’opinione pubblica.

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            Parole pesanti, scelte con precisione chirurgica. Robert De Niro torna a far sentire la sua voce e lo fa con un attacco diretto, anche se senza mai pronunciare il nome del bersaglio. Il riferimento al presidente è evidente, e il tono non lascia spazio a interpretazioni morbide.

            “Aspirante re”: la frase che accende tutto

            L’attore non usa mezzi termini nel descrivere il clima che percepisce ogni giorno. “Ogni mattina, quando mi alzo, prendo il telefono per guardare i titoli del giorno e, ormai da un po’ di tempo, inizio ogni mattina depresso per l’ennesima follia del nostro aspirante re”. Una frase che concentra in poche parole tutta la sua critica, trasformando un commento personale in un’accusa politica molto più ampia.

            Un paese diviso tra reazioni e proteste

            De Niro prosegue nel suo discorso allargando lo sguardo oltre la sua esperienza personale. “Voglio dire, è incredibile: ogni singolo giorno c’è qualcosa di nuovo e assurdo, ma oggi è diverso, perché in tutto il paese, nelle città, nei paesi, nelle fabbriche e nelle fattorie, a nord, a sud, a est, a ovest, milioni di noi si stanno unendo per dichiarare: niente re”. Un passaggio che fotografa un’America attraversata da tensioni e mobilitazioni.

            Un intervento che divide l’opinione pubblica

            Non è la prima volta che De Niro interviene con toni netti su temi politici, ma questa uscita torna a riaccendere il dibattito. Da una parte chi applaude il coraggio dell’attore, dall’altra chi critica l’uso di un linguaggio così diretto. In mezzo, un clima sempre più acceso, dove ogni parola pesa e ogni dichiarazione diventa terreno di scontro.

            E mentre il nome non viene pronunciato, il messaggio arriva forte e chiaro.

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              Cinema

              Andrea De Sica riscrive il caso Casati Stampa: “Basta scandalo”. E Jasmine Trinca trionfa a Roma

              Il regista affronta il delitto Casati Stampa con uno sguardo diverso, lontano dal voyeurismo. Jasmine Trinca vince il premio Monica Vitti e il film accende il dibattito tra memoria e spettacolo

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                Il delitto Casati Stampa torna al cinema, ma stavolta cambia prospettiva. Andrea De Sica firma Gli occhi degli altri e prova a ribaltare una narrazione che per decenni si è nutrita di scandalo, voyeurismo e dettagli morbosi. Il risultato è un film che punta a spostare il focus: meno cronaca nera, più complessità umana. Una scelta che divide, ma che segna un cambio netto rispetto al passato.

                Dal gossip alla complessità
                Per anni quella vicenda è stata raccontata come un caso scandalistico, quasi un feuilleton nero fatto di fotografie intime e curiosità proibite. De Sica lo dice chiaramente: “È stata una storia raccontata male per anni, ridotta a uno scandalo, a fotografie intime che non dovevano essere pubblicate”. Il film nasce proprio da qui, dal tentativo di restituire profondità a una tragedia che è stata spesso banalizzata.

                Jasmine Trinca domina la scena
                Al centro c’è una prova attoriale che non passa inosservata. Jasmine Trinca porta sullo schermo una figura complessa, lontana dagli stereotipi, e conquista la Festa del Cinema di Roma, dove vince il premio Monica Vitti come miglior attrice. Una performance intensa, capace di sostenere il peso di un racconto così delicato.

                Il cinema che riscrive la memoria
                Gli occhi degli altri non si limita a raccontare una storia già nota. Prova a riscriverla. O meglio, a rimetterla in ordine, togliendo il rumore accumulato negli anni. In questo senso, il film si muove su un terreno scivoloso: quello tra memoria e spettacolo. Perché quando il cinema entra nella cronaca nera, il rischio è sempre lo stesso. Ma De Sica sembra volerlo evitare, scegliendo una strada più asciutta e meno compiacente.

                Resta il fatto che il caso Casati Stampa continua a esercitare un fascino oscuro. E forse è proprio questo il punto: capire se sia ancora possibile raccontarlo senza trasformarlo, ancora una volta, in un semplice spettacolo.

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