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Musica

Zucchero perde metà degli incassi e chiude in rosso: crollano i ricavi della sua società musicale

Il fratello Lucio, amministratore unico, mostra i conti: svanisce l’utile da 3,9 milioni dell’anno precedente. La società resta solida grazie agli investimenti finanziari, tra titoli di Stato, obbligazioni e certificati derivati “a titolo speculativo”. Dal rimborso chilometrico ai fondi, la macchina Fornaciari frena ma non si ferma.

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    «Porca l’oca, c’ho la pelle d’oca». È facile immaginare che Adelmo Fornaciari l’abbia pronunciata davvero, quella battuta diventata verso di canzone, quando il fratello Lucio — amministratore unico della Zucchero & Fornaciari Music srl — gli ha mostrato i conti dell’esercizio 2024. I numeri raccontano una frenata brusca: ricavi in caduta da 10,29 a 4,75 milioni di euro e il passaggio da un utile da 3,93 milioni a una perdita da 279.199 euro. Una scivolata pesante per una delle società musicali più solide del panorama italiano, finita così fuori dalla top ten del settore.

    Non si tratta di un crollo strutturale, sottolineano i documenti societari, ma di un anno segnato da un netto ridimensionamento delle attività dopo stagioni particolarmente ricche. La società, partecipata dal cantante al 99,5% e dal fratello allo 0,5%, produce, distribuisce e promuove opere musicali, curando anche tutta la fase di lancio e promozione dei progetti discografici.

    Bilancio in rosso, cuscinetto in cassaforte
    La perdita è stata assorbita dalle riserve accumulate negli anni: la società è patrimonialmente robusta e può contare su investimenti finanziari consistenti. Nella nota integrativa compaiono 205mila euro di titoli di Stato, oltre un milione in obbligazioni e circa 926mila euro tra fondi e azioni. A questi si aggiungono 249mila euro di derivati, che Fornaciari specifica non essere strumenti di copertura, ma investimenti acquistati “a titolo speculativo o per temporanei impieghi di liquidità”. Come dire: Zucchero non rinuncia a prendersi qualche rischio neppure in Borsa.

    Musica, conti e chilometri
    La gestione operativa resta nelle mani del fratello Lucio, musicista anche lui, che percepisce un compenso amministrativo da 124.430 euro l’anno. E i conti rivelano un particolare domestico: 16.632 euro di rimborso chilometrico, pari a circa 1.386 euro al mese, a testimoniare una gestione diretta e continua dell’attività, lontana dall’immagine romantica del contabile chiuso in ufficio.

    Zucchero, intanto, resta un marchio globale e i conti in rosso di un anno non cancellano una carriera che ha attraversato decenni vendendo milioni di dischi e riempiendo arene. La parentesi contabile ha acceso una spia, ma la macchina musicale — e finanziaria — di Fornaciari è ancora molto lontana dal fermarsi.

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      Musica

      Jovanotti fa il botto con il PalaJova: incassi moltiplicati per sei e società da oltre 8,5 milioni

      Le due società di Lorenzo Cherubini hanno chiuso il 2025 con ricavi per 8,586 milioni di euro e utili per 1,718 milioni. A trainare il boom è stato il PalaJova tour, con 18 concerti in 7 città.

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        Jovanotti è tornato nei palazzetti e il conto, questa volta, ha cantato forte quasi quanto lui. Il 2025 è stato un anno da incassi record per Lorenzo Cherubini, che grazie al PalaJova tour ha visto esplodere i numeri delle due società da lui possedute. Altro che semplice ritorno live: per l’artista è stata una vera accelerazione economica, con ricavi cresciuti a ritmo da tormentone.

        Secondo i dati emersi, le due società di Jovanotti hanno incassato complessivamente 8,586 milioni di euro, sei volte il fatturato del 2024, quando i ricavi si erano fermati a 1,411 milioni. Ancora più evidente il salto degli utili: nel 2025 sono arrivati a 1,718 milioni di euro, contro i 173.641 euro dell’anno precedente.

        Il PalaJova tour ha riacceso la macchina degli incassi

        A fare la differenza è stato il ritorno nei palazzetti, con 18 concerti in 7 città. Una tournée capace di rimettere in moto una macchina economica importante, dopo un 2024 decisamente più leggero sul fronte degli incassi.

        Il riflesso dell’anno d’oro si vede anche nelle disponibilità liquide delle due società, salite da 768.166 euro a 1.703.262 euro. Crescono pure i risparmi investiti, soprattutto in fondi di investimento, passati da 1,811 milioni a 3,081 milioni di euro. Numeri che raccontano un artista ancora fortissimo dal vivo e un marchio personale capace di trasformare ogni ritorno sul palco in un’operazione ad alta redditività.

        Yo Company e Soleluna, le due cassaforti di Jovanotti

        Le società al centro del boom sono Soleluna srl e Yo Company srl. La prima si occupa di edizione di registrazioni sonore, mentre la seconda ha come oggetto sociale le «attività di supporto alle rappresentazioni artistiche».

        Gli effetti del PalaJova tour si sono sentiti soprattutto sulla Yo Company, beneficiaria diretta dei concerti. Il fatturato è balzato da 273.602 euro a 5,854 milioni di euro, mentre l’utile netto è passato da 22.275 euro a 680.759 euro.

        Anche Soleluna, però, ha chiuso un anno brillantissimo. Il fatturato è più che raddoppiato, salendo da 1,137 milioni a 2,731 milioni di euro. I guadagni sono cresciuti da 151.366 euro a 1.038.057 euro, rendendo la società perfino più redditizia dell’altra, anche grazie a costi organizzativi più contenuti.

        I nuovi investimenti tra Italia, Svizzera e Francia

        Il 2025 non ha portato soltanto concerti, biglietti venduti e utili in crescita. Con la sola Yo Company, Jovanotti ha aumentato di 650mila euro gli investimenti dei suoi risparmi, dividendoli quasi alla pari tra fondi italiani, per 300mila euro, e fondi esteri, per 350mila euro.

        Nel dettaglio, l’artista ha investito 100mila euro nei Dnca Invest Alph Bonds del gruppo Natixis in Francia, 50mila euro nella svizzera Lemank sicav Cap Ret eur e 200mila euro negli Axa World Funds Infl plus e cap eur, sempre in Francia. Con il gruppo Intesa Sanpaolo-Fideuram, invece, ha puntato 100mila euro su Fonditalia F34 Flexible Italy R e 200mila euro su Fonditalia F45 Financiale Credit bond.

        La gallina dalle “Jova” d’oro, insomma, continua a razzolare benissimo: sul palco balla il pubblico, nei bilanci ballano milioni.

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          Musica

          Bad Bunny lascia tutti senza parole: mancia da 100 dollari e regali a sorpresa per tutto il personale del bistrot

          Dopo aver pranzato in un bistrot, Bad Bunny ha lasciato 100 dollari di mancia e ha regalato a tutto il personale biglietti autografati per uno dei suoi concerti.

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            Non soltanto una superstar da milioni di ascolti, ma anche un cliente che difficilmente si dimentica. Bad Bunny ha regalato un momento indimenticabile ai dipendenti di un bistrot dove si era fermato a pranzo, trasformando una giornata di lavoro come tante in una sorpresa che nessuno si aspettava.

            Il cantante portoricano, da sempre molto amato dai fan anche per la sua spontaneità, ha infatti deciso di ringraziare il personale del locale con un gesto che ha rapidamente fatto il giro del web.

            La generosa mancia di Bad Bunny

            Secondo quanto emerso, dopo aver terminato il pranzo, l’artista ha lasciato una mancia di 100 dollari alla persona che lo aveva servito. Un gesto già apprezzato da chi lavora nella ristorazione, ma che non è stato l’unico segno di riconoscenza del cantante.

            Bad Bunny ha infatti voluto fare qualcosa in più, dimostrando ancora una volta la sua attenzione verso le persone che incontra nella vita quotidiana.

            Il regalo a sorpresa per tutto il personale

            La vera sorpresa è arrivata subito dopo. Il cantante ha deciso di omaggiare tutti i dipendenti del bistrot con dei biglietti autografati per uno dei suoi concerti.

            Un regalo che ha trasformato un semplice servizio ai tavoli in un ricordo destinato a rimanere a lungo nella memoria di chi era al lavoro quel giorno.

            Per molti membri dello staff, infatti, non si è trattato soltanto di ricevere un ingresso per lo spettacolo, ma anche di portare a casa un cimelio firmato da una delle star più popolari del panorama musicale mondiale.

            Un gesto che conquista ancora i fan

            Non è la prima volta che Bad Bunny viene elogiato per la sua disponibilità e per la semplicità con cui si rapporta alle persone. Negli anni, il cantante ha costruito un rapporto molto forte con il suo pubblico, anche grazie a piccoli episodi che hanno contribuito a consolidarne l’immagine.

            E questa volta non sono state una canzone o una performance sul palco a far parlare di lui, ma un pranzo al ristorante e la decisione di condividere un po’ della propria fortuna con chi, semplicemente, gli aveva servito da mangiare.

            Un gesto semplice, ma capace di lasciare il segno molto più di tanti effetti speciali.

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              Musica

              Dario Ballantini si trasforma in quindici miti della musica italiana: da Lucio Dalla a Paolo Conte, lo spettacolo emoziona il pubblico

              Accompagnato da Nino Pellegrini, Stefano Franceschini e Andrea Garibaldi, Dario Ballantini conduce gli spettatori in un viaggio tra le canzoni e le atmosfere di quindici indimenticabili maestri della musica d’autore.

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                Dario Ballantini cambia volto ancora una volta. Ma stavolta non per una delle sue celebri incursioni televisive, bensì per rendere omaggio a un patrimonio che appartiene alla memoria collettiva degli italiani: quello della grande canzone d’autore.

                Con uno spettacolo che unisce musica, interpretazione e imitazione, l’artista accompagna il pubblico in un viaggio emozionante attraverso le opere di quindici cantautori che hanno scritto pagine fondamentali della cultura italiana.

                Da Lucio Dalla a Paolo Conte, un viaggio tra i giganti

                Da Paolo Conte a Lucio Dalla, passando per Francesco De Gregori e Ivan Graziani. Sono soltanto alcuni dei protagonisti di uno spettacolo che celebra le voci e le personalità che hanno segnato intere generazioni.

                Grazie al suo straordinario talento di trasformista e imitatore, Dario Ballantini riesce a restituire non soltanto le inflessioni vocali dei grandi artisti, ma anche le atmosfere e le emozioni che hanno reso immortali le loro canzoni.

                Un lavoro di interpretazione che va oltre la semplice imitazione e che diventa un vero omaggio alla storia della musica italiana.

                Sul palco con tre musicisti d’eccezione

                Ad accompagnare Ballantini in questo percorso ci sono tre musicisti di grande esperienza. Nino Pellegrini al contrabbasso, Stefano Franceschini al sax e Andrea Garibaldi al pianoforte contribuiscono a creare un’atmosfera elegante e coinvolgente.

                L’intesa tra i quattro artisti permette di ricostruire sonorità e suggestioni che riportano il pubblico alle stagioni più felici della canzone d’autore italiana.

                Il talento dell’imitatore al servizio della memoria

                Negli anni Dario Ballantini ha conquistato il pubblico con le sue trasformazioni e le sue imitazioni televisive. In questo spettacolo, però, il suo talento assume un significato diverso, quasi affettuoso.

                Attraverso le voci e i gesti di quindici grandi cantautori, l’artista livornese restituisce un pezzo importante della storia culturale del nostro Paese, dimostrando come certe canzoni e certi interpreti continuino ancora oggi a parlare al cuore degli italiani.

                Perché le mode passano, ma le emozioni lasciate da Lucio Dalla, Paolo Conte, Francesco De Gregori, Ivan Graziani e dagli altri protagonisti di quella stagione restano intatte. E Dario Ballantini, con la sua sensibilità e il suo talento, riesce a farle rivivere ancora una volta.

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