Musica
Lady Gaga come Amanda Lear: “Mi dicevano che ero un uomo”
In rete circola da anni una follia (una delle tante…) sul fatto che la popstar Lady Gaga in realtà sia un uomo sotto mentite spoglie. Se all’inizio della carriera la popstar era rimasta in silenzio, ora ne parla durante un’intervista con Bill Gates. Spiegando i meccanismi della disinformazione e di come ci sia gente che guadagna sulle fake news.
La nostra Amanda Lear (“nostra” si fa per dire… visto che è nata a Saigon, francese naturalizzata britannica…) per anni è stata considerata tale. Dopo il clamoroso sfogo di Giucas Casella durante l’edizione 2021/2022 del GF Vip a cui ha fatto seguito la replica della diretta interessata, è ritornato in auge un vecchio tormentone, una leggenda metropolitana. La stessa che per anni ha colpito e tormentato la superstar del pop Lady Gaga.
Anche la Germanotta ha subito la medesima sorte
A ben guardare ne è passato di tempo da quando la newyorchese Stefani Joanne Angelina Germanotta veniva “accusata” di essere un uomo sotto mentite spoglie Se prima lei faceva finta di nulla e non toccava l’argomento, ora la cantante di Bad Romance, famosa in tutto il mondo per le sue doti sceniche e i suoi look strepitosi (altro che Cristiano Malgioglio…) risponde a quelle frasi ingiuriose. Spiegando che: «Qualcuno ha ritoccato le mie foto e le ha diffuse sul web. Le persone si chiedevano che cosa avessi io da dire in proposito… ma io non ho mai risposto».
Al maschile su Vogue
La Gaga afronta il tema della disinformazione e, in questo contesto cita il suo episodio personale che calza a pennello, spiegando che i rumors sul fatto che lei fosse un uomo iniziarono a circolare nel 2010, quando una particolare foto divenne virale online. E lei, donna (e che donna!) dotata di intelligenza ed ironia, da quel momento cominciò a giocare su questo fatto, come dimostrano anche queste foto realizzate per la prestigiosa testata Vogue.




Lady Gaga ha citato anche un episodio specifico, accaduto agli esordi della sua carriera partecipando ad un’intervista con Bill Gates sulla nuova serie tv What’s Next? Verso il futuro con Bill Gates, dove il padre di Microsoft stimola i sui ospiti sulle questioni più urgenti che il mondo deve affrontare. Proprio come quello dell’informazione distorta, causa di tantissimi problemi, fake news in primis.
Le famose foto rimaneggiate e pubblicate online
«C’erano queste immagini ritoccate su Internet e tutti dicevano: “Sai che c’è questa voce che sei un uomo? Cosa hai da dire al riguardo?», ha ricordato la Germanotta. Spiegando che durante la sua corsa verso il successo, ha tentato di cambiare questa narrativa. Anche se per lei fare chiarezza su quell’aspetto ai tempi non rappresentava una priorità assoluta. Ecco perchè in quel periodo era rimasta silente: «Il motivo per cui non ho risposto pubblicamente a quelle domande è che non mi sentivo una vittima di quella bugia».
Usare la disinformazione per creare un elemento di disturbo verso di essa
La cantante-attrice dha poi spiegato: «Mi sono trovata in situazioni dove rimettere a posto questi rumors, magari smentendoli, non sarebbe stato nell’interesse di altre persone. Pensavo al benessere di altre persone, quindi ho cercato di essere stimolante e dirompente in un altro modo. Ho cercato di usare la disinformazione per creare un altro punto di disturbo». Aggiungendo: «Ho anche pensato: che ne dici di un ragazzo che viene accusato di questo? Penserebbe che un personaggio pubblico come me prova vergogna di fronte ad accuse del genere».
E anche se fosse… quale sarebbe il problema?!?
In passato aveva volutamente schivato la questione: «Perché diavolo dovrei avere intenzione di sprecare il mio tempo e fare un comunicato stampa sul fatto che io abbia o meno un pene? Ai miei fan non interessa e nemmeno a me». Aggiungendo: «E se anche fossi un uomo, sarebbe così terribile?».
La tristezza del clickbait
Sempre durante la chiacchierata con Bill Gates, l’artista ha precisato che le sue esibizioni sono “più reali” di qualsiasi chiacchiera sulla rete: «Penso che la gente dia per scontato che quando qualcuno come me si esibisce, la performance non sia reale. Ma è la cosa più reale che vedrete di me. Questo è molto più reale di tutte le voci che sono progettate per orbitare intorno a me e ottenere più clic».
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Musica
Sal Da Vinci lascia “Pazzi di Pizza” dopo Sanremo: Eurovision, concerti e nuova vita dopo il trionfo
Il cantante napoletano saluta “Pazzi di Pizza” dopo cinque stagioni: ora lo aspettano Eurovision, tour e una raffica di ospitate tv
La vittoria al Festival di Sanremo 2026 ha completamente cambiato il ritmo della vita di Sal Da Vinci. Il successo di Per sempre sì gli ha spalancato una nuova fase professionale fatta di concerti, ospitate e soprattutto della preparazione per l’Eurovision Song Contest 2026, dove rappresenterà l’Italia. Un’agenda sempre più piena che inevitabilmente lo ha costretto a fare delle scelte.
L’addio a “Pazzi di Pizza”
Tra queste c’è anche il saluto a Pazzi di Pizza, il programma di Food Network che per cinque stagioni lo ha visto protagonista accanto a Fabio Esposito. Una presenza ormai familiare per il pubblico del canale del gruppo Warner Bros. Discovery, dove Sal Da Vinci aveva trovato un equilibrio perfetto tra cucina, spettacolo e intrattenimento leggero. Ma adesso il tempo da dedicare al progetto non basta più, e il cantante ha deciso di chiudere questa esperienza per concentrarsi completamente sulla musica.
Eurovision, tour e una nuova fase
Il momento, del resto, è troppo importante per essere vissuto a metà. Dopo anni di carriera, Sal Da Vinci si ritrova improvvisamente al centro di una nuova ondata di popolarità nazionale, con un pubblico trasversale che lo segue tra tv, streaming e live. L’Eurovision rappresenta il passaggio più delicato e prestigioso, ma attorno c’è già una macchina enorme fatta di concerti in tutta Italia e richieste televisive continue. La “pizza” può aspettare: adesso per Sal è il momento della musica.
Musica
Povia, concerto annullato e nuova polemica: “Censura per Luca era gay”. Ma il dubbio resta: denuncia o ricerca di visibilità?
Povia denuncia l’ennesimo concerto cancellato per le polemiche legate a “Luca era gay”. Ma il caso divide tra chi parla di censura e chi solleva interrogativi
Un altro concerto annullato, un’altra polemica che si riaccende. Povia torna a far parlare di sé dopo aver raccontato sui social l’ennesimo stop a un’esibizione già contrattualizzata mesi prima. “Mi ritrovo con l’ennesimo concerto contrattualizzato mesi fa e poi annullato”, ha scritto, spiegando che dietro la decisione ci sarebbe ancora una volta il peso delle polemiche legate alla canzone “Luca era gay”. Secondo il cantautore, gli organizzatori avrebbero giustificato la scelta con una motivazione che ha fatto discutere: trattandosi di un evento dedicato all’inclusione, non sarebbero state ammesse “canzoni sociali”.
La versione degli organizzatori e il nodo inclusione
Una spiegazione che apre più interrogativi di quanti ne chiuda. Da una parte c’è la versione di Povia, che parla apertamente di esclusione legata al contenuto dei suoi brani. Dall’altra, resta il punto di vista degli organizzatori, che non emerge con la stessa chiarezza ma che, implicitamente, richiama la necessità di evitare possibili tensioni in un contesto delicato come quello di un evento sull’inclusione. Il risultato è uno scontro narrativo che si ripete nel tempo e che continua a dividere pubblico e opinione.
Tra censura e visibilità
Il caso, però, non è nuovo. Episodi simili si sono già verificati e ogni volta riaccendono lo stesso dibattito: si tratta davvero di censura o di scelte organizzative legate al contesto? E ancora: la ripetizione di queste denunce contribuisce a chiarire la situazione o finisce per alimentare un meccanismo mediatico che riporta l’attenzione sul cantautore? È una domanda che circola con insistenza, senza una risposta definitiva. Intanto la polemica resta aperta, sospesa tra versioni contrapposte e interpretazioni che, ancora una volta, si rincorrono senza trovare un punto fermo.
Musica
Romina Power riaccende il caso Al Bano: la suocera, i ritocchini, la separazione e quella frase su Ylenia
Dopo le parole di Al Bano a Domenica In, Verissimo ripropone l’intervista di Romina Power. E il racconto diventa un piccolo romanzo familiare tra amore finito, ironia tagliente, memoria e ferite mai davvero rimarginate.
Romina Power non ha bisogno di alzare la voce per far rumore. Le basta una frase, detta con quell’aria sospesa tra candore californiano e veleno servito freddo, per rimettere in moto mezzo secolo di mito popolare italiano. Così, mentre Al Bano a Domenica In è tornato a sparare sulla ex moglie, Verissimo ha risposto a modo suo: riproponendo l’intervista di dicembre 2025 in cui Romina, ospite di Silvia Toffanin, aveva presentato il libro Pensieri profondamente semplici e aveva raccontato senza troppi fiocchetti la sua verità.
Il matrimonio più famoso d’Italia torna in tv
Il punto non è soltanto la fine di una coppia. Il punto è che Al Bano e Romina Power, anche separati da decenni, continuano a sembrare una soap nazionale che nessuno riesce davvero a chiudere. Lei, parlando del matrimonio, aveva chiarito che l’amore non sparisce come una comparsa a fine scena: «Non si smette mai di amare la persona che si è amato». Poi, però, aveva aggiunto con la sua solita precisione chirurgica: «Al Bano? Lo amo ancora, come amo tutti i miei ex». Una frase dolce solo in apparenza, perché dentro c’è tutto: affetto, distanza e una porta chiusa senza bisogno di sbatterla.
Il ritocchino e la stoccata al cervello
Non è mancato il capitolo più perfido, quello dei ritocchini. Romina aveva raccontato che, dopo anni di lontananza, Al Bano le avrebbe suggerito di farsi qualche intervento estetico. Lei, invece di offendersi platealmente, aveva scelto la via più elegante e più letale: «Gli ho detto che non avevo tempo… chissà se lo ha fatto lui qualche ritocchino… al cervello». Traduzione: il bisturi può anche lisciare una ruga, ma certi pensieri restano più difficili da sistemare.
La separazione, la suocera e il dolore di Ylenia
Sulla separazione, Romina era stata chiarissima: «La separazione l’ho voluta io perché la convivenza era impossibile». Nessuna leggenda, nessuna canna, nessun romanzo parallelo. Solo una donna che a un certo punto ha deciso di salvarsi. E oggi? «I rapporti sono buonissimi, non lo vedo mai». Più sintesi di così si rischia l’applauso. Poi il ricordo della suocera Jolanda, madre di Al Bano: all’inizio, ha raccontato Romina, pensava che tutte le attrici fossero «zoc*ole». Poi cambiò idea, fino a diventare per lei quasi una madre. Infine Ylenia, la ferita che resta fuori da ogni gossip. Romina non cambia posizione: «Non è morta, era un essere di luce». E lì anche il salotto televisivo smette di scintillare.
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