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Musica

Belen lancia il suo singolo, utenti scatenati: «Mancavi solo tu. Sei al verde?»

Belen Rodriguez torna alla musica con “El día que me quieras”, cover del celebre brano di Carlos Gardel, in occasione del lancio della sua linea cosmetica Rebeya. Il singolo, già anticipato ad aprile su YouTube, segna un nuovo capitolo nella carriera della showgirl argentina, famosa anche per i suoi progetti nel mondo della moda e del beauty. Il post su Instagram ha raccolto numerosi commenti, tra critiche e apprezzamenti.

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    Belen Rodriguez ritorna sulla scena musicale con il lancio del suo nuovo singolo “El día que me quieras”, una cover del celebre brano del 1934 di Carlos Gardel. Il singolo segna anche l’uscita della sua prima linea cosmetica, Rebeya.

    Già da aprile, i fan erano a conoscenza dell’uscita della canzone grazie a un video pubblicato sul canale YouTube della linea beauty, in cui Belen era impegnata nella registrazione del brano.

    La carriera musicale

    Pochi sanno che Belen è anche una cantante. Nel 2015, ha lanciato “Amarti è folle”, colonna sonora della commedia “Non c’è 2 senza te” di Massimo Cappelli, brano che ha ottenuto 4,4 milioni di visualizzazioni su YouTube. Parallelamente alla musica, Belen ha portato avanti progetti legati alla moda e al beauty, tra cui una linea di costumi da bagno in collaborazione con la sorella.

    Le reazioni dei follower

    Il recente post su Instagram di Belen ha suscitato un acceso dibattito, raccogliendo quasi 400 commenti. Tra le critiche e gli apprezzamenti, un utente ha chiesto ironicamente: “Hai bisogno di soldi?”, mentre un altro ha commentato: “Ci mancavi solo tu…”.

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      Musica

      Aka 7even a processo per «Loca»: il tormentone da triplo platino sarebbe stato copiato. Lema: «Quella canzone era mia»

      Luca Marzano dovrà affrontare il giudizio per il brano che contribuì a lanciarlo ad Amici nel 2021. A denunciarlo è Emanuele Bertolucci, in arte Lema, che sostiene di aver scritto anni prima una canzone intitolata «Loka». Una consulenza tecnica avrebbe riscontrato fortissime somiglianze. La difesa dell’artista potrà contestare le accuse durante il processo.

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        Ventuno milioni di visualizzazioni su YouTube, oltre 53 milioni di ascolti su Spotify, un triplo disco di platino e soprattutto la canzone che nel 2021 contribuì a trasformare Aka 7even, all’anagrafe Luca Marzano, da concorrente di Amici in uno dei giovani cantanti italiani più popolari. Cinque anni dopo, Loca porta però il suo interprete davanti a un giudice. Il gup ha disposto il processo per il 26enne, accusato di essersi esibito pubblicamente con un brano che avrebbe presentato come proprio ma che, secondo l’accusa, sarebbe stato composto in precedenza da un altro cantautore.

        L’uomo che rivendica la paternità della canzone si chiama Emanuele Bertolucci, in arte Lema, ha trent’anni ed è originario di Venaria, nel Torinese. La sua versione parte da molto lontano e contiene una coincidenza destinata inevitabilmente a far discutere: anche lui, prima di Aka 7even, aveva sostenuto i provini di Amici.

        Lema sostiene che la sua canzone si chiamasse Loka, con la «k», e che fosse già stata composta prima dell’esplosione del successo di Marzano. Quando nel 2021 avrebbe ascoltato in televisione Loca, sarebbe rimasto sconvolto: secondo la sua denuncia, il pezzo sarebbe stato sostanzialmente il suo, con alcune strofe cambiate e una sola lettera modificata nel titolo.

        Ora sarà un processo a stabilire se le accuse abbiano fondamento.

        Lema ascolta «Loca» ad Amici e resta sotto choc

        La storia raccontata da Bertolucci comincia nel 2018, quando firma un contratto di produzione artistica. L’anno successivo partecipa alle selezioni di Amici: supera il primo provino, viene richiamato per il secondo e arriva fino alla fase finale di una settimana negli studi televisivi di Roma. Non entra però nel programma e, soprattutto, durante quelle selezioni non canta Loka.

        Passano quasi due anni. Il 24 aprile 2021 Lema guarda Amici e sul palco vede Aka 7even eseguire Loca davanti a milioni di telespettatori. È la canzone che diventerà uno dei suoi maggiori successi.

        Secondo il racconto consegnato agli investigatori, Bertolucci avrebbe riconosciuto immediatamente il proprio brano. Non una semplice somiglianza o una melodia vagamente familiare: Lema sostiene che Loca corrispondesse sostanzialmente alla sua Loka.

        A quel punto contatta la Siae e chiede spiegazioni anche al suo ex produttore. Le risposte ricevute non lo convincono. Bertolucci sostiene che, pochi giorni dopo l’esibizione televisiva, gli sarebbe stato assicurato che i suoi diritti d’autore sarebbero comunque stati riconosciuti. Secondo la sua versione, questo non sarebbe mai accaduto.

        Alla fine decide di denunciare.

        La consulenza tecnica e le somiglianze tra «Loka» e «Loca»

        È qui che la vicenda smette di essere soltanto una disputa tra musicisti e diventa un’inchiesta giudiziaria. La Procura di Roma avvia gli accertamenti e dispone anche una consulenza tecnica sui due brani.

        Secondo quanto emerge dagli atti riportati, l’analisi avrebbe riscontrato una sostanziale corrispondenza tra la precedente Loka di Lema e Loca, pubblicata e portata al successo da Aka 7even. È uno degli elementi sui quali l’accusa ha costruito la propria tesi e che ha contribuito ad arrivare alla decisione del gup di mandare Marzano a processo.

        Questo passaggio non equivale naturalmente a una condanna. Il rinvio a giudizio apre il processo, nel quale Aka 7even avrà la possibilità di contestare le accuse, produrre le proprie prove e confrontarsi con gli elementi raccolti dalla Procura.

        L’accusa formulata nei suoi confronti riguarda l’essersi esibito senza averne diritto durante l’edizione 2020-2021 di Amici, cantando Loca e presentandola come propria, mentre il brano sarebbe stato precedentemente composto ed eseguito da Bertolucci con il titolo Loka.

        Quella battuta di Rudy Zerbi durante l’esibizione

        A rendere la storia ancora più curiosa c’è un episodio avvenuto proprio durante Amici. Mentre Aka 7even presenta il pezzo, Rudy Zerbi fa un’osservazione destinata oggi a essere riletta sotto una luce completamente diversa.

        «Chi è il sarto? Perché è un po’ un collage di tante cose già sentite», commenta Zerbi.

        All’epoca si tratta di una normale provocazione all’interno delle dinamiche del talent e nessuno può naturalmente collegarla alla futura denuncia di Lema. La mentore di Aka 7even respinge immediatamente la critica, sostenendo che il ragazzo abbia costruito il pezzo durante la permanenza nella casetta e invitando ad aspettare i risultati commerciali.

        I risultati arrivano eccome.

        Loca diventa uno dei brani simbolo dell’ascesa di Aka 7even, che raggiunge la finale del programma e costruisce rapidamente una carriera fuori dal talent. La canzone conquista il triplo disco di platino, supera decine di milioni di ascolti sulle piattaforme e diventa uno dei tormentoni del 2021.

        Ed è proprio questa enorme fortuna commerciale ad alzare ulteriormente la posta della battaglia.

        «Quel pezzo ha lanciato un artista che non l’ha composto»

        Gli avvocati di Lema, Luca Calabrò e Stefano Mezzanoglio, non nascondono la soddisfazione per la decisione di arrivare al processo. Secondo i legali, il giudizio potrà restituire al loro assistito non soltanto la verità sulla paternità del brano, ma anche la dignità che ritengono gli sia stata sottratta.

        La loro tesi è netta: Loca avrebbe contribuito in maniera decisiva a lanciare un artista che, secondo l’accusa, non avrebbe composto quella canzone.

        Accanto alla vicenda penale corre inoltre una battaglia civile, destinata inevitabilmente a concentrarsi anche sulle conseguenze economiche della presunta sottrazione della paternità del pezzo. Con numeri come quelli ottenuti da Loca tra certificazioni, streaming e visualizzazioni, il valore economico potenziale della controversia potrebbe essere significativo.

        Lema sostiene di aver scritto complessivamente una ventina di brani e di aver visto improvvisamente un’altra persona conquistare il successo proprio con quella che considera una sua creazione.

        Dal successo di Amici al banco degli imputati

        Per Aka 7even il processo arriva nel momento in cui il ragazzo uscito da Amici è ormai diventato un artista affermato. Dopo il talent sono arrivati dischi, tournée, milioni di streaming e anche il Festival di Sanremo. Loca rimane uno dei brani maggiormente associati alla sua esplosione.

        Proprio per questo il procedimento giudiziario tocca un punto fondamentale della sua storia artistica. Non si discute di un pezzo minore rimasto confinato in un album, ma della canzone che ha accompagnato il momento decisivo della sua affermazione davanti al grande pubblico.

        Il rinvio a giudizio, va ribadito, non stabilisce che Aka 7even abbia plagiato Lema. Stabilisce che la contestazione dovrà essere affrontata in un processo, dove accusa e difesa potranno confrontarsi sulle versioni dei protagonisti, sulla storia dei due brani e soprattutto sulle conclusioni delle consulenze musicali.

        Cinque anni dopo quella sera del 24 aprile 2021, dunque, Loca torna al centro della scena. Questa volta, però, non ci sono il palco di Amici, milioni di ragazzi davanti alla televisione e un disco di platino da conquistare. Ci sono due canzoni, Loka e Loca, che secondo l’accusa sarebbero praticamente la stessa cosa, e due artisti che ne rivendicano una storia completamente diversa.

        A decidere chi abbia ragione non sarà più una giuria televisiva. Sarà un tribunale.

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          Musica

          A$AP Rocky vuole sposare Rihanna, ma lei gli ha detto no: «Mi ha chiesto a cosa serva». E lui ammette: «È lei che comanda»

          Stanno insieme dal 2020 e hanno tre figli, ma all’altare non sono mai arrivati. Adesso il rapper racconta di aver chiesto alla popstar di sposarlo e svela la sorprendente risposta ricevuta: per Rihanna un matrimonio non cambierebbe ciò che sono già. «Potete comunque chiamarci marito e moglie».

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            Tre figli, una relazione che dura ormai da anni e una famiglia costruita insieme. Mancava soltanto il matrimonio, almeno secondo A$AP Rocky. Perché, a quanto racconta il rapper, la proposta a Rihanna sarebbe arrivata davvero. Il problema è che lei gli avrebbe risposto con una domanda capace di smontare in pochi secondi qualsiasi progetto di nozze: «Davvero ci serve un matrimonio? E esattamente a che scopo?».

            A raccontare il retroscena è lo stesso Rocky, interrogato sul motivo per cui lui e Rihanna non siano ancora diventati ufficialmente marito e moglie nonostante abbiano ormai tre bambini. La sua risposta ribalta completamente l’idea che sia lui a non voler fare il grande passo. «Per essere sincero, voglio davvero che sia mia moglie», spiega. Poi arriva la confessione più divertente: «Sapete che è lei quella che comanda».

            Nessuna crisi, nessuna fuga davanti all’altare e apparentemente nessun problema tra loro. Semplicemente, Rihanna non sembrerebbe considerare necessario un certificato per dare un nome a qualcosa che nella loro vita esiste già.

            Rocky ha fatto la proposta, Rihanna ha risposto con una domanda

            Per anni i fan hanno cercato di capire se il matrimonio fosse nei programmi della coppia. Ogni apparizione pubblica, ogni anello e ogni dichiarazione particolarmente romantica hanno alimentato periodicamente le indiscrezioni sulle nozze. Adesso Rocky racconta una versione molto più semplice: lui avrebbe voluto sposarsi, Rihanna non ne avrebbe visto la necessità.

            «Quando le ho chiesto di sposarmi, mi ha semplicemente detto: “Davvero ci serve un matrimonio? E esattamente a che scopo?”», racconta il rapper.

            La risposta dice molto del modo nel quale Rihanna sembrerebbe concepire la loro relazione. Dopo anni insieme e tre figli, la cantante non avrebbe bisogno di una cerimonia per sentirsi più legata al compagno. Rocky, dal canto suo, non avrebbe insistito: «Ho rispettato la sua decisione».

            Ma subito dopo aggiunge una frase che racconta perfettamente il loro equilibrio: «Potete chiamarci marito e moglie». Per lui, insomma, la sostanza sarebbe già quella di un matrimonio anche senza averlo celebrato.

            Tre figli e una storia iniziata dopo anni di amicizia

            La relazione tra Rihanna e A$AP Rocky è diventata pubblica nel 2020, ma i due si conoscevano da molto tempo. Prima dell’amore c’erano stati amicizia, collaborazioni professionali e numerose apparizioni insieme. Poi il rapporto è cambiato e quella che inizialmente sembrava soltanto una frequentazione si è trasformata in una delle coppie più solide dello show business internazionale.

            Nel maggio 2022 è arrivato il primo figlio, RZA, seguito nell’agosto 2023 da Riot Rose. Nel settembre 2025 la famiglia si è allargata ancora con la nascita della prima bambina, Rocki Irish Mayers.

            Rocky non ha mai nascosto quanto la paternità abbia trasformato la sua vita. Anche Rihanna ha raccontato più volte il desiderio di avere una famiglia numerosa e la maternità è diventata negli ultimi anni una parte centrale della sua vita, tanto da incidere inevitabilmente anche sui tempi della carriera musicale.

            Eppure, mentre i figli arrivavano uno dopo l’altro, il matrimonio continuava a non esserci. Adesso sappiamo almeno quale sarebbe il motivo.

            «È lei quella che comanda»

            La parte più irresistibile della confessione è probabilmente proprio questa. Rocky non prova nemmeno a fingere di avere avuto l’ultima parola. Rihanna non vuole sposarsi? Decide Rihanna.

            «Sapete che è lei quella che comanda», dice con un tono che sembra contenere più affetto che rassegnazione.

            Del resto, la loro relazione ha spesso restituito l’immagine di una coppia poco interessata alle convenzioni. Rihanna ha annunciato una gravidanza durante il Super Bowl, ne ha mostrata un’altra sul red carpet del Met Gala e ha costruito negli anni un rapporto con la propria vita privata molto diverso da quello tradizionale delle grandi popstar.

            Anche il matrimonio, quindi, potrebbe semplicemente non rientrare nella sua idea di famiglia. Perché celebrare con una cerimonia qualcosa che, dal suo punto di vista, esiste già?

            Rihanna potrebbe cambiare idea?

            Rocky, almeno stando alle sue parole, non ha rinunciato all’idea. Dice chiaramente di desiderare Rihanna come moglie, ma altrettanto chiaramente afferma di rispettare la sua posizione. Nessun ultimatum e nessuna pressione.

            Questo naturalmente non significa che un matrimonio sia escluso per sempre. Rihanna potrebbe cambiare idea domani, oppure i due potrebbero continuare esattamente come hanno fatto finora. In fondo Rocky ha già trovato una soluzione piuttosto semplice alla questione: considerarli marito e moglie indipendentemente da ciò che dice lo stato civile.

            Ed è forse proprio questa la dichiarazione più romantica dell’intera storia. Lui vorrebbe sposarla, lei gli domanda a che cosa servirebbe e Rocky accetta la risposta, perché evidentemente ciò che hanno costruito insieme conta più della cerimonia che manca.

            Tre figli dopo, Rihanna continua dunque a comandare. E A$AP Rocky, almeno su questo, sembra perfettamente d’accordo.

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              Musica

              Paola Turci cancella Francesca Pascale: «Un taglio così netto che sembra un sogno mai vissuto». Poi confessa: «Ero ebbra di libertà»

              Dopo la fine del matrimonio, la cantante torna con “Amore a dismisura” e racconta una separazione senza nostalgia: «Felice di essere tornata a casa mia». Ma ammette che qualcosa dell’ex moglie è inevitabilmente finito nelle nuove canzoni

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                Paola Turci ha scritto un intero disco sull’amore, ma se qualcuno pensa di trovarci dentro un lungo addio a Francesca Pascale rischia di rimanere deluso. Perché della donna che ha sposato nel luglio 2022 e dalla quale si è separata tre anni dopo parla oggi con una distanza sorprendente, quasi come se quella parte della sua vita appartenesse ormai a un’altra persona. Non rabbia, almeno apparentemente. Non nostalgia. E neppure il bisogno di regolare conti attraverso le canzoni.

                Piuttosto un taglio.

                E, a giudicare dalle parole utilizzate dalla cantante, un taglio decisamente netto.

                «Il taglio è stato talmente netto che quasi sembra qualcosa che ho sognato e non ho vissuto realmente», racconta Turci mentre presenta Amore a dismisura, il nuovo album che arriva dopo sette anni di silenzio discografico.

                Poi aggiunge un particolare ancora più significativo: quando quelle canzoni hanno cominciato a uscire, lei era «ebbra di felicità nell’essere tornata a casa mia», immersa in una sensazione di libertà che avrebbe improvvisamente sbloccato la scrittura.

                Parole che difficilmente passeranno inosservate.

                «Francesca? Lei chi? Non c’entra proprio»

                Il nuovo album parla moltissimo d’amore. Ma non dell’amore romantico raccontato necessariamente come rifugio felice. Paola si interroga anche su ciò che succede quando un sentimento supera un confine, quando qualcosa che continuiamo a chiamare amore forse non lo è più.

                La domanda attorno alla quale ruota il disco è infatti brutale nella sua semplicità: che amore è, se perde il suo senso?

                Ci sono la fragilità, gli errori che continuiamo a ripetere, le relazioni e quella sensazione dolorosa che arriva quando la persona che credevamo sarebbe venuta in nostro aiuto sembra invece vivere chiusa nel proprio mondo.

                Inevitabile, quindi, chiedere quanto della fine del matrimonio con Francesca Pascale sia entrato nelle canzoni.

                La risposta di Turci, almeno su uno dei brani, non lascia spazio a interpretazioni.

                Parlando di Manchi, racconta che alcune persone, ascoltandola proprio nel periodo delle tensioni pubbliche successive alla separazione, avevano pensato immediatamente a Pascale. Qualcuno si era persino complimentato con lei perché, nonostante tutto, sarebbe riuscita a dedicarle una canzone d’amore.

                La reazione di Paola?

                «Lei chi? Non c’entra proprio».

                Più chiaro di così.

                Però qualcosa di Francesca nelle canzoni è rimasto

                Questo non significa che il matrimonio sia stato cancellato completamente dalla scrittura.

                Quando il discorso si allarga all’intero album, Turci lo riconosce: «Sicuramente qualcosa ci è andato dentro». E indica esplicitamente due brani, Lo stesso errore e la stessa Amore a dismisura.

                D’altra parte sarebbe quasi impossibile separare completamente ciò che si scrive da quello che si è vissuto. Ma Paola insiste soprattutto su un altro punto: mentre componeva quelle canzoni, la sua testa non era più dentro quella relazione.

                Era già altrove.

                Era tornata a Roma, nella sua città e soprattutto nella sua casa. Si era chiusa in un residence e aveva cominciato a scrivere quasi senza programmare un nuovo album. Le canzoni sarebbero arrivate spontaneamente, una dopo l’altra.

                Ed è proprio quando racconta quel momento che utilizza l’espressione più sorprendente: «Ero ebbra di felicità».

                Non per un nuovo amore.

                Per la libertà ritrovata.

                Il matrimonio con Pascale ormai sembra «qualcosa che ho sognato»

                Turci e Francesca Pascale si erano sposate il 2 luglio 2022 a Montalcino, dopo una relazione vissuta inizialmente con grande riservatezza e poi diventata inevitabilmente pubblica.

                La loro era stata una delle coppie più osservate e raccontate degli ultimi anni. Poi qualcosa si è rotto e, con il tempo, sono arrivate anche tensioni e reazioni pubbliche.

                Turci oggi ne parla senza trasformare il nuovo disco in un processo all’ex moglie. Anzi, quando le viene attribuita una canzone riferita a Pascale, respinge apertamente l’interpretazione.

                Ma proprio per questo acquistano ancora più peso le poche parole che sceglie per descrivere la separazione.

                Un taglio netto.

                Così netto da rendere quasi irreale ciò che è accaduto prima.

                È una delle immagini più fredde che si possano usare per raccontare la fine di un matrimonio: non una ferita ancora aperta, ma qualcosa che appartiene a una dimensione ormai talmente lontana da sembrare quasi immaginaria.

                Sette anni senza un disco, poi il ritorno a casa sblocca tutto

                Amore a dismisura arriva il 2 ottobre, sette anni dopo l’ultimo album di inediti di Paola Turci. Nel frattempo un altro disco era stato praticamente scritto: nel 2022 la cantante aveva lavorato a un progetto intero, salvo poi decidere di lasciarlo nel cassetto perché non lo sentiva davvero suo.

                Il nuovo lavoro nasce invece quasi di getto.

                Turci lo definisce pop, chiaro e diretto, ma lontano dall’ossessione per la radio e dalle formule costruite per funzionare necessariamente a Sanremo. Dentro ci sono strumenti veri e un’anima che guarda anche al rock, con collaborazioni e scritture che coinvolgono tra gli altri Motta e Francesco Bianconi.

                Eppure Sanremo resta una porta socchiusa.

                Alla domanda se presenterà una canzone al Festival, Paola non dice di no. Al momento, spiega, non avrebbe il brano giusto, ma ha scritto altro materiale e quindi lascia aperta la possibilità: «Vedremo».

                Prima ci saranno i concerti e soprattutto questo album che sembra segnare molto più di un semplice ritorno discografico.

                Paola riparte da sola: «Che amore è se poi perde il suo senso?»

                Dietro Amore a dismisura resta infatti una donna che sembra essersi posta domande parecchio scomode sui rapporti sentimentali.

                Perché continuiamo a commettere gli stessi errori? Perché a volte cerchiamo aiuto proprio nelle persone che non riescono a darcelo? E soprattutto quando una relazione smette di essere ciò che pensavamo fosse?

                Sono interrogativi che inevitabilmente faranno cercare Francesca Pascale dietro ogni verso.

                Turci sembra saperlo.

                Ma questa volta non vuole che il suo disco venga letto semplicemente come l’autopsia musicale di un matrimonio finito. Dentro c’è inevitabilmente qualcosa della relazione, lo ammette lei stessa, ma il punto d’arrivo sembra essere un altro.

                La libertà.

                Paola Turci racconta di essere tornata nella propria città, nella propria casa e soprattutto in una dimensione che sentiva nuovamente sua.

                Del matrimonio resta un ricordo che oggi definisce quasi irreale.

                E forse la frase che racconta davvero la fine con Francesca Pascale non è quella sul «taglio netto».

                È quella pronunciata subito dopo:

                «Ero ebbra di felicità nell’essere tornata a casa mia».

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