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Musica

Il rock a Monza si prende un “anno sabbatico”

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    L’ultimo concerto di Elio e le Storie Tese all’U-Power Stadium di Monza – il cosiddetto Concertozzo – ha segnato una probabile data finale per il futuro del rock nella cittadina brianzola. Almeno per quanta riguarda l’immediato futuro.

    Sede storica di grandi show, una sorta di “distaccamento milanese”

    Il primo cittadino monzese Paolo Pilotto affronta l’argomento, indicando un possibile futuro musicale delle strutture presenti nel capoluogo brianzolo. Che sono sostanzialmente due, lo Stadio Brianteo e il Parco. Due location che ormai sono diventate un tutt’uno con la vicina Milano, ospitando già da parecchi anni grandi eventi, a partire dai Pink Floyd nel lontano 1989.

    L’anno scorso col Boss

    Con l’amministrazione guidata da Pilotto, alcuni grandi eventi si sono succeduti amche di recente: Elio e la sua band la scorsa settimana, che ha raccolto circa 10mila spettatori (visto anche l’intento benefico della serata) e, maggiormente lo scorso anno, con lo show della superstar Bruce Springsteen, con l’imponente stage allestito nel prato della Gerascia, che si è avvicinato agli 80mila spettatori. In quell’occasione, nonostante i violenti nubifragi che fino al giorno prima avevano segnato la città, Parco compreso (con lo sradicamento di migliaia di alberi), la gestione dell’evento si confermò efficiente, senza particolari problemi di afflusso e deflusso da parte del pubblico. E, cosa altrettanto importante, senza registrare criticità, se non qualche disfunzione nella ristorazione interna all’area concerto e nei controlli di sicurezza.

    Lo stadio sotto verifica, il manto erboso va ripristinato

    Due situazioni differenti, lo stadio e il Parco, che hanno ospitato grandi spettacoli, non senza polemiche e disagi di vario tipo. Gli stessi che hanno convinto tutti della necessità di un ripensamento generale sulla questione. Dichiara il sindaco: “Il concerto di Elio e le Storie Tese è stato un grande successo in termini di qualità e importanza dell’evento, dato il suo risvolto sociale nel sensibilizzare sul tema dell’autismo e per l’organizzazione, rappresentando però un’ultima occasione, in quanto adesso dovrà essere ripristinato il manto erboso dello stadio dal Monza calcio, in vista della prossima stagione. Se ora non c’è stato problema per il calpestio, dopo dei problemi potrebbero sopraggiungere, pertanto bisognerà capire se sarà ancora possibile organizzare eventi di questo tipo allo stadio”.

    Per un anno stop alla musica, poi si vedrà

    Uno show imponente come quello del Boss dell’anno scorso è in grado di creare conflittualità, soprattutto per i risvolti in termini ambientali che ne derivano. Soprattutto sul Parco l’amministrazione si è presa il classico “anno sabbatico”, per ponderare bene le mosse future. I giovani devono avere occasioni di aggregazione sana, che deve contemplare però anche il rispetto delle strutture ospitanti.

    Parla Claudio Trotta, storico promoter

    Lo stiorico organizzatore dei concerti di Springsteen in Italia, Claudio Trotta, dice la sua: “Monza può serenamente ospitare eventi musicali di qualsiasi portata al Parco o allo stadio. Ovviamente, quando si muovono grandi masse di persone, la viabilità, i servizi accessori e i parcheggi debbono essere curati con particolare attenzione e rispetto da tutte le parti coinvolte, organizzatori e istituzioni.”

    Sulla svolta green degli show dal vivo, invocata da più parti, Trotta afferma: “La mia opinione sul tema è la stessa da 45 anni: il verde va tutelato, ma vissuto. I concerti non creano danni ambientali. La maleducazione e la disorganizzazione li creano. Si tratta semplicemente di essere professionali e attenti alle modalità di preparazione, comunicazione e attuazione di quanto si fa. Il vero enorme problema è il tempo. I cambiamenti climatici in essere hanno generato fenomeni imprevedibili e ingestibili a prescindere dal tema degli spettacoli di massa, di qualsiasi natura ormai, e sempre più frequenti in tutta Europa. È quindi fondamentale studiare attentamente qualsiasi emergenza si debba affrontare”.

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      Musica

      Addio a Bonnie Tyler, la voce di “Total Eclipse of the Heart” si spegne a 75 anni

      La cantante era ricoverata a Faro, dove possedeva una casa. La famiglia ha annunciato la scomparsa con una nota ufficiale, chiedendo rispetto per il dolore e la privacy in questo momento.

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        Il mondo della musica piange Bonnie Tyler. La cantante britannica, diventata un’icona internazionale grazie a successi come “Total Eclipse of the Heart” e “It’s a Heartache”, è morta all’età di 75 anni in un ospedale del Portogallo, dove era in cura da tempo per una malattia.

        L’annuncio è arrivato attraverso una nota pubblicata sul sito ufficiale dell’artista.

        «La famiglia e il team di Bonnie annunciano con profondo dolore la sua improvvisa scomparsa avvenuta ieri sera in ospedale in Portogallo a causa della malattia per cui era in cura. Rilasceremo un ulteriore comunicato, ma per ora chiediamo rispetto per la nostra privacy in questo momento di dolore.»

        Una carriera che ha segnato gli anni Ottanta

        Nata il 8 giugno 1951 a Skewen, in Galles, con il nome di Gaynor Hopkins, Bonnie Tyler era diventata una delle voci più riconoscibili della musica pop e rock internazionale. Il suo timbro graffiato e inconfondibile l’aveva resa celebre in tutto il mondo.

        Il successo arrivò alla fine degli anni Settanta con “It’s a Heartache”, ma fu “Total Eclipse of the Heart”, pubblicata nel 1983 e scritta da Jim Steinman, a trasformarla in una vera leggenda della musica. Il brano conquistò le classifiche internazionali e ancora oggi è considerato uno dei simboli del pop degli anni Ottanta.

        Nel corso della sua carriera Bonnie Tyler ha venduto milioni di dischi, collezionando numerosi riconoscimenti e continuando a esibirsi dal vivo anche negli ultimi anni.

        Il ricovero in Portogallo

        Negli ultimi mesi le condizioni di salute della cantante si erano aggravate. Lo scorso maggio era stata ricoverata a Faro, città portoghese dove possedeva una casa, dopo un intervento chirurgico d’urgenza all’intestino. Da allora aveva proseguito le cure, fino alla notizia della sua scomparsa.

        La morte di Bonnie Tyler lascia un vuoto profondo nel panorama musicale internazionale. I suoi brani continuano a essere ascoltati da generazioni di fan e hanno attraversato oltre quarant’anni di storia della musica, diventando colonne sonore indimenticabili.

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          Musica

          Elodie e Franceska Nuredini fanno impazzire San Siro: gli sguardi sul palco diventano virali durante il concerto di Sfera Ebbasta

          Sorrisi, sguardi e una complicità che accende i social. I video girati dagli spettatori fanno il giro del web e trasformano la performance in uno dei momenti più commentati della serata.

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            Il concerto di Sfera Ebbasta allo stadio San Siro ha regalato uno dei momenti più condivisi dell’estate. Tra gli ospiti della serata è salita sul palco anche Elodie, che ha interpretato insieme al rapper il brano Yakuza. A catturare l’attenzione del pubblico, però, non è stata soltanto l’esibizione musicale, ma anche la presenza nel corpo di ballo di Franceska Nuredini, compagna della cantante.

            Nel corso della performance le due si sono cercate più volte con lo sguardo, si sono scambiate sorrisi e si sono avvicinate in alcuni momenti della coreografia. Un’intesa evidente che gli spettatori hanno immortalato con gli smartphone e che, nel giro di poche ore, ha invaso TikTok, Instagram e X.

            La performance che ha conquistato il pubblico

            Dopo il concerto all’Allianz Stadium di Torino, Sfera Ebbasta ha voluto nuovamente Elodie come ospite per la tappa milanese del suo tour. La cantante è così tornata sul palco di San Siro, lo stesso stadio che appena un anno fa l’aveva vista protagonista del suo The Stadium Show.

            Questa volta, però, il contesto personale è profondamente cambiato. Accanto a lei, tra i ballerini dello spettacolo, c’era Franceska Nuredini, con cui negli ultimi mesi ha ufficializzato la relazione.

            Il momento diventato virale

            Tra i tanti filmati pubblicati sui social, uno in particolare ha catturato l’attenzione dei fan. Durante le parole «Prima del caos, della paura, dopo di te, mai più nessuna», Elodie si avvicina a Franceska e canta guardandola negli occhi. Pochi secondi che sono bastati per scatenare migliaia di commenti e condivisioni.

            Per molti utenti quel momento ha rappresentato il simbolo della complicità che la coppia mostra ormai da tempo anche lontano dal palco.

            I fan: «La loro intesa è evidente»

            Nelle ore successive al concerto i video hanno raccolto migliaia di visualizzazioni e reazioni. I commenti si sono concentrati soprattutto sulla naturalezza del rapporto tra Elodie e Franceska Nuredini, senza gesti plateali ma attraverso piccoli dettagli, sorrisi e sguardi che il pubblico ha interpretato come la conferma di una sintonia ormai evidente.

            Una performance che, oltre al successo musicale del concerto di Sfera Ebbasta, ha regalato ai fan uno dei momenti più romantici e commentati dell’estate.

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              Musica

              Senza Cri si racconta senza filtri: “Questa è la mia prima estate”, il post emoziona i fan dopo un anno di cambiamenti

              Con una serie di immagini e parole molto personali, Senza Cri racconta il cambiamento vissuto negli ultimi dodici mesi. Un post che ha raccolto migliaia di reazioni e messaggi di sostegno da parte dei fan.

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                Un anno racchiuso in poche fotografie, ma soprattutto in un messaggio che parla di identità, crescita personale e libertà. Senza Cri, artista non binaria conosciuta dal grande pubblico grazie alla partecipazione ad Amici, ha scelto i social per condividere un racconto molto intimo, accompagnato da immagini che ripercorrono i momenti più significativi degli ultimi dodici mesi.

                Ad aprire il post è una frase che anticipa il clima del racconto: «La mente in burrasca, ma il cuore pulito. Questo sono io, non vedo l’ora di vedervi sotto palco.»

                Il racconto di un anno difficile

                Tra gli scatti pubblicati compare anche una fotografia particolarmente dolorosa, che l’artista ha voluto spiegare con grande sincerità.

                «La foto in cui piango corrisponde alla scorsa estate. Mi ero appena distrutto col tape (la fascia, per comprimere il petto).»

                Parole che raccontano un momento di forte sofferenza personale e che introducono il percorso vissuto negli ultimi mesi, condiviso con i propri follower senza nascondere le difficoltà affrontate.

                “Questa è la mia prima estate”

                Accanto a quell’immagine, Senza Cri ne pubblica un’altra che rappresenta il presente: uno scatto a petto nudo, descritto come il simbolo di un ritrovato equilibrio con il proprio corpo.

                «Questa è la mia prima estate. Mando un abbraccio a tutte le persone meravigliose che ogni giorno si costruiscono su misura della loro identità e della loro felicità. Massimo supporto: la mia storia, le vostre.»

                Un messaggio che ha raccolto numerose manifestazioni di affetto e sostegno da parte della community, che ha accompagnato l’artista durante tutto il suo percorso.

                L’attesa per il ritorno sul palco

                Il post si chiude con uno sguardo rivolto al futuro. Senza Cri dice di non vedere l’ora di ritrovare il pubblico ai concerti, lasciando intendere che la musica resta il punto fermo da cui ripartire dopo un anno tanto intenso quanto trasformativo.

                Le fotografie pubblicate non rappresentano soltanto un bilancio personale, ma anche un invito a vivere il proprio percorso con autenticità. Un racconto che ha colpito molti fan proprio per la sua schiettezza e per la scelta di condividere, insieme alle difficoltà, anche la gioia di sentirsi finalmente in sintonia con sé stessi.

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