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Spettacolo

Nicola Carraro racconta l’anno più buio: “Sono stato in fin di vita per un farmaco dimagrante. Mara mi ha tenuto in piedi”

Dalla schiena spezzata alla pancreatite causata da un farmaco per dimagrire: Nicola Carraro racconta a Chi il periodo più drammatico della sua vita. E rende pubblicamente merito alla moglie Mara Venier, presenza costante e decisiva nei giorni più difficili.

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    Un racconto crudo, senza sconti, che arriva dopo mesi di silenzio e di voci sussurrate. Nicola Carraro, 83 anni, ha deciso di raccontare pubblicamente l’anno più difficile della sua vita, segnato da problemi gravissimi di salute che lo hanno portato a un passo dalla morte. Lo fa sulle pagine di Chi, con parole che non cercano pietà ma verità. E che restituiscono tutta la fragilità di un uomo abituato a stare dietro le quinte, improvvisamente costretto a lottare per restare in vita.

    “Un farmaco per dimagrire mi ha portato alla pancreatite acuta”

    Il passaggio più drammatico del racconto riguarda una cura che avrebbe dovuto migliorargli la qualità della vita e che invece ha rischiato di ucciderlo. «Un medico mi aveva prescritto un farmaco per perdere peso, quel farmaco mi ha fatto venire la pancreatite acuta», spiega Carraro. Una frase secca, che non ha bisogno di commenti.
    Il quadro clinico precipita in fretta: ricovero d’urgenza, condizioni critiche, pressione a livelli incompatibili con la vita. «In ospedale dicono a Mara che sono in fin di vita. Avevo 40 di pressione, ma mi hanno salvato». Carraro racconta anche un dettaglio inquietante: «Il San Raffaele era pieno di casi così». Un’allusione che pesa, e che apre interrogativi su farmaci dimagranti sempre più diffusi e sottovalutati.

    Tre settimane in ospedale e una presenza che non molla

    Il ricovero dura tre settimane. Giorni lunghi, sospesi, vissuti con la consapevolezza che l’esito non era affatto scontato. In quel periodo, racconta Carraro, una sola presenza non è mai venuta meno: quella della moglie, Mara Venier.
    «Sono state la sua forza di volontà e la sua vicinanza che mi hanno fatto lottare», dice oggi il produttore. Venier ha fatto avanti e indietro tra Milano e Roma, senza mai lasciarlo solo. Non un dettaglio romantico, ma un dato concreto: presenza fisica, sostegno emotivo, determinazione. Una compagna di vita che, nei momenti peggiori, è diventata ancora di più.

    Prima la schiena, poi il crollo: “Sono finito sulla sedia a rotelle”

    La pancreatite, però, non è stato il primo colpo. Il calvario di Carraro era iniziato già nel 2025 con un problema gravissimo alla colonna vertebrale. «Mi sono spaccato la schiena, sono finito sulla sedia a rotelle», racconta. Un trauma che ha stravolto la quotidianità della coppia e aperto una fase di totale incertezza.
    La svolta arriva grazie all’intervento del presidente del Veneto Luca Zaia, che indirizza Carraro all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Lì entra in scena il professor Altin Stafa, che con un macchinario all’avanguardia riesce in quello che Carraro definisce senza esitazioni un miracolo: «Nel giro di dieci minuti mi rimette in piedi».
    Un momento di rinascita, durato però poco. Perché subito dopo arriva la pancreatite, e con essa la paura più grande.

    Un racconto che pesa, anche per chi legge

    Le parole di Nicola Carraro colpiscono perché non cercano spettacolarizzazione. Raccontano una fragilità reale, fisica e psicologica, che raramente emerge nel mondo patinato dello spettacolo. E restituiscono anche un ritratto diverso di Mara Venier: non solo conduttrice simbolo della domenica televisiva italiana, ma moglie presente, determinata, instancabile.

    Oggi Carraro è fuori pericolo, ma il segno di quell’anno resta. E il suo racconto, più che un’intervista, suona come un avvertimento. Sulla salute, sulle cure prese con leggerezza, e su quanto, alla fine, la differenza la facciano le persone che restano accanto quando tutto il resto crolla.

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      Televisione

      “Il Collegio” non si ferma: RaiPlay conferma il ritorno sul set e prepara una nuova stagione per l’estate

      Il Collegio continua la sua corsa. Forte dei numeri record sulla piattaforma Rai, il docureality prodotto da Banijay si prepara a tornare sul set in estate per una nuova stagione. Un successo che convince RaiPlay a puntare ancora sul format amato dai giovanissimi.

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        Altro che fine corsa. Il Collegio continua a macinare numeri e a convincere RaiPlay a puntare ancora su uno dei suoi titoli più forti. Il docureality, arrivato alla nona edizione, tornerà con una nuova stagione: le riprese sono previste per l’estate e, salvo colpi di scena, con la riconferma di gran parte del corpo docente che negli anni è diventato un marchio nel marchio.

        La decisione arriva dopo un dato che pesa come un verdetto: quasi 25 milioni di visualizzazioni ottenute sulla piattaforma dallo scorso settembre. Numeri importanti, soprattutto se letti in chiave target, perché “Il Collegio” resta uno dei prodotti Rai più seguiti dai giovanissimi. E quando un format riesce a parlare a quella fascia d’età, difficilmente viene messo in discussione.

        Numeri da record e fiducia piena di RaiPlay

        Dietro la conferma c’è una strategia precisa. RaiPlay continua a investire su contenuti capaci di creare fidelizzazione, discussione social e visione continuativa. “Il Collegio” fa tutte e tre le cose: viene visto, commentato, condiviso. E soprattutto rivisto.

        Il successo non è solo quantitativo, ma anche qualitativo dal punto di vista editoriale. Il docureality è riuscito a rinnovarsi stagione dopo stagione, cambiando ambientazioni storiche, dinamiche interne e protagonisti, senza perdere la sua identità. Una formula che, a quanto pare, funziona ancora.

        Professori confermati e set pronto a riaprire

        La nuova stagione dovrebbe ripartire da una certezza: la squadra dei professori. Le conferme non sono ancora ufficiali al cento per cento, ma le indiscrezioni parlano di una continuità quasi totale. Un elemento fondamentale, perché proprio il corpo docente è diventato negli anni uno dei pilastri narrativi del programma, capace di dividere, far discutere e creare personaggi riconoscibili.

        Il ritorno sul set è previsto per l’estate, con una nuova classe pronta a misurarsi con regole rigide, telefoni sequestrati e metodi educativi d’altri tempi. Un rituale che si ripete, ma che per il pubblico continua ad avere il sapore della novità.

        Banijay e il format che non invecchia

        A produrre la nuova stagione sarà ancora Banijay, che con “Il Collegio” ha costruito uno dei format di maggior successo degli ultimi anni nel panorama televisivo italiano. Un prodotto che riesce a tenere insieme intrattenimento, nostalgia e osservazione sociale, parlando ai ragazzi ma incuriosendo anche il pubblico adulto.

        In un momento in cui molti programmi faticano a rinnovarsi, “Il Collegio” dimostra di avere ancora benzina. E RaiPlay, forte dei numeri, non ha alcuna intenzione di spegnere i motori. L’estate è già segnata sul calendario.

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          Televisione

          Raz Degan: “Con Paola Barale 14 anni bellissimi. Dalla vita porto solo la luce, il resto lo lascio andare”

          L’attore e regista israeliano ospite di Ciao Maschio, il programma di Nunzia De Girolamo su Rai 1. In un’intervista intima e riflessiva, racconta il suo modo di guardare al passato e parla del grande amore con Paola Barale.

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          Raz Degan

            Ci sono amori che non si dimenticano, anche quando la vita prende strade diverse. Quello tra Raz Degan e Paola Barale è uno di questi: intenso, libero, sotto gli occhi del pubblico ma vissuto sempre con un’aura di autenticità. Oggi, a distanza di anni, Degan ne parla con serenità.

            L’attore israeliano — da tempo lontano dai riflettori italiani — si lascia andare a una riflessione matura sul passato, sull’amore e sulla capacità di lasciar andare.

            “Sono stati 14 anni belli. Porto solo i ricordi belli, tutto il resto lo getto via”, racconta con la calma di chi ha imparato a fare pace con il tempo. “La saggezza è proprio questa: ricordare le perle e buttare via le porcherie”.

            Il ricordo di un grande amore

            Durante la conversazione, De Girolamo gli mostra una vecchia fotografia con Paola Barale, la donna con cui ha condiviso quasi quindici anni di vita. Un’immagine che riaccende il sorriso e i ricordi. “Erano momenti speciali, molto intensi”, spiega Degan. “Lei mi ha insegnato tanto su come funziona questo Paese, e per questo le sarò sempre grato”.

            Con tono pacato, aggiunge: “Quando hai vissuto così a lungo accanto a una persona, è giusto conservare la parte luminosa. Le tempeste passano, ma la luce dei ricordi resta. Ti aiuta a vivere meglio”.

            Le parole di Degan, che da tempo alterna la vita tra l’Italia e il Medio Oriente, riflettono una filosofia semplice e profonda: accettare il passato senza rancore, trasformando ogni esperienza in una forma di gratitudine.

            La lezione di vita

            Sul tema delle relazioni, l’attore — che nel 2017 aveva ritrovato popolarità vincendo L’Isola dei Famosi — sottolinea un concetto che sembra essere diventato il suo mantra: “Nella vita non serve rovinare ciò che è stato. Bisogna portarsi dietro solo la parte che ti ha fatto crescere.”

            Una visione che arriva dopo un lungo percorso personale, fatto di viaggi, introspezione e distacco dalle logiche televisive. Da anni, infatti, Raz Degan vive in modo riservato, dedicandosi ai documentari e a progetti legati alla natura e alla cultura.

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              Musica

              Simona Ventura, San Marino Song Contest, televisione italiana, Grande Fratello, share tv, conduttori, spettacolo, gossip televisivo

              La conduttrice spiega di seguire il contest da tempo e di aver sempre desiderato presentarlo. Ma il tempismo della scelta, dopo il basso share del Grande Fratello, apre interrogativi sulla strategia e su chi la stia consigliando.

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                Dopo un’edizione del Grande Fratello chiusa con ascolti deludenti, Simona Ventura sceglie di tornare sotto i riflettori presentando la serata finale del San Marino Song Contest. Una decisione che, più che apparire come un rilancio studiato, solleva dubbi e perplessità. La domanda circola negli ambienti televisivi con una certa insistenza: chi la consiglia?

                La Ventura ha motivato la scelta con parole che puntano sull’entusiasmo personale. «Da tempo seguo il San Marino Song Contest e, guardandolo, ho sempre desiderato di poterlo presentare». Un’affermazione che, però, lascia spazio a più di una lettura, soprattutto alla luce del momento professionale che sta attraversando.

                Il contesto dopo il Grande Fratello
                L’ultima esperienza legata al Grande Fratello non ha brillato in termini di share, segnando una battuta d’arresto in una carriera costruita su ritmo, centralità mediatica e capacità di intercettare il pubblico generalista. Proprio per questo, la scelta di legarsi a un evento come il San Marino Song Contest appare, per alcuni, come un passo laterale più che come una vera ripartenza.

                Il contest sammarinese è una manifestazione di nicchia, seguita con curiosità dagli appassionati di musica e dall’universo eurovisivo, ma lontana dai grandi numeri della prima serata Rai o Mediaset. Un palco particolare, con una visibilità limitata e un impatto mediatico ridotto rispetto ai grandi show nazionali.

                Una dichiarazione che fa discutere
                Le parole di Simona Ventura, secondo cui seguirebbe il contest “da tempo” e avrebbe sempre desiderato presentarlo, hanno fatto alzare più di un sopracciglio. Davvero il San Marino Song Contest rappresentava un sogno professionale nel percorso di una delle conduttrici simbolo della televisione italiana? O si tratta piuttosto di una giustificazione elegante per una scelta arrivata in un momento complicato?

                Nel mondo dello spettacolo, il tempismo conta quanto il talento. E presentarsi su un palco minore subito dopo un insuccesso televisivo rischia di rafforzare l’idea di un ridimensionamento, più che di una strategia di rilancio consapevole.

                Chi la consiglia davvero?
                Il punto centrale resta questo. Simona Ventura ha dimostrato in passato di saper scegliere progetti forti e di imporre la propria personalità anche in contesti difficili. Oggi, però, la sensazione è che il suo percorso sia guidato più dall’urgenza di restare in scena che da una visione chiara di medio periodo.

                Il San Marino Song Contest può offrire un palcoscenico curioso, persino divertente, ma difficilmente rappresenta un punto di svolta. La scelta di accettare la conduzione finale appare quindi opinabile, soprattutto se letta come risposta a una fase di appannamento televisivo.

                Resta da capire se questa mossa sarà l’inizio di un nuovo percorso o solo una parentesi marginale in attesa di un progetto più solido. Per ora, più che l’entusiasmo dichiarato, a colpire è il dubbio che accompagna l’annuncio.

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