Cinema
Oscar 2025, trionfo per “Anora” con cinque statuette: Sean Baker nella storia
Sean Baker raggiunge Walt Disney nella storia dell’Academy con quattro Oscar in una sola notte. Italia a mani vuote, sorpresa per Flow che batte Inside Out 2. Politica sul palco con il collettivo israelo-palestinese vincitore per il miglior documentario.
Hollywood ha incoronato Sean Baker e il suo Anora, il dramedy che già aveva conquistato Cannes 2024. Con cinque premi tra cui miglior film, regia, sceneggiatura, montaggio e attrice protagonista (la venticinquenne Mikey Madison), Baker entra nella storia degli Academy Awards. Il regista è diventato il primo, dopo Walt Disney, a ricevere quattro statuette nella stessa serata. “Grazie all’Academy per aver riconosciuto il cinema indipendente. Lunga vita ai film fatti per il grande schermo”, ha dichiarato commosso.
La notte di Anora
Il film racconta la storia di una giovane spogliarellista di Brooklyn che sposa il figlio di un oligarca russo, scatenando l’ira della famiglia di lui. Una pellicola che ha saputo conquistare critica e pubblico grazie alla regia asciutta e tagliente di Baker e alla straordinaria performance della sua protagonista, Mikey Madison, che ha strappato la statuetta a nomi ben più quotati alla vigilia.
Accanto a Anora, il miglior attore è stato Adrien Brody per The Brutalist, tornando alla vittoria 22 anni dopo Il pianista. Kieran Culkin ha vinto per A Real Pain, mentre Zoe Saldana ha sorpreso tutti con il premio come miglior attrice non protagonista in Emilia Pèrez, un film che alla vigilia aveva ricevuto tredici nomination ma ha lasciato Los Angeles con un solo riconoscimento.
Le delusioni della serata
Serata amara per A Complete Unknown, il biopic su Bob Dylan con Timothée Chalamet, che non ha conquistato nessun premio nonostante le otto nomination. Lo stesso destino è toccato a Conclave, che non ha regalato a Isabella Rossellini la sua prima statuetta.
Grande sorpresa invece nella categoria miglior film d’animazione, dove Flow di Gints Zilbalodis ha battuto il colosso Pixar Inside Out 2. Un’impresa storica: il film lettone, realizzato con un budget ridottissimo, è diventato il lungometraggio animato meno costoso a vincere un Oscar.
La politica sul palco
La cerimonia ha cercato di restare neutrale, ma la politica è entrata inevitabilmente in scena. Il documentario No Other Land, realizzato da un collettivo israelo-palestinese, ha vinto il premio come miglior documentario e i registi hanno approfittato del palco per denunciare la situazione in Cisgiordania. “Siamo interconnessi. Non saremo mai al sicuro se gli altri non lo sono”, hanno detto in un discorso che ha scatenato reazioni contrastanti.
Pungente anche il monologo del presentatore Conan O’Brien, che ha ironizzato su Anora e sulla politica russa: “Finalmente un film in cui qualcuno resiste a un oligarca russo”.
L’omaggio a Gene Hackman
Il segmento In Memoriam è stato aperto da Morgan Freeman, che ha reso omaggio a Gene Hackman, scomparso pochi giorni prima degli Oscar. “Era un attore generoso, che migliorava il lavoro di tutti. Sarà ricordato per sempre”, ha detto con voce rotta dall’emozione.
Una notte di cinema e di emozioni forti, che ha visto trionfare il talento indipendente e riscrivere la storia degli Academy Awards.
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Cinema
Franco Nero demolisce Cannes: “Ormai è solo mercato”. E Ornella Muti rivendica il cinema italiano “con la puzza sotto il naso”
Franco Nero torna a Cannes con Roma Elastica e attacca il festival: “Qui ormai è tutto mercato”. Ornella Muti difende invece il grande cinema italiano, mentre Asia Argento porta in concorso Death Has No Master.
Cannes continua a brillare tra red carpet, gioielli e standing ovation, ma dietro il glamour del festival più famoso del mondo c’è anche chi guarda la Croisette con molta meno nostalgia romantica. Franco Nero, tornato al Festival di Cannes per presentare Roma Elastica di Bertrand Mandico insieme a Isabella Ferrari e Ornella Muti, ha scelto infatti parole durissime per raccontare il cambiamento della manifestazione che lo accompagna da decenni.
«Quanti ricordi con Vanessa Redgrave. Ma ora qui è tutto mercato», ha dichiarato l’attore, lasciando emergere tutta la malinconia di chi ha vissuto un’altra epoca del cinema europeo, molto più legata agli autori e molto meno alle strategie commerciali.
Franco Nero rimpiange la vecchia Cannes con Vanessa Redgrave
Le parole di Franco Nero hanno immediatamente acceso il dibattito tra cinefili e social. L’attore, che a Cannes ha vissuto alcuni dei momenti più importanti della sua carriera anche accanto a Vanessa Redgrave, ha lasciato intendere come il festival di oggi sia ormai profondamente diverso rispetto al passato.
Secondo molti osservatori del cinema internazionale, Cannes negli ultimi anni avrebbe progressivamente accentuato il lato glamour e commerciale, trasformandosi sempre di più in una gigantesca macchina di marketing globale. Ed è proprio questo il punto che sembra amareggiare Franco Nero.
La sua presenza sulla Croisette resta comunque legata a uno dei film più particolari del festival, Roma Elastica di Bertrand Mandico, opera visionaria che vede nel cast anche Isabella Ferrari e Ornella Muti.
Ornella Muti rivendica il grande cinema italiano
Se Franco Nero ha scelto la nostalgia e la critica, Ornella Muti ha invece deciso di rivendicare con orgoglio il peso storico del cinema italiano. E le sue parole sono state forse ancora più forti.
«Abbiamo insegnato a fare il cinema, abbiamo avuto autori, attori, scrittori che hanno fatto storie meravigliose. Però è come se ce lo dimenticassimo e non ci va di ricordarlo, di esserne orgogliosi. E dovremmo esserlo, anche un po’ con la puzza sotto il naso volendo».
Una dichiarazione che ha immediatamente conquistato moltissimi appassionati italiani, soprattutto per quel tono quasi provocatorio con cui l’attrice ha rivendicato il ruolo centrale avuto dall’Italia nella storia del cinema mondiale.
Le parole di Ornella Muti sembrano infatti un richiamo a un’eredità culturale che, secondo lei, il nostro Paese tende troppo spesso a sottovalutare.
Asia Argento porta l’Italia a Cannes con Death Has No Master
Nel frattempo, tra le presenze italiane più chiacchierate al Festival di Cannes c’è anche Asia Argento, protagonista del film Death Has No Master diretto da Jorge Thielen Arman.
Ancora una volta Cannes si conferma così un crocevia dove convivono mondi completamente diversi: il cinema d’autore più radicale, il glamour internazionale, la nostalgia delle vecchie leggende e nuove produzioni che cercano spazio in un mercato sempre più feroce.
E forse è proprio questo contrasto continuo tra arte e business ad aver spinto Franco Nero a parlare di un festival ormai dominato dal mercato. Ma intanto, anche quest’anno, Cannes continua a fare esattamente ciò che sa fare meglio: trasformare ogni dichiarazione in spettacolo.
Cinema
Rami Malek divide Cannes con il queer drama “The Man I Love”: Patty Pravo e Rita Pavone conquistano la Croisette
Il nuovo film di Ira Sachs scatena il dibattito al Festival di Cannes tra recensioni entusiaste e critiche feroci. Intanto sorprendono tutti le canzoni di Patty Pravo e Rita Pavone nella colonna sonora.
A Cannes basta una première per trasformare un film in capolavoro assoluto o in clamorosa delusione internazionale. E The Man I Love di Ira Sachs sembra già destinato a dividere pubblico e critica come pochissimi altri titoli di questa edizione del festival. Il queer drama interpretato da Rami Malek è infatti diventato uno dei casi più discussi della Croisette dopo un’anteprima accolta tra applausi entusiasti e recensioni durissime.
Ma oltre alla performance dell’attore premio Oscar e alle atmosfere malinconiche costruite da Sachs, c’è un dettaglio che ha sorpreso moltissimo il pubblico internazionale: nella colonna sonora compaiono anche canzoni di Patty Pravo e Rita Pavone.
Rami Malek conquista parte della critica internazionale
Tra le recensioni più entusiaste c’è quella di Variety, che ha definito The Man I Love «un dramma peculiare e commovente, piccolo, delicato e sorprendentemente preciso». Ma soprattutto il magazine americano ha speso parole molto forti per Rami Malek, da anni spesso criticato per uno stile recitativo considerato troppo rigido o manierato da parte di alcuni osservatori.
Secondo Variety, infatti, questa interpretazione potrebbe finalmente mettere a tacere i detrattori dell’attore: «Se ci sarà giustizia, chiuderà finalmente la bocca a tutti i critici che sono sempre stati così sarcastici nei suoi confronti».
Parole pesantissime che hanno immediatamente acceso il dibattito tra cinefili e addetti ai lavori presenti al Festival di Cannes.
Patty Pravo e Rita Pavone sorprendono la Croisette
A colpire moltissimo il pubblico internazionale è stata anche la scelta musicale del regista Ira Sachs. Nel film trovano infatti spazio brani di Patty Pravo e Rita Pavone, due icone assolute della musica italiana che difficilmente ci si aspetterebbe all’interno di un dramma queer americano presentato a Cannes.
Una scelta che molti hanno definito affascinante, malinconica e perfettamente coerente con il tono emotivo del film. Sui social tantissimi utenti stranieri hanno iniziato a chiedere informazioni sulle canzoni utilizzate nella colonna sonora, trasformando improvvisamente Patty Pravo e Rita Pavone in nomi virali anche tra il pubblico più giovane e internazionale.
Ed è proprio questo mix tra cinema d’autore contemporaneo e suggestioni musicali italiane vintage a rendere The Man I Love uno degli oggetti più particolari della Croisette 2026.
Cannes si divide tra applausi e stroncature feroci
Ma se una parte della critica sembra innamorata del film, un’altra appare molto più fredda. Alcune recensioni parlano infatti di un’opera troppo lenta, cerebrale e compiaciuta, accusando Ira Sachs di costruire un dramma emotivamente distante nonostante l’eleganza formale.
Eppure proprio questa accoglienza così estrema sta trasformando The Man I Love in uno dei titoli più chiacchierati del Festival di Cannes. Perché sulla Croisette spesso non conta soltanto piacere. Conta soprattutto lasciare il segno. E nel bene o nel male, il film di Ira Sachs sembra esserci riuscito perfettamente.
Cinema
Kendall Jenner e Jacob Elordi escono allo scoperto: il doppio appuntamento con Kylie e Timothée manda il web in tilt
Kendall Jenner e Jacob Elordi sono stati paparazzati insieme a Kylie Jenner e Timothée Chalamet dopo un’uscita a quattro. E i fan parlano già della coppia più bella del pianeta.
Prendete quattro dei nomi più desiderati, fotografati e ossessivamente seguiti del pianeta. Metteteli nella stessa auto nel cuore di Los Angeles. E poi aspettate che internet perda completamente il controllo. È esattamente quello che è successo dopo l’uscita a quattro tra Kendall Jenner, Jacob Elordi, Kylie Jenner e Timothée Chalamet, intercettati insieme dal sito di gossip Deuxmoi.
Se la relazione tra Kylie Jenner e Timothée Chalamet ormai appare solidissima e praticamente ufficiale da anni, il vero terremoto mediatico riguarda Kendall Jenner e Jacob Elordi. Per mesi si è parlato di una semplice frequentazione, di incontri negli stessi locali e di amicizie condivise. Ma stavolta il gossip sembra essere passato a un livello completamente diverso.
Kendall Jenner e Jacob Elordi ormai non si nascondono più
L’uscita a quattro a Los Angeles ha immediatamente il sapore di una semi ufficializzazione. Kendall Jenner e Jacob Elordi sono stati visti insieme nello stesso gruppo degli ormai inseparabili Kylie e Timothée, dettaglio che per i fan vale praticamente più di una dichiarazione pubblica.
I rumors sulla top model e l’attore di Euphoria circolano dall’inizio dell’anno, ma fino ad ora nessuno dei due aveva mai davvero alimentato la narrativa romantica in modo così evidente. Jacob Elordi, del resto, è uno dei volti più inseguiti di Hollywood dopo il successo globale ottenuto tra serie tv e cinema, mentre Kendall Jenner continua a essere una delle modelle più potenti e mediatiche del pianeta.
E insieme, inevitabilmente, producono una quantità di hype praticamente ingestibile.
Timothée Chalamet e Kylie Jenner guidano il “fantastico quattro” di Hollywood
A rendere ancora più virale la situazione c’è ovviamente la presenza di Timothée Chalamet e Kylie Jenner, ormai diventati una delle coppie più osservate dello showbusiness americano. Da oltre tre anni i due vivono una relazione che continua a dividere il pubblico tra chi la considera autentica e chi ancora fatica a credere al mix tra cinema d’autore e impero Kardashian.
Il doppio appuntamento ha così assunto immediatamente le dimensioni di un evento pop globale. Per molti utenti online non si tratta soltanto di quattro celebrità sedute insieme, ma della concentrazione definitiva di bellezza, successo e genetica premium mai vista nello stesso veicolo.
E infatti le reazioni social sono state completamente fuori controllo.
“L’umanità non si riprenderà”: i social impazziscono
Su X, TikTok e Instagram la fotografia dei “fantastici quattro” è diventata virale nel giro di pochi minuti. Alcuni utenti li hanno ribattezzati «gli Avengers della cultura pop moderna», mentre altri hanno ironizzato sulla quantità di perfezione genetica presente nello stesso tavolo.
Il commento più condiviso? «È il tavolo con la genetica migliore mai visto, l’umanità non si riprenderà facilmente da questo shock».
Una battuta che riassume perfettamente il livello di ossessione generato online dalla coppia Kendall-Elordi e dal duo Kylie-Timothée. E mentre Hollywood continua a sfornare nuove relazioni vip ogni settimana, questa sembra già avere tutto per diventare la combinazione definitiva tra moda, cinema, streaming e cultura pop globale.
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