Connect with us

Personaggi e interviste

Alessandro Borghese e Wilma Oliviero, 17 anni d’amore per un «Spostiamoci» capito male: «Se rinasco, ti cercherò ancora»

Alessandro Borghese e Wilma Oliviero hanno festeggiato 17 anni di matrimonio. La loro storia cominciò nel 2008 con un colpo di fulmine, proseguì con una proposta di nozze mai pronunciata davvero e si trasformò in una delle coppie più solide dello spettacolo. La dedica dello chef: «Ti riconoscerei come la prima volta».

Avatar photo

Pubblicato

il

    Alessandro Borghese e Wilma Oliviero continuano a essere innamorati come il primo giorno. Lo chef romano e la moglie hanno festeggiato il 25 luglio i loro primi 17 anni di matrimonio, un traguardo celebrato dal figlio di Barbara Bouchet con una dedica romantica pubblicata su Instagram. Nessuna crisi da cucinare a fuoco lento e neppure pettegolezzi da servire in tavola: tra loro la ricetta sembra funzionare ancora benissimo.

    La storia d’amore cominciò nel 2008 grazie a un’intervista e arrivò all’altare meno di un anno dopo, anche per colpa di una frase capita male durante una turbolenza. Da allora sono arrivati il matrimonio, due figlie, numerosi progetti professionali e una vita costruita lontano dagli scandali. Con un dettaglio ormai evidente: il malinteso più fortunato della vita di Borghese non si verificò in cucina, ma su un aereo.

    Alessandro Borghese e Wilma Oliviero, il colpo di fulmine durante un’intervista

    Nel settembre 2008 Alessandro Borghese conduceva per la terza stagione Cortesie per gli ospiti su Real Time. Wilma Oliviero lavorava invece a un progetto dedicato al videogioco Cooking Mama e cercava uno chef brillante da intervistare. Le passarono il contatto di Alessandro e l’appuntamento professionale cambiò rapidamente la vita di entrambi.

    «Ero a Milano per l’intervista e chi mi doveva intervistare si chiamava Wilma. Un nome che mi ha incuriosito, mi suonava molto antico. Quando l’ho vista, devo dire che Wilma non era per niente antica», avrebbe raccontato anni dopo lo chef ricordando quel primo incontro.

    Tra i due scattò immediatamente qualcosa. Quella che avrebbe dovuto essere una normale intervista si trasformò nell’inizio di una relazione travolgente, tanto che pochi mesi più tardi cominciarono già a parlare, sia pure involontariamente, di matrimonio.

    La proposta nata da un irresistibile equivoco

    Nel febbraio 2009 Alessandro e Wilma stavano viaggiando insieme quando il loro volo incontrò una forte turbolenza. Borghese suggerì alla fidanzata di cambiare posto pronunciando una frase semplicissima: «Spostiamoci». Wilma, però, capì «Sposiamoci» e rispose subito di sì.

    Lo chef avrebbe potuto chiarire l’equivoco, ma scelse una soluzione decisamente più impegnativa e romantica: «Lei disse di sì. Non ho voluto deluderla e l’ho sposata davvero». Sei mesi più tardi, il 25 luglio 2009, Alessandro Borghese e Wilma Oliviero celebrarono le nozze nel Santuario della Madonna del Roseto di Solopaca, prima del ricevimento al resort Acquapetra di Telese Terme.

    «Ci siamo sposati in fretta perché, se credi nella coppia, il matrimonio definisce bene i ruoli, suggella l’amore, non è solo un pezzo di carta», avrebbe spiegato Wilma. Una partenza fulminea che, a distanza di 17 anni, non sembra avere esaurito lo slancio iniziale.

    Le figlie Arizona e Alexandra completano la famiglia

    Nel dicembre 2012 nacque Arizona, mentre Borghese lavorava alle registrazioni di Cucina con Ale. L’arrivo della primogenita, avvenuto nel periodo delle feste, rese quel Natale indimenticabile: «È stato il Natale che ricordo con più dolcezza, è stato davvero magico», raccontò lo chef.

    Nel giugno 2016 arrivò Alexandra. In quel periodo Borghese divideva i propri impegni televisivi tra Junior MasterChef e 4 ristoranti, ma fu proprio lui ad annunciare sui social la nascita della secondogenita pubblicandone la prima fotografia. La famiglia era finalmente al completo.

    La dedica di Borghese: «Se rinasco, ti cercherò ancora»

    Per celebrare i 17 anni di matrimonio, Alessandro Borghese ha affidato a Instagram una dichiarazione nella quale ha ripercorso la loro vita attraverso musica, sapori, viaggi e momenti familiari: «Sei in ogni disco che ascolto, sei in un sapore che seduce il palato e si fa memoria, nelle risate delle nostre figlie».

    Poi la dedica si è fatta ancora più intensa: «Sei il primo pensiero quando succede qualcosa di bello e la mano che cerco quando il terreno vibra». Lo chef ha ringraziato la moglie per il modo in cui continua a trasformare il suo sguardo sul mondo, sulle città, sui progetti e sul tempo.

    Infine, la promessa che ha conquistato i fan: «Wilma, sono grato di averti ritrovata in questa vita. Se rinasco, ti cercherò ancora e ancora… e ti riconoscerò come la prima volta, per essere ancora noi. I love you». Altro che proposta sbagliata: quel «Spostiamoci» è finito esattamente nel posto giusto.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Personaggi e interviste

      Cristina Marino, il sesso con Luca Argentero diventa un incubo sul set: «Dovevo essere nuda, mi sono fatta scotchare tutta per la vergogna»

      Cristina Marino racconta ad Alessandro Cattelan l’imbarazzo di girare scene intime con il marito Luca Argentero. Davanti a sessanta persone, l’attrice ha preferito farsi coprire con il nastro adesivo e nascondersi sotto le coperte.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Fare sesso con Luca Argentero davanti alle telecamere? Per Cristina Marino è molto più imbarazzante che girare una scena intima con uno sconosciuto. L’attrice lo ha raccontato ad Alessandro Cattelan durante il podcast Supernova, svelando un curioso retroscena delle riprese condivise con il marito. Nonostante dodici anni d’amore, due figli e un terzo in arrivo, ritrovarsi seminuda davanti a una troupe di sessanta persone l’ha messa talmente a disagio da costringerla a escogitare una soluzione piuttosto insolita.

        Cristina Marino: «Mi sono fatta scotchare tutta e mi sono messa sotto le coperte»

        La confessione riguarda le scene intime girate con Luca Argentero, con il quale Cristina Marino ha condiviso anche esperienze professionali in produzioni come Doc – Nelle tue mani e Avvocato Ligas.

        «All’inizio dovevo essere nuda nel letto, poi però essere lì in una stanza con 60 persone mi ha creato imbarazzo e così mi sono fatta scotchare tutta e mi sono messa sotto le coperte», ha raccontato l’attrice.

        Un rimedio decisamente poco romantico: coprirsi con il nastro adesivo per evitare di mostrarsi completamente nuda, nonostante la scena prevedesse un momento di intimità proprio con l’uomo che ha sposato.

        «Con uno sconosciuto è più facile»: il paradosso di Luca Argentero

        La parte più curiosa del racconto è che Cristina Marino considera meno complicato girare scene di sesso con un collega con il quale non ha alcun rapporto sentimentale. Con Luca Argentero, invece, l’intimità autentica diventa un ostacolo. La presenza della troupe e delle telecamere trasforma qualcosa di familiare in una situazione artificiale, nella quale l’attrice fatica a sentirsi a proprio agio.

        Un paradosso ancora più divertente considerando che Cristina e Luca si sono conosciuti proprio sul set, durante le riprese del film Vacanze ai Caraibi, nel 2015. Quello che allora aveva fatto nascere la loro storia d’amore, oggi può diventare fonte di imbarazzo quando la sceneggiatura impone di interpretare una coppia anche davanti alla macchina da presa.

        I due, sposati dal 2021, sono genitori di Nina Speranza e Noè Roberto e aspettano il terzo figlio. Ma nemmeno una lunga convivenza e una famiglia costruita insieme sono bastate a rendere naturale una scena di sesso davanti a sessanta colleghi. Alla fine, per Cristina Marino, la soluzione è stata una sola: nastro adesivo e coperte.

          Continua a leggere

          Personaggi e interviste

          Antonella Elia, ecco cosa ha davvero: la formazione vicino all’ovaio può essere un tumore? Cosa sappiamo finora

          Dopo l’annuncio del ricovero, cresce la preoccupazione per Antonella Elia. La showgirl ha raccontato di una formazione anomala vicino a un ovaio, rimasta senza controlli per un anno e mezzo. Ecco quali sono i possibili rischi e perché soltanto gli esami potranno chiarire la diagnosi.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Antonella Elia ha raccontato pubblicamente il motivo del suo ricovero al Policlinico Gemelli di Roma, suscitando preoccupazione tra i fan. Al centro della vicenda c’è una formazione anomala vicino a un ovaio, individuata tempo fa e rimasta senza controlli per circa diciotto mesi. Ma che cosa ha esattamente Antonella Elia? E soprattutto, potrebbe trattarsi di qualcosa di grave? La risposta, almeno per il momento, è che non esiste ancora una diagnosi pubblicamente confermata.

            Antonella Elia, che cos’è la formazione vicino all’ovaio

            A spiegare la situazione è stata la stessa Antonella Elia attraverso un video pubblicato sui social. «Avevo una formazione strana vicino a un ovaio, ho lasciato passare un anno e mezzo e adesso quella formazione si è trasformata in qualcosa che non si sa cosa sia», ha dichiarato.

            Una formazione nella regione ovarica può avere origini differenti. Potrebbe trattarsi di una cisti benigna, di una lesione di altra natura oppure, nei casi più seri, di una neoplasia. La sola presenza di una massa non significa necessariamente che ci sia un tumore maligno. Per stabilirne la natura servono accertamenti specialistici e, quando indicato, un esame istologico.

            Antonella Elia, la formazione potrebbe essere grave?

            Il timore più grande riguarda naturalmente la possibilità di una patologia tumorale. Tuttavia, le formazioni ovariche possono essere benigne, borderline oppure maligne. La valutazione dipende da diversi elementi, tra cui le dimensioni, l’aspetto ecografico, l’eventuale presenza di componenti solide e le caratteristiche della paziente.

            Elia ha parlato anche dei marcatori tumorali, esami del sangue che possono contribuire alla valutazione clinica. Questi valori, però, non bastano da soli a diagnosticare o escludere un tumore. Inoltre, il fatto che la formazione sia stata individuata da tempo non permette di stabilire se sia diventata pericolosa.

            Antonella Elia, cosa si saprà dopo l’intervento al Gemelli

            L’intervento chirurgico potrà consentire ai medici di esaminare direttamente la formazione e, se verrà prelevato del tessuto, di sottoporlo all’analisi istologica. Sarà quest’ultima, quando necessaria, a chiarirne la natura.

            Nel frattempo, Antonella Elia ha scelto di mantenere un atteggiamento positivo e di trasformare la propria esperienza in un messaggio rivolto a tutte le donne. «La prevenzione è importante», ha ricordato, invitando a non trascurare sintomi e controlli.

            La showgirl ha ammesso di essere stata superficiale, ma ha anche ribadito di sentirsi in ottime mani. Per conoscere la diagnosi definitiva bisognerà attendere eventuali nuovi aggiornamenti clinici, senza confondere un sospetto con una malattia accertata.

              Continua a leggere

              Personaggi e interviste

              Bruno Barbieri, la confessione sul successo e la gavetta: «Fino a quarant’anni non avevo un soldo. Ho sputato sangue per arrivare»

              Bruno Barbieri ripercorre una carriera costruita con una lunga gavetta: a 17 anni lasciò casa, lavorò sulle navi e conobbe le difficoltà economiche. Ora prepara la nuova stagione di 4 Hotel, al via il 6 settembre.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Il successo per Bruno Barbieri non è arrivato rapidamente e, soprattutto, non è arrivato per caso. Dietro lo chef stellato diventato uno dei personaggi televisivi più riconoscibili d’Italia ci sono anni di lavoro e sacrifici che oggi racconta senza nascondere le difficoltà: «Ho penato tanto, ho sputato sangue. Fino ai quarant’anni non avevo un soldo in tasca».

                Una storia molto diversa da quella che potrebbe suggerire la popolarità conquistata prima con MasterChef Italia e poi con 4 Hotel. Barbieri proviene da una famiglia modesta e da ragazzo aveva soprattutto un obiettivo: lavorare e riuscire a costruirsi una vita. Il padre immaginava per lui un futuro da ingegnere stradale. Bruno scelse invece di andarsene.

                Bruno Barbieri e la gavetta iniziata a 17 anni

                «A 17 anni ero già via di casa», racconta Barbieri, ricordando che il padre non prese bene quella decisione e che i due riuscirono a chiarirsi soltanto molto tempo dopo. Prima della cucina stellata arrivarono esperienze che avrebbero segnato profondamente il suo modo di lavorare.

                Fece l’aiuto cuoco sulle navi da crociera, dove imparò l’importanza dell’organizzazione, dell’attenzione e soprattutto del lavoro di squadra. Ancora prima aveva attraversato parte del Sudamerica in autostop, da Panama fino alle cascate di Iguazú, affidandosi anche all’ospitalità delle persone incontrate lungo il viaggio.

                «La vita non è stata sempre facile», ammette. Alla base della sua carriera mette soprattutto la tenacia, insieme all’aiuto ricevuto dalle persone che hanno creduto in lui nei momenti decisivi.

                Il successo di 4 Hotel e il problema di essere Bruno Barbieri

                Oggi alla cucina si è aggiunta la televisione e 4 Hotel è diventato uno dei programmi che maggiormente identificano Barbieri. Lo chef rivendica anche il contributo che trasmissioni come questa e MasterChef avrebbero dato al miglioramento dell’attenzione degli italiani verso ristorazione e ospitalità.

                La popolarità, però, presenta qualche inconveniente. Quando viaggia senza telecamere, racconta, trovare una camera può diventare sorprendentemente complicato: «Quel rompicoglioni di Barbieri può essere un problema, non mi vuole più nessuno». Una battuta che gioca proprio sulla fama di giudice esigentissimo conquistata davanti alle telecamere.

                La nuova stagione e l’ossessione per il topper

                La nuova stagione di 4 Hotel partirà il 6 settembre e punterà anche su destinazioni lontane dai percorsi turistici più prevedibili. Barbieri anticipa tappe come Brescia sotterranea, il Monferrato e la Sila in autunno, dove ha scoperto anche un trenino che collega diversi paesi. Grande attenzione, ancora una volta, alla sostenibilità ambientale, che lo chef definisce uno dei suoi «chiodi fissi».

                E naturalmente continuerà la caccia al topper, diventato quasi un marchio di fabbrica del programma. L’ossessione nasce circa trent’anni fa in Australia, quando Barbieri dormì su un letto particolarmente comodo e scoprì che il segreto era proprio quell’imbottitura. Ne comprò immediatamente una per circa 250 dollari e, racconta, ne spese addirittura altri mille per farsela spedire in Italia.

                Una spesa tutt’altro che trascurabile, ma della quale non sembra essersi mai pentito: «Mi ha cambiato la vita». E quel primo, leggendario topper australiano? Barbieri assicura di conservarlo ancora oggi.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie