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Musica

Per Sir Elton John la pensione può attendere: un live da brivido e un nuovo disco

A 78 anni, Elton John dimostra che il tempo non scalfisce la sua energia e il suo talento. Il leggendario artista ha fatto il suo trionfale ritorno sul palco del Palladium di Londra con un concerto speciale insieme a Brandi Carlile. Un evento straordinario che ha visto la presentazione del loro nuovo album Who Believes in Angels? e un viaggio tra i grandi successi del cantante britannico. Il pubblico, in visibilio, ha assistito a una performance indimenticabile, con ospiti d’eccezione e momenti di grande emozione.

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    Lo scorso 25 marzo, giorno del suo compleanno, Elton John ha deciso di regalarsi (e regalarci) una serata magica. Sul palco del Palladium, ha presentato il suo nuovo progetto musicale, dimostrando che la voglia di fare musica non l’ha mai abbandonato. Accompagnato dall’incredibile voce di Brandi Carlile, amica e collega di lunga data, Sir Elton ha emozionato il pubblico con un mix di inediti e classici intramontabili.

    Un album che fa sognare: Who Believes in Angels?

    Noniostante i recenti problemi di salute cha avevano fatto temere il peggio, il concerto è stata l’occasione perfetta per sincerarsi della sua buona forma attuale, coincidendo con la presentazione in anteprima del nuovo disco Who Believes in Angels?, in uscita il prossimo 4 aprile. Un disco che celebra la collaborazione tra Elton John e Brandi Carlile, esplorando temi profondi e attuali. Tra i brani più apprezzati dal pubblico spiccano: Never Too Late, già candidato agli Oscar, Swing for the Fences, una potente ballad che affronta le sfide della comunità LGBT+ negli Stati Uniti e When This Old World Is Done With Me, un pezzo toccante che riflette sulla morte e sulla memoria.

    Una serata tra musica e parole

    Oltre alla musica, il concerto ha riservato momenti di riflessione con un talk show moderato dall’attore Dan Levy. Durante l’incontro, Elton e Brandi hanno raccontato la loro amicizia, la loro carriera e il loro impegno per cause umanitarie. Elton John ha parlato del suo amore per la paternità, mentre Brandi Carlile ha svelato quanto il baronetto del pop sia stato una fonte di ispirazione per lei sin da bambina.

    Band stellare per un evento memorabile

    Ad accompagnare Elton e Brandi sul palco, una band d’eccezione, composta da veri e propri fuoriclasse della musica, tra i quali Andrew Watt, chitarrista e produttore di fama mondiale, Chad Smith e Josh Klinghoffer, direttamente dai Red Hot Chili Peppers (rispettivamente battrista e chitarrista della band) e gli Hanseroth Twins, talentuosi polistrumentisti. Grazie a loro, il suono della serata ha raggiunto livelli stratosferici, rendendo il concerto un’esperienza indimenticabile.

    Gran finale con una standing ovation per una leggenda

    Il pubblico non ha resistito all’emozione di cantare insieme a Elton John i suoi grandi successi. Tiny Dancer, Your Song e molti altri pezzi iconici hanno fatto vibrare il Palladium, in un crescendo di applausi ed emozioni. Alla fine della serata, una standing ovation ha suggellato il trionfo di un artista che non smette mai di brillare. Il baronetto del rock ha dimostrato ancora una volta che la pensione può attendere. La sua musica, la sua voce e il suo carisma restano intramontabili, e con Who Believes in Angels? aggiunge un altro capitolo straordinario alla sua leggendaria carriera.

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      Musica

      Manuel Agnelli affonda TonyPitony e riapre il caso X Factor: “Nessun valore artistico”, la stroncatura che incendia musica e social

      Dall’esclusione a X Factor alla nuova bordata pubblica: Manuel Agnelli demolisce TonyPitony e ne mette in discussione il valore artistico. Tra accuse, mercato, social e visioni opposte della musica, lo scontro diventa un caso.

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        Manuel Agnelli non la manda a dire, anzi la manda dritta in faccia. E quando decide di parlare, il risultato è una stroncatura che fa più rumore di una finale televisiva. Nel mirino questa volta finisce TonyPitony, artista diventato popolarissimo anche grazie a una viralità che negli anni ha trasformato una bocciatura in un trampolino. Ma per il frontman degli Afterhours il punto resta uno solo: il successo non basta, e il consenso del pubblico non equivale automaticamente a un valore artistico.

        La stroncatura frontale di Manuel Agnelli
        Le parole usate da Agnelli sono di quelle che non lasciano spiragli. Dice di non essere interessato a nulla di ciò che fa TonyPitony e lo liquida come un performer efficace, ma privo di vera sostanza artistica. Il paragone che sceglie è persino più tagliente della frase principale: bravo sì, ma “da villaggio turistico di lusso”. Una definizione che non colpisce solo il personaggio, ma anche il linguaggio artistico che gli ruota attorno. Non è un attacco episodico o nato sull’onda del momento: è una presa di posizione culturale, quasi ideologica, su cosa per lui debba essere la musica.

        Il no a X Factor e l’idea di arte contro mercato
        A riaccendere tutto è il ricordo del provino di TonyPitony a X Factor Italia nel 2020. In quella circostanza Agnelli gli disse no, e oggi rivendica quella scelta senza il minimo ripensamento. Il ragionamento è chiaro: lui non era lì per inseguire quello che funziona sul mercato, ma per cercare una visione. E in TonyPitony quella visione, semplicemente, non l’ha mai vista. Anzi, dice apertamente che quel tipo di linguaggio non solo non gli interessa, ma gli provoca rigetto. Dall’altra parte c’era Mika, che invece lo promosse, probabilmente vedendo in lui un potenziale di presa sul pubblico più immediato. Ed è proprio qui che si apre la frattura: da una parte chi legge l’industria musicale come macchina di consenso, dall’altra chi pretende ancora una forma di identità artistica non piegata al risultato.

        TonyPitony, i social e la guerra delle tifoserie
        Il punto più feroce, però, arriva quando Agnelli allarga il discorso ai social e a chi lo ha insultato per quella vecchia esclusione. La sua non è solo irritazione personale: è una critica ampia a un meccanismo culturale che, secondo lui, ha appiattito tutto sul principio più semplice e brutale del mondo. Se uno funziona, allora è bravo. Se non funziona, allora non vale nulla. Una logica che per Agnelli distrugge in partenza qualsiasi idea di arte, ricerca, rischio e perfino fallimento creativo. Per questo la polemica su TonyPitony smette di essere soltanto una faida tra artisti e diventa quasi una battaglia simbolica tra due modi opposti di intendere la musica.

        Il risultato, naturalmente, è esplosivo. Perché TonyPitony incarna perfettamente il personaggio popolare, virale, immediato, quello che piace, divide, fa parlare. Agnelli invece resta il custode ruvido di una certa idea di autenticità, uno che preferisce passare per antipatico piuttosto che applaudire ciò che non stima. In mezzo c’è il pubblico, che come sempre si spacca. E forse è proprio questo il punto: non siamo davanti a una semplice frecciata, ma all’ennesimo scontro tra cultura del mercato e pretesa di qualità. Solo che stavolta è stato detto tutto senza zucchero. E infatti brucia di più.

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          Musica

          Laura Pausini choc: «Ho svegliato tre fan dal coma con le mie canzoni», tra polemiche feroci e l’abbraccio delle star mondiali

          Ospite a Radio Italia, Laura Pausini racconta episodi incredibili legati ai suoi fan: «Si sono svegliati mentre cantavo». Tra critiche feroci in Italia e l’amore del pubblico internazionale, la cantante riparte dal tour mondiale.

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            Laura Pausini torna a far parlare di sé, e questa volta non per un disco o una polemica social, ma per un racconto che ha il sapore dell’incredibile. «Con le mie canzoni ho svegliato tre fan dal coma». Una frase che basterebbe da sola a incendiare il dibattito, e che invece arriva con la naturalezza di chi, dopo trent’anni di carriera, ha imparato a non stupirsi più di nulla. O quasi.

            «Si sono svegliati mentre cantavo»
            Ospite del format “Fuori Tempo” di Radio Italia, la cantante di Solarolo ha aperto uno squarcio su episodi che definisce reali, vissuti e documentati. «Due ragazze e un ragazzo erano in coma e si sono risvegliati con le mie canzoni». Ma il dettaglio che colpisce di più è un altro: «In un caso è successo mentre io ero lì. Gli tenevo la mano e cantavo». Un’immagine potente, quasi cinematografica, che trasforma la musica in qualcosa di più di un semplice intrattenimento. Non una cura scientifica, certo, ma un legame emotivo così forte da sfiorare il mistero. Ed è proprio questo il punto: per Pausini, la musica non è mai stata solo musica.

            Critiche, polemiche e resistenza
            Eppure, mentre racconta questi momenti, la sua carriera attraversa una fase tutt’altro che semplice sul fronte italiano. Negli ultimi mesi Laura Pausini è finita più volte nel mirino delle critiche. Dalla cover de “La mia storia tra le dita”, che ha riacceso vecchie tensioni con Gianluca Grignani, fino alle reinterpretazioni di “Due vite” e “16 marzo”, ogni passo è stato analizzato, discusso e spesso attaccato. Anche l’Inno d’Italia cantato alle Olimpiadi di Milano Cortina è stato travolto da commenti feroci sui social. Un clima pesante, che avrebbe messo in difficoltà chiunque. Ma lei tira dritto, incassa e riparte.

            Il mondo la celebra, l’Italia la mette alla prova
            Perché se in patria il giudizio è severo, all’estero il copione cambia completamente. Il mercato latino continua a celebrarla come una regina del pop. Dopo il sostegno di Bad Bunny, arriva anche quello di Shakira, che ha pubblicamente apprezzato la sua versione di “Antología”. Un riconoscimento che pesa, e che ribalta la prospettiva: mentre in Italia si discute, fuori la consacrazione è già realtà.

            Intanto i bauli sono pronti e il nuovo tour mondiale è alle porte, con partenza fissata il 27 marzo da Pamplona. E forse è proprio lì che Laura Pausini trova la sua risposta definitiva alle polemiche: nella voce, nel palco, nel pubblico. In quella musica che, almeno per qualcuno, non è stata solo una colonna sonora. Ma qualcosa di molto più forte.

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              Musica

              Laura Pausini canta Shakira e scatta l’effetto boomerang: “Ti chiamo in privato!”. Duetto in arrivo?

              Nel nuovo album di cover, Laura Pausini omaggia Shakira con “Antología” e conquista la stessa cantante: parole entusiaste e un messaggio che accende il gossip su una possibile collaborazione

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              Laura Pausini frena sull’ipotesi direzione artistica: “Non mi sento pronta, ma mai dire mai”

                Laura Pausini pesca nel repertorio latino e trova il colpo giusto. Nel suo ultimo album di cover inserisce “Antología”, storico brano di Shakira, e il risultato non passa inosservato. Anzi, arriva dritto alla diretta interessata. La popstar colombiana ascolta, reagisce e si espone pubblicamente con parole che fanno rumore: “Laura, sei così e così bella!! Dentro e fuori!! Grazie per questo onore che mi fai, la tua voce in Antología è sublime!! L’America Latina ti ama e io inclusa!! Ti chiamo in privato!”.

                L’investitura di Shakira
                Non è un semplice complimento tra colleghe. È una vera e propria investitura. Shakira non si limita a dire “brava”, ma parla di voce sublime e di un intero continente che ama Pausini. Parole pesanti, soprattutto perché arrivano da chi quella canzone l’ha resa iconica. E poi quella frase finale, quasi buttata lì ma tutt’altro che casuale: “Ti chiamo in privato”.

                Dietro le quinte di una possibile collaborazione
                Ed è proprio lì che il gossip si accende. Perché quando una star di quel livello parla di chiamate private, raramente si tratta solo di un saluto. Il mondo della musica funziona anche così: un messaggio pubblico, un contatto diretto, e poi magari qualcosa prende forma lontano dai riflettori. Un duetto? Una collaborazione futura? Nulla è confermato, ma il terreno è più che fertile.

                Pausini regina oltre confine
                Laura Pausini, del resto, in America Latina non è una novità. È una certezza. La sua capacità di attraversare lingue e mercati è uno dei segreti della sua carriera. E questa cover sembra aver rafforzato ulteriormente quel legame. Non solo omaggio, quindi, ma anche strategia perfetta.

                Tra complimenti, entusiasmo e una telefonata annunciata, la sensazione è che questa storia non finisca qui. E quando due mondi così vicini si sfiorano, il passo successivo potrebbe essere molto più concreto di quanto sembri.

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