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La nuova vita dell’ex Suor Cristina, con una punta di sottile nostalgia

Cristina Scuccia, l’ex suora più pop della TV italiana, racconta come Papa Francesco l’abbia ispirata a uscire dal convento… per entrare in un talent show. Tra nostalgia di abiti religiosi, successi pop e qualche riflessione spirituale.

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    Dall’Ave Maria al Tuca Tuca… può essere un attimo. Se qualcuno vi avesse detto che una suora sarebbe salita sul palco di The Voice grazie a un consiglio del Papa, probabilmente avreste immediatamente pensato a una barzelletta. E invece no: è successo davvero! Cristina Scuccia, alias l’ex Suor Cristina, lo confessa all’Adnkronos:

    “Ho partecipato a ‘The Voice’ grazie a Papa Francesco. Diceva che i veri pastori devono puzzare di pecore, non di muffa!”.

    Tradotto dal “bergogliese”: meglio rischiare e sporcarsi le mani che rimanere chiusi nel convento ad accumulare ragnatele spirituali. Cristina ha preso la palla al balzo… e pure il microfono.

    Un album per il Papa (e magari pure un selfie)

    La carriera di Suor Cristina parte in grande stile: vincere The Voice nel 2014, team J-Ax (sì, proprio quello dei tatuaggi e delle rime da strada), e poi regalando il suo primo album direttamente a Papa Francesco.

    “Ricordo che lui ascoltava tutti con attenzione. Gli raccontai del talent e gli diedi il mio disco”

    Il Papa che chiama al telefono e scende in strada (altro che Vaticano 2.0)

    Cristina ricorda con affetto l’effetto “boccata d’ossigeno” portato da Bergoglio. Un Papa che preferisce le scarpe comode alle pantofole dorate e che telefona direttamente ai fedeli: altro che segreteria vaticana! “Tutto quello che ha fatto è stato spiazzante”, racconta Scuccia.

    Nostalgia canaglia… e pure un po’ mistica

    Anche se oggi Cristina si esibisce senza velo, confessa che ogni tanto la nostalgia dell’abito da suora si fa sentire:

    “Mi manca l’abito, anche se non il convento. Mi manca Gesù”.

    In fondo, cambiare look non significa cambiare fede. E lei, tra una canzone e l’altra, si interroga ancora su come viverla nel mondo dello spettacolo. Per lei niente ritorno al convento in vista, ma tante nuove strade da esplorare.

    Dall’Isola dei Famosi” a Io Canto: una seconda vita pop, con qualche inciampo

    Dopo aver lasciato il velo nel 2022, Cristina non si è fatta mancare nulla: singoli pop, talent show e persino una naufragata a L’Isola dei Famosi.

    “Questa seconda vita mi piace, anche se mi sembra di averne già vissute miliardi”

    In cerca di serenità e, magari… di un contratto discografico migliore

    Oggi Cristina cerca di ascoltare quella vocina interiore che chiama “serenità”, anche se il mercato musicale non è esattamente un convento di clausura.

    “Laddove sento pace, resto. Dove non c’è serenità, dico: ‘non è opera di Dio’ e cambio strada”.

    E noi siamo sicuri che, che sia su un palco, su una spiaggia tropicale o su un marciapiede romano, Cristina continuerà a sorprenderci.

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      Musica

      Orietta Berti spiazza tutti a Che Tempo che Fa: «Prego anche perché ai cattivi vengano dei doloooori»

      Ospite di Che Tempo che Fa, Orietta Berti spiega come divide le sue preghiere quotidiane: una parte per gli affetti, l’altra contro chi maltratta persone e animali.

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        Orietta Berti riesce sempre a fare una cosa rarissima in televisione: essere completamente sé stessa. E infatti anche stavolta, ospite di Che Tempo che Fa, la cantante ha regalato uno di quei momenti surreali e irresistibili che soltanto lei riesce a trasformare in spettacolo senza sembrare mai costruita.

        Parlando con Fabio Fazio delle sue abitudini quotidiane e della spiritualità, Orietta Berti ha raccontato il modo molto personale con cui divide le proprie preghiere. Un discorso iniziato in maniera dolce e quasi commovente, ma finito poi in una specie di maledizione “versione nonna emiliana” che ha fatto esplodere il web.

        Orietta Berti e le preghiere per amici e famiglia

        «Io prego la prima parte per tutte le persone care e i miei amici», ha spiegato la cantante durante la trasmissione, raccontando il proprio rapporto quotidiano con la fede e con la preghiera.

        Fin qui tutto piuttosto classico. Ma chi conosce Orietta Berti sa benissimo che le sue interviste prendono spesso traiettorie imprevedibili. E infatti pochi secondi dopo è arrivata la frase destinata a diventare immediatamente virale.

        «A quelli che fanno del male devono venire dei doloooori»

        Orietta Berti ha infatti spiegato di dedicare una seconda parte delle sue preghiere a tutte le persone cattive. «La seconda parte prego per tutte quelle persone che fanno male alle persone, trattano male i bambini, i cani, gli animali, le donne, gli anziani…».

        Poi la chiusura, pronunciata con quel tono inconfondibile che ormai è diventato quasi un marchio di fabbrica televisivo: «Che gli vengano dei doloooori!».

        Una frase che nello studio di Che Tempo che Fa ha provocato risate immediate e che sui social è diventata nel giro di pochi minuti materiale perfetto per meme, reaction e clip virali.

        Orietta Berti ormai è un personaggio pop totale

        Negli ultimi anni Orietta Berti è riuscita a trasformarsi in qualcosa di molto più grande della semplice cantante amata da generazioni diverse. È diventata un fenomeno pop trasversale, capace di passare dalla tv generalista ai meme di TikTok senza perdere minimamente autenticità.

        Ed è forse proprio questo il suo segreto. Anche quando dice qualcosa di assurdo, buffo o completamente fuori schema, Orietta Berti riesce sempre a sembrare sincera.

        Per questo la sua “preghiera contro i cattivi” non suona davvero cattiva. Sembra piuttosto la reazione genuina di una zia italiana stanca del mondo moderno e pronta a invocare piccoli castighi divini contro chi tratta male persone e animali.

        E il pubblico, inevitabilmente, la adora anche per questo.

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          Musica

          bbno$ sbarca a Milano: chi è il rapper-meme che ha trasformato TikTok in una hit mondiale

          Il 22 maggio 2026 il rapper canadese porta in città il suo The Internet Explorer Tour. Da “Lalala” ai milioni di stream globali, ecco chi è l’artista che ha trasformato l’ironia del web in un fenomeno musicale planetario.

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          bbno$ sbarca a Milano: chi è il rapper-meme che ha trasformato TikTok in una hit mondiale

            Milano si prepara ad accogliere uno dei personaggi più imprevedibili del panorama urban internazionale. Venerdì 22 maggio 2026 il palco del Fabrique ospiterà bbno$, nome d’arte di Alexander Leon Gumuchian, rapper canadese capace di costruire una carriera globale partendo da internet e trasformando l’ironia in una cifra stilistica riconoscibile.

            L’appuntamento milanese rientra nel “The Internet Explorer Tour”, tournée che sta portando l’artista nelle principali capitali europee e che promette un concerto ad alto tasso di energia, tra beat elettronici, provocazioni giocose e hit che hanno dominato piattaforme come TikTok e Spotify.

            Chi è davvero bbno$

            Per molti è semplicemente “quello di Lalala”. Ma ridurre bbno$ a una sola canzone sarebbe un errore. Nato a Vancouver nel 1995, Alexander Gumuchian ha iniziato il suo percorso musicale quasi per caso, dopo aver abbandonato una promettente carriera nel nuoto a causa di un infortunio. Da quel momento ha scelto la musica come terreno di sperimentazione, costruendo un’identità sonora sospesa tra hip hop, pop surreale e cultura meme.

            Il suo nome d’arte — pronunciato “baby no money” — è diventato un marchio globale proprio grazie a quella miscela di nonsense intelligente, produzioni orecchiabili e una presenza online che ha saputo parlare direttamente alla Generazione Z.

            Il salto internazionale è arrivato nel 2019 con “Lalala”, realizzata insieme al producer kazako Y2K. Il brano ha superato centinaia di milioni di stream, diventando un fenomeno virale mondiale e consacrandolo come uno degli artisti più influenti della scena internet-pop.

            Da allora ha continuato a macinare numeri con brani come Edamame, Mathematics e It Boy, consolidando una fanbase trasversale che unisce appassionati di rap, creator digitali e utenti social.

            Perché è così famoso

            Il successo di bbno$ non nasce da una formula tradizionale. A differenza di molti colleghi, non punta su storytelling drammatici o autobiografie tormentate. Il suo tratto distintivo è l’autoironia: testi volutamente sopra le righe, riferimenti pop, provocazioni leggere e una capacità quasi chirurgica di intercettare il linguaggio del web.

            In pratica, bbno$ ha fatto ciò che molti artisti inseguono senza riuscirci: trasformare il meme in linguaggio musicale credibile. Il suo pubblico lo ama proprio per questa leggerezza calibrata. Dietro l’apparente nonsense c’è una precisa strategia artistica: costruire canzoni immediate, ironiche e pensate per vivere tanto in cuffia quanto nei feed social.

            Il concerto milanese

            L’esibizione del 22 maggio al Fabrique si annuncia come uno degli appuntamenti urban più curiosi della primavera milanese.

            Dettagli principali:

            • Data: venerdì 22 maggio 2026
            • Orario: 21:00
            • Location: Fabrique, Milano
            • Tour: The Internet Explorer Tour

            I biglietti sono disponibili sui circuiti ufficiali di TicketOne, Ticketmaster e Live Nation.

            Come arrivare

            Il Fabrique è raggiungibile dalla zona centrale di Milano con i mezzi del sistema ATM Milano, con collegamenti verso l’area Mecenate–Forlanini.

            Chi partirà da Stazione Centrale farebbe bene a controllare in anticipo eventuali variazioni del servizio, considerando le possibili modifiche alla mobilità urbana legate agli eventi serali.

            Milano, insomma, si prepara a una serata che promette di essere molto più di un semplice concerto. Perché bbno$ non porta solo musica: porta un pezzo di quella cultura digitale che ha cambiato il modo di ascoltare, condividere e persino ridere attraverso una canzone.

            E se ancora vi state chiedendo chi sia davvero, la risposta più semplice è questa: è il rapper che ha trasformato internet in un palcoscenico. Ora quel palcoscenico, per una notte, sarà Milano.

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              Musica

              Felicia, la misteriosa regina mascherata dell’Eurovision: perché tutta Europa non riesce a togliersela… dal sistema

              La cantante svedese che gareggia con My System è diventata uno dei casi più curiosi dell’Eurovision 2026: una mascherina sempre sul volto, un passato segnato dall’ansia sociale e una canzone che racconta una dipendenza emotiva in cui molti si riconoscono.

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              Felicia, la misteriosa regina mascherata dell’Eurovision: perché tutta Europa non riesce a togliersela… dal sistema

                C’è chi all’Eurovision punta tutto su coreografie acrobatiche, chi su effetti speciali degni di un film di fantascienza e chi, invece, conquista il pubblico con il mistero. È il caso di Felicia, la rappresentante della Svezia che con My System si è trasformata in uno dei personaggi più discussi dell’edizione 2026.

                A colpire non è soltanto il brano, un concentrato di elettronica malinconica e ritornello martellante che si piazza in testa al primo ascolto. A incuriosire è soprattutto lei: sempre in scena con una mascherina futuristica che le copre parte del volto, quasi fosse un’incrocio tra una popstar nordica e un hacker poetico uscito da una serie Netflix.

                Ma dietro quella scelta estetica non c’è soltanto marketing. Secondo quanto raccontato dalla stessa artista in diverse interviste, la mascherina è nata come risposta concreta a un lungo periodo segnato da ansia sociale e attacchi di panico legati all’esposizione pubblica. Un modo per sentirsi protetta sul palco, trasformando una fragilità personale in un tratto identitario.

                Insomma, mentre molti artisti si spogliano metaforicamente davanti al pubblico, Felicia ha scelto il contrario: coprirsi per riuscire finalmente a mostrarsi davvero.

                E forse è anche per questo che My System colpisce così tanto. Il brano racconta una relazione tossica da cui si prova a fuggire senza mai riuscirci del tutto. Il testo alterna rifiuto e attrazione, lucidità e ricaduta: “Non riesco a toglierti dal mio sistema” diventa la sintesi perfetta di quel legame che resta incastrato nei pensieri, come una notifica impossibile da silenziare.

                Musicalmente il pezzo mescola synth-pop scandinavo, atmosfere dark e un drop elettronico che sembra progettato per far ballare anche chi, normalmente, al massimo ondeggia tenendo il bicchiere in mano.

                E poi ci sono le curiosità che hanno contribuito a renderla un piccolo caso mediatico. Felicia ha confessato di aver scritto parte del brano durante un viaggio notturno in treno tra Stoccolma e Malmö, appuntando i versi sul retro di uno scontrino. Pare inoltre che la maschera usata sul palco sia stata progettata insieme a uno studio di design specializzato in accessori per performance immersive.

                Sui social, intanto, il pubblico si divide: c’è chi la considera un genio del concept e chi scherza dicendo che sembri “la versione pop di Darth Vader dopo un corso di mindfulness”.

                Una cosa però è certa: nel mare spesso rumoroso dell’Eurovision, Felicia è riuscita a fare la cosa più difficile. Farsi notare senza urlare.

                E con quella melodia ipnotica che ti resta in testa per ore, viene quasi da darle ragione: una volta entrata nel sistema, liberarsene è davvero complicato.

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