Musica
Renato Zero racconta la sua Italia tra amicizia, politica, fede e paure: la battuta sui «meloni» e la pace con Berté
Niente pose e niente maschere: Zero parla di amicizia ritrovata, del rapporto col padre poliziotto, della giovinezza al Piper tra retate e sospetti, della politica che non lo convince più
«I meloni? Mi piacciono solo con il prosciutto». È la frase che ha già fatto discutere e sorridere e che fotografa alla perfezione lo spirito con cui Renato Zero affronta un’intervista lunga, profonda e sorprendentemente intima rilasciata al Corriere della Sera e firmata da Giovanna Cavalli e Aldo Cazzullo. Un incontro che non è la solita chiacchierata promozionale ma un viaggio dentro l’uomo, prima ancora che nell’artista. Zero mette sul tavolo la politica, le amicizie ritrovate, i ricordi familiari, gli anni ribelli del Piper, l’amore, la fede, la malattia, la consapevolezza del tempo che passa e perfino la morte, che racconta senza retorica ma con lucidità quasi affettuosa.
Uno dei passaggi più forti riguarda la pace con Loredana Berté, dopo anni di silenzi e ferite. Non edulcora nulla, non finge che sia stato semplice. «Loredana è una persona amabile, con una sua anima bella, ma a volte non è stata all’appuntamento con la generosità, con il rispetto. Abbiamo avuto dei contrasti e io mi sono allontanato. Ritenevo che la mia assenza le avrebbe giovato». Poi c’è la sincerità di chi sa guardarsi indietro senza acrimonia: «Quando c’ero io, lei magari mandava a quel paese qualcuno e io intervenivo: “Non te le devi prendere, sai, lei ha questo carattere”. Insomma, la coprivo. Senza di me è cambiata da così a così, è diventata più gentile, paziente. Me ne prendo un po’ il merito».
Il riavvicinamento nasce quasi come una scena di cinema, spontaneo e pieno di emozione: «In un paio di interviste ha detto che desiderava il mio ritorno. Così ho fatto un blitz a La Spezia, al suo concerto. Alla fine sono pure salito sul palco, mi sono buttato e l’ho abbracciata». Non è solo la storia di due artisti che fanno pace: è la parabola di un affetto vero che, pur ferito, non si è mai spento del tutto.
Poi c’è la famiglia, ed è impossibile non soffermarsi sul padre, figura centrale nella sua vita. Poliziotto, uomo rigoroso, ma capace di uno dei gesti di libertà più moderni che un genitore potesse fare in quegli anni. Zero racconta un episodio che sembra una piccola rivoluzione domestica: «Un giorno mio padre mi sorprese con un fagotto. “Che hai lì dentro?”. “Nulla papà”. “Fammi vedere”. Con imbarazzo ho aperto il sacchetto. C’era qualche boa di piume, qualche tutina di lurex. Mi disse: “Non hai più bisogno di nasconderti, vestiti come vuoi, da domani esci così”».
Quel padre si chiamava Domenico, veniva da una famiglia povera e numerosa delle Marche: «Era l’undicesimo figlio di una famiglia di contadini e di pastori di Villa d’Aria, sopra Serrapetrona, dove fanno la vernaccia. Su quella montagna ho sempre avvertito una presenza divina. C’è qualcosa di magnetico, che ti invita alla meditazione. E si spiega anche come mai mio nonno ne fece undici: perché era molto ispirato». È un racconto tenero e ironico allo stesso tempo, come spesso accade quando Zero parla delle sue radici.
Poi arrivano gli anni del Piper, le retate, il clima di sospetto, quella gioventù guardata come devianza. «Venivano al Piper a fare le retate. Quando arrivava il carrettone capivamo e ci salivamo sopra spontaneamente. Erano convinti che fossimo tutti terroristi o drogati». È uno spaccato dell’Italia che fu, fatta di pregiudizi, paure e allo stesso tempo di coraggio, di corpi liberi e voci che non volevano più essere zittite.
C’è anche la politica, ma senza slogan. Zero oggi non vota: «Mi presenterei senza fiducia, preferisco stare a casa. Rimpiango gli anni ’60 e ’70, quando si rubava di meno e i politici avevano tre lauree. Gente che sapeva di dover difendere gli operai, le classi disagiate». Su Elly Schlein si limita a un «Mah», una sillaba che pesa più di molte analisi. E fotografa un Paese ancora diviso: «Io vedo il quotidiano. L’assetto attuale del Paese. Con un sud che è ancora escluso e un nord che fatica a ripartire la proprie ricchezze in parti uguali».
E poi la battuta destinata a restare. Alla domanda sulla premier Meloni la risposta è un colpo di teatro in puro stile Zero: «I meloni mi piacciono solo con il prosciutto». Non urla, non insulta, non estremizza. Semplicemente mette ironia dove molti scelgono la rabbia, senza togliere peso al giudizio.
Naturalmente c’è anche la musica. Si parla di “Mi vendo”, che secondo lui «starebbe bene oggi», in un mondo in cui «con i social, con gli influencer, è tutto un vendere e acquistare». Si parla di “Triangolo”: «Una volta è successo, ma ce n’era uno di troppo», ricorda sorridendo. E poi il nuovo lavoro, “L’OraZero”, definito come un racconto di «soldati, nostro malgrado», in una guerra che non è solo quella del mondo, ma anche quella che si combatte dentro di noi, tra responsabilità, coscienza e fragilità.
C’è spazio anche per l’amore e per gli affetti profondi, come quello per Enrica Bonaccorti, «un percorso meraviglioso», e per l’amicizia con Raffaella Carrà, che «mi manca», con il ricordo di estati, giochi di carte, televisione condivisa e quella leggerezza seria che solo certe persone sanno regalare.
Infine la fede e la morte. Zero non le scansa, le guarda, le nomina. «Credo che da come ti comporti qui si decide se gli occhi li chiuderai per sempre o li riaprirai in un’altra dimensione». E aggiunge una riflessione che colpisce: «Più perdi le persone care, meno temi la morte». Non è eroismo, è maturità. È la vita che insegna, a volte duramente, a fare pace anche con ciò che fa paura.
Dietro l’icona resta così un uomo che osserva, ricorda, pensa, ride, soffre, ironizza e continua a raccontare il mondo a modo suo. Con quella voce che non si confonde con nessun’altra e che, anche oggi, riesce ancora a far discutere, emozionare, dividere e, soprattutto, ascoltare.
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Musica
Cesare Cremonini e Malika Ayane di nuovo insieme, la sorpresa nel nuovo album Amateur: dopo l’amore finito arriva il duetto che nessuno si aspettava
Cesare Cremonini ritrova Malika Ayane, sua ex fidanzata, nel nuovo album Amateur. La cantante compare nella tracklist accanto a Salmo e Fabri Fibra: una reunion musicale che riaccende la curiosità sulla loro storia d’amore.
Cesare Cremonini e Malika Ayane di nuovo insieme! La notizia è destinata a sorprendere i fan dei due cantanti, che anni fa hanno vissuto una relazione sentimentale molto seguita dal mondo del gossip. A riunirli, questa volta, è la musica: Cremonini ha svelato la tracklist del suo nuovo album Amateur e, tra le collaborazioni annunciate, compare proprio il nome della sua ex fidanzata. Una sorpresa che riporta inevitabilmente alla memoria la loro storia d’amore e dimostra come, almeno artisticamente, il legame tra i due non si sia mai completamente spezzato.
Cesare Cremonini e Malika Ayane, il ritorno insieme dopo tanti anni
La presenza di Malika Ayane nel nuovo progetto discografico di Cesare Cremonini rappresenta una delle sorprese più interessanti della tracklist di Amateur. I due artisti hanno condiviso in passato non soltanto la passione per la musica, ma anche una relazione sentimentale che aveva attirato l’attenzione del pubblico.
La loro storia è finita da tempo, ma la scelta di collaborare nuovamente suggerisce che tra i due sia rimasto un rapporto di stima e complicità professionale. Per i fan che ricordano la coppia, ritrovarli nello stesso disco ha inevitabilmente un sapore particolare.
Naturalmente, il ritorno insieme è soltanto musicale e non ci sono elementi per parlare di un riavvicinamento sentimentale. Questo, però, non toglie fascino a una collaborazione che mette nuovamente uno accanto all’altra due protagonisti della musica italiana.
Amateur, Cesare Cremonini sorprende con Malika Ayane, Salmo e Fabri Fibra
Il nuovo album Amateur promette incontri musicali interessanti, a cominciare dalle collaborazioni con Salmo e Fabri Fibra, due nomi di primo piano del rap italiano. Accanto a loro spicca proprio Malika Ayane, la cui presenza aggiunge al progetto anche un elemento personale legato al passato sentimentale del cantautore bolognese.
La scelta di coinvolgere artisti provenienti da percorsi musicali differenti conferma la volontà di Cremonini di sperimentare nuove sonorità e contaminazioni, senza rinunciare alla propria identità artistica.
Cremonini e Malika Ayane, quando gli ex si ritrovano grazie alla musica
Nel mondo dello spettacolo non è raro che due ex fidanzati tornino a lavorare insieme, ma quando si tratta di Cesare Cremonini e Malika Ayane la curiosità è inevitabile. Entrambi hanno costruito carriere importanti e conservano un pubblico affezionato che ricorda anche il periodo in cui erano una coppia.
La loro reunion artistica diventa così uno degli elementi più intriganti di Amateur, un disco che riesce a far parlare di sé ancora prima dell’ascolto. E chissà che questa collaborazione non regali anche qualche momento di complicità sul palco, riportando i due cantanti fianco a fianco davanti al pubblico.
Musica
Achille Lauro, lo show su Rai 1 non è stato cancellato: arriva nel 2027 con Celeste Dalla Porta, l’attrice indicata come sua fidanzata
Lo spettacolo di Achille Lauro su Rai 1 non è stato cancellato, ma rinviato all’inizio del 2027 dopo gli ascolti deludenti dello show su Canale 5. Due puntate interamente dal vivo, con al suo fianco Celeste Dalla Porta, l’attrice già protagonista dei suoi videoclip e indicata dalle indiscrezioni come sua possibile fidanzata.
Achille Lauro avrà il suo show su Rai 1, ma bisognerà aspettare l’inizio del 2027. Il progetto televisivo che sembrava essere finito in un cassetto non sarebbe stato cancellato, bensì soltanto rinviato, anche alla luce degli ascolti deludenti registrati da un precedente spettacolo del cantante su Canale 5. Una notizia che riaccende la curiosità intorno all’artista romano, soprattutto per la presenza annunciata al suo fianco di Celeste Dalla Porta, la giovane attrice già apparsa nei suoi videoclip e da tempo indicata dalle indiscrezioni come una possibile fidanzata.
Il nuovo programma dovrebbe articolarsi in due puntate, entrambe costruite intorno a esibizioni dal vivo. Un formato che permetterebbe a Lauro di portare in prima serata il proprio universo musicale e visivo, fatto di performance, scenografie e una continua contaminazione fra concerto e spettacolo.
Achille Lauro su Rai 1 nel 2027: due serate completamente dal vivo
Il rinvio dello show non significherebbe dunque un passo indietro definitivo da parte della Rai. Dopo il risultato poco incoraggiante dell’esperienza televisiva su Canale 5, il progetto avrebbe semplicemente subito uno slittamento, trovando una nuova collocazione nei primi mesi del 2027.
L’idea sarebbe quella di realizzare due serate nelle quali Achille Lauro possa esprimersi soprattutto attraverso la musica dal vivo, valorizzando una dimensione che ha sempre rappresentato uno dei punti di forza della sua carriera. Il cantante ha infatti costruito buona parte della propria identità artistica sulla capacità di trasformare ogni esibizione in un evento, utilizzando costumi, immagini e riferimenti culturali per accompagnare le canzoni.
Per conoscere la struttura definitiva delle puntate e gli eventuali altri ospiti bisognerà attendere ulteriori dettagli, ma l’elemento più interessante riguarda già la donna che dovrebbe affiancarlo sul palco.
Celeste Dalla Porta accanto ad Achille Lauro: torna il gossip sulla presunta fidanzata
A condividere questa nuova avventura televisiva con Achille Lauro dovrebbe esserci Celeste Dalla Porta, attrice che il pubblico ha già avuto modo di vedere nei videoclip del cantante. Una collaborazione artistica che ha attirato l’attenzione anche per le voci su un possibile legame sentimentale fra i due.
Da tempo, infatti, il nome di Celeste viene accostato a quello di Lauro non soltanto per ragioni professionali. Alcune indiscrezioni la indicano come sua fidanzata, anche se non esiste una conferma ufficiale della relazione da parte dei diretti interessati.
La sua presenza nello show di Rai 1 potrebbe quindi alimentare ulteriormente la curiosità del pubblico, che si interroga sulla natura del loro rapporto. Al momento, però, l’unico elemento da considerare è la collaborazione artistica, mentre il presunto amore resta nel campo del gossip.
Dopo gli ascolti deludenti su Canale 5, Lauro punta sulla Rai
La scelta di rinviare il programma arriva dopo un’esperienza televisiva su Canale 5 che non avrebbe ottenuto i risultati sperati. Una circostanza che potrebbe aver suggerito maggiore prudenza nella programmazione, senza però compromettere la volontà di affidare ad Achille Lauro uno spazio importante sulla rete ammiraglia del servizio pubblico.
La formula delle due serate dal vivo rappresenterebbe anche un’occasione per valorizzare il cantante in un contesto più vicino ai suoi concerti, lasciando che siano soprattutto le performance musicali a sostenere lo spettacolo.
E mentre cresce l’attesa per il debutto previsto all’inizio del 2027, resta aperta anche la domanda che accompagna da tempo la sua vita privata: Celeste Dalla Porta sarà soltanto la protagonista femminile dello show oppure dietro la loro intesa artistica si nasconde davvero una storia d’amore?
Musica
Orietta Berti, il commercialista le disse: «Solo regine e donne di facili costumi usano il nome». Mara Maionchi la fulmina con una battuta irresistibile
Durante una puntata di Che Tempo Che Fa, Orietta Berti e Mara Maionchi sono state protagoniste di un esilarante siparietto dedicato agli esordi della cantante.
Orietta Berti racconta un curioso retroscena sugli inizi della sua carriera e Mara Maionchi ne approfitta per piazzare una delle sue battute più irriverenti. Succede a Che Tempo Che Fa, dove la cantante ha ricordato il momento in cui doveva scegliere il nome con cui presentarsi al pubblico. Un dubbio apparentemente innocente, fra il semplice Orietta e il più completo Orietta Berti, che il suo commercialista aveva risolto con un ragionamento decisamente singolare sulle regine e sulle donne di facili costumi.
Il racconto ha offerto a Mara Maionchi l’occasione perfetta per intervenire con la schiettezza che la contraddistingue, trasformando un ricordo professionale in uno scambio di battute dal sapore malizioso.
Orietta Berti e il consiglio del commercialista: «Solo le regine e le donne di facili costumi»
«Agli inizi della mia carriera non sapevo se farmi chiamare Orietta o Orietta Berti. Il mio commercialista disse che a farsi chiamare col nome proprio sono solo le regine e le donne di facili costumi», ha raccontato Orietta Berti, rievocando una conversazione risalente ai primi passi nel mondo della musica.
Un consiglio che oggi suona piuttosto bizzarro, ma che evidentemente aveva contribuito a orientare la scelta del nome d’arte. Il commercialista, secondo il racconto della cantante, aveva associato l’utilizzo del solo nome di battesimo a due categorie femminili decisamente lontane fra loro, lasciando intendere che per una giovane artista fosse preferibile presentarsi con nome e cognome.
Orietta, che nel corso dei decenni è diventata una delle voci più riconoscibili della musica italiana, ha così riportato alla luce un episodio nel quale le convenzioni sociali dell’epoca si mescolavano alle considerazioni sull’immagine pubblica di una cantante.
Mara Maionchi non perdona: «Se lo eri ti chiamavi solo Orietta!»
A raccogliere immediatamente lo spunto è stata Mara Maionchi, che non si è lasciata sfuggire l’occasione di prendere bonariamente in giro la collega. «E allora tu hai detto non sono di facili costumi, allora mi chiamo Orietta Berti, se lo eri ti chiamavi solo Orietta!», ha commentato, trasformando il ragionamento del commercialista in una battuta decisamente più esplicita.
Il botta e risposta ha messo in evidenza due personalità molto diverse, ma perfettamente complementari sul piano televisivo. Da una parte Orietta Berti, capace di raccontare con naturalezza anche gli episodi più curiosi del proprio passato; dall’altra Mara Maionchi, sempre pronta a individuare il risvolto più irriverente di qualsiasi conversazione.
A Che Tempo Che Fa, due protagoniste della musica italiana senza peli sulla lingua
Lo scambio fra Orietta Berti e Mara Maionchi dimostra quanto possano funzionare in televisione i racconti spontanei, soprattutto quando a confrontarsi sono due donne che hanno attraversato decenni di spettacolo senza perdere la propria personalità.
La storia del commercialista appartiene a un’epoca nella quale persino la scelta di un nome artistico poteva essere condizionata da giudizi morali e convenzioni oggi difficili da immaginare. Ma è stata soprattutto la risposta di Maionchi a rendere memorabile il siparietto, perché ha portato alle estreme conseguenze il ragionamento raccontato dalla cantante.
E così, dietro uno dei nomi più celebri della musica italiana, spunta una spiegazione tanto improbabile quanto divertente: Orietta Berti avrebbe scelto di presentarsi con il cognome anche per evitare di essere confusa, almeno secondo il suo commercialista, con una regina o con una donna dalla reputazione discutibile.
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