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Musica

Ultimo: “la parte migliore di me” sei tu, figlio mio… (video)

Niccolò Moriconi in arte Ultimo pubblica una canzone per suo figlio Enea, che deve ancora nascere. Un brano intimo ed intenso che i fan del cantautore romano hanno mostrato di gradire molto.

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    In passato altri colleghi avevano avuto la stessa idea… ovvero scrivere una canzone per il figlio/a in arrivo. Una delle più famose canzoni su questo tema è L’Aurora di Eros Ramazzotti, dedicata alla figlia, nata dal primo matrimonio con Michelle Hunziker.

    Illustri predecessori

    Come dimenticare poi Futura di Lucio Dalla che parla di quel figlio che “Nascerà e non avrà paura…”. Nel 1999 Ligabue scrisse una delle più belle canzoni dedicate ai figli in arrivo, dal titolo Da adesso in poi, nella quale chiede al figlio in arrivo di aiutarlo a essere padre. Infine, tra le canzoni sui figli in arrivo c’è anche Avrai di Claudio Baglioni, un vero e proprio testamento spirituale a chi deve ancora arrivare.

    Molti fan si sono riconosciuti nell’attesa di Ultimo

    E così anche Ultimo si è cimentato scrivendo una dedica per il figlio in arrivo, che rappresenta anche una coccola per i suoi fan. Decidendo di pubblicare La parte migliore di me sotto etichetta indipendente Ultimo Records, distribuito da Believe. L’apprezzamento da parte dei suoi ascoltatori è stato notevole, avendo accolto con tanto amore un brano che in diversi hanno fatto proprio.

    Una canzone per il nascituro

    Una dedica che Ultimo canta al figlio in arrivo, fatta col cuore aperto, una visione intima e profonda che accoglie una nuova vita. La melodia intreccia il suono del pianoforte con l’intensità degli archi, mentre nel testo Niccolò Morriconi gioca a immaginare i tratti del suo erede. Ancora prima di poterlo abbracciare si interroga su chi diventerà. Da chi avrà preso fisicamente? Dalla mamma o dal papà? Il cantautore anticipa questa riflessione che tutti i parenti e gli affetti più cari faranno.

    Il testo

    «Voglio lasciarti la parte migliore di me – canta – e posso farlo soltanto qui dentro, perché Io vivo nelle canzoni». C’è anche un’altra dedica molto dolce per la sua compagna Jacqueline: «Ho un labirinto nel cuore e lui sa che sei tu. La direzione perfetta per non perdermi più».

    Il video

    Un clip molto semplice, in bianco e nero, solo Ultimo che suona il pianoforte e canta, venendo ripreso da varie angolature con una telecamera rotante. La scelta di un filmato minimalista ma molto elegante lascia parlare le parole delle canzone.

    La conferma del nome di battesimo: Enea

    ll videoclip si conclude con la dedica «per Enea». È la prima volta che Ultimo conferma il nome che aveva anticipato a Domenica In Antonello Venditti, amico del futuro papà e di Jaqueline Luna Di Giacomo, figlia di Heather Parisi. Non ci sono attualmente informazioni ufficiali sulla data in cui è prevista la nascita.

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      Musica

      Angelina Mango sorprende tutti: niente tattoo d’amore, il gesto per il compleanno è per Gin e spiazza i fan

      Angelina Mango festeggia il compleanno con un nuovo tatuaggio e ribalta ogni previsione: nessuna dedica romantica al fotografo Antonio Agostinelli, ma un gesto intimo per la sua cagnolina Gin

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        Angelina Mango compie 25 anni e decide di celebrarsi con un gesto che, almeno all’apparenza, sembrava destinato al gossip più classico. Un tatuaggio nuovo, visibile, carico di significato. E subito parte il toto-dedica: sarà per il nuovo amore, il fotografo Antonio Agostinelli? La risposta arriva poco dopo ed è di quelle che spiazzano.

        Niente dedica al fidanzato: la scelta che sorprende
        Chi si aspettava una dichiarazione d’amore in piena regola resta a bocca asciutta. Il tatuaggio non è per Agostinelli, non è un simbolo di coppia e non racconta una storia romantica nel senso più tradizionale. Angelina Mango sceglie un’altra strada, più personale e meno prevedibile, confermando ancora una volta il suo modo di stare sotto i riflettori senza mai aderire fino in fondo alle aspettative.

        Il significato del tatuaggio: Gin sempre con lei
        La dedica è tutta per Gin, la sua cagnolina. Tre lettere, distribuite sulle dita della mano: la G sull’indice, la I sul medio e la N sull’anulare. Un dettaglio semplice ma fortemente simbolico, che trasforma un gesto estetico in qualcosa di intimo. Non un nome urlato, ma una presenza costante, letteralmente impressa sulla pelle.

        Un messaggio che va oltre il gossip
        In un momento in cui ogni scelta delle celebrità viene letta in chiave sentimentale, Angelina Mango sposta l’attenzione su un legame diverso, ma non meno forte. Un modo per raccontarsi che passa da affetti quotidiani, lontani dai riflettori ma centrali nella vita reale. E così, quello che poteva diventare l’ennesimo capitolo di una storia d’amore, si trasforma in qualcosa di più autentico.

        Tra aspettative disattese e significati nascosti, il tatuaggio di Angelina Mango diventa l’ennesima prova di un percorso personale che non segue schemi prestabiliti. E, proprio per questo, continua a incuriosire.

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          Musica

          Manuel Agnelli e il festival “anti-talent”: tra libertà artistica e ombre di nepotismo

          Festival indipendente, fondi privati e scelte libere. Ma quando in gara c’è anche la figlia, il confine tra merito e favoritismi torna sotto i riflettori.

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            C’è un’idea forte dietro al nuovo festival “anti-talent” organizzato da Manuel Agnelli: dare spazio a voci nuove fuori dalle logiche televisive, lontano dalle scorciatoie e dalle etichette dei talent show. Un progetto che nasce con una promessa precisa, quasi ideologica. E che proprio per questo finisce inevitabilmente sotto la lente quando emergono alcuni dettagli che fanno discutere.

            Il festival indipendente che divide
            Agnelli, ex giudice di X Factor, ha costruito un format che rivendica autonomia totale: niente sponsor ingombranti, niente meccanismi televisivi, ma una selezione artistica guidata dal gusto e dalla visione personale. Fin qui, tutto coerente. Anche perché il festival è finanziato con soldi propri, senza sovvenzioni pubbliche. Un aspetto non secondario, che gli garantisce una libertà di scelta praticamente assoluta.

            La presenza della figlia accende il caso
            Il nodo arriva quando tra i partecipanti spunta il nome della figlia di Agnelli, presente con la sua band, insieme – si dice – ad altri amici legati allo stesso giro. E qui il dibattito si accende. Perché se da un lato la libertà organizzativa è indiscutibile, dall’altro il rischio di sovrapposizione tra sfera privata e selezione artistica diventa evidente. Una situazione che qualcuno definisce senza mezzi termini: nepotismo al diapason.

            Libertà totale o questione etica?
            La questione resta sospesa tra due piani. Da una parte c’è il dato oggettivo: il festival è privato, quindi Agnelli può scegliere chi vuole. Dall’altra, però, emerge un tema più sottile, legato alla credibilità di un progetto che nasce proprio per distinguersi dai meccanismi considerati “distorti” del sistema musicale. E quando si parla di merito, anche la percezione conta.

            Un’ultima variabile, non irrilevante: la figlia è davvero brava. E questo complica ulteriormente il giudizio. Perché a quel punto la linea tra opportunità e favoritismo diventa ancora più difficile da tracciare. Il resto, come spesso accade, è una questione di punti di vista.

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              Musica

              Marco Mengoni conquista anche dietro le quinte: “Ogni sera mi emoziona di più”, la rivelazione del suo storico sound engineer

              Dopo oltre 15 anni di lavoro insieme, il sound engineer Alberto Butturini svela il segreto di Marco Mengoni: un perfezionismo che si rinnova ogni sera e che continua a emozionare anche chi lo conosce da sempre

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                Ci sono artisti che brillano sul palco e altri che riescono a lasciare il segno anche dietro le quinte. Marco Mengoni appartiene senza dubbio alla seconda categoria, almeno secondo Alberto Butturini, uno dei più stimati sound engineer italiani, che con il cantante lavora da oltre quindici anni. Una collaborazione lunga, solida, fatta di prove infinite, versioni su versioni e di una ricerca sonora che non si ferma mai.

                Quindici anni di lavoro insieme e ancora stupore
                Butturini non usa mezzi termini quando parla di Mengoni e del suo percorso artistico. “Io lavoro con Marco da più di 15 anni e alcuni brani li ho sentiti in decine di versioni”, racconta, lasciando intuire quanto sia meticoloso il processo creativo dietro ogni esibizione. Eppure, nonostante la familiarità con quei pezzi, qualcosa continua a cambiare. “Non nascondo che in questo tour alcuni brani ogni sera mi emozionavano di più delle altre volte”. Una frase che racconta molto più di un semplice apprezzamento tecnico.

                Il segreto? Evoluzione continua e cura maniacale
                Nel mondo della musica dal vivo, replicare uno show identico sera dopo sera è la norma. Mengoni, invece, sembra sfuggire a questa logica. Ogni performance diventa un organismo vivo, capace di trasformarsi e crescere, anche agli occhi di chi lavora dietro il mixer. È proprio questa evoluzione continua a colpire Butturini, che conosce ogni sfumatura del repertorio del cantante.

                Quando la tecnica incontra l’emozione
                Il racconto del sound engineer apre uno squarcio interessante su ciò che il pubblico non vede: ore di lavoro, dettagli millimetrici, suoni calibrati al limite della perfezione. Ma, soprattutto, mette in luce un aspetto spesso sottovalutato: l’emozione non è solo per chi ascolta, ma anche per chi costruisce il suono. E quando accade, significa che qualcosa, sul palco, sta davvero succedendo.

                Mengoni, ancora una volta, si conferma non solo come performer, ma come artista capace di rinnovarsi continuamente. Anche per chi, da quindici anni, lo ascolta da molto più vicino di tutti gli altri.

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