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Cinema

Olivia Wilde irriconoscibile al festival? Il video virale scatena il web, ma la verità potrebbe essere molto meno clamorosa

L’attrice e regista era al San Francisco International Film Festival per presentare The Invite, ma a prendersi la scena è stato un video diventato virale.

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    Olivia Wilde arriva sul red carpet, sorride, parla del suo nuovo film e in pochi minuti Internet decide di occuparsi non tanto del cinema, quanto del suo volto. Succede al San Francisco International Film Festival, dove l’attrice e regista, 42 anni, si è presentata per promuovere The Invite. Ma il copione social, come spesso accade, ha imboccato una strada tutta sua: un breve video, diffuso da SFGate e visualizzato oltre 10 milioni di volte, ha acceso un dibattito feroce sul suo aspetto, giudicato da alcuni utenti “diverso”, “scarno”, quasi irriconoscibile. E da lì, naturalmente, il salto nel grande luna park delle ipotesi è stato immediato.

    Il video virale e la caccia al dettaglio

    Nel filmato Olivia Wilde appare sul red carpet con una semplice T-shirt bianca dal taglio sartoriale, capelli raccolti e un fiocco. Nulla di particolarmente teatrale, almeno sulla carta. Eppure sono bastati pochi secondi perché il web si trasformasse nella solita giuria permanente, pronta a sezionare zigomi, occhi, fronte, lineamenti e ogni minima ombra del viso. Alcuni utenti hanno parlato di una trasformazione evidente, altri hanno tirato in ballo possibili ritocchi estetici, altri ancora hanno evocato farmaci dimagranti, senza però alcun elemento concreto. Il punto, infatti, è proprio questo: un video non è una diagnosi, anche se i social sembrano dimenticarlo con una certa disinvoltura.

    L’effetto smartphone può ingannare

    A ridimensionare il caso sono stati diversi osservatori, che hanno indicato una spiegazione molto meno piccante ma decisamente più plausibile: la tecnica. Secondo quanto riportato dal DailyMail, alcuni utenti hanno sottolineato come gli obiettivi grandangolari degli smartphone, l’illuminazione dall’alto e la compressione dei video possano deformare parecchio la percezione del volto. Gli occhi possono sembrare più grandi, la fronte più ampia, le ombre più dure, le rughe più marcate. E se a questo si aggiunge il dettaglio, tutt’altro che secondario, dei fotogrammi estratti da un’espressione intermedia, il risultato può essere spietato. In pratica, basta il momento sbagliato, la luce sbagliata e l’angolazione sbagliata per trasformare un red carpet in un processo estetico globale.

    The Invite passa quasi in secondo piano

    Il paradosso è che Olivia Wilde era lì per parlare di cinema. The Invite, diretto e interpretato dalla stessa Wilde insieme a Seth Rogen, Penélope Cruz ed Edward Norton, racconta una cena destinata a prendere una piega inattesa. Il film, co-scritto da Rashida Jones, è atteso in uscita il 26 giugno. Ma la promozione, almeno online, è stata travolta dal chiacchiericcio sull’aspetto dell’attrice, già finita nelle settimane precedenti al centro di altre speculazioni dopo una diversa apparizione pubblica. Wilde è nota per uno stile di vita attivo, allenamenti regolari e una dieta attenta, lontana dai cibi processati. Ma il punto resta un altro: nell’era dei video virali, un volto non viene più guardato, viene processato. E spesso la sentenza arriva prima ancora della realtà.

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      Cinema

      Di cosa parla il docufilm “Naza” che fa tremare il governo di Israele e perché ora i registi rischiano ritorsioni ed espulsione dallo Stato

      L’opera firmata da Yuval Abraham e Rachel Szor, premiata alla Mostra del Cinema di Venezia, ha scatenato la dura reazione delle autorità di Tel Aviv. Il ministro della Cultura Miki Zohar ha chiesto la revoca della cittadinanza per i due cineasti, accusandoli di tradimento

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      Di cosa parla il docufilm "Naza" che fa tremare il governo di Israele e perché ora i registi rischiano ritorsioni ed espulsione dallo Stato

        L’esito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha travalicato i confini dell’arte e della critica cinematografica per trasformarsi in un vero e proprio scontro politico di livello internazionale. Al centro della tempesta si trova Naza, il documentario diretto dai registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor — già coautori del pluripremiato No Other Land — che ha conquistato il premio speciale della giuria al Lido. La pellicola ha provocato l’immediata e durissima reazione dei vertici di governo di Tel Aviv, riaprendo il dibattito sulla libertà d’espressione e sulla tutela delle fonti nel giornalismo d’inchiesta.

        Cos’è il termine “Naza” e di cosa parla il documentario

        Il titolo del film trae origine dall’acronimo militare Nezek Agavi, espressione usata nel gergo della difesa per indicare i cosiddetti “danni collaterali”. Il docufilm, prodotto da The Guardian con James Wilson e firmato da Jonathan Glazer in veste di produttore esecutivo, raccoglie le testimonianze anonime di ventiquattro tra soldati ed ex ufficiali dell’intelligence israeliana.

        Attraverso interviste registrate nell’oscurità dei tetti di Tel Aviv, le cui immagini e voci sono state digitalmente alterate per motivi di sicurezza, l’opera analizza i meccanismi dei bombardamenti sulla Striscia di Gaza. Nel film si evidenziano le procedure di calcolo preventivo delle vittime civili considerate accettabili durante gli attacchi mirati, mostrando le falle di un sistema di tracciamento e sorveglianza digitale.

        Le accuse di tradimento e la minaccia di revoca della cittadinanza

        Il successo ottenuto a Venezia ha scatenato la reazione immediata del governo israeliano. Il ministro della Cultura, Miki Zohar, ha annunciato di voler agire senza indugio per ottenere la revoca della cittadinanza per i due registi.

        Attraverso una nota ufficiale, il ministro ha dichiarato: «L’autodistruzione brucia nei creatori. Loro sono disposti a danneggiare la loro patria solo per ottenere applausi dagli antisemiti di tutto il mondo. Tutto questo è inconcepibile e costituisce un tradimento dello stato». Alle parole del ministro si aggiunge l’eventualità di procedimenti dinanzi alle corti militari, una prospettiva che ha sollevato forti preoccupazioni tra le organizzazioni internazionali per i diritti umani.

        Le repliche della difesa e la posizione dell’esercito

        A fronte delle contestazioni mosse dal governo, i due autori difendono la legittimità dell’opera, definendola un’indagine necessaria sulle dinamiche della guerra. Da parte loro, le Forze Armate israeliane hanno rigettato il contenuto del lavoro audiovisivo, sostenendo che l’impiego di fonti anonime renda impossibile verificare l’identità o l’effettivo ruolo del personale intervistato. I comandi militari ribadiscono inoltre che ogni decisione operativa viene assunta esclusivamente da personale umano nel pieno rispetto delle direttive prestabilite.

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          Cinema

          Gwyneth Paltrow senza freni su Timothée Chalamet: «Sul set sesso a volontà». E racconta cosa è successo davvero durante le scene più bollenti

          L’attrice ironizza sulle scene di sesso con Chalamet nel nuovo film di Josh Safdie: “Facciamo tanto sesso, davvero tanto. Vengo da un’epoca in cui ci si spogliava e partiva la telecamera. Ho pensato: io ho 109 anni e lui 14…”

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          Gwyneth Paltrow senza freni su Timothée Chalamet

            Gwyneth Paltrow torna a far parlare di sé e lo fa con la solita ironia pungente. L’attrice e imprenditrice ha deciso di rimettersi in gioco sul grande schermo con “Marty Supreme”, il nuovo film di Josh Safdie, accanto a Timothée Chalamet, il sex symbol più cerebrale di Hollywood. La storia ruota attorno a un mondo insolito, quello del ping pong negli Anni ’50, tra scommesse clandestine e passioni travolgenti. E proprio la passione è il tema su cui Gwyneth non ha risparmiato battute.

            “Quella scena diventata virale è solo un antipasto”, ha dichiarato l’attrice a Vanity Fair. “Voglio dire, facciamo molto sesso in questo film. Ce n’è tanto, davvero tanto”, ha ammesso senza mezzi termini. E ancora: “Lui è un sex symbol più cerebrale. È semplicemente una persona educata, cresciuta bene. Un uomo, stavo per dire ragazzo, che prende molto sul serio il proprio lavoro ed è un partner divertente”.

            Paltrow ha poi raccontato di un aneddoto sul set che ha fatto sorridere tutti: “Ora esiste una figura chiamata coordinatore di intimità, di cui ignoravo persino l’esistenza”. Quando la professionista le ha chiesto se fosse a suo agio con una scena, Gwyneth ha risposto spiazzandola: “Tesoro, io vengo da un’epoca in cui ci si spogliava, ci s’infilava nel letto e partiva la telecamera”.

            Gwyneth Paltrow senza freni su Timothée Chalamet

            Alla fine l’intesa con Chalamet è stata tale che la Paltrow ha potuto congedare la coordinatrice: “Siamo a nostro agio, puoi fare pure un passo indietro. Non so come sia per chi inizia oggi, ma se qualcuno mi dicesse ‘Okay, ora lui metterà la mano qui’ come artista mi sentirei molto limitata”.

            La battuta più tagliente? “Ho pensato: ‘Va bene, fantastico. Io ho 109 anni e tu ne hai 14!’”. Insomma, tra ironia e scene hot, il ritorno di Gwyneth Paltrow al cinema è tutt’altro che noioso.

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              Cinema

              Ed Westwick torna al Castello di Rocca Cilento con Amy Jackson: Chuck Bass in vacanza nel luogo dove si è sposato

              Chuck Bass torna al Castello di Rocca Cilento, dove due anni fa ha sposato Amy Jackson, questa volta insieme ai figli.

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                Ed Westwick è tornato sul luogo del “delitto”. Tranquilli, nessun nuovo intrigo alla Gossip Girl e soprattutto nessuna vendetta firmata Chuck Bass. Questa volta c’entrano soltanto amore, matrimonio e vacanze italiane.

                L’attore britannico è tornato al Castello di Rocca Cilento insieme alla moglie Amy Jackson e ai loro figli. Una location tutt’altro che casuale: proprio lì, nell’agosto del 2024, Westwick e Jackson avevano celebrato il loro matrimonio.

                Due anni dopo, dunque, rieccoli nello stesso castello. Niente abiti da cerimonia, invitati o festeggiamenti. Stavolta Ed e Amy hanno scelto il Cilento per trascorrere qualche giorno in famiglia e tornare nel luogo legato a uno dei momenti più importanti della loro storia d’amore.

                Ed Westwick e Amy Jackson di nuovo al Castello di Rocca Cilento

                Per la coppia il Castello di Rocca Cilento è evidentemente diventato un luogo del cuore. Westwick, diventato una star internazionale grazie al ruolo di Chuck Bass nella serie cult Gossip Girl, e Amy Jackson avevano scelto proprio l’Italia per il loro sì.

                Le nozze erano state celebrate nell’agosto 2024 al termine di diversi giorni di festeggiamenti, trasformando per un weekend il Cilento in una piccola succursale dell’Upper East Side.

                Una cerimonia spettacolare e molto social che aveva attirato l’attenzione anche dei fan italiani dell’attore. A distanza di due anni, però, la scenografia è rimasta la stessa mentre è cambiata l’atmosfera.

                Da Gossip Girl alla vacanza in famiglia in Cilento

                Questa volta Westwick e Jackson sono arrivati al castello da genitori, accompagnati dai figli. Un ritorno decisamente più intimo rispetto ai giorni del matrimonio e che racconta anche quanto quella location sia rimasta legata alla storia della coppia.

                Amy Jackson era già madre di Andreas, nato dalla precedente relazione con George Panayiotou. Nel marzo 2025 lei ed Ed Westwick hanno poi annunciato la nascita del loro primo figlio insieme, Oscar Alexander Westwick.

                La famiglia si è dunque allargata rispetto a quel matrimonio dell’estate 2024 e il ritorno a Rocca Cilento ha inevitabilmente assunto un sapore diverso.

                Chuck Bass torna in Italia, ma stavolta niente scandali

                Per i nostalgici di Gossip Girl, naturalmente, Ed Westwick continuerà probabilmente a essere Chuck Bass ancora per parecchio tempo. Completi sartoriali, limousine, amori tormentati con Blair Waldorf e una quantità industriale di guai erano il suo pane quotidiano nell’Upper East Side.

                La vita reale dell’attore, almeno in questa occasione, offre però un copione decisamente più tranquillo: moglie, bambini e vacanza nel castello dove ha pronunciato il sì.

                Chuck Bass che torna sul luogo del delitto e non combina assolutamente nulla.

                Forse è questo il vero colpo di scena.

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