Personaggi e interviste
Fedez spiazza: «Tra Vannacci e Schlein scelgo Vannacci». E Cruciani lo bacchetta
«La Schlein non attecchisce», dichiara il rapper. Cruciani lo incalza: «Ma facevi le dirette con Zan, ca**o!». Una svolta comunicativa che lascia perplessi.
Fedez divide ancora. Ospite del programma radiofonico La Zanzara mercoledì mattina, il rapper ha dichiarato che, se costretto a scegliere tra Elly Schlein e Roberto Vannacci, opterebbe per il generale. «Se dovessi scegliere tra Vannacci e Schlein, sceglierei Vannacci», ha detto Fedez, suscitando lo stupore di Giuseppe Cruciani e David Parenzo.
Una dichiarazione che fa discutere, soprattutto considerando il passato di Fedez. Solo tre anni fa, il rapper era in prima linea per il ddl Zan, partecipando a dirette Instagram con Alessandro Zan per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla proposta di legge contro le discriminazioni basate su orientamento sessuale, identità di genere e disabilità.
Lo scontro a La Zanzara
Cruciani non ha esitato a sottolineare l’apparente contraddizione: «Ma facevi le dirette con Zan, cao!». La replica di Fedez è stata secca: «Ma che cao me ne frega, la Schlein non attecchisce. Chi voterebbe la Schlein?».
I conduttori hanno ribattuto, ricordando che il Partito Democratico guidato da Elly Schlein è il secondo partito italiano. Tuttavia, il rapper ha mantenuto la sua posizione: «Io da comunicatore guardo, non giudico, non mi interessano le tifoserie. Comunicativamente parlando, Vannacci si mangia la Schlein».
Dalle battaglie civili al pragmatismo comunicativo
Le parole di Fedez segnano un cambiamento evidente rispetto al suo passato di sostenitore dei diritti civili. Tre anni fa, il rapper aveva acceso i riflettori sul ddl Zan, sfidando apertamente i politici contrari alla legge e utilizzando la sua piattaforma social per influenzare il dibattito pubblico.
Ora, sembra orientarsi verso un’analisi più fredda e distaccata, privilegiando l’efficacia comunicativa rispetto alle posizioni ideologiche. La preferenza per il generale Vannacci, noto per dichiarazioni controverse come «i gay non sono normali», appare però in netto contrasto con i valori che Fedez aveva sostenuto in passato.
Reazioni e polemiche
Le dichiarazioni hanno scatenato un dibattito sui social, dove molti utenti si sono chiesti se il rapper abbia davvero cambiato idea sui temi dei diritti civili o se le sue parole siano da leggere come una provocazione. «Fedez che sceglie Vannacci dopo le battaglie per il ddl Zan è un cortocircuito comunicativo», commenta un utente.
Intanto, Cruciani e Parenzo hanno continuato a incalzarlo durante la trasmissione, cercando di capire se le sue parole fossero frutto di una scelta politica o di una semplice analisi strategica.
Con il suo stile inconfondibile, Fedez ha concluso senza troppe spiegazioni: «Non mi interessano le tifoserie. Io guardo e dico ciò che vedo».
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Personaggi e interviste
Urbano Cairo sorprende tutti su Barbara d’Urso: “Volevo affidarle un’intera rete”, la rivelazione che cambia lo scenario televisivo
La rivelazione di Urbano Cairo apre uno scenario inedito sul futuro televisivo di Barbara d’Urso. L’editore conferma di averle proposto un progetto molto ambizioso: la guida dell’intera La7D.
Se per Myrta Merlino le porte di La7 sembrano restare chiuse, per Barbara d’Urso arrivano invece parole di grande stima da parte di Urbano Cairo. L’editore ha infatti svelato un retroscena rimasto finora lontano dai riflettori, raccontando di aver immaginato per la storica conduttrice Mediaset un progetto ben più ampio di una semplice trasmissione.
Secondo quanto raccontato da Cairo, nell’estate del 2025, proprio mentre Milly Carlucci la stava corteggiando per portarla nel cast di Ballando con le Stelle, lui aveva avanzato una proposta riservata destinata a rivoluzionare La7D.
Il progetto per rilanciare La7D
L’idea non prevedeva un singolo programma, ma un ruolo di primo piano nella trasformazione dell’emittente. Cairo ha spiegato di aver pensato a Barbara d’Urso come volto simbolo del rilancio del canale.
«Barbara d’Urso la stimo, è molto brava e ha fatto benissimo. Quando stavo pensando di cambiare La7D, avrei voluto affidarle un’intera rete.»
Parole che raccontano la fiducia dell’editore nelle capacità della conduttrice e che svelano un progetto mai concretizzato, ma evidentemente preso in seria considerazione.
Un retroscena rimasto finora segreto
La rivelazione aggiunge un tassello importante al periodo successivo all’uscita di Barbara d’Urso da Mediaset. In quei mesi il suo nome era stato accostato a diversi progetti televisivi e, tra le ipotesi più discusse, c’era anche quella di una partecipazione a Ballando con le Stelle.
Ora emerge che, parallelamente a quelle trattative, esisteva anche un dialogo con Cairo, intenzionato ad affidarle un incarico di grande responsabilità all’interno del gruppo La7.
Un futuro ancora tutto da scrivere
Il progetto non è andato in porto, ma le parole dell’editore confermano quanto Barbara d’Urso continui a essere considerata una delle professioniste più riconoscibili della televisione italiana. La stima espressa da Cairo lascia intravedere quanto fosse ambiziosa l’idea immaginata per La7D, ben oltre il semplice ritorno in video con una nuova trasmissione.
Resta da capire se quel progetto sia ormai definitivamente archiviato o se, in futuro, possa riemergere sotto forme diverse.
Personaggi e interviste
Cairo chiude la porta a Myrta Merlino? “Oggi la considero un volto Mediaset”: sfuma l’ipotesi di un clamoroso ritorno a La7
Dopo l’esperienza a Pomeriggio 5, Myrta Merlino sembrava poter tornare a La7. Ma Urbano Cairo, pur confermando la stima nei suoi confronti, ha lasciato intendere che al momento non è nei piani dell’emittente.
Il futuro televisivo di Myrta Merlino sembra allontanarsi sempre di più da Urbano Cairo e da La7. Negli ultimi mesi si era parlato della possibilità di un ritorno della giornalista nell’emittente dove aveva costruito una parte importante della propria carriera, ma le dichiarazioni dell’editore sembrano chiudere, almeno per ora, questa prospettiva.
Cairo ha infatti espresso parole di apprezzamento nei confronti della conduttrice, senza però lasciare spazio a interpretazioni su un suo possibile rientro.
La stima resta, ma il messaggio è chiaro
L’editore ha voluto ribadire il rapporto di stima che lo lega alla giornalista, ricordando il lavoro svolto negli anni alla guida de L’Aria che tira e il successivo approdo a Mediaset.
«Myrta Merlino è una persona che stimo moltissimo. Ha fatto benissimo con noi a L’Aria che tira, poi è andata a Mediaset e ha fatto bene anche lì. Oggi la considero un volto Mediaset».
Una dichiarazione che, pur priva di toni polemici, viene letta da molti come una presa di posizione piuttosto netta sul futuro della conduttrice.
Dall’addio a La7 all’esperienza a Mediaset
Nel 2023 Myrta Merlino aveva lasciato la conduzione de L’Aria che tira per accettare la proposta di Pier Silvio Berlusconi, che l’aveva scelta per raccogliere l’eredità di Pomeriggio 5. Un passaggio importante nella carriera della giornalista, chiamata a rinnovare uno dei contenitori pomeridiani più seguiti della televisione italiana.
Negli ultimi tempi le indiscrezioni avevano alimentato l’ipotesi di un possibile ritorno a La7, anche alla luce dei cambiamenti nei palinsesti televisivi. Le parole di Cairo, però, sembrano allontanare questa eventualità.
Quale futuro per Myrta Merlino
Le dichiarazioni dell’editore non escludono scenari futuri, ma fotografano la situazione attuale. Cairo continua a riconoscere il valore professionale della giornalista, sottolineando i risultati ottenuti sia a La7 sia a Mediaset. Allo stesso tempo, però, la definizione di «volto Mediaset» lascia intendere che, almeno oggi, non ci siano le condizioni per un ritorno nella rete da cui era partita.
Resta da capire quali saranno le prossime mosse della conduttrice e se il suo percorso professionale continuerà nell’universo Mediaset o prenderà una direzione diversa.
Personaggi e interviste
Hudson Williams svela il consiglio di Luca Guadagnino: «Lavora solo con grandi registi, altrimenti nessuno vedrà il tuo talento»
Hudson Williams, co-star della serie con Connor Storrie, rivela le parole del regista italiano: anche il miglior copione può perdersi se dietro la macchina da presa non c’è uno sguardo all’altezza
Hudson Williams, tra i protagonisti di Heated Rivalry insieme a Connor Storrie, racconta un consiglio destinato a diventare una piccola lezione di cinema. A darglielo è stato Luca Guadagnino, uno dei registi italiani più stimati a livello internazionale, che gli avrebbe spiegato quanto sia decisiva la scelta di chi sta dietro la macchina da presa.
Per un attore, secondo Guadagnino, non basta trovare un buon copione. Il talento può emergere davvero soltanto quando viene guidato da un regista capace di valorizzarlo, proteggerlo e trasformarlo in immagine.
Il consiglio di Luca Guadagnino
Hudson Williams ha rivelato le parole ricevute dal regista italiano:
«Devi lavorare solo con grandi registi. E, se sei un attore, non importa quanto sia buono quel copione, se c’è un regista mediocre, un incompetente dietro la macchina da presa, nessuno vedrà la tua interpretazione».
Una frase netta, che fotografa con grande chiarezza il rapporto tra attore e regia. Anche la prova più intensa rischia infatti di restare invisibile se non viene sostenuta da uno sguardo cinematografico forte.
Hudson Williams dopo il successo di Heated Rivalry
Per Williams, diventato uno dei volti più seguiti grazie a Heated Rivalry, il suggerimento arriva in un momento cruciale della carriera. La serie lo ha portato all’attenzione del grande pubblico e ha trasformato il suo nome in uno dei più osservati tra i giovani interpreti internazionali.
Accanto a Connor Storrie, l’attore ha conquistato una fanbase molto attiva, pronta a seguire ogni nuovo progetto dopo il successo della serie.
Una lezione sul futuro
Le parole di Guadagnino sembrano indicare anche una possibile direzione per il futuro di Hudson Williams: scegliere con attenzione, non lasciarsi sedurre soltanto dal copione e affidarsi a registi capaci di costruire davvero un percorso.
Un consiglio prezioso per un attore in ascesa, che ora dovrà trasformare la popolarità ottenuta con Heated Rivalry in una carriera solida e riconoscibile.
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