Connect with us

Cinema

Quello che in pochi sanno sul primo Gladiatore di Ridley Scott

Mentre al cinema comincia a macinare incassi il sequel, sempre diretto da Ridley Scott, la pellicola originaria è ancora oggetto di discussione tra i fan. Anche per alcuni aspetti che non in molti conoscono.

Avatar photo

Pubblicato

il

    Il grande attore inglese Oliver Reed, che nel film interpretava Proximo (l’ex gladiatore divenuto mercante di schiavi che acquista Massimo e lo fa combattere nelle arene) è morto tre settimane prima della fine delle riprese principali. Sul seti di Malta l’attore venne colpito da un improvviso attacco cardiaco all’età di 61 anni. Visto che il suo personaggio era considerato tra quelli primari, una specifica clausola nella copertura assicurativa del film avrebbe permesso ai registi di rigirare tutte le scene che prevedevano inizialmente Reed con un altro attore. Gli assicuratori avrebbero provveduto a pagare circa 25 milioni di dollari. Tuttavia il regista non volle eliminarlo dal film. Optando per un completamento attraverso la tecnologia digitale.

    Chi era Oliver Reed

    Nato a Londra nel 1938, attivo dalla fine degli anni ’50, vanta un’importante attività di caratterista. Soprattutto in film d’avventura e horror della mitica casa di produzione Hammer, tra cui spiccano le pellicole col regista Terence Fisher. Uno dei protagonisti del cinema inglese degli anni ’60 grazie ai sodalizi con Michael Winner nei film Il complesso del sesso e I ribelli di Carnaby Street. E soprattutto con Ken Russell in Donne in amore (1969) e il controverso I diavoli (1971), in cui Reed mise il suo fisico e il suo volto sanguigno al servizio di ruoli memorabili.

    Crowe ferito per davvero

    Un altro aspetto che in pochi conoscono riguarda le ferite visibili sul volto dell’iconico protagonista Russell Crowe, subito dopo la battaglia iniziale. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si trattò di un trucco di scena… ma di ferite reali. Durante le riprese, l’attore venne disarcionato dal suo cavallo, cadendo su alcuni rami. L’incidente causò delle contusioni che rimasero visibili sul suo viso durante le riprese, aggiungendo un tocco ulteriore di realismo.

    Il colosseo di Malta

    Se pensateche le scene all’interno del Colosseo siano state girate all’interno del celebre monumento romano, vi sbagliate! La produzione della pellicola richiese il permesso di girare all’interno dell’anfiteatro per aggiungere maggiore epicità al film. Ma il Colosseo, in fase di restauro, negò il permesso necessario. Per risolvere il problema, la troupe si trasferì a Malta, dove venne ricreato un modello ridotto del Colosseo, grande un terzo delle dimensioni originali.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Cinema

      La “Regina di maggio” torna sul grande schermo: Ginevra Elkann racconta i 27 giorni che cambiarono la storia d’Italia

      La figura di Maria José, ricordata come la “regina antifascista”, diventerà un film diretto da Ginevra Elkann. La sceneggiatura sarà firmata dalla regista insieme a Marco Bellocchio e Chiara Barzini.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Ventisette giorni. Tanto è durato il regno di Maria José di Savoia, passata alla storia come la “Regina di maggio”, ultima sovrana d’Italia e figura affascinante, controversa e ancora oggi avvolta da un’aura quasi romanzesca. Ora la sua vicenda è pronta a diventare un film grazie a Ginevra Elkann, che porterà sul grande schermo una delle pagine più particolari e drammatiche della storia italiana del Novecento.

        Dietro al progetto c’è anche una firma d’eccezione. L’idea, infatti, è nata da Marco Bellocchio, che lavorerà alla sceneggiatura insieme alla stessa Elkann e a Chiara Barzini.

        La storia della sovrana che regnò solo 27 giorni

        Maria José, moglie di Umberto II, salì al trono nel maggio del 1946 e vi rimase per appena ventisette giorni. Un periodo brevissimo, travolto dagli eventi che avrebbero portato alla nascita della Repubblica italiana e all’esilio della famiglia reale.

        Proprio quella durata così effimera le valse il soprannome di “Regina di maggio”, un titolo rimasto impresso nella memoria collettiva e che ancora oggi contribuisce ad alimentare il fascino della sua figura.

        Colta, indipendente e dotata di una forte personalità, Maria José è stata spesso ricordata anche per le sue posizioni critiche nei confronti del fascismo, tanto da essere definita negli anni la “regina antifascista”.

        L’idea di Marco Bellocchio

        A immaginare il progetto cinematografico è stato Marco Bellocchio, uno dei maestri del cinema italiano, che ha scelto di affidare la regia a Ginevra Elkann.

        La sceneggiatura sarà scritta a sei mani da Bellocchio, dalla stessa Elkann e da Chiara Barzini, autrice e sceneggiatrice tra le più apprezzate della sua generazione.

        L’obiettivo sembra essere quello di restituire al pubblico non soltanto il ritratto di una regina, ma soprattutto quello di una donna che visse in prima persona uno dei momenti più delicati e decisivi della storia nazionale.

        Una figura che continua ad affascinare cinema e pubblico

        Tra intrighi di corte, guerra, caduta della monarchia e cambiamenti epocali, la vita di Maria José possiede tutti gli elementi di un grande racconto cinematografico.

        Non sorprende, quindi, che una personalità tanto complessa e moderna continui a esercitare un forte richiamo anche sul mondo del cinema. E adesso, a ottant’anni da quei ventisette giorni che segnarono la fine di un’epoca, la “Regina di maggio” si prepara a vivere una nuova vita sul grande schermo.

          Continua a leggere

          Cinema

          Clotilde Courau volta pagina? A Taormina spunta Pietro Castellitto e quel pranzo che fa già sognare i romantici

          Nessuna aria malinconica per Clotilde Courau. L’attrice è apparsa sorridente e rilassata durante un pranzo con Pietro Castellitto al Festival di Taormina. E chi era presente parla di una sintonia difficile da non notare.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Altro che sguardo triste e malinconico. Chi si aspettava di vedere Clotilde Courau provata dalla fase delicata della separazione è rimasto deluso. L’attrice francese, infatti, è apparsa più luminosa che mai durante il Festival di Taormina, dove è stata immortalata in compagnia di uno degli attori italiani più affascinanti e chiacchierati della sua generazione: Pietro Castellitto.

            Le immagini del loro pranzo hanno inevitabilmente acceso la curiosità degli appassionati di gossip. Perché, si sa, quando due personaggi così carismatici si ritrovano allo stesso tavolo, le domande arrivano puntuali.

            Un pranzo che non è passato inosservato

            Clotilde Courau e Pietro Castellitto sono stati fotografati insieme durante una pausa del Festival di Taormina. Niente pose studiate o apparizioni ufficiali, ma un momento apparentemente rilassato e informale che ha però attirato l’attenzione di chi si trovava nelle vicinanze.

            L’attrice, che sta affrontando un periodo di cambiamenti nella sua vita privata, è apparsa serena e sorridente. Accanto a lei, il figlio di Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini, da tempo considerato uno degli interpreti italiani più talentuosi e seducenti della nuova generazione.

            I racconti dei presenti alimentano la curiosità

            A rendere ancora più intrigante l’episodio sono stati i racconti dei presenti. Secondo chi avrebbe assistito al pranzo, tra i due sarebbe emersa una sintonia evidente, fatta di sorrisi, complicità e conversazioni fitte.

            Naturalmente, al momento non esistono conferme di alcun tipo e potrebbe essersi trattato semplicemente di un incontro tra colleghi o amici. Ma il clima rilassato e l’intesa percepita da chi era presente hanno inevitabilmente alimentato le cronache rosa.

            Clotilde Courau raggiante al Festival di Taormina

            Se c’è una certezza, però, è che Clotilde Courau è apparsa tutt’altro che abbattuta. L’attrice francese ha mostrato un volto sorridente e una grande serenità, confermando come il Festival di Taormina continui a essere non soltanto una vetrina cinematografica, ma anche uno dei luoghi più amati dal jet set internazionale.

            E mentre i curiosi si interrogano sulla natura del rapporto con Pietro Castellitto, una cosa è certa: quel pranzo siciliano non è passato inosservato e ha già acceso la fantasia degli appassionati di gossip.

              Continua a leggere

              Cinema

              Armie Hammer rompe il silenzio: «Hollywood mi ha abbandonato, solo i miei amici gay mi sono rimasti accanto»

              Dopo essere stato escluso da Hollywood in seguito alle accuse emerse nel 2021, Armie Hammer racconta chi gli è rimasto vicino quando tutti gli altri si sono allontanati.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                C’era un momento in cui Armie Hammer sembrava destinato a diventare uno dei volti più importanti di Hollywood. Il successo di Chiamami col tuo nome lo aveva consacrato a livello internazionale, spalancandogli le porte di una carriera in continua ascesa. Poi, nel 2021, tutto è cambiato.

                Alcune donne, comprese due sue ex compagne, lo hanno accusato di violenze fisiche e psicologiche e di avere fantasie sessuali estreme. Accuse che hanno provocato un terremoto nella sua vita professionale e personale. Da allora, l’attore è stato progressivamente escluso dall’industria cinematografica americana, pur non essendo mai stato condannato.

                Il crollo dopo le accuse del 2021

                Quello che per molti sembrava un futuro già scritto si è improvvisamente trasformato in un isolamento quasi totale. Progetti cancellati, ruoli sfumati e un nome diventato improvvisamente scomodo per Hollywood.

                Negli anni successivi, Armie Hammer ha più volte provato a ricostruire la propria vita lontano dai riflettori, raccontando anche le difficoltà economiche e personali affrontate dopo il crollo della sua carriera.

                «Solo i miei amici gay mi sono rimasti vicini»

                Ripensando a quel periodo, l’attore ha spiegato chi non lo ha mai abbandonato.

                «I miei amici gay non mi hanno mai voltato le spalle».

                Hammer ha poi raccontato un episodio che, a suo dire, gli ha fatto capire quanto quelle amicizie fossero autentiche.

                «Mi dicevano: “Cretino, ti credi speciale con le tue fantasie? Se le nostre chat di Grindr venissero pubblicate e qualcuno le hackerasse, nessuno di noi avrebbe più un lavoro”».

                Parole pronunciate con ironia, ma che l’attore interpreta come una dimostrazione di vicinanza in un momento in cui gran parte delle persone che frequentava si erano allontanate.

                Da Chiamami col tuo nome all’isolamento

                Il caso Armie Hammer continua a dividere l’opinione pubblica. Da una parte le accuse che hanno segnato profondamente la sua immagine, dall’altra il fatto che l’attore non sia mai stato condannato.

                Di certo, la parabola del protagonista di Chiamami col tuo nome resta una delle più clamorose degli ultimi anni a Hollywood. E oggi, a distanza di tempo, Hammer racconta quel periodo con uno sguardo diverso, ricordando soprattutto chi, nel momento più difficile, ha scelto di non abbandonarlo.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie