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Ultimo: la sua quinta estate di fila negli stadi

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    Ieri sera il cantautore romano ha annunciato il tour del prossimo anno sul palco dell’Olimpico. Cinque estati consecutive in tour negli stadi. Ultimo ieri sera, dal palco dello Stadio Olimpico di Roma, durante il primo dei tre show in programma nell’arena della sua città (dove si esibirà anche stasera), ha svelato ai fan il calendario del prossimo tour 2025.

    Da Lignano Sabbiadoro a Bari

    Sei date nelle quali, anche la prossima estate, il cantautore tornerà ad esibirsi negli stadi, a partire da quello di Lignano Sabbiadoro, dove il 29 giugno 2025 andrà in scena la prima data del nuovo giro di concerti. Un annuncio a sopresa, vista l’intenzione manifestata fino a poche settimane fa di prendere un periodo di pausa. Ma dal palco dello stadio Olimpico di Roma, ha ammesso di non resistere al calore travolgente di un pubblico che chiede a gran voce di poter continuare a sognare insieme a lui.

    Chi è Ultimo

    Niccolò Moriconi (nato a Roma il 27 gennaio 1996), è stato il vincitore del Festival di Sanremo 2018 nella categoria “Nuove Proposte” con il brano Il ballo delle incertezze, con cui ha vinto anche il Premio Lunezia per Sanremo. Successivamente si è posizionato al secondo posto a Sanremo 2019 con il brano I tuoi particolari e al quarto posto a Sanremo 2023 con il brano Alba.

    Il tour

    29 giugno 2025 – Lignano Sabbiadoro, Stadio Teghil
    2 luglio – Ancona, Stadio del Conero
    5 luglio – Milano, Stadio San Siro
    10 luglio – Roma, Stadio Olimpico
    18 luglio – Messina, Stadio San Filippo
    23 luglio – Bari, Stadio San Nicola

    I biglietti per i concerti sono già in vendita. Previsto il sold out…

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      Musica

      Spice Girls, Geri Halliwell e il seno sulla fotocopiatrice: «Ecco cosa ti sei perso». I segreti della band 30 anni dopo Wannabe

      Il biografo David Sinclair racconta la sfacciataggine delle cinque ragazze che nel 1996 travolsero il pop mondiale. Negli uffici discografici «erano loro a valutare gli uomini». E quando un manager arrivò tardi, Geri Halliwell gli lasciò un ricordo decisamente particolare.

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        Trent’anni dopo Wannabe, delle Spice Girls sappiamo praticamente tutto. O almeno così pensavamo. Perché tra milioni di dischi, Girl Power, litigi, reunion e addii, c’è ancora qualche storia capace di raccontare meglio di qualsiasi biografia quanto fossero sfacciate Geri Halliwell, Mel B, Emma Bunton, Mel C e Victoria Beckham.

        Una riguarda Geri, una fotocopiatrice e un manager colpevole di essere arrivato in ritardo.

        A raccontarla è David Sinclair, giornalista, musicista e biografo della band, autore di Wannabe: The Spice Girls Revisited. «Quando entravano negli uffici della casa discografica, portavano una carica sessuale fortissima», ricorda. Ma soprattutto «erano loro a valutare gli uomini, non il contrario».

        E Geri Halliwell trovò un sistema piuttosto originale per farlo capire.

        Geri Halliwell, il seno sulla fotocopiatrice e il messaggio al manager

        Un giorno un manager fece aspettare le Spice Girls. Geri non sembrò particolarmente intenzionata a perdonargli il ritardo.

        «Andò alla fotocopiatrice, ci appoggiò sopra il seno e lasciò un foglio sulla scrivania del tizio», racconta Sinclair. Sul foglio aggiunse un biglietto: «Ecco cosa ti sei perso».

        Difficile trovare un episodio che riassuma meglio la Ginger Spice di quegli anni. Secondo Sinclair, Geri «aveva una faccia tosta incredibile, non aveva paura di nulla». Una sicurezza che nascondeva anche parecchie fragilità e che la spingeva spesso a cercare di imporsi come leader del gruppo.

        La principale rivale interna era Mel B. «Erano le personalità più forti del gruppo, in lotta per il potere». Scary Spice, secondo il biografo, aveva dalla sua maggiori capacità nel canto e nel ballo, oltre a un carattere «rumoroso, esuberante, impulsivo».

        Wannabe compie 30 anni: il successo che travolse tutto

        Gli aneddoti arrivano mentre si celebrano i 30 anni dall’uscita di Wannabe nel Regno Unito. Era il 1996 e quello che doveva essere il debutto di cinque ragazze selezionate attraverso un casting si trasformò in un fenomeno mondiale praticamente istantaneo.

        «Il giorno dopo essere stata presentata in tv, in uno di quei programmi in cui il pubblico votava al telefono la canzone preferita, Wannabe era già al primo posto in classifica», ricorda Sinclair. E da lì non si mosse per tre mesi, fino a quando a scalzarla arrivò un’altra canzone delle Spice Girls, Say You’ll Be There.

        La cosa più curiosa è che la casa discografica non era nemmeno convinta che Wannabe fosse la scelta giusta. Alla Virgin avrebbero preferito un brano più levigato, ma soprattutto Geri e Mel B si impuntarono. Avevano pochissimo potere contrattuale, ma quella battaglia riuscirono a vincerla.

        Il risultato diede loro abbondantemente ragione.

        Geri, Mel B, Victoria, Emma e Mel C: cinque caratteri esplosivi

        Dietro il successo, però, c’erano cinque personalità molto diverse. Emma Bunton era considerata la più gentile e accomodante e, secondo Sinclair, era una cantante straordinaria che non sentiva il bisogno di stare sempre al centro dell’attenzione.

        Mel C aveva invece un background rock e attraversò periodi personali molto difficili, compresi i disturbi alimentari, riuscendo comunque a proseguire la propria carriera.

        E poi c’era Victoria Beckham. L’immagine di Posh Spice, fredda e imbronciata, secondo il biografo raccontava soltanto una parte della realtà: «Non era cupa o malinconica e la sua ironia era molto sottile».

        La chimica tra le cinque fece il resto. Erano nate da un casting, ma in pochissimo tempo riuscirono a trasformarsi in una vera band, demolendo anche l’idea che non sapessero cantare o che non partecipassero alla scrittura delle loro canzoni.

        Il Girl Power e il licenziamento di Simon Fuller

        Il loro Girl Power non era soltanto uno slogan stampato sulle magliette. Sinclair ricorda che le Spice Girls riuscirono a mantenere un controllo sorprendente sulla propria carriera e sui propri affari.

        La dimostrazione più clamorosa arrivò quando decisero di licenziare il manager Simon Fuller, destinato successivamente a diventare uno degli uomini più potenti dell’industria dell’intrattenimento.

        Secondo Sinclair, però, proprio quella decisione finì per accelerare la crisi della band. Fuller riusciva a tenere insieme cinque caratteri sempre più difficili da conciliare. Senza di lui le tensioni aumentarono, fino all’addio di Geri nel 1998.

        Le Spice Girls continuarono in quattro, ma qualcosa si era definitivamente spezzato.

        Trent’anni dopo, Wannabe resta il simbolo di quell’esplosione. Cinque ragazze che cantavano «I’ll tell you what I want» e che, a quanto pare, avevano preso il concetto molto sul serio. Anche quando c’erano di mezzo un manager in ritardo e una fotocopiatrice.

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          Musica

          Sarah Toscano, nuovo amore sul set? «È una coppia con Alessandro Parigi». La segnalazione: insieme anche in Portogallo

          Secondo un’indiscrezione rilanciata da Deianira Marzano, la cantante starebbe frequentando Alessandro Parigi, conosciuto durante le riprese del film Netflix Non abbiam bisogno di parole. I due si seguono sui social, si scambiano like e sarebbero partiti insieme per il Portogallo.

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            Da Amici a Sanremo, da Sanremo al cinema e dal set al possibile nuovo amore. Sarah Toscano avrebbe un nuovo fidanzato e questa volta il nome che circola porta direttamente al suo debutto come attrice: si tratta di Alessandro Parigi, attore conosciuto durante le riprese del film Netflix Non abbiam bisogno di parole.

            A rilanciare l’indiscrezione è stata Deianira Marzano, che ha ricevuto una segnalazione sulla cantante e sul giovane attore. Secondo quanto riferito, la frequentazione sarebbe cominciata proprio dopo l’incontro sul set e i due sarebbero adesso insieme in Portogallo.

            Marzano non sembra avere molti dubbi: «Sì, ve lo confermo, sono una coppia. Si sono conosciuti sul set e lui, ai tempi, era fidanzato».

            Sarah e Alessandro, per il momento, non hanno ufficializzato alcuna relazione. Ma qualche indizio social c’è.

            Sarah Toscano e Alessandro Parigi, l’incontro sul set di Netflix

            I due si sono conosciuti lavorando a Non abbiam bisogno di parole, esperienza che ha segnato il debutto di Sarah Toscano nella recitazione dopo il successo ottenuto nella musica.

            Nel film Alessandro Parigi interpreta Marco Traversato, un ragazzo che nasconde una forte sensibilità dietro un’apparenza da duro. Anche per lui il progetto ha rappresentato un passaggio importante: si tratta infatti del suo debutto cinematografico.

            La sintonia nata durante le riprese avrebbe inizialmente portato a un’amicizia. Poi, almeno secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, tra i due sarebbe scattato qualcosa di più.

            Sui social Sarah e Alessandro si seguono, si scambiano like e sono comparsi nelle rispettive stories. Piccoli segnali che da soli non dimostrano una relazione, ma che hanno inevitabilmente alimentato il gossip.

            «Sono una coppia e adesso sono insieme in Portogallo»

            A dare una spinta decisamente più forte alle indiscrezioni è stata la segnalazione arrivata a Deianira Marzano.

            Sarah Toscano e Alessandro Parigi sarebbero infatti partiti insieme per il Portogallo. Ed è proprio commentando questa informazione che l’esperta di gossip ha sostenuto che tra i due ci sarebbe ormai una vera relazione.

            La cantante non ha però confermato pubblicamente il nuovo amore e lo stesso vale per Parigi. Il fidanzamento resta quindi, almeno ufficialmente, nel territorio dei rumor.

            D’altra parte Sarah ha sempre mantenuto una certa riservatezza sulla propria vita sentimentale, nonostante negli ultimi anni le siano stati attribuiti diversi flirt.

            Da Holden a Federico Rossi, tutti i gossip su Sarah Toscano

            Dopo la vittoria ad Amici 23, il primo nome accostato alla cantante era stato quello di Holden, suo compagno di avventura nel talent di Maria De Filippi.

            La complicità tra i due e il duetto realizzato insieme avevano fatto pensare a una possibile storia, ma entrambi avevano chiarito che il loro rapporto era fatto di amicizia, affetto e collaborazione professionale.

            Successivamente era arrivata un’indiscrezione di Gabriele Parpiglia su una presunta relazione segreta con Federico Rossi, del duo Benji & Fede. Secondo il giornalista, la storia sarebbe nata durante una tappa di Battiti Live e sarebbe stata vissuta lontano dai riflettori. Una ricostruzione mai confermata né smentita dai protagonisti.

            E in passato Sarah aveva anche confessato una cotta per il tennista Matteo Berrettini.

            Adesso il gossip porta invece ad Alessandro Parigi. E questa volta c’è una sceneggiatura quasi perfetta: si conoscono sul set, diventano amici, la sintonia continua lontano dalle telecamere e poi arriva il viaggio insieme in Portogallo.

            Manca soltanto la conferma dei protagonisti. E quella, almeno per ora, Sarah e Alessandro preferiscono tenerla fuori copione.

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              Musica

              Pooh, concerto interrotto a Riccione dopo due ore per un guasto al mixer: «Grande dolore». Il pubblico reagisce con applausi e affetto

              La band è stata costretta a rinunciare agli ultimi 40 minuti dello spettacolo dopo il blocco dell’impianto. «È saltata la scheda madre del mixer». Poi la sorpresa: nessuna protesta, ma la solidarietà dei fan.

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                Chi fermerà la musica? Questa volta ci ha pensato la scheda madre di un mixer. Finale imprevisto e parecchio amaro per il concerto dei Pooh a Riccione: dopo circa due ore di spettacolo, un guasto tecnico ha mandato completamente in tilt l’impianto, costringendo la band a interrompere la serata e rinunciare agli ultimi 40 minuti di scaletta.

                I Pooh hanno provato ad aspettare e a capire se fosse possibile ripartire, ma non c’è stato niente da fare. A spiegare quanto accaduto sono stati loro stessi con un lungo messaggio pubblicato sui social, accompagnato dalle scuse al pubblico.

                «Ieri sera avremmo voluto regalare a Riccione il nostro concerto completo: le 2 ore e 40 minuti di musica che avevamo preparato per voi. Invece, dopo circa due ore, un problema tecnico ha bloccato completamente l’impianto».

                Pooh, salta la scheda madre del mixer e il concerto si ferma

                Il problema non era risolvibile con una semplice pausa tecnica. «È saltata la scheda madre del mixer e, purtroppo, è diventato impossibile continuare», hanno spiegato i Pooh.

                La band ha quindi dovuto salutare il pubblico con largo anticipo rispetto al programma, lasciando fuori una parte consistente dello spettacolo.

                «Abbiamo dovuto fermarci e salutarvi prima del previsto. E vi assicuriamo che, per noi, non è stato affatto facile», hanno scritto. Poi l’ammissione: «Abbiamo provato un grande dispiacere e un grande dolore, perché quando saliamo su un palco lo facciamo con il desiderio di arrivare fino alla fine, insieme a voi».

                Un problema particolarmente frustrante proprio perché arrivato quando il concerto era ormai entrato nella sua parte finale. Due ore di musica erano già andate in scena, ma ne mancavano ancora circa quaranta.

                La reazione del pubblico di Riccione sorprende la band

                A trasformare una serata storta in qualcosa di diverso è stato però il pubblico romagnolo. Nessuna contestazione e nessuna protesta per il concerto terminato prima del previsto. I fan hanno aspettato, compreso il problema e salutato la band con affetto.

                «Il pubblico di Riccione ha capito. Ha aspettato, ha ascoltato, ci ha guardato negli occhi e, invece di farci sentire la propria delusione, ci ha regalato affetto, comprensione e conforto», raccontano i Pooh.

                Fino al paradosso più bello della serata: «Ci avete consolato voi».

                Una reazione che ha colpito profondamente il gruppo, soprattutto dopo la tensione e i tentativi inutili di risolvere il guasto.

                «Questo concerto ci resterà nel cuore»

                Alla fine, dunque, niente ultimo blocco di canzoni e niente chiusura prevista dalla scaletta. Ma proprio quella conclusione forzata sembra avere reso la serata di Riccione particolarmente intensa per i Pooh.

                «Anche una serata che non ha potuto avere il finale che tutti desideravamo può lasciare qualcosa di profondo», hanno scritto, parlando della «tristezza di non essere riusciti a finire il concerto» ma anche della forza del rapporto costruito con il loro pubblico.

                Dopo decenni di palchi, tournée e migliaia di concerti, anche ai Pooh può capitare di essere fermati. Non dall’età, non dalla voglia di continuare e nemmeno dal pubblico. È bastata una scheda madre.

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