Spettacolo
Isola dei Famosi? Ma mica tanto!
In attesa del gran debutto, resta da vedere se l’Isola dei Famosi riuscirà a conquistare il pubblico nonostante la mancanza di veri vip nel cast. Che la caccia ai segreti e alle dinamiche interne dell’isola abbia inizio!
L’Isola dei Famosi si prepara al gran ritorno sul piccolo schermo, ma c’è un dettaglio che sta già facendo discutere: il livello di fama dei partecipanti lascia a desiderare. Mentre il pubblico si aspetta volti noti e stelle dello spettacolo, sembra che il cast di questa edizione sia più una raccolta di “chi?” che di veri e propri vip.
Pochi vip nel cast
Tra i naufraghi annunciati, pochi sono quelli che veramente possono essere considerati famosi. Mentre personaggi come Marina Suma, Joe Bastianich e Samuel Peron possono vantare una certa notorietà, il resto del cast sembra essere una miscela di figure semi-sconosciute e volti non così familiari al grande pubblico.
Chi sono i “Famosi”?
Molti dei partecipanti sono noti solo per un breve momento di popolarità o per ruoli di supporto in programmi televisivi di nicchia. La domanda che sorge spontanea è: sono veramente famosi o solo aspiranti tali? Con l’avvento dei social media e dei reality show di basso profilo, sembra che il concetto di “famoso” si sia notevolmente allentato.
La caccia ai veri vip
I telespettatori si chiedono se l’Isola dei Famosi riuscirà a soddisfare le aspettative del pubblico in termini di contenuti e intrattenimento. C’è una fame di veri vip sullo schermo, con il desiderio di vedere personaggi iconici che portino una vera e propria scintilla al programma.
Un cast in cerca di risonanza
Con la mancanza di nomi di spicco nel cast, l’Isola dei Famosi rischia di perdere parte del suo appeal. Gli spettatori cercano qualcuno con cui identificarsi o con cui tifare, e al momento sembra che la ricerca dei veri vip sia ancora in corso.
La vera attrazione: gossip e controversie
Nonostante la carenza di celebrità nel cast, l’Isola dei Famosi rimane comunque una fonte inesauribile di gossip e controversie. Sarà interessante vedere come i naufraghi, anche se non del tutto famosi, si scontreranno e si supporteranno nell’ambiente ostile dell’isola deserta.
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Cinema
Penelope Cruz in lacrime conquista Cannes: venti minuti di ovazione per La Bola Negra
Applausi infiniti, lacrime, glamour e una sfilata di star internazionali. La Bola Negra travolge Cannes con una standing ovation da venti minuti e Penelope Cruz, emozionatissima, si prende il festival tra Chanel mozzafiato, red carpet total black e ospiti da capogiro.
Venti minuti di applausi a Cannes non sono mai soltanto applausi. Sono un’investitura, un verdetto emotivo, quasi una consacrazione. Ed è esattamente quello che è successo a La Bola Negra, il film che nelle ultime ore ha letteralmente travolto il Festival di Cannes tra ovazioni, lacrime e un red carpet che sembrava uscito da un sogno glamour e leggermente folle.
Al centro di tutto c’è stata Penelope Cruz. L’attrice spagnola, visibilmente commossa come raramente la si era vista negli ultimi anni, è stata accolta da un autentico boato del pubblico dopo la proiezione del film. Lacrime vere, sorrisi increduli e quell’abbraccio emotivo che Cannes riesce ancora a regalare quando un film colpisce davvero nel segno.
Nel cast compare anche Glenn Close con un cameo che ha aggiunto ulteriore curiosità attorno al progetto.
Penelope Cruz domina il red carpet di Cannes
Sul tappeto rosso il colpo d’occhio era impressionante. Dress code praticamente unanime: nero assoluto per quasi tutti. Ma ovviamente a catturare gli occhi è stata ancora una volta Penelope Cruz.
L’attrice ha scelto Chanel, con un abito elegantissimo segnato da uno spacco vertiginoso capace di monopolizzare flash e social. Accanto a lei i registi Javier Calvo e Javier Ambrossi, da tempo tra i nomi più interessanti del cinema spagnolo contemporaneo, anche se la loro presenza insieme continua ad attirare attenzione pure per il passato sentimentale che li lega.
A rompere la monocromia ci ha pensato invece l’attore Milo Quifes, che ha osato uno smoking bianco diventando immediatamente uno dei personaggi più fotografati della serata.
Tilda Swinton, Demi Moore e Isabella Ferrari rubano la scena
Ma Cannes, si sa, vive anche di dettagli e di look impossibili da ignorare. E infatti attorno alla première di La Bola Negra si è formata una vera parata di stile internazionale.
Tilda Swinton, fedele al suo approccio completamente fuori dagli schemi, sembrava quasi indossare un pigiama couture. Demi Moore ha invece scelto una gigantesca creazione blu cobalto che online molti hanno già ribattezzato “la meringa glamour di Cannes”.
E poi c’è Isabella Ferrari, elegantissima come sempre. L’attrice italiana continua infatti a confermarsi una delle presenze più raffinate del festival, capace di attraversare il red carpet senza sbagliare praticamente mai un outfit.
La Bola Negra diventa uno dei film simbolo del festival
Ma al di là dei vestiti e delle fotografie, resta soprattutto il peso dell’accoglienza ricevuta dal film. Venti minuti di standing ovation rappresentano un segnale fortissimo anche in un festival abituato agli entusiasmi.
L’emozione di Penelope Cruz dopo la proiezione ha raccontato molto più di qualsiasi conferenza stampa. Perché Cannes, quando decide davvero di innamorarsi di un film, lo trasforma immediatamente in un evento culturale e mediatico insieme.
E La Bola Negra sembra aver centrato esattamente questo obiettivo: unire cinema d’autore, spettacolo, emozione e glamour puro. Con Penelope Cruz al centro della scena, in lacrime sotto gli applausi interminabili della Croisette.
Cinema
Cannes, torna il circo dorato dell’amfAR: tra scollature abissali, tulle esplosi e dive vestite da tappeto rosso
Da Geena Davis in versione diva ritrovata a Heidi Klum intrappolata nel tulle, passando per Demi Moore “architettonica” e Lisa Rinna in modalità arcobaleno. Il Galà amfAR di Cannes torna a trasformare la Costa Azzurra nel regno del lusso e dell’eccesso fashion.
E anche quest’anno il Galà amfAR di Cannes è andato. Puntuale come le polemiche sui look, inevitabile come gli occhiali scuri dopo una notte in Costa Azzurra e soprattutto carico di star pronte a contendersi flash, commenti e qualche inevitabile scivolone fashion. All’Hotel du Cap-Eden-Roc, il solito tempio blindatissimo del glamour internazionale, è andata in scena una delle serate più attese del Festival di Cannes.
Sul palco, in qualità di padrona di casa, una Geena Davis decisamente “rediviva”, avvolta in un abito bianco con una scollatura talmente profonda da rischiare di avere un proprio codice catastale. Attorno a lei, il solito carosello di celebrity internazionali, tra eleganza riuscita, eccessi evitabili e outfit che probabilmente sopravvivranno più nei meme che negli archivi della moda.
Heidi Klum sfida la fisica, Demi Moore il buon senso
Tra le più osservate della serata c’era inevitabilmente Heidi Klum, che ancora una volta sembra aver perso la battaglia con il concetto di misura. Bustier apparentemente sul punto di esplodere e una gigantesca gonna di tulle nero che la trasformava in una specie di nuvola couture fuori controllo.
Bar Rafaeli, invece, continua a vivere in una dimensione tutta sua dove il tempo semplicemente non passa. O almeno non visibilmente. Impeccabile, levigatissima e quasi irreale, tanto che qualcuno ormai scherza dicendo che sembri conservata sotto formalina.
Molto più divisive Lisa Rinna e Zara Larsson. La prima si è presentata con colori arcobaleno, capelli cotonati e occhi pesantemente bistrati, dando l’impressione di essere uscita da un backstage glam rock del 1987. Zara Larsson, invece, ha scelto un look più aggressivo e contemporaneo, perfettamente in linea con il caos estetico della serata.
Il rosso invade il Galà amfAR di Cannes
Curiosamente, molte dive quest’anno hanno scelto il rosso. Una decisione rischiosa, considerando la presenza del tappeto cremisi pronto a inghiottire visivamente chiunque non avesse abbastanza personalità da emergere.
Eppure alcune ce l’hanno fatta benissimo. Isabelle Huppert ha puntato su un fascino rétro elegantissimo. Aitana Sánchez-Gijón è apparsa semplicemente splendida. Jaime King, in Jovana Louis, ha giocato con linee più scolpite e teatrali, mentre Havana Rose Liu in Balenciaga sembrava uscita direttamente da una sfilata distopica di lusso.
A chiudere idealmente la parata rossa ci ha pensato Demi Moore, che ha interpretato il colore in chiave quasi architettonica. Una costruzione più che un vestito. Forse troppo, ma a Cannes il “troppo” è spesso parte del gioco.
Robbie Williams accende la notte del Cap-Eden-Roc
Dopo cena e asta benefica, il Galà amfAR ha fatto quello che fa ogni anno: trasformarsi in una gigantesca festa privata per ricchi, star e addetti ai lavori. A tenere alta la temperatura ci hanno pensato le performance live di Robbie Williams, Zara Larsson e PinkPantheress.
Nel frattempo, tra tavoli miliardari e brindisi infiniti, continuavano a circolare Pedro Almodóvar, Pamela Anderson, Naomi Watts, Scarlett Johansson, Emma D’Arcy, Colman Domingo ed Elizabeth Hurley, in una sfilata continua di celebrità che ormai rappresenta quasi il vero spettacolo parallelo del Festival di Cannes.
Perché il Galà amfAR, alla fine, è sempre la stessa cosa: beneficenza, lusso, moda estrema e quel leggerissimo senso di esagerazione permanente che Cannes continua a vendere meglio di chiunque altro al mondo.
Televisione
Da E.R. a Beverly Hills 90210, la nostalgia fa incassare le piattaforme: le vecchie serie tv sono il vero oro dello streaming
Netflix rilancia E.R. – Medici in prima linea per rispondere al successo di The Pitt, Sky riporta in Italia Beverly Hills 90210 dopo 25 anni, mentre Friends resta il titolo che nessuno vuole lasciarsi scappare. La nostalgia non è più solo un sentimento: è un business potentissimo.
La nostalgia non consola soltanto. Fattura. E parecchio. Le piattaforme lo hanno capito benissimo e stanno trasformando le vecchie serie tv in una miniera d’oro capace di portare ascolti, abbonamenti e tempo di visione. Altro che semplice operazione amarcord: oggi i cult del passato vengono trattati come armi strategiche in una guerra feroce per rubarsi spettatori a colpi di catalogo.
Netflix rispolvera E.R. per fermare The Pitt
L’esempio più evidente è quello di Netflix, che dopo aver mancato il treno di The Pitt ha tirato fuori dal cilindro il titolo che più di ogni altro poteva colpire al cuore il pubblico dei medical drama: E.R. – Medici in prima linea. La serie che negli anni Novanta lanciò George Clooney è tornata disponibile in modalità binge watching, e non per caso. È la classica contromossa da piattaforma ferita nell’orgoglio: se non puoi avere la novità che tutti guardano, allora riporti in vita il padre nobile di quel genere e provi a vincere lo stesso.
Beverly Hills 90210 torna e Sky fa il colpaccio
Ma il colpo più clamoroso lo ha fatto Sky, riportando in Italia Beverly Hills 90210, assente dai nostri schermi dal 2001. Un’assenza lunghissima, quasi assurda per una serie che ha definito il teen drama moderno e che ha marchiato a fuoco un’intera generazione. Dal 3 aprile il titolo tornerà in onda integralmente, per la prima volta in HD e in 16:9, su Sky Collection e on demand su NOW. Tradotto: Brenda, Brandon e compagnia tornano a vivere e lo fanno in grande stile. Il resto lo farà la memoria collettiva, che quando sente odore di anni Novanta clicca senza nemmeno pensarci troppo.
Friends, The Mentalist e gli altri titoli che non muoiono mai
Poi ci sono gli immortali veri. Friends è il caso da manuale: finita nel maggio 2004, continua a essere una delle serie più viste in assoluto e resta il titolo che ogni piattaforma sogna di avere in scuderia. Lo stesso vale per The Big Bang Theory, La tata, Una mamma per amica, La signora in giallo e perfino Twin Peaks, che continua a richiamare spettatori con la domanda che ossessiona da decenni: chi ha ucciso Laura Palmer?
E intanto spunta anche The Mentalist, che molte nuove generazioni stanno scoprendo come se fosse una serie appena uscita. È questo il punto: i vecchi cult non invecchiano, cambiano pubblico. I quarantenni li riguardano per nostalgia, i ventenni li incontrano come novità. Risultato: le piattaforme monetizzano due volte. E forse è proprio qui il segreto del business. Nel tempo che passa, ma non cancella nulla.
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